The Answer Palermitano wrote:
Il problema molte volte è vederlo.
Ho arbitrato anche io (partite fra ragazzini, mai niente di ufficiale, giusto per chiarire!) e so che anche delle cazzate a volte possano essere difficili da vedere (perchè impallato, per la dinamica dell'azione, ecc) e conseguentemente anche da giudicare.
Ma è anche vero che giustamente Sberl ha citato il guardalinee. Ed è anche vero che ho citato diverse circostanze proprio per questo motivo. Sono sicuro che un paio di quei falli non saranno stati visti, ma altri invece lo sono stati (vedi quello di Chievo-Catania di oggi) e sono stati giudicati senza uniformità. Quello non mi va bene. O meglio, mi va bene da parte dell'arbitro perchè siccome si basa su un'opinione soggettiva, è legittimo che l'arbitro possa pensarla diversamente da me. A me non va bene che il regolamento lasci spazio a questa soggettività che può variare da arbitro in arbitro e quindi da partita a partita.
Insomma, se dai (giustamente) il rigore di Aronica in Napoli-Palermo (andata), poi devi dare anche quello di Gamberini in Fiorentina-Napoli (ritorno). Non va bene che entrambi gli arbitri possano (legittimamente, dal loro punto di vista) avere opinioni differenti. Io non sto buttando la croce addosso agli arbitri. Io vorrei che il regolamento venga codificato in maniera inequivocabile.
Non esiste che dobbiamo vedere se il braccio di Adriano si tenda un centimetro in più o in meno col super-replay per capire se sia volontario o meno (che poi l'istinto è volontario? E che caspita ne sappiamo di quello che ha in testa il brasiliano? E' andato a saltare con occhi aperti o chiusi?). Facciamo che o è fallo o non lo è, e basta. Poi se non viene visto, pace, io lo accetto, ma quello è un discorso separato, così come lo sono i puerili discorsi sul sistema. Io mi sto limitando a parlare della definizione del fallo di mano, che secondo me è difettosa e porta ad inevitabili errori ed ineguaglianze di giudizio (e pertanto a polemiche, liti, sospetti, ecc).