Page 71 of 101

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 10:48
by joesox
Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.

Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.

Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».

Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento.

Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine.

Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno.

Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane.

C'è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell'ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta...

Bene: non è andata così. Nell'assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l'aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 11:00
by Porsche 928
Jakala wrote: Nel caso ti fosse sfuggito Alitalia è una società fallita sia tecnicamente sia per la legge italiana, CAI ha solo fatto una proposta d'acquisto, ma devono essere ancora firmate le autorizzazioni per la vendita.

Ergo questi contro chi scioperano?
Contro l'azienda? Ma se è fallita...
Contro i consumatori? Ma se la maggior parte delle rotte è semivuota, visto che nessuno vuol rimanere a terra.

Hai perfettamente ragione infatti non capisco alla CAI perche si arrabbino cosi tanto, non ci perdono mica nulla.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 11:14
by Jakala
Vorrei segnalare che i democratici di sinistra si stanno preparando a presentare una legge contro i blog.

Il buon Levi, ex-ministro prodiano, non c'era riuscito durante il governo Prodi, ma ha deciso di riprovarci.
Qui nel blog di Minotti, maggiori dettagli.

Almeno con Berlusconi l'epurazione erano state annunciate, qui invece la campagna contro Grillo e chi vuol esprimere una sua opinione invece è silenziosa.
Invito a diffondere la notizia.

La libertà di pensare e scrivere ciò che si pensa vale più di un Alitalia.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 11:18
by nefastto
Jakala wrote: Vorrei segnalare che i democratici di sinistra si stanno preparando a presentare una legge contro i blog.

Il buon Levi, ex-ministro prodiano, non c'era riuscito durante il governo Prodi, ma ha deciso di riprovarci.
Qui nel blog di Minotti, maggiori dettagli.

Almeno con Berlusconi l'epurazione erano state annunciate, qui invece la campagna contro Grillo e chi vuol esprimere una sua opinione invece è silenziosa.
Invito a diffondere la notizia.

La libertà di pensare e scrivere ciò che si pensa vale più di un Alitalia.

regime

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 13:00
by Jakala
nefastto wrote: regime
No loro sono i buoni, quelli di sinistra

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 14:01
by margheritoni10
Jakala wrote: Vorrei segnalare che i democratici di sinistra si stanno preparando a presentare una legge contro i blog.

Il buon Levi, ex-ministro prodiano, non c'era riuscito durante il governo Prodi, ma ha deciso di riprovarci.
Qui nel blog di Minotti, maggiori dettagli.

Almeno con Berlusconi l'epurazione erano state annunciate, qui invece la campagna contro Grillo e chi vuol esprimere una sua opinione invece è silenziosa.
Invito a diffondere la notizia.

La libertà di pensare e scrivere ciò che si pensa vale più di un Alitalia.
Premessa: mi sembra tutta una inutile cazzata.

Svolgimento: non credo che l'applicazione riguardi i singoli blog delle persone fisiche perchè:
Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro. Ora, continuando a ripetere che è una cazzata (praticamente) incontrollabile, se non ho interpretato male, qualsiasi blog senza adsense, vendita materiale, etc... non sarebbe toccato da questo provvedimento.

