Re: Around the MLB
Posted: 30/12/2012, 14:29
Per fortuna gli Americani hanno fatto la "guerra" all'URSS e tuttora fondano il loro stato su quelle idee.
Questo è un discorso politico e non commerciale, anzitutto. Poi le tasse ci sono ed essendo in percentuale, chi ha di più effettivamente paga di più. I giocatori di baseball contribuiscono quindi di più rispetto a chi guadagna meno. A me sembra equo. Mi sembra che tu invece proponga di imporre aliquote diverse: se tu sei abbastanza bravo da guadagnare di più, allora devo portarti via una fetta/percentuale/proporzione maggiore rispetto a chi è meno capace. Sono assolutamente in disaccordo. Posso capire una patrimoniale una tantum in caso di emergenza, ma che sia una regola quella di penalizzare l'intelletto o l'abilità o il talento mi sembra assolutamente iniquo. Pagare in quota percentuale permette a tutti di essere uguali davanti allo Stato. Pagare aliquote e scaglioni diversi effettua distinzioni che discriminano a seconda del reddito. Ed io sono contrario a qualsiasi forma di discriminazione, inclusa quella reddituale.Dreamer wrote:Io di idee sono abbastanza di sinistra e ritengo che il libero mercato generi delle stortute che devono essere corrette da un soggetto (Stato) attraverso i prelievi forzati che si chiamano tasse che poi vengono rigirati attraverso servizi e opere a beneficio di tutti. Bene sappiamo tutti che la tassazione di un giocatore di MLB, di un industriale, di un banchiere sono assolutamente inique rispetto alla tassazione che viene applicata a un insegnante o a un impiegato. Per la mia idea di societa' chi ha di piu' deve pagare di piu' ma non mi sembra che questa idea sia applicata. Non so in USA ma in Italia c'è la progressivita' degli scaglioni ma cmq puo' essere aggirata da bravi commercialisti e cmq l'aliquota delle persone "normali" e' fin troppo alta rispetto all'aliquota dei paperoni.
sei contrario alle aliquote progressive cioè ritieni giusto e equo che tutti paghino, che so il 15 %?rene144 wrote:Questo è un discorso politico e non commerciale, anzitutto. Poi le tasse ci sono ed essendo in percentuale, chi ha di più effettivamente paga di più. I giocatori di baseball contribuiscono quindi di più rispetto a chi guadagna meno. A me sembra equo. Mi sembra che tu invece proponga di imporre aliquote diverse: se tu sei abbastanza bravo da guadagnare di più, allora devo portarti via una fetta/percentuale/proporzione maggiore rispetto a chi è meno capace. Sono assolutamente in disaccordo. Posso capire una patrimoniale una tantum in caso di emergenza, ma che sia una regola quella di penalizzare l'intelletto o l'abilità o il talento mi sembra assolutamente iniquo. Pagare in quota percentuale permette a tutti di essere uguali davanti allo Stato. Pagare aliquote e scaglioni diversi effettua distinzioni che discriminano a seconda del reddito. Ed io sono contrario a qualsiasi forma di discriminazione, inclusa quella reddituale.Dreamer wrote:Io di idee sono abbastanza di sinistra e ritengo che il libero mercato generi delle stortute che devono essere corrette da un soggetto (Stato) attraverso i prelievi forzati che si chiamano tasse che poi vengono rigirati attraverso servizi e opere a beneficio di tutti. Bene sappiamo tutti che la tassazione di un giocatore di MLB, di un industriale, di un banchiere sono assolutamente inique rispetto alla tassazione che viene applicata a un insegnante o a un impiegato. Per la mia idea di societa' chi ha di piu' deve pagare di piu' ma non mi sembra che questa idea sia applicata. Non so in USA ma in Italia c'è la progressivita' degli scaglioni ma cmq puo' essere aggirata da bravi commercialisti e cmq l'aliquota delle persone "normali" e' fin troppo alta rispetto all'aliquota dei paperoni.
Inoltre sono in disaccordo col concetto di "stortura". Non vedo alcuna stortura nel far guadagnare ad una persona un reddito direttamente correlato alla sua produzione. Mi sembra un forte disincentivo all'impegno, alla meritocrazia ed all'ambizione fare altrimenti (fra le altre cose).
Devono avere entrambi lo stesso prelievo in percentuale. Il ricco finirà per pagare di più essendo più ricco, ma non troverei giusto se dovesse pagare il 20% contro il 15%... sarebbe una tassazione doppia ed iniqua. La prima frase che hai nel quote rispecchia il mio pensiero. La seconda assolutamente no.garylarson wrote: sei contrario alle aliquote progressive cioè ritieni giusto e equo che tutti paghino, che so il 15 %?
visto che i ricchi pagano una cifra più alta ritieni equo e giusto che uno che guadagna 100 milioni abbia un prelievo del 13 % e uno che ne guadagna 30000 abbia un prelievo del 25% ?
rene144 wrote:Devono avere entrambi lo stesso prelievo in percentuale. Il ricco finirà per pagare di più essendo più ricco, ma non troverei giusto se dovesse pagare il 20% contro il 15%... sarebbe una tassazione doppia ed iniqua. La prima frase che hai nel quote rispecchia il mio pensiero. La seconda assolutamente no.garylarson wrote: sei contrario alle aliquote progressive cioè ritieni giusto e equo che tutti paghino, che so il 15 %?
visto che i ricchi pagano una cifra più alta ritieni equo e giusto che uno che guadagna 100 milioni abbia un prelievo del 13 % e uno che ne guadagna 30000 abbia un prelievo del 25% ?
