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Re: Profondo Baseball
Posted: 18/12/2009, 12:56
by louis
SPLEN DI DA
Re: Profondo Baseball
Posted: 18/12/2009, 14:47
by Hobbit83
Ma cacchio, avevo la mano sulla spalla di Zambrano e non gli ho nemmeno chiesto l'autografo! :sbadat:
Re: Profondo Baseball
Posted: 18/12/2009, 18:25
by ItalianBlueJay
ahahah

...rabbrividisco all'idea di una maglietta del genere

Re: Profondo Baseball
Posted: 18/12/2009, 18:28
by Pablets
ItalianBlueJay wrote:
ahahah

...rabbrividisco all'idea di una maglietta del genere
Scherzi? Io ne prenoto subito una!!!
Re: Profondo Baseball
Posted: 29/12/2009, 23:15
by dicmod
Spostiamolo sul topic delle jersey io voglio subito una di quelle t shirt!
Re: Profondo Baseball
Posted: 06/01/2010, 0:51
by joesox
Matthew la vide uscire dal bar.
Si sistemò il cappellino in testa.
Lo aveva comprato anni fa fuori da Fenway Park quando ci era andato con lo zio.
Ivonne camminava svelta, aveva fretta, quella parte della città non le piaceva troppo.
In genere il New Hampshire è uno stato tranquillo, ma quel giorno a Nashua fuori da quel locale c'era un gruppetto di ragazzi e ragazze.
Erano nel parcheggio.
Era maggio, faceva già abbastanza caldo.
Avevano bevuto, o forse erano solo eccitati.
Ivonne li guardò, mentre estraeva le chiavi dalla borsetta.
Matthew puntò il dito e sputò per terra: “Guarda guarda cosa dobbiamo vedere”
“Proprio nella terra dei Red Sox.”
Era appoggiato ad una colonna, dietro alla macchina.
Ivonne aprì il cofano posteriore scansando il ragazzo e ripose la borsa.
Aveva acquistato degli alcolici nel pomeriggio.
L'adesivo degli Yankees ben visibile appicciato sul lunotto posteriore.
Salì rapida in auto. Infilò le chiavi e...
...Matthew ora era in piedi davanti alla macchina.
Come Terry Mann davanti a Ray Kinsella.
Era apparso dal nulla, il cappello dei Sox schiacciato in testa.
Lo sguaro fiero.
Ivonne iniziò a tremare di paura.
La mano con la chiave non riusciva ad infilare il buco dell'accensione.
Gli amici di Matthew avevano circondato la vettura ed ora picchiavano con le mani aperte sul tetto dell'auto. “Via gli Yankees da Nashua!”
Sbottarono in un canto “Yankees suck! Yankees suck!”
Jonathan Papelbon aveva appena salvato una bella partenza di Jon Lester allo Stadium. Boston 6, New York 4. E forse si erano già visti e magari insultati dentro al bar.
Ivonne dall'interno dell'auto gridò: “Fatemi passare! Andate via!”
La macchina però stentava a mettersi in moto.
Poi il motore tossì, uno sbuffo nerastro dal tubo di scarico ed Ivonne infilò la marcia.
Il pedale dell'acceleratore.
Il piede che va giù.
L'urlare delle gomme.
Screeeeeech.
Un attimo.
Matthew che riesce a spingere via Maria Hughes, 21 anni.
Il muso dell'auto che la sfiora appena. Maria illesa cade seduta sull'asfalto.
Alla polizia Ivonne, 45 anni, ha detto: “Volevo solo spaventarli!”
Una mezza ammissione, poi ritrattata.
Matthew Beaudoin aveva 29 anni.
Il 4 maggio 2008 è finito sotto l'auto di Ivonne Hernandez.
E' morto appena giunto in ospedale.
Nella foto rilasciata dall'ufficio dello sceriffo Ivonne Hernandez ha i capelli arruffati, lo sguardo perso nel suo colorito latino, un cerotto di traverso sul naso, indossa quella che sembra una vestaglia rosa.
Ieri è stata condannata per omicidio di secondo grado.
Nel New Hampshire, cuore della Red Sox country, per fortuna non c'è la pena di morte.
Il giudice per quel crimine può scegliere la pena, che parte da zero ma arriva fino all'ergastolo.
Non si può morire così.
Non si può finire in galera così per il resto dei propri giorni.
Putroppo è successo.
Re: Profondo Baseball
Posted: 21/01/2010, 13:23
by joesox
Sammy Sosa (July 24, 2000)
Dopo essere stato informato di aver pareggiato Joe DiMaggio con l’HR numero 361 in carriera: “That’s the guy whose girlfriend was Marilyn Monroe?”
Jesse Rogers (April 15, 2002)
Annunciatore radio dei Chicago Cubs, intervistando il reliever Antonio Alfonseca che ha la particolarità di avere sei dita sulle due mani: “Were you born that way?”
Terry Francona (Aug 16, 2004)
Manager dei Boston Red Sox, parlando di Kevin Youkilis, soprannominato the Greek God of Walks nel libro Moneyball: “I’ve seen him in the shower, and I wouldn’t call him the Greek god of anything.”
Mike Cameron (Aug 1, 2005)
Outfielder dei New York Mets, minimizzando i problemi causati dal sole allo Shea Stadium: “The sun has been there for 500, 600 years.”
Milton Bradley (Sept 5, 2005)
Outfielder dei Los Angeles Dodgers, sul come vorrà essere ricordato: “I want people to say Milton Bradley was a pretty good ballplayer and a pretty good person. Anybody who is going to stand between me getting there, then they need to be eliminated.”
Re: Profondo Baseball
Posted: 22/01/2010, 13:54
by koufax75
Joe... Ti posso fare una piccola critica / suggerimento.... Quando scrivi una serie di citazione, forse sarebbe il caso di inserire anche la traduzione in italiano. Non tutti gli utenti di questo forum capiscono l'inglese, quindi un aiuto sarebbe gradito.
Re: Profondo Baseball
Posted: 22/01/2010, 15:40
by joesox
Giustamente kouf suggerisce di tradurre.
Sammy Sosa (July 24, 2000)
Dopo essere stato informato di aver pareggiato Joe DiMaggio con l'HR numero 361 in carriera: "Quello è il tipo che era fidanzato con Marilyn Monroe?"
Jesse Rogers (April 15, 2002)
Annunciatore radio dei Chicago Cubs, intervistando il reliever Antonio Alfonseca che ha la particolarità di avere sei dita sulle due mani: "Ma sei nato così?"
Terry Francona (Aug 16, 2004)
Manager dei Boston Red Sox, parlando di Kevin Youkilis, soprannominato the Greek God of Walks (il dio greco delle basi su ball, perchè "camminava" molto) nel libro Moneyball: "L'ho visto nella doccia, e non lo chiamerei il dio greco proprio di niente".
Mike Cameron (Aug 1, 2005)
Outfielder dei New York Mets, minimizzando i problemi causati dal sole allo Shea Stadium: "Il sole è là da 500, 600 anni."
(Sept 5, 2005)
Outfielder dei Los Angeles Dodgers, sul come vorrà essere ricordato: "Io voglio che la gente dica che Milton Bradley era proprio un buon giocatore e proprio una brava persona. E chiunque si metterà in mezzo a dove voglio arrivare va eliminato."
Re: Profondo Baseball
Posted: 27/01/2010, 1:08
by dicmod
Quella di Francona è fantastica!
Re: Profondo Baseball
Posted: 28/01/2010, 10:17
by everest2002
Bè, la mega gaffe di Rogers non è da meno
Re: Profondo Baseball
Posted: 10/03/2010, 11:47
by david.wright
Non so se è il topic giusto! Posto la foto della statua di Jackie Robinson che si trova davanti allo Stadio Olimpico di Montreal, sede di gioco dei gloriosi Expos