Ripetendo ancora che si tratta di una cazzata e perchè il 95% dei blog presenti in rete utilizza gli adsense solo per mantenersi dominio e banda, quindi che cazzo di soggetto imprenditoriale è?, è pur vero che esistono realtà che parallelamente all'informazione generano introiti rilevanti.
Posso dirti che un sito con circa 10.000 accessi medi mensili, con un cattivo (messi male e poco ottimizzati) posizionamento di adsense, riesce a generare mensilmente un buon reddito. E ti parlo di 10.000 accessi mensili, una cifra "ridicola" se paragonata ad alcuni blog presenti in rete.
Poi c'è il discorso del materiale editoriale di casi tipo quello di grillo...
Alla fine, ci sono strutture, che per numeri e fatturati escono dal semplice campo "dell'informazione open source". Ora sinceramente non so quali siano le responsabilità a cui deve sottostare un mezzo d'informazione registrato al ROC però a logica, se hai deciso di fare informazione e questo tuo impegno genera reddito, non vedo perchè tu debba essere considerato un soggetto completamente diverso da un qualsiasi editore. La logica di base non è la stessa? E perchè non devono esserlo anche le resposabilità? Poi ti ripeto, mi sembra una cazzata e dovrei leggermi tutto (ho dato solo sul link postato e qualche piccolo estratto qua e là..) perchè ad esempio mi verrebbe da chiedere:
Se registro il dominio www.margheritoni10.br intestato a Ciccio Formaggio residente in via dei cazzi n°8 in Recife (metto ovviamente la mia nuova mail: cicciocazzo@providerargentino.ar) e lo appoggio su di un server in brasile a che legislazione devo sottostare? Sono un soggetto editoriale per Berlusconi o per Lula?

P.S: L'ultima frase?

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 14:47
by Jakala
margheritoni10 wrote: P.S: L'ultima frase?
Che si discute di politica come si discute di calcio, da tifosi e non da persone senzienti.
Berlusconi ha fatto cosi e Veltroni ha fatto colà.

Non ti fa paura il fatto che qualcuno vuole impedire la circolazione delle idee sulla rete?
Grillo non mi piace, ma lui estromesso dalla tv in anni craxiani, è riuscito a far sentire le sue idee proprio grazie alla rete.

Goggle e Yahoo hanno consegnato le mail di oppositori al regime cinese appoggiandosi ad una legislazione cinese sui blog.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 15:21
by dreamtim
Jakala wrote: Che si discute di politica come si discute di calcio, da tifosi e non da persone senzienti.
Berlusconi ha fatto cosi e Veltroni ha fatto colà.

Non ti fa paura il fatto che qualcuno vuole impedire la circolazione delle idee sulla rete?
Grillo non mi piace, ma lui estromesso dalla tv in anni craxiani, è riuscito a far sentire le sue idee proprio grazie alla rete.

Goggle e Yahoo hanno consegnato le mail di oppositori al regime cinese appoggiandosi ad una legislazione cinese sui blog.
Mode esilio off

Perchè a te non fa paura che ci sia un presidente del consiglio piduista?
cosa è un dogma di destra? 

è finito l'effetto statali-brunetta e nn sapete come mettere le cose sotto il tappeto?

Vendere ad Air France faceva schifo, evviva la cordata italia, sempre

mode esilio on

Scusate.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 16:48
by doc G
Io mi fermo qui, altrimenti sembra che voglia sostenere una crociata contro il diritto di sciopero, che invece ritengo un pilastro irrinunciabile della democrazia.
Solo l'ultima volta provo a chiarire meglio:
La regolamentazione del diritto di sciopero per chi esercita una funzione pubblica è stabilita a favore della categorie più deboli, che altrimenti avrebbero difficoltà;
Se un Multimiliardario deve effettuare un viaggio il determinato giorno alla determinata ora, se deve acquistare medicine, se deve ricoverarsi in ospedale, se ha una causa in tribunale e via dicendo, e c'è uno sciopero in corso, se ne frega, paga ed ha lo stesso la sua prestazione.
Un individuo comune ha invece un danno anche grave e non può trovare alternative.
La regolamentazione prevede che possane essere effettuate solo un certo numero di ore di sciopero e che lo sciopero vada comunicato per tempo.
Poi chiaro che il comune cittadino ha un disagio, ma può prendere le sue contromisure.
Per spiegare meglio, nulla in contrario che i medici possano scioperare, ad esempio, ma entrambi i miei figli maggiori hanno subito un'operazione chirurgica, se dopo l'anestesia il chirurgo per assurdo avesse posato il bisturi e fosse entrato in uno stato di agitazione, per il motivo più giusto e santo del mondo, non credo che mia reazione sarebbe stata civile e pacata.
Il diritto di sciopero è una sacrosanta conquista della democrazia, va difeso, tutelato e preservato come uno dei caratteri distintivi di uno stato democratico, la sua regolamentazione nel servizio pubblico va a tutela della gente comune, proprio la stessa tutelata dal diritto di sciopero, quindi anch'essa è una conquista che distingue uno stato democratico da uno anarchico.
Spero che il chiarimento sia sufficiente.


