PARTE 2
Ora ve lo illustro: questo piano tattico è applicato quando attacchiamo a difesa schierata e sfrutta decisamente di più le fasce piuttosto che le vie centrali. Allora, per poter applicare questo schema, ci sono alcuni uomini imprescindibili, vediamo chi sono: anzitutto servono due tra Trezeguet, Amauri e Iaquinta, perché, se le azioni si sviluppano prevalentemente sulle fasce, con due attaccanti d'area, abili soprattutto nel gioco aereo, diventi micidiale.
In questo schema, comunque, il giocatore veramente fondamentale è Poulsen, e il perché lo avevo già spiegato: attenzione a chi dice, come Kratos, che Poulsen non aggiunge niente in fase offensiva (anzi, a ben vedere Kratos ha detto qualcosa di ancor più sbagliato: non ha detto che Poulsen non aggiunge niente in fase offensiva, ma ha detto che non aggiunge niente alla squadra, perché Poulsen è un interditore e noi ne avevamo già uno, ossia Sissoko. Invece non solo Poulsen agginge parecchio in fase offensiva, come spiegherò di seguito, ma anche in fase di interdizione, perché non è lo stesso tipo di interdizione di Sissoko: Teo ha spiegato bene la differenza tra interdizione di contenimento e interdizione di rottura, che sono due tipi di interdizioni non uguali, bensì complementari). Ora lo rispiego, ma aggiungo altre considerazioni: allora, a meno che non sì è alla disperata ricerca di un pareggio nei minuti finali di una partita, in genere il minor numero di uomini che si tengono in difesa è tre. Ci sono difese a 4 e a 3 uomini, ma non difese a 2 uomini. 3 è il minimo, 2 sono troppo pochi (o meglio, sono esistite difese a 2, ma non vengono più praticate dagli anni trenta, nel calcio moderno sono state abbandonate...e penso che il motivo sia per la progressiva velocizzazione del gioco, che ha reso le ripartenze più frequenti), con soli due uomini a coprire si rischierebbe di andare in situazioni di pesante inferiorità numerica in caso parta un contopiede avversario. Questo è un punto importantissimo, e siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione tattica verificatasi da qualche anno: se prendete un qualsiasi manuale di tattica di calcio, quelli proprio più basilari, insegnano una cosa a cui oggi è stata trovata una alternativa (e di questa alternativa non fanno menzione). Quando questi manuali illustrano come si schiera una difesa a 4, spiegano che quando uno dei due terzini, poniamo il terzino destro, si sgancia per portarsi sulla linea dei centrocampisti, gli altri tre uomini che compongono la linea difensiva (i due centrali e il terzino sinistro) devono spostarsi simultaneamente tutti e tre verso destra (ossia verso la zona del campo lasciata vuota dal terzino che si è proposto) e formare una difesa a tre. E' qualcosa di molto semplice: solo un giocatore cambia linea, un terzino, che va a fare da fluidificante sulla linea di metà campo, mentre l'altro terzino e i due centrali si adeguano in una difesa a tre.
Recentemente, è stata inventata un'alternativa un pochino più complessa: sono tre i giocatori che cambiano linea. Non uno, bensì entrambi i terzini si sganciano simultaneamente e si portano sulla linea di centrocampo. In difesa rimarrebbero così in due soli centrali, cosa improponibile nel calcio moderno. Pertanto l'alternativa è praticabile solo se si possiede un centrocampista in grado si svolgere il ruolo di centrale difensivo, che scala in mezzo ai due centrali difensivi, con i quali forma una difesa a 3; essendoci così già tre giocatori in difesa (i due centrali difensivi più il centrocampista che ha arretrato la posizione), i due terzini possono restatre entrambi alti, cosa che crea una tripla superiorità numerica: a centrocampo, in fascia destra e in fascia sinistra. Con due terzini sempre alti ti assicuri la supremazia in fascia, si creano un numero notevole di sovrapposizioni e in qualsiasi momento si può cambiare gioco, ossia passare dal lato forte al lato debole, dove si ha sempre un uomo in più. Ovviamente quasta alternativa ha senso se e solo se i propri attaccanti sono forti nel gioco aereo, altrimenti creare questa supremazia sulle fasce non avrebbe ragion d'essere.