Re: Profondo Baseball
Posted: 10/03/2010, 14:34
by shilton
david.wright wrote:
Non so se è il topic giusto! Posto la foto della statua di Jackie Robinson che si trova davanti allo Stadio Olimpico di Montreal, sede di gioco dei gloriosi Expos
Sai che ci sono stato ma non l'ho notata, giuro!!
Ero troppo intento a guardare se piovesse dentro il dome :lol2: :lol2:
Re: Profondo Baseball
Posted: 13/05/2010, 20:52
by Rocky
Justin Verlander è un 10th grander e come tutti i 15enni sta giocando con un suo amico.
C'è però un problema: ha una sete incredibile, non ha $1 in tasca e di fontane in giro non se ne vede l'ombra.
Il suo amico ha casualmente con sè una porzione di chocolate milk, che Justin morirebbe pur di avere.
La prima offerta di 50c (l'unica cosa che aveva) viene rifiutata.
Justin deve inventarsi qualche cosa, in fretta.
"Let's do this, if I ever make it to the Big Leagues I'll give 1% of my signing bonus for your damn chocolate milk."
Per l'amico è un no-brainer. L'accordo viene scritto e firmato su un tovagliolo di carta.
Deal. Done.
Il 23 ottobre 2004 Justin Verlander firma un signing bonus con i Detroit Tigers da $3.12 milioni.
Pochi giorni dopo il suo amico si presenta con in mano il tavogliolo.
E Justin deve scucire il suo primo assegno, da $31,200.
Il chocolake milk più caro della storia.
Credits to Michael Kay.
Re: Profondo Baseball
Posted: 13/05/2010, 20:53
by Sberl
Rocky wrote:
Justin Verlander è un 10th grander e come tutti i 15enni sta giocando con un suo amico.
C'è però un problema: ha una sete incredibile, non ha $1 in tasca e di fontane in giro non se ne vede l'ombra.
Il suo amico ha casualmente con sè una porzione di chocolate milk, che Justin morirebbe pur di avere.
La prima offerta di 50c (l'unica cosa che aveva) viene rifiutata.
Justin deve inventarsi qualche cosa, in fretta.
"Let's do this, if I ever make it to the Big Leagues I'll give 1% of my signing bonus for your damn chocolate milk."
Per l'amico è un no-brainer. L'accordo viene scritto e firmato su un tovagliolo di carta.
Deal. Done.
Il 23 ottobre 2004 Justin Verlander firma un signing bonus con i Detroit Tigers da $3.12 milioni.
Pochi giorni dopo il suo amico si presenta con in mano il tavogliolo.
E Justin deve scucire il suo primo assegno, da $31,200.
Il chocolake milk più caro della storia.
Credits to Michael Kay.
