Nella sentenza sportiva che condannò Moggi si trovano motivazioni del tutto riscontrabili ora con Moratti e Facchetti. Solo qualche stralcio:vikings11 wrote: Io dico solo una cosa, se alcune di queste intercettazioni, soprattutto l'ultima, avessero avuto per protagonista Moggi, sarebbe successo il finimondo.
Coerenza zero, come al solito.
Vi sono elementi, infatti, per ritenere che in occasione del campionato
2004/2005, del quale soltanto ci si deve occupare, la Juventus giocò due distinti
campionati. Uno sul campo di gioco ad opera dei suoi giocatori ed un altro fuori
dal campo ad opera dei dirigenti Moggi e Giraudo.
Una prova in tal senso emerge nel modo più evidente dalla telefonata
intercorsa tra Moggi e Giraudo il 6 febbraio 2005 (prog. 31466), nella quale i
due fanno bene intendere che con riferimento al campionato gli ambienti che
vanno curati sono due: quello relativo alla squadra (allenatore e giocatori), e
quello che essi definiscono esterno, identificabile, come appare dal contenuto
della conversazione, nel mondo arbitrale.
Questa possibilità di intervento di Moggi e Giraudo sul mondo arbitrale
emerge a chiare lettere dal numerosi elementi e da prove dirette.
Il primo elemento che balza subito agli occhi è che i due dirigenti avevano
uno stretto rapporto con i due designatori arbitrali: rapporto manifestato dai
ripetuti incontri, anche conviviali, e dalla frequenza delle telefonate tra loro
intercorse.
Ora, se potrebbe anche essere ipotizzabile che Pairetto e Bergamo
avessero una lecita necessità di comunicare tra loro, tale ipotesi non appare
sostenibile nei rapporti tra Moggi e i designatori. Se le comunicazioni tra loro vi
sono state ( la circostanza è pacifica) e se lo stesso Moggi si è dato carico di
fornire (almeno a Bergamo) il telefonino ed ha provveduto a ricaricarlo a sue
spese, è consentito dedurne che l'oggetto delle conversazioni (non essendo state
prospettate altre ipotesi plausibili da parte degli incolpati) non dovesse essere
del tutto lecito.
La funzione attiva svolta da
Moggi nell'opera di formazione della griglia è inoltre dimostrata dal fatto che,
prima di inserirvi il nome dell'arbitro Rodomonti, Bergamo cerca il consenso di
Moggi.
... che c'è una soggezione di Bergamo nei confronti di Moggi; il primo,
infatti, pur cercando di manifestare formalmente una propria autonomia, alla
fine comunque finisce per accontentare il Moggi, tanto che, non avendo potuto
designare Ricci, mantiene la designazione di Gemignani (che comunque rientra
nell'alternativa , ma gli affianca Foschetti che
era uno dei due assistenti originariamente chiesti da Moggi.
Ed emerge indiscutibile un elemento: Bergamo aveva a cuore anche i rapporti con l'Inter.
D'altronde nell'allucinante lottizzazione del 1999 che è all'origine di questo orrore, Bergamo era il garante per Milan, Inter e Juve, Pairetto lo era per Parma, Roma, Lazio e Fiorentina (e dal 2005 si parlava di passare al designatore unico, quindi se fate 2+2...).
Il minimo sarebbe non considerare valido alcun campionato dal 1999 al 2005.