PS: buon anno.
Questo è un punto molto importante. Io non sono d'accordo, come hai notato, anche perché io sono per una tassazione relativamente bassa (non sono estremamente statalista per capirci, anche se ritengo che in alcuni ambiti - tipo la sanità - gli USA siano deficitari da questo punto di vista), dove l'incidenza non è estrema né in percentuale, né in valori assoluti. Come detto, credo che ci sia margine per una patrimoniale nei momenti di "bisogno", dove chi può contribuisce di più, ma in generale credo anche fermamente che uno stato ben gestito non debba ricorrere a certi mezzucci e che pertanto tutti possano e debbano contribuire in egual misura proporzionale. Utopia? Forse, ma è più equo come obiettivo.garylarson wrote: so che non sarai d'accordo ma la tassazione progressiva ( peraltro prevista dalla costituzione) è alla base dell'equità e della giustizia sociale,perchè anche se gli togli il 50% del reddito un ricco rimane enormemente ricco mentre a uno che guadagna 20000 gliene togli il 20% risulterebbe una forte contrazione del reddito e quindi anche una più scarsa capacità di acquisto , i ricchi potranno comprarsi una aereo o una ferrari lo stesso , 2000 persone che magari non riescono ad andare a mangiare fuori , non vengono compensati da un ricco , a meno di non andarci duemila volte ; il tutto quindi si riduce a una povertà complessiva e ad un differenza sociale che ogni stato che mette il benessere della collettività al primo posto , deve cercare di evitare . Si può discutere ovviamente sulle percentuali che non devono superare la soglia di sostenibilità ( in particolare la tassazione al 38% sui redditi sopra i 28000 a mio parere è un furto ).
Quello è un problema loro, ma io non ho mai detto di essere d'accordo con tutte le politiche americane, che poi sono da considerarsi "ibride" (fra tasse federali e statali ad esempio - e rimanendo al solo baseball c'è una differenza nel giocare in Florida o in California o in Massachusetts per esempio). La mia posizione è chiara e non vedo perché fasce di reddito diverse debbano subire tassazioni diverse, né in una direzione né nell'altra.La seconda frase ricalca la situazione negli stati uniti dove alcuni miliardari hanno denunciato questa problematica facendo proprio riferimento alle quote che ho scritto.
Tutto questo grazie alla politica di detassazione dei redditi più alti ( cominciati da reagan) e arrivati al pettine proprio in questi giorni con il rischio di un crack sociale- finanziario ( il fiscal cliff).

io la appoggio in pienojocker wrote:
Oggi ho letto la discussione sulla tassazione, volevo intervenire ma poi mi è calata la voglia di partire con una discussione..
Poi su Facebook casualmente ho trovato questa immagine che usa proprio il baseball per sottolineare la metafora, dunque la posto per far capire il mio pensiero...
Ps: in realtà il mio pensiero non è esattamente questo, non credo nella parificazione chiaramente, ma in una leggera armonizzazione si...
Perchè ovviamente è il trattamento che vi meritatejohnOJ wrote:Houston-Texas sarà l'Opening Night del 31 marzo.
Neanche più il rispetto per i campioni in carica
Non contano le misure, conta come lo si usa!Dodgers fan #7 wrote:I campioni in carica e quelli col payroll più grosso di sempre relegati ad un day game il giorno dopo
Beh, immagino. Anche perché chiedere una totale parificazione annullerebbe qualsiasi volontà di crescita. Perché dovrei volermi migliorare e produrre di più per me e per la società, se tutto il surplus mi deve essere portato via? Preferisco a quel punto fare il parassita della società, ottenendo gli stessi risultati senza però muovere un dito.jocker wrote: Ps: in realtà il mio pensiero non è esattamente questo, non credo nella parificazione chiaramente, ma in una leggera armonizzazione si...
johnOJ wrote:Houston-Texas sarà l'Opening Night del 31 marzo.
...
Dico l'ultima e poi basta perchè sennò si svicola troppo dal baseball (ma l'immagine che utilizzava proprio il baseball era troppo invitante).rene144 wrote:Beh, immagino. Anche perché chiedere una totale parificazione annullerebbe qualsiasi volontà di crescita. Perché dovrei volermi migliorare e produrre di più per me e per la società, se tutto il surplus mi deve essere portato via? Preferisco a quel punto fare il parassita della società, ottenendo gli stessi risultati senza però muovere un dito.jocker wrote: Ps: in realtà il mio pensiero non è esattamente questo, non credo nella parificazione chiaramente, ma in una leggera armonizzazione si...
Parli di armonizzazione, ma pagare le tasse in maniera percentuale equivale esattamente a quello. Lì vedi delle casse, che sarebbe equivalente a pagare cifre costanti (ossia tipo i ricchi che pagano una percentuale inferiore), ma le percentuali servono proprio ad evitare quello: ognuno da' quello che può. Il risultato di una corretta gestione è che il piccolo vede ugualmente la partita (e fin qui non ci piove, o non dovrebbe), ma il grande la vede da un po' più in alto e un po' meglio, perché (nella metafora, dove non si parla di altezza ma di status economico acquisito) se l'è guadagnato (e pagato, attraverso tasse superiori).