Per quanto riguarda CAI, Air France, KTLM o altre soluzioni proposte negli ultimi 20 anni per la soluzione dei problemi dell'Alitalia a mio parere si tratta di una serie di porcate, francamente provo poco piacere a classificarle. Possiamo parlarne, sono però intervenuto molto poco in proposito perchè onestamente sono soluzioni di cui provo fastidio a parlare. Può anche darsi che la soluzione Air France sarebbe stata meno peggio di quella CAI, in ogni caso una qualunque dimostrazione di dissenso contro una di queste soluzioni mi trova solo favorevole. Diciamo che si tratta delle due soluzioni sponsorizzate dagli ultimi due Presidenti del Consiglio, non sono certo le uniche possibili, mi piacerebbe che i due soggetti in questione si fossero prese le loro responsabilità, anzichè dire "O così o il fallimento", e ci avessero spiegato davvero perchè queste due soluzioni sarebbero state meglio del fallimento e della vendita a pezzi delle tratte e delle altre parti di valore.
Diciamo anche però che se c'è una categoria che poco ha diritto a protestare sono i piloti, che guadagnano un salario nella media delle compagnie di bandiera, lavorando però molte ore in meno, e questo da decenni. Quanto meno, in una azienda che avrebbe dovuto fallire da anni, l'accettazione di un contratto nella media sarebbe stato il minimo opportuno. Poi il fatto che, anzichè spiegare i motivi del contendere, la buttino in politica, sottolineando la poca bontà delle scelte politiche ed economiche del governo, sottolinea questo fatto. Ed i brindisi dopo l'annuncio della fine della trattativa e dell'inizio delle procedure fallimentari è indicativo; non festeggiavano certo la perdita del posto di lavoro, ma erano certi che nessuno avrebbe fatto fallire l'Alitalia e quindi erano certi che i loro privilegi personali sarebbero durati ancora un po di tempo in più.
dreamtim wrote: Mode esilio off

Perchè a te non fa paura che ci sia un presidente del consiglio piduista?
cosa è un dogma di destra? 

è finito l'effetto statali-brunetta e nn sapete come mettere le cose sotto il tappeto?

Vendere ad Air France faceva schifo, evviva la cordata italia, sempre

mode esilio on

Scusate.
Scusate, ma il ritorno del re del trash talking nella discussione a lui più congeniale va comunque salutata!
E poi sentivo un po la mancanza dei dialoghi stile Sandra e Raimondo fra Tim e Jakala, fate voi chi dei due dovrebbe essere Sandra! :lol2: :lol2:

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 16:49
by Jakala
Tesi:
Jakala wrote: Che si discute di politica come si discute di calcio, da tifosi e non da persone senzienti.
Berlusconi ha fatto cosi e Veltroni ha fatto colà.
Dimostrazione
dreamtim wrote: Mode esilio off

(...) 

è finito l'effetto statali-brunetta e nn sapete come mettere le cose sotto il tappeto?

(...)
Io ti scuso Dream, ma il fatto rimane che non si può discutere di politica senza avere un etichetta e a me avete messo quella di destro, qualunque cazzo di cosa sia.

Ed io mi sono rotto le palle di parlare con persone che leggono una cosa scritta da me e pensano "ma lo dice perché SB gli ha detto di dire cosi"

Io mi chiamo fuori.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 17:44
by dreamtim
Jakala wrote: Tesi:

Dimostrazione

Io ti scuso Dream, ma il fatto rimane che non si può discutere di politica senza avere un etichetta e a me avete messo quella di destro, qualunque cazzo di cosa sia.

