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Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 21:39
by Toni Monroe
Paperone wrote: qual'è
:nono:  senza apostrofo.  :disgusto:
BruceSmith wrote:

quindi spero per te che sia dovuto a problemi di parcheggio o alla ecosostenibilità.


Realismo: c'è gente che non ci crederà ma si riesce a vivere anche senza macchina. So che è utile ma quando l'utile viene scambiato per indispensabile succede che uno va al tabaccaio dietro l'angolo in macchina e poi torna a casa. Io invece vado a lavorare a trenta e passa km da casa coi mezzi e a far la spesa a piedi o col tram. E non da un giorno ma da anni. E non me la son mai passata male. Si può. :D

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 21:55
by BruceSmith
dreamtim wrote: meno elegante sta cosa; "io credo che gran parte dei problemi tra italiani e extracomunitari derivino dalla convivenza, specialmente dalla convivenza in condizioni disagiate. ora, a mio parere, ci sono molti che ne parlano senza avere ben presente la situazione."
edit (bruce parli come i comunicati stampa della cei?)
non è certo elegante, ma che i problemi con gli extracomunitari siano sentiti soprattutto dai ceti meno abbienti non è una mia opinione personale.
e nemmeno che i picchi più alti di xenofobia (intesa anche nel significato più letterale del termine cioè paura della straniero) arrivino dai ceti meno abbienti. i problemi di cui si è parlato, nascono spesso da quella paura

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 21:58
by Paperone
BruceSmith wrote: non è certo elegante, ma che i problemi con gli extracomunitari siano sentiti soprattutto dai ceti meno abbienti non è una mia opinione personale.
e nemmeno che i picchi più alti di xenofobia (intesa anche nel significato più letterale del termine cioè paura della straniero) - spesso i problemi di cui si è parlato nascono da lì - arrivino dai ceti meno abbienti.
soprattutto perché è più facile che sia l'immigrato a "fregarti" la casa/il lavoro

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:00
by cravino
dreamtim wrote: Siam sempre al giochetto autoreferenziale del "ora posto qualcosa di erudito e vi dimostro che io sono io e voi non siete un c..."
non leggo ragionamenti, prese di posizione, umori, solo prendere a piè pari un documento del 1912 (bello...) e dimostrare che il mondo è paese.
Detto da uno che in quanto a spocchia potrebbe avere Nanni Moretti come copilota, lo prendo come un complimento.
Non fosse che preda del tuo stream-of-consciousness non hai capito un cazzo del post.

Visto che serve l'esegesi del testo: il problema della multietnicita' (altre volte forse era meglio parlare di multiculturalita', ma siamo li') non e' nuovo, si ripresenta a intervalli insieme alle onde migratorie, e ha sempre creato le stesse paure e reazioni contro il diverso ("La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione" ). 100 anni fa eravamo i conquistadores, oggi siamo i conquistati.
Detto cosi' sara' piu' chiaro, ma non aggiunge nulla alla noia del detto e ridetto (anche se a quanto pare non e' mai sufficiente, visti certi illuministi che popolano queste lande...)

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:03
by Spree
BruceSmith wrote: non è certo elegante, ma che i problemi con gli extracomunitari siano sentiti soprattutto dai ceti meno abbienti non è una mia opinione personale.
e nemmeno che i picchi più alti di xenofobia (intesa anche nel significato più letterale del termine cioè paura della straniero) arrivino dai ceti meno abbienti. i problemi di cui si è parlato, nascono spesso da quella paura
Questo dimostra solo che oltre al razzismo c'è un problema di classismo, Bruce.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:06
by BruceSmith
Spree wrote: Questo dimostra solo che oltre al razzismo c'è un problema di classismo, Bruce.
non ho ben capito...

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:13
by lele_warriors
dreamtim wrote:

Li sfruttiamo come schiavi, poi li perseguiamo.
Forse non hai capito che quelli che lavorano come muli(e pure sfruttati)molto spesso non sono gli stessi che delinquono

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:19
by dreamtim
BruceSmith wrote: non è certo elegante, ma che i problemi con gli extracomunitari siano sentiti soprattutto dai ceti meno abbienti non è una mia opinione personale.
e nemmeno che i picchi più alti di xenofobia (intesa anche nel significato più letterale del termine cioè paura della straniero) arrivino dai ceti meno abbienti. i problemi di cui si è parlato, nascono spesso da quella paura
ha giù fotografato egregiamente spree, e se i vostri leader ci giobbano sopra è appunto finita.
queste sono paure ataviche, io non sono abbiente, hai anche ragione in assoluto, ma queste paure si combattono e si vincono.

