Dicevamo di Alessandro Fabretti. Un articolo molto esplicativo delle sue capacità lo ha redatto Andrea Scanzi di Ubitennis. Eccolo per chi non lo avesse letto:
Molto di più merita parlare della Rai. Sì, il nostro servizio pubblico, sempre così attento al tennis. C'erano una volta le telecronache, interrotte sul più bello, di fine anni Ottanta e inizio Novanta. Allora, però, c'erano non altro Giampiero Galeazzi e Adriano Panatta. Che divertivano: una caciara magari poco oxfordiana, ma coinvolgente.
E adesso, nell'era del satellite? Adesso c'è Rai Sport Più, che sta seguendo l'evento da Genova. Il telecronista, accompagnato da un quasi sempre attonito Stefano Pescosolido, è sempre lui: Alessandro Fabretti. Il vero hero della Davis italiana. L'idolo inarrivabile.
Fabretti è un senz'altro bravo professionista, conoscitore di ciclismo. Purtroppo per lui gli fanno fare anche il tennis. Per intendersi, Fabretti è uno che durante le ultime Olimpiadi disse che Federer al turno successivo avrebbe affrontato il vincente della sfida tra Ani e Safarova (due donne). E questo dà forse la misura della sua certosina competenza tennistica (e dell'amore che la Rai nutre per questo sport).
Il servizio pubblico, ogni volta che si trova costretto a parlare di tennis, sa deliziarci. Ricordo con sognante trasporto lla radiocronaca di Doriana Laraia dagli ultimi internazionali di Roma, quando seppe trasformare l'inguardabile Seppi-Querrey in una sfida tra Garibaldi e Diocleziano.
Fabretti, però, resta insuperabile. Nessuno come lui.
Ho appuntato ogni suo intervento durante la partita tra Seppi e Wawrinka.
Seguiamone insieme gli snodi:
1 - Il match comincia subito male. Andreas Seppi si presenta sul campo con una tovaglia a quadri. L'effetto ottico è lancinante, le retine si rifiutano di elaborare l'effetto cromatico. Fabretti però è su di giri, e subito ci va giù di decibel: "Ecco Andreassssssssssssssseppi, il nostro lottatore" (come no). Attenzione: Fabretti, per motivi che mi sfuggono, non dice mai "Seppi" e basta. Lo chiama sempre con nome e cognome, senza pause intermedie, con la "s" che dura mezzora: Andreassssssssseppi, tutto attaccato. Come un mantra.
2 - E' appena finito il primo scambio, e subito Fabretti esala: "Già Seppi è in partita". Ora: premesso che nessuno, nemmeno Gianni Clerici, potrebbe capire da un "quindici" se uno è o no in palla, si vuole qui segnalare come di lì a poco Seppi si sia trovato sotto 0-4 in un amen (però era in partita).
3. "Ecco Stanislavo Wawrinka". Chi? Stanislavo? Prendete nota: Fabretti litigherà più volte con il nome di battesimo dell'eversore elvetico (Stanislas: S-t-a-n-i-s-l-a-s).
4. Due minuti dopo aver dato Seppi in partita, Fabretti ci ripensa: "Si può dire che è un po' contratto?". Si può dire, ma trenta secondi dopo (sullo 0-2 Seppi) Fabretti ci ripensa ancora: "Mi sembra che al di là del break, Seppi sia decisamente in palla". Sì, decisamente in palla.
5. "Ecco Stanislao Wawrinka". Certo, Stanislao. Maramao Stanislao, come il gatto della canzone, quello che morì anche se pane e vin non gli mancavan (cit).
6. "La palla di Wawrinka viaggia il doppio, ma è tutta una questione di testa, non di colpi". Senza dubbio. Infatti Seppi ha lo stesso rovescio di Wawrinka, anzi più bello.
7. "Bene così". Fabretti si esalta: perché? Perché lo svizzero ha fatto doppio fallo (sfortunato, Fabretti: fosse nato svizzero, con i doppi falli di Seppi avrebbe esultato ogni minuto). E' in questi momenti che il non troppo esaltante mix di provincialismo, patriottismo e pressappochismo raggiunge l'acme. E si rimpiange, una volta di più, il cinismo affettuoso - e competentissimo - di Rino Tommasi.
8. "Con quale autorità Seppi sta portando a termine questo game!". Già, con quale autorità. Un minuto dopo Seppi farà doppio fallo e perderà il set.
9. "Mi sembra che, se pressato, Wawrinka palesi limiti soprattutto sul rovescio, non so quanto sia forte il suo passante di rovescio". Appunto, non lo sai Fabretti: il rovescio è il suo colpo migliore. Come dire di Edberg: Non so se a rete sia poi 'sto granché, questo svedesone.