Pensate all'importanza tattica di Poulsen: senza di lui questo piano tattico non si può applicare. Da un solo giocatore dipende la possibilità di applicare un piano tattico. Mentre uno tra Iaquinta, Amauri o Trezeguet può essere assente, Poulsen no. Senza di lui, ci resta solo l'altra alternativa.
Questa è una mossa all'avanguardia, e coloro che pensano che usare giocatori come Poulsen sia cosa vetusta e che le grandi squadre di oggi non abbiano più il classico mediano, si sbagliano di grosso: tutte le squadre che hanno un arsenale potente nel gioco aereo ormai sfruttano questa mossa tattica. L'Inter non l'ho ancora osservata bene questa stagione, ma, negli spezzoni di partita che ho visto, ho notato che quest'anno crea un numero incredibile di sovrapposizioni su entrambe le fasce, e quindi suppongo che a tratti un centrocampista dell'Inter vada a fare il centrale difensivo (o comunque sta bassissimo, poco più avanti dei due centrali) per permettere ai due terzini di stare costanetemente alti.. Il Real Madrid lo ha fatto nella gara di andata a Torino: quando è entrato Drenthe, sia quest'ultimo che Sergio Ramos stavano sulla linea di centrocampo e Gago stava all'altezza di Pepe e Cannavaro e faceva da terzo centrale in fase di non possesso e da perno appena davanti ai difensori in fase di possesso. Poi c'è ovviamente lo Zenit che, con questa tattica, ha vinto un campionato, una Coppa Uefa e una Supercoppa europea (non a caso Ranieri ha prima cercato di arrivare a Tymoschuk, e solo in seguito ha ripiegato su Poulsen...e qui confesso un piccolo peccato: avrei preferito l'ucraino al danese). Ho notato che la mossa è applicata pure da Scolari, che tiene Mikel sempre in copertura insieme ai due centrali difensivi, mentre Bridge e Bosingwa spingono contemporaneamente da entrambi i lati.
Infine, servono Nedved e Camoranesi. Il perché siano indispensabili, si può comprendere prendendo in considerazione una possibile obiezione circa la validità di questo piano tattico: se non abbiamo il regista, allora dobbiamo sfruttare prevalentemente le fasce; se si sfruttano le fasce, bisogna avere giocatori di fascia di grande qualità. A queste due implicazioni potrebbe seguire la constatazione che non ci conviene attaccare in fascia perché, se da un lato non ci sono dubbi sulla bravura dei nostri due "esterni", Nedved e Camoranesi, d'altro lato non si può fare a meno di notare che i nostri terzini non siano proprio un granché. Perché questa obiezione è sbagliata? Primo, Grygera e Molinaro in questa stagione si stanno rivelando molto meglio di quanto non credessimo, sebbene siano entrambi piuttosto distanti dall'essere due fenomeni. Il secondo motivo, meno opinabile del primo, per cui possiamo essere comunque forti in fascia pur non avendo grandissimi terzini ce lo aveva spiegato White Rabbit (nella fattispecie, stava rispondendo a una domanda di Shilton):
Si, ma Molinaro lo fa meglio, è più veloce, ha un buon tempo nell'inserimento. Grygera sta crescendo in questo aspetto rispetto allo scorso anno. Quando si gioca con un 4-4-2 e si hanno due esterni alti come Nedved e Camoranesi, non è necessario che i terzini abbiano piedi d'oro (certo, se li hanno è tutto di guadagnato), ma se con le sovrapposizioni riescono a evitare il raddoppio sui due esterni alti (ed ancora di più se gli esterni, come è il caso di Nedved, meno di Camoranesi, sanno calciare bene da fuori), anche se portano a qualche spreco quando ricevono palla aiutano molto comunque. Infatti penso che Ranieri dica a Grygera e Molinaro (anche se quest'ultimo ce l'ha abbastanza come predisposizione naturale) di salire molto anche se sono due marmisti perchè aiutano i due esterni alti.