Ed io mi sono rotto le palle di parlare con persone che leggono una cosa scritta da me e pensano "ma lo dice perché SB gli ha detto di dire cosi"

Io mi chiamo fuori.
Sei stato il primo ad etichettare, adesso ti secca?
fregatene e posta come ti pare.

Na, facile, se mi gridi allo scandalo per la questione blog (vabbene) mi devi spiegare come fanno a passarti sulla zucca questioni clamorose senza colpo ferire.
Questioni a cui, il forzista medio (qua è generale) non risponde, si altera ma resta là, attaccato come una cozza allo scoglio alla sua realtà. Non è colpa mia, ma lo avete votato, adesso dissociarsi a che serve?

quelli del "ci sono i soldi, tagliamo l'ici" poi dicono che dobbiamo seccare la ricerca perchè nn ci sono
quelli del "no a leggi ad personam e via perdiamo 2 mesi col lodo alfano"
quelli del "chiudiamo le borsa domani" e di gaffe varie
quelli della Carfagna, e dei leghisti che fanno gli smargiassi in parlamento.
eccetera, contestare è lecito, replicare è cortesia.



Edit frase del gg; Berlusconi se c'hai i capelli è solo grazie alla ricerca
che nasconde una grande verità  :lol2:

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 22:29
by BruceSmith
dreamtim wrote: ma lo avete votato, adesso dissociarsi a che serve?
mi sembra che Jak abbia già detto che non ha votato per Berlusconi.

Jak, dimmi che non sto perdendo la memoria :lol2:

----


@porsche

Aerei, Danton e Robespierre

di Piero Ostellino

Ieri, 130 «irriducibili» hanno proclamato lo sciopero dell'Alitalia e paralizzato il Paese già a piedi per l'astensione negli altri trasporti. I sindacati autonomi Anpac, Up, Sdl, Avia, Anpav — che già avevano sconfessato Cgil, Cisl, Uil e Ugl, opponendosi alla firma dell'accordo con la Compagnia aerea italiana — avevano cercato invano di far ragionare gli oltranzisti. Sono stati «scavalcati» anch'essi da un neonato Comitato di lotta, in una inedita confusione di leggerezza e irresponsabilità. Fermi gli aerei, a terra; a casa la maggioranza dei dipendenti — che non si oppone più alla soluzione individuata dal governo e messa a punto dalla cordata di imprenditori privati — ieri a volare sui cieli d'Italia e del mondo non era la bandiera nazionale. Erano Danton e Robespierre.

È la logica di ogni sorta di rivoluzionarismo, che divora progressivamente i suoi stessi figli, fino a quando compare l'autocrate di turno che pone fine alla rivolta con un atto di imperio. Per l'Alitalia, c'era stato lo spettro del fallimento. Dissoltosi questo, aleggia ora sulla Compagnia quello dell'incriminazione o della precettazione degli scioperanti; che non è l'autocrate, ma la legittima risposta di uno Stato democratico che non tollera, giustamente, di essere in ostaggio di una minoranza estremista che difende i propri interessi corporativi.

Ma in gioco non sono solo il futuro della compagnia di bandiera e l'autorità dello Stato, bensì la credibilità delle rappresentanze dei lavoratori, dei sindacati. Ridurli a terra di nessuno, alla condizione di tutti contro tutti, non conviene a nessuno; tanto meno ai lavoratori. «Essere legati al proprio ambiente, amare la piccola squadra cui si appartiene nella società — scriveva Edmund Burke nel 1790 nelle sue Riflessioni sulla rivoluzione francese — è il primo principio di ogni affezione pubblica. È il primo di una serie di legami percorrendo il quale giungiamo all'amore per il nostro Paese».

Ieri non è stato così. Nessun legame col proprio ambiente, nessun amore per la propria squadra, nessun rispetto per il proprio Paese. Solo cieco rivendicazionismo minoritario, estremismo verbale, violenza, se non fisica, certamente formale. «Per garantire un minimo di sobrietà ai discorsi che tengono in qualsiasi assemblea pubblica — scriveva ancora Burke — i capi dovrebbero rispettare, in un certo grado, forse temere, coloro che amministrano ». La proclamazione dello sciopero contro le Confederazioni e persino i sindacati autonomi è stato, innanzi tutto, mancanza di rispetto per gli stessi lavoratori.