10. "Alè, doppio fallo Wawrinka, tanto tranquillo lo svizzero non è, eh eh". Eh eh.
(Parentesi: ogni tanto si sentono irrinunciabili interventi dalla panchina italiana. Massimo Sartori, coach di Seppi, dice che la sua brutta partenza nel match dipende - testuale - "dalla cerimonia televisiva della Davis, non sapevamo fosse al venerdì, ci ha rubato tempo per il riscaldamento". Ora: al di là della scusa, vagamente puerile, sarebbe bello ricordare come Seppi parta sempre così. Non solo oggi a Genova. E' colpa ogni volta delle cerimonie e dei tempi televisivi? Ma torniamo a Fabretti).
11. Seppi continua a insistere sul rovescio di Wawrinka, errore tattico clamoroso, ma Fabretti se ne accorge dopo mezzora. Seppi continua a lanciarsi male la palla per il servizio, soprattutto sulla seconda palla (lancio in avanti e basso), ma Fabretti se ne accorge dopo un'ora. Però La Voce è comunque generosa di riflessioni. Seppi annulla due set point sul 4-5 15-40 (poi perderà comunque il game) e Fabretti si gasa. "Bravissimo Andreasssssssssssseppi. Ace, alla Federer eh. (Qui Wawrinka prova a reclamare) Ehhhh (Wawinka) sa benissimo che è buona, no non è quello il segno, eh ci ha provato ehhhhhh. Bravo Andreassssssss, alla Federer!". Nel punto successivo, Seppi farà doppio fallo.
12. "La Svizzera, nel turno precedente, ha perso 4-1 con gli Usa, ma giocava Chiodani". Chi?Chiodani. Chiodani. Chiodani. Chi era costui? Un collega di Fabretti? Il monnezzaro della Garbatella? No, era Marc Chiudinelli, che peraltro ha appena fatto terzo turno a New Yok, ma tutto questo Fabretti non lo sa (cit).
13. "Attacco di giustezza di Andreasssssssseppi". Di giustezza: espressione che, oltre a non aver mai voluto dire niente, non userebbe più neanche Renato Rascel.
14. "Ehhh qui è partito bene, bisogna lasciare andare il braccio che altrimenti la partita se ne va". Seppi era avanti 30-0. Dopo questa frase è stato breakkato.
15. "Tre set su cinque niente è mai perduto ed è per questo che Andreasssssssseppi ha chiesto sali e zuccheri". Parole cariche di saggezza, quelle di Fabretti. E pure un po' di sfiga: da quel momento Seppi comincerà ad avere conati di vomito e, terminato il secondo set, si farà dare un antiemetico dal Dottor Parra.
16. "Andreasssseppi è stato 27 al mondo e anche in questo secondo set lo ha dimostrato". Seppi ha perso il secondo set 6-1 e in quel momento era sotto 0-5.
17. Si sparge la voce che Seppi non sta bene. Fabretti subodora la possibilità di dare la colpa della sconfitta alla sfortuna e ci si butta a corpo morto: "Se le condizioni non ti permettono di giocare le tue possibilità, be' allora non sappiamo proprio cosa fare". Ne avevo avuto sentore, Alessandro.
18. "Non dimentichiamo che questo è Stanislav Wawrinka". Non dimenticatelo, eh.
19. "Non dimentichiamo che questo è Stanislao Wawrinka". Non dimenticatelo, eh.
20. "Branislav...Sladislav...Vranislas... ahhhh... ah ah ah ah...Stanislas Wawrinka". Ahhh.
(Parentesi. Il match volge al termine, la mattanza sta avendo fine. Urge tirare le fila. Vai Fabretti, facce sogna').
21. "Certo una pioggia adesso sarebbe provvidenziale". Certo. E magari anche un bello tsunami sui brufoli di Wawrinka.
22. "Se il tennis fosse matematico, Bolelli ha battuto Del Potro che ha battuto Federer. E quindi, eh eh eh". Ohhhh, la proprietà transitiva: Bravo Fabretti, mi mancava. Bravo. Ci provo anch'io. Se il tennis fosse matematico, Stoppini ha battuto Agassi, che ha battuto Sampras, e quindi Stoppini sul tetto del mondo, numero uno del ranking, masters a Londra da favorito (dopo Seppi) e trentasette Wimbledon in bacheca per lui.
Eh eh eh.
Glossa finale: Detto che si scherza, è lecito chiedere alla Rai un minimo di rispetto in più per chi ama questo sport?