Cerco di spiegarlo in modo più analitico: perché WR dice che, con due esterni alti, anche due terzini con ferri da stiro al posto dei piedi possono essere determinanti in fase offensiva? Semplice: avere una posizione alta significa che, quando Nedved o Camoranesi ricevono palla, non si trovano sulla linea di centrocampo, ossia a circa 50 metri dalla linea di fondo (posizione bassa), ma si trovano dalla trequarti avversaria in sù, ossia mai a più di 25-20 metri dalla linea di fondo (posizione alta). E se i tuoi esterni ricevono palla in una posizione alta, significa che si trovano già ad una altezza da cui potrebbero crossare. Potrebbero crossare, ma non possono; e non possono crossare, per il semplice motivo che vengono raddoppiati. Quindi, quando si gioca con gli esterni alti, la sovrapposizione del terzino non è finalizzata alla ricezione di palla, perché non c'è bisogno di guadagnare ancora metri, bensì serve soltanto a liberare l'esterno alto dal raddoppio di marcatura, regalandogli spazio e tempo per calibrare il cross.
Oppure, cosa accade nei limitati casi in cui la sovrapposizione viene servita? Che se il terzino si sovrappone a un giocatore che è a 25 metri dalla linea di fondo, il suddetto terzino si ritrova con la palla negli ultimi 20 metri di campo. Quindi, se Molinaro si sovrappone a Nedved, e Molinaro viene servito, quest'ultimo è negli ultimi 20 metri di campo e quindi è già ad una altezza da cui può crossare immediatamente. Non deve tenere molto a lungo la palla, o portare palla al piede ancora per molti metri, ma può già crossare. Viceversa quando Molinaro si sovrappone a Nedved all'altezza della linea di centrocampo, e Molinaro riceve palla, quest'ultimo non sa che farsene della palla ed è costretto alla giocata più scolastica del terzino, ossia passare palla e tornare indietro, perché Molinaro non è di certo in grado di farsi cavalcate da 40 metri palla al piede sulla fascia e meno che mai è in grado di svariare palla al piede in mezzo al campo (cosa invece che fanno terzini molto più dotati tecnicamente, ad esempio Zambrotta e Maicon).
Ma nonostante i nostri terzini non siano fenomeni dal punto di vista tecnico, è molto importante che si sovrappongano anche quando Nedved o Camoranesi ricevono palla in posizione bassa: quando giocatori del calibro di Nedved e Camoranesi, ossia non plus ultra nei rispettivi ruoli, ricevono palla, non esite al mondo difesa che non li raddoppi: infatti, anche quando ricevono palla sulla linea di centrocampo, il centrocampista centrale della squadra avversaria viene a raddoppiare sul lato. Quando arriva la sovrapposizione, il giocaotre che ha effettutato il raddoppio è costretto a seguire il terzino, mentre l'uomo che invece rimane su Nedved o Camoranesi si defila un attimo verso l'esterno per adombrare la linea di passagio verso il terzino. Ma, così facendo, concede il centro del campo a Nedved o Camoranesi, ossia concede a questi ultimi la possibilità di convergere in mezzo al campo. E la sovrapposizione del terzino, che serve a evitare il raddoppio di marcatura, è quindi spesso ciò che permette a Camoranesi e Nedved di svariare palla al piede al centro del campo per creare la superiorità numerica tra le linee (spesso e non sempre, perché esiste anche il caso in cui Nedved e Camoranesi si inseriscono per vie centrali senza palla, che ricevono quando sono già in mezzo al campo o di sponda da un attaccante o con un passaggio in verticale proveniente dalle retrovie).
Veniamo alle conlusioni. Kratos diceva anche che la causa delle due sconfitte, o comunque di quella obbrobriosa serie di partite, compresa tra Juventus-Catania e Napoli-Juventus, non fosse da ricondurre a un calo della condizione fisica. E anche qui mo trovo d'accordo. I problemi sono stati di natura tattica, oltre il fatto che fossere indisponibili alcuni giocatori fondamentali. Ranieri quest'anno, mi pare di aver capito, imposta le partite secondo due tipi di gioco: il primo, quello che ho definito come piano tattico alternativo, che prevede che si attacchi a difesa schierata e che si sfruttino le fasce, il secondo piano tattico che invece prevede di non fare possesso palla e di colpire in ripartenza. Quanto al primo piano tattico, dalla partita casalinga con l'Udinese in poi, è stato impraticabile, perché, causa infortuni, sono sempre mancati gli uomini fondamentali per farlo: o mancava Poulsen (contro Cagliari, Torino, Bologna, Roma, Chievo e Genoa in campionato e contro il Bate ed entrambe le volte contre il Real in Champions), o due tra Amauri-Trezeguet e Iaquinta (Amauri è sempre stato disponibile, mentre Trezeguet mi pare sia fuori dalla partita con lo Zenit e Iaquinta ha saltato Palermo e Napoli) o uno tra Nedved e Camoranesi. In sostanza, dalla partita con l'Udinese in poi, non è più accaduto che Poulsen, Nedved, Camoranesi e due tra Amauri, Iaquinta e Trezeguet fossero contemporaneamente a disposizione.