Ora, però, spetta alla maggioranza degli uomini e delle donne che hanno a cuore, col proprio posto di lavoro, la dignità del Paese, reagire in modo appropriato. «Per evitare di essere guidati alla cieca — questo il consiglio dello scrittore irlandese ai francesi dell'epoca — i seguaci debbono comportarsi, se non da protagonisti, da giudici, da giudici investiti di peso e di autorevolezza spontanei».


www.corriere.it

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 22:34
by MavsMANIAC
Jakala wrote: Che si discute di politica come si discute di calcio, da tifosi e non da persone senzienti.
Berlusconi ha fatto cosi e Veltroni ha fatto colà.

Non ti fa paura il fatto che qualcuno vuole impedire la circolazione delle idee sulla rete?
Grillo non mi piace, ma lui estromesso dalla tv in anni craxiani, è riuscito a far sentire le sue idee proprio grazie alla rete.

Goggle e Yahoo hanno consegnato le mail di oppositori al regime cinese appoggiandosi ad una legislazione cinese sui blog.
Milioni di italiani non si preoccupano minimamente della circolazione di idee impedita mancante in televisione e sui giornali, cosa vuoi che sia la rete.

Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 12/11/2008, 23:09
by Porsche 928
doc G wrote: .......
Un individuo comune ha invece un danno anche grave e non può trovare alternative.
.
Per quanto riguarda CAI, Air France, KTLM o altre soluzioni proposte negli ultimi 20 anni per la soluzione dei problemi dell'Alitalia a mio parere si tratta di una serie di porcate, francamente provo poco piacere a classificarle. Possiamo parlarne, sono però intervenuto molto poco in proposito perchè onestamente sono soluzioni di cui provo fastidio a parlare. Può anche darsi che la soluzione Air France sarebbe stata meno peggio di quella CAI, in ogni caso una qualunque dimostrazione di dissenso contro una di queste soluzioni mi trova solo favorevole. Diciamo che si tratta delle due soluzioni sponsorizzate dagli ultimi due Presidenti del Consiglio, non sono certo le uniche possibili, mi piacerebbe che i due soggetti in questione si fossero prese le loro responsabilità, anzichè dire "O così o il fallimento", e ci avessero spiegato davvero perchè queste due soluzioni sarebbero state meglio del fallimento e della vendita a pezzi delle tratte e delle altre parti di valore.
Diciamo anche però che se c'è una categoria che poco ha diritto a protestare sono i piloti, che guadagnano un salario nella media delle compagnie di bandiera, lavorando però molte ore in meno, e questo da decenni. Quanto meno, in una azienda che avrebbe dovuto fallire da anni, l'accettazione di un contratto nella media sarebbe stato il minimo opportuno. Poi il fatto che, anzichè spiegare i motivi del contendere, la buttino in politica, sottolineando la poca bontà delle scelte politiche ed economiche del governo, sottolinea questo fatto. Ed i brindisi dopo l'annuncio della fine della trattativa e dell'inizio delle procedure fallimentari è indicativo; non festeggiavano certo la perdita del posto di lavoro, ma erano certi che nessuno avrebbe fatto fallire l'Alitalia e quindi erano certi che i loro privilegi personali sarebbero durati ancora un po di tempo in più.....
Figlio delle abbuffate di mortadella in parlamento che hanno fatto il giro del mondo, NON mi sembra per nulla un comportamento dissimile, gli stessi che ora si indegnano in parlamento sono quelli che festeggiavano a vino e panini la caduta del governo Prodi.
BruceSmith wrote: mi sembra che Jak abbia già detto che non ha votato per Berlusconi.

