Oakland Athletics wrote:Ma se ti espongo un mio pensiero, e quello che ricevo in cambio sono "accuse" (non propio però la parola rende l' idea del concetto) come demagogo o qualunquista allora è ovvio che io ti dica: bene ho toccato la coda al cane, lascio perdere e non continuo evitando di scatenare polemiche discussioni sterili che alla fine poi tanto non portano mai a nulla.
Beh, quelle accuse arrivano proprio perché non esponi il tuo pensiero. Adesso l'hai fatto, quindi posso finalmente risponderti.
Ma permetti che se ti dico che per la mia moralità il giocatori di MLB sono strapagati e comunque nell ambiente girano troppi sport tu prensa questo come un mio serio pensiero e non come il tentativo di raccogliere consensi!
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Permetti che mi girano i coglioni a vedere giocatori dall' indiscussa qualità, ma che prendono in un anno quello che prenderò io in 7 vite se sono fortunato..
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Qui non si tratta di qualunquismo si tratta che per la vita che conduco io, e come me miliardi di persone trovo ingiusto che un adulto prenda tutto quel denaro per giocare.
Allora, premetto che mi dispiaccia per il tuo lavoro. Sono tempi duri e succede che si finisca "per strada" anche senza colpa propria. L'ho visto accadere a colleghi, potrebbe accadere anche a me. E' brutto. Ovviamente non c'entra niente coi giocatori.
Correggimi se sbaglio, ma a me sembra che tu provi fastidio nei confronti della società che ritiene lo sport così importante da riversarvi elevate quantità di soldi. Può darsi che sia un problema sociale, può darsi che la gente vada educata a guardare meno sport. Ma se anche fosse così, perché farne una colpa ai lavoratori? Come dice Sberl, non è una questione di moralità, ma di mercato. E' il mercato a determinare quanto meritino di prendere i giocatori. Per definizione non sono strapagati, ma sono ricompensati a seconda di quanto producono e di quanto vendono. Non è un caso o un'ingiustizia che i giocatori di baseball vengano pagati più di quelli di lacrosse, ma è il baseball a piacere di più alla gente, che liberamente paga per vederlo e goderne. E' il loro talento, la loro abilità, a farli arrivare in alto. Anche io, come te, sono invidioso del fatto che loro guadagnino tantissimo per fare (benissimo) un mestiere che noi svolgiamo gratis (o anzi, pagando di tasca nostra) al campetto. Però loro hanno delle abilità uniche ed in quanto tali vengono retribuiti. Sono fortunati che il loro talento sia nel battere le fastball anziché camminare sulle mani o mangiare lampadine, ma alla fine dipende anche dal fatto che la gente vuole vedere una fastball battuta, mentre interessa poco la gente che mangia lampadine e cammina sulle mani. E' il mercato. E noi dovremmo artificialmente pagarli di meno di quanto meritano... perché? Per invidia? Se generano quei soldi, perché non dovrebbero andare a loro? Se il ristorante che ho sotto casa inizia a guadagnare troppo, dobbiamo mettere un limite ai suoi profitti? Perché punire il successo e la bravura nel produrre e vendere un prodotto? Esplicitamente: quanto dovrebbero prendere? Perché devono prendere una fetta inferiore rispetto a me in proporzione a quanto generano?
Cosa succederebbe se ci fosse un tetto ai loro guadagni? Toglieremmo dei soldi a dei lavoratori (ancorché multimilionari in certi casi) per darli ai datori di lavoro (multimiliardari). La gente però non prova mai invidia verso i proprietari... anche durante i lockout o gli scioperi, tendono a mettersi contro i giocatori (ossia contro la forza-lavoro) perché incredibilmente sono loro, ossia i lavoratori, ossia i "poveri" nelle dispute lavorative contro i proprietari, ad essere identificati come maggiormente privilegiati (non è altro che invidia perché loro riescono dove noi falliamo: tutti sognano di essere centravanti/playmaker/quarterback/pitcher, nessuno sogna di essere proprietario - almeno non da piccoli). A me sembra assurdo che per molta gente sia meglio che più torta vada al più ricco, anziché al più povero, con quest'ultimo che è anche il motivo per cui la gente spende e va a vedere le partite (penso che i pochi tifosi dei Marlins vadano allo stadio per vedere Stanton, e non perché Loria è il proprietario). Ma l'invidia annebbia e tutte le più comuni regole economiche, tutti i ragionamenti sulla meritocrazia e sulle dispute lavorative vanno a farsi benedire. Forse mi sbaglierò, ma le ultime 2 frasi tue che ho citato mi sembrano pura e semplice invidia.
A livello sociale è un problema? Boh, io direi di no. Ognuno decide come spendere le proprie risorse. Lo so che in teoria sarebbe più bello se maggiori soldi andassero ad operai o insegnanti. Ma la realtà è ci sono lavori più facili e più difficili. E' il concetto di supply e demand, di "rimpiazzabilità". Io posso essere il più bravo nel mio lavoro, ma c'è tanta gente che può farlo in maniera almeno paragonabile, quindi il mio stipendio non sarà mai uguale a quello dei giocatori MLB. Quasi chiunque può fare l'operaio in fabbrica dopo un training adeguato. Quasi nessuno può giocare in MLB, neanche dopo anni ed anni di allenamenti scrupolosi. Sono pochi quelli con determinate caratteristiche, e vengono pagati quanto meritano di essere pagati. Se prendono 100 volte più di noi è perché tendenzialmente hanno abilità che generano 100 volte più soldi rispetto a noi. Non vengono pagati tanto per decreto presidenziale. Non sono come i politici che decidono da soli quanto darsi di stipendio, ma siamo noi a deciderlo (come pubblico, come mercato, come gente che va liberamente a vederli pagando). E noi abbiamo deciso che debbano guadagnare tanto, perché le loro abilità questo meritano.
Quegli adulti non vengono pagati per giocare. Vengono pagati per svolgere una professione. Che genera soldi. A seconda dei soldi che generano, vengono ricompensati. Come accade in qualsiasi professione. E' una professione più "piacevole"? Certamente. Ci sono anche collaudatori di materassi, recensori di ristoranti e guide viaggi che sono altrettanto piacevoli, ma meno specializzati e dunque meno retribuiti. Tutti li invidiamo. Tutti vorremmo essere coperti d'oro per fare qualcosa che amiamo. Loro sono persone fortunate, ma non per questo immeritevoli. Non per questo strapagati. Non per questo immoralmente retribuiti. Sono professionisti come chiunque altro, ma più bravi, di maggior successo, più unici e più apprezzati di quasi chiunque altro, e quindi prendono più di quasi chiunque altro. Bravi loro, che prendono quello che meritano.
Che poi se si pensa che loro non meritino certi stipendi, basta replicarne il lavoro e prenderne il posto. Solo che non è così facile farlo. Ed è proprio per questo che prendono certi stipendi.