Il secondo piano tattico, quindi quello che abbiamo sfruttato in tutte le partite giocate fino a quella di Napoli (esclusa quella con l'Udinese), prevede che si lasci l'iniziativa algi avversari e si cerchi di colpirli in contropiede. Ossia: tenevamo la difesa bassissima con quasi tutta la squadra dietro la linea del pallone, si faceva densità in mezzo al campo per costringere gli avversari ad allargare il gioco e poi ci si difendeva quindisulle palle alte, dove i nostri difensori sono solidissimi. Per carità, abbiamo dimostrato una solidità incredibile nelle prime partite, Buffon era chiamato in causa non più di due tre volte a parita. Il problema è che anche le nostre occasioni erano piuttosto esigue, e non abbiamo mai segnato più di due gol (eccetto contro Artmedia e BATE, ossia le due squadre più modeste incontrate sinora). Bastava prendere un gol, magari per una disattenzione, e la partita non si recuperava più. Ad esempio, nella sconfitta casalinga con il Palermo, i rosanero hanno concluso nella nostra porta tre volte in novanta minuti. Purtroppo due volte su tre la palla è entrata. Idem contro il Catania, che solo in due occasioni si è reso veramente pericoloso in novanta minuti, e ha segnato. Un po'di fortuna per gli avversari bastava per salutare i tre punti.
Quindi secondo me il preblema in quella serie di partite senza vittoria è il seguente: gli infortuni ci hanno impedito di applicare uno dei nostri due piani tattici fondamentali. L'altro, l'unico che potevamo applicare, era quello che usano le provinciali, non quello di chi gioca per vincere, ma quello per chi gioca per non perdere. E qui Ranieri ha il grande merito di aver apportato un paio di correzioni decisive a questo ultimo piano tattico: continuiamo a non fare possesso palla, ma invece di difenderci a imbuto tenendo la difesa bassa, teniamo la difesa alta e la tattica difensiva impiegata è quella inventata (credo) da uno dei più grandi allenatori di sempre che ha allentato la squadra più forte di sempre: Arrigo Sacchi.
La tattica difensiva è questa: innanzitutto, come già detto, mantenere la difesa alta, altissima anche in fase di non possesso. Nella fase di non possesso, la linea di centrocampo applica la piramide e quella dei difensori la trappola del fuorigioco. Ossia: nella piramide, il centrocampista dirimpetto al portatore di pallla si stacca dalla linea a 4 per andare incontro porprio al portatore di palla, ma non per aggredirlo, besì con atteggiamento di temporeggiamento (semplicmente per non fasri saltare per non concedere algi avversari la superiorità numerica in mezzo al campo), mentre gli altri tre centrocampisti stanno in linea, e giocano d'anticipo per occludere le linee di passaggio verso i centrocapisti avversari, ossia i compagni di reparto del portatore di palla. Essendo le linee di passaggio verso i propri compagni di reparto (ossia quelle più vicine) a rischio, il portatore di palla avversario ha due sole opzioni: o torna indietro, dai difensori, o è cosrtetto a cercare subito la profondità per un attaccante, o con un lancio lungo o con una verticalizzazione: e su questi passaggi lunghi, indirizzati agli attaccanti, i difensori applicano la tattica del fuorigioco. Tattica estremamente efficace, ma se si sbaglia il fuorigioco si è spacciati.
Non saremo la squadra più forte al mondo, ma siamo una compagine solidissima e, da outsider, faremo calare la braghe a squadre ben più quotate di noi (come già accaduto contro il Real). Comunque vada stasera, tra presentazione del nuovo stadio e striscia di 7 vittorie sono veramente euforico in questi giorni: mi ero quasi scordato che fosse così bello essere juventini