Non si fanno le ronde come al medioevo.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:21
by Jakala
Spree wrote: Questo dimostra solo che oltre al razzismo c'è un problema di classismo, Bruce.
Ma anche no.
I professori universitari italiani non sono generalmente razzisti, quelli americani si.
Gente istruita straniera che sa bene l'italiano da vincere una cattedra è rarissima, mentre gente istruita che sa bene l'inglese da vincere una cattedra è molto più diffusa.
Diciamo che l'Italia vive di lavori a basso tenore intellettuale e quindi la guerra è fra i ceti bassi.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:22
by Spree
BruceSmith wrote: non ho ben capito...
Beh, diciamo che dimostra che chi è più povero non solo si trova oggettivamente in condizioni più difficili (perché non può comprarsi una casa in un quartiere bene, perché non può ricorrere all'avvocheto, perché non può pagare un operaio specializzato per rimettere a posto i vetri rotti dalla bagarre della sera prima, o un'impresa di pulizie per riordinare il vialetto sotto casa), ma viene anche privato, dalla società, dei mezzi culturali per affrontare la sfida dell'integrazione.
E parlo del povero italiano come del povero immigrato, intendiamoci: quello ceh rende difficile l'immigrazione è anche questo. E molti politici cavalcano questo problema, sparando cazzate che molta gente di estrazione sociale superiore ignora come irrilevanti ma che fanno presa sulla paura degli strati più deboli, in questo modo accentuando le loro paure. E'  un circolo vizioso.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:23
by dreamtim
cravino wrote: Detto da uno che in quanto a spocchia potrebbe avere Nanni Moretti come copilota, lo prendo come un complimento.
Non fosse che preda del tuo stream-of-consciousness non hai capito un cazzo del post.

Visto che serve l'esegesi del testo: il problema della multietnicita' (altre volte forse era meglio parlare di multiculturalita', ma siamo li') non e' nuovo, si ripresenta a intervalli insieme alle onde migratorie, e ha sempre creato le stesse paure e reazioni contro il diverso ("La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione" ). 100 anni fa eravamo i conquistadores, oggi siamo i conquistati.
Detto cosi' sara' piu' chiaro, ma non aggiunge nulla alla noia del detto e ridetto (anche se a quanto pare non e' mai sufficiente, visti certi illuministi che popolano queste lande...)
io non ho capito un ciufolo, caro il mio copi-incollaro ma almeno io ci metto del mio, che sarà sbagliato per carità.

Ma forse intendevi giocare al gioco indovina chi, hai sbagliato topic.

Le parole sono importanti, lo sono anche i topic, sai?

molto pungente l'esegesi, che più o meno si poteva capire (ti sorprenderà); la spocchia l'hai spalmata su, pontificando sul gioco del posto o non posto.

Bello, ma per i rebus c'è la settimana enigmistica, qui si prova a confrontare idee.

Poi sulla spocchia hai ragione, ma io valuterei attentamente il tuo tasso di permalosità.
Su Moretti; grazie del complimento.   :lol2:

se al prossimo input ci fai anche i disegni, a me farebbe piacere  :lol2: (uniamo i puntini?)

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:25
by Spree
Jakala wrote: Ma anche no.
I professori universitari italiani non sono generalmente razzisti, quelli americani si.
Gente istruita straniera che sa bene l'italiano da vincere una cattedra è rarissima, mentre gente istruita che sa bene l'inglese da vincere una cattedra è molto più diffusa.
Diciamo che l'Italia vive di lavori a basso tenore intellettuale e quindi la guerra è fra i ceti bassi.
Do che ragionare sull'esperienza personale è sbagliato, ma 1)le mie conosccenze accademiche statunitensi e 2)i dati elettorali disaggregati degli stati uniti mi permettono di bollare l'affermazione boldata come vagamente scentrata.
Quanto alla differenza di possibilità di vincere una cattedra, credo che 1)l'anzianità, 2)i numeri del fenomeno migratorio (e soprattutto 3)il diverso peso della migrazione "accademica") fra Italia e mondo anglosassone giochino un certo ruolo

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:26
by dreamtim
Spree wrote:
Quanto alla differenza di possibilità di vincere una cattedra, credo che 1)l'anzianità, 2)i numeri del fenomeno migratorio (e soprattutto 3)il diverso peso della migrazione "accademica") fra Italia e mondo anglosassone giochino un certo ruolo
nepotismo on my mind, oh yeah.

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:29
by Spree
dreamtim wrote: nepotismo on my mind, oh yeah.
Beh, anche, ma mi premeva sottolineare che non è il solo aspetto

Re: L'uomo è per natura un animale politico

Posted: 12/05/2009, 22:34
by dreamtim
lele_warriors wrote: Forse non hai capito che quelli che lavorano come muli(e pure sfruttati)molto spesso non sono gli stessi che delinquono
oddio, questa è da vedere.
Vivere ai margini credo metta seriamente alla prova chiunque. Nella mia "spocchia" ritengo che buona parte delle persone siano fondamentalmente oneste, in primis il signore del piano di sopra, togli a lui la pensione e la casa e voglio vedere come si arrabbata con gli espedienti però.

Mi è capitato di vedere persone lavoratrici perdere la bussola (italiane e no), putroppo il margine attuale è talmente sottile che passare dalla parte sbagliata è spesso necessario. Per questo non me la posso prendere troppo con chi delinque a basso livello (ed è sparito pure a me un portafoglio oh yes), ma delinquono anche gli italiani.

Il problema è culturale e di accoglienza, ci abbiamo messo 50 anni a digerire i compatrioti al nord e gliene abbiamo fatto passare di tutti i colori.
La lega nasce anche per questo, per un sentimento di rivalsa mai dimenticato, un appartenza estrema e di una fisima geografica preoccupante.
Ne era intriso pure Brera (se ti faceva un complimento ti diceva: "lei è padano, vero?"), figurati la massa.

Quello che non va è regredire per colpa delle paure di oggi, li tocca incazzarsi.