Jak, dimmi che non sto perdendo la memoria :lol2:

----


@porsche

Aerei, Danton e Robespierre

di Piero Ostellino

Ieri, 130 «irriducibili» hanno proclamato lo sciopero dell'Alitalia e paralizzato il Paese già a piedi per l'astensione negli altri trasporti. I sindacati autonomi Anpac, Up, Sdl, Avia, Anpav — che già avevano sconfessato Cgil, Cisl, Uil e Ugl, opponendosi alla firma dell'accordo con la Compagnia aerea italiana — avevano cercato invano di far ragionare gli oltranzisti. Sono stati «scavalcati» anch'essi da un neonato Comitato di lotta, in una inedita confusione di leggerezza e irresponsabilità. Fermi gli aerei, a terra; a casa la maggioranza dei dipendenti — che non si oppone più alla soluzione individuata dal governo e messa a punto dalla cordata di imprenditori privati — ieri a volare sui cieli d'Italia e del mondo non era la bandiera nazionale. Erano Danton e Robespierre.

È la logica di ogni sorta di rivoluzionarismo, che divora progressivamente i suoi stessi figli, fino a quando compare l'autocrate di turno che pone fine alla rivolta con unatto di imperio. Per l'Alitalia, c'era stato lo spettro del fallimento. Dissoltosi questo, aleggia ora sulla Compagnia quello dell'incriminazione o della precettazione degli scioperanti; che non è l'autocrate, ma la legittima risposta di uno Stato democratico che non tollera, giustamente, di essere in ostaggio di una minoranza estremista che difende i propri interessi corporativi.

Ma in gioco non sono solo il futuro della compagnia di bandiera e l'autorità dello Stato, bensì la credibilità delle rappresentanze dei lavoratori, dei sindacati. Ridurli a terra di nessuno, alla condizione di tutti contro tutti, non conviene a nessuno; tanto meno ai lavoratori. «Essere legati al proprio ambiente, amare la piccola squadra cui si appartiene nella società — scriveva Edmund Burke nel 1790 nelle sue Riflessioni sulla rivoluzione francese — è il primo principio di ogni affezione pubblica. È il primo di una serie di legami percorrendo il quale giungiamo all'amore per il nostro Paese».

Ieri non è stato così. Nessun legame col proprio ambiente, nessun amore per la propria squadra, nessun rispetto per il proprio Paese. Solo cieco rivendicazionismo minoritario, estremismo verbale, violenza, se non fisica, certamente formale. «Per garantire un minimo di sobrietà ai discorsi che tengono in qualsiasi assemblea pubblica — scriveva ancora Burke — i capi dovrebbero rispettare, in un certo grado, forse temere, coloro che amministrano ».La proclamazione dello sciopero contro le Confederazioni e persino i sindacati autonomi è stato, innanzi tutto, mancanza di rispetto per gli stessi lavoratori.

Ora, però, spetta alla maggioranza degli uomini e delle donne che hanno a cuore, col proprio posto di lavoro, la dignità del Paese, reagire in modo appropriato. «Per evitare di essere guidati alla cieca — questo il consiglio dello scrittore irlandese ai francesi dell'epoca — i seguaci debbono comportarsi, se non da protagonisti, da giudici, da giudici investiti di peso e di autorevolezza spontanei».


www.corriere.it
Bello sto articolo, alcune precisazioni sul mio modo di leggerlo.

O e` fallita o non lo e` ci sono 129 (esagero eh) versioni diverse, io propendo come Jakala per il fallimento ma quasi nessuno lo dice vabbe....

BRUTTISSIMO termine o siamo in una democrazia come il giornalista (alquanto confuso mi sembra) propone piu volte, o siamo in un impero e propenderei (ancora per poco magari) per la prima.

Trovatemi una qualsiasi minoranza che NON difenda i propri interessi sarei curioso di saperlo davvero.

Figlio della politica anchesso, danno un esempio che altri pensano di dover seguire giusto o sbagliato che sia.

Mancanza che i sindacati hanno piu e piu volte negli anni dimostrato di avere, quindi ora piangano anche un po se stessi e facciano un mea culpa per tutte le porcate che hanno fatto a scapito dei lavoratori negli anni.

mi fermo volentieri qui, comunque sono solo mie opinioni personali, che questa situazione e figlia di coloro che ora la combattono come fosse il male assoluto ed e loro la colpa al 10000 % sindacati amministratori e politici in primis.


Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)

Posted: 13/11/2008, 0:13
by doc G
Porsche 928 wrote: Figlio delle abbuffate di mortadella in parlamento che hanno fatto il giro del mondo, NON mi sembra per nulla un comportamento dissimile, gli stessi che ora si indegnano in parlamento sono quelli che festeggiavano a vino e panini la caduta del governo Prodi.

Bello sto articolo, alcune precisazioni sul mio modo di leggerlo.

O e` fallita o non lo e` ci sono 129 (esagero eh) versioni diverse, io propendo come Jakala per il fallimento ma quasi nessuno lo dice vabbe....

BRUTTISSIMO termine o siamo in una democrazia come il giornalista (alquanto confuso mi sembra) propone piu volte, o siamo in un impero e propenderei (ancora per poco magari) per la prima.

Trovatemi una qualsiasi minoranza che NON difenda i propri interessi sarei curioso di saperlo davvero.

Figlio della politica anchesso, danno un esempio che altri pensano di dover seguire giusto o sbagliato che sia.

Mancanza che i sindacati hanno piu e piu volte negli anni dimostrato di avere, quindi ora piangano anche un po se stessi e facciano un mea culpa per tutte le porcate che hanno fatto a scapito dei lavoratori negli anni.

mi fermo volentieri qui, comunque sono solo mie opinioni personali, che questa situazione e figlia di coloro che ora la combattono come fosse il male assoluto ed e loro la colpa al 10000 % sindacati amministratori e politici in primis.

Bhè, stavolta concordo abbastanza, sia con la mortadella in Parlamento, atto abbastanza squallido in un ambiente che richiederebbe uno stile che non c'è purtroppo più da anni, sia con la critica ad Ostellino. Purtroppo a volte capita che i grandi giornalisti tendano a ritenersi superiori alla gente comune ed ad invocare forme di intervento superiore che limitino la portata di decisioni popolari, condivisibili o meno. A me pare che se si vuole godere dei benefici di una democrazia occorre anche accettare gli svantaggi; io uno sistema di governo migliore della democrazia non l'ho ancora visto, quindi accetto anche cose che mi infastidiscono, come gli onorevoli Cicciolina e Toni Negri.
Il pessimo stile della mortadella in Parlamento, tuttavia, era uno squallido modo di festeggiare la caduta di un governo da parte di membri dell'opposizione, che, essendo opposizione, mi auguro sperassero che il cambio avrebbe portato benefici all'Italia, cosa condivisibile o meno, ma legittima. Assolutamente inaccettabile il gesto, comprensibili le motivazioni. Qua invece si tratta di un festeggiamento all'annuncio del fallimento probabile della società in cui tali soggetti lavoravano, consci che sarebbe stato difficile per qualsiasi governo ratificare un fallimento che di fatto è avvenuto da anni, e quindi gli Italiani con le loro tasse avrebbero continuato a provvedere al mantenimento di privilegi anacronistici. Due atti squallidi allo stesso modo, in uno le motivazioni (ripeto, condivisibili o meno) sono comprensibili, nell'altro no.
Chiaro che poi risulta ridicola l'indignazione dei mortadellari, come tu giustamente fai notare.
Per quanto riguarda le rappresentanze sindacali, in teoria è verissimo che l'eccessiva frammentazione rende difficili le trattative e quindi è inevitabile cercare di porvi un freno, diciamo anche che tale frammentazione spesso è dovuta ad un malcontento dei lavoratori verso i sindacati confederali, malcontento che a volte è dovuto alla mancata tutela di privilegi che ormai non sono più tutelabili, come temo sia nel caso dei piloti Alitalia, ma spesso è dovuta a scelte non conformi agli interessi dei lavoratori, figlie di scelte politiche, di ricerca di potere, di accordi di scambio, spesso semplicemente di una situazione di crisi di un sindacato.