Re: Un forum di sportivi: dalla briscola chiamata al free climbing (II)
Posted: 12/02/2010, 5:57
Grazie ad entrambi per la solidarietà ed il sostegno.
Detto fuori dai denti, comunque, al di là di come stanno andando le cose non è detto che io continui anche l'anno prossimo a fare ciò che faccio, nel senso che appunto è un impegno di un certo tipo e dato che non mi piace affrontarlo a caso non posso garantire oggi - e lo sapevo già anche ad inizio anno - che ci potrò essere anche negli anni a venire, anche se indubbiamente mi piacerebbe.
Perché vabbè, i Metrostars li sento un po' come una creatura mia (del resto non ho dato io il la a tutto ma sono stato il primo cui venne proposto di creare una squadra e da lì scelsi un po' tutto io... dalla maggior parte dei giocatori, contattata da me, al colore delle maglie, al logo, al nome, ecc)... però d'altronde più che passare la vita a fare l'allenatore al CSI la mia passione calcistica mi spinge in altri sensi, e vorrei coltivare quelli prima di tutto... quindi chissà.
Al di là di questo, comunque, sono determinatissimo a provare a sistemare le cose. Quantomeno in vista dell'anno prossimo.
Proprio in questo senso pensavo di convocare lo zoccolo duro della squadra una sera di settimana prossima, sederci attorno ad un tavolo con una birra davanti e discutere di quelle che sono le nostre prospettive, per provare a costruire "un futuro migliore".
Detto questo lascio un attimo da parte il discorso "Metrostars" e ne apro uno generale, riallacciandomi al post di Sberl.
In Italia è assodato culturalmente che un uomo per sentirsi tale debba giocare a calcio ed è ciò che spinge una massa numerosissima di persone che si dimostrano poi incapaci di portare avanti quell'impegno seriamente a giocare?
Cioè, ciò che dico io è: se sai - e ognuno di noi si conosce - che non puoi portare avanti un discorso di un certo tipo perché piuttosto che allenarti preferisci andare a bere (e da me c'è chi lo fa, all'allenamento non si presenta ma se passi fuori dal bar trovi la sua macchina), preferisci stare con la tua ragazza invece che giocare ecc... tutte cose in sè legittime anche... beh, se sai di essere così NON PRENDERTI L'IMPEGNO, non giocare a calcio per forza. Cosa vuoi da noi poveri cristiani che ci vogliamo impegnare nella cosa? Perché cazzo devi rovinarci tutto?
Perché è un cliché giocare a calcio?
Perché lo è parlarne?
Boh, io trovo ridicola 'sta gente che sembra sempre non possa fare a meno del calcio e poi sparisce.
E questo oh lo dico anche rispetto al gruppo con cui gioco a calcetto: 10 persone che si sono iscritte ad una sorta di associazione sportiva che ha preso in affitto la palestra per 1 ora a settimana per tutto l'anno. C'è gente che ad inizio anno si iscrive e sembra che non ne farebbe mai a meno... il risultato è che TUTTE le settimane devo chiamare gente... e che spessissimo per incomprensioni o pacchi dell'ultimo minuto ci troviamo pure in dispari.
Ma stare a casa tua e organizzare, se proprio vuoi, ogni tanto una partita con i frocetti come te no?
Boh,io davvero non capisco.
Anche perché posso capire chi soffre le imposizioni. Ma nessuno impone a nessuno di giocare a calcio. A 25 anni (la butto lì) sei grande a sufficienza per sapere se puoi o non puoi prenderti un impegno del genere.
Boh, anche a me ad inizio anno l'impegno da allenatore mi spaventava un po' proprio per l'impegno che ciò mi richiedeva, le ore che avrei dovuto dedicarci, ecc. Però una volta che l'ho preso non l'ho portato avanti a casaccio.
Ci vuol tanto?
MAH.
Detto fuori dai denti, comunque, al di là di come stanno andando le cose non è detto che io continui anche l'anno prossimo a fare ciò che faccio, nel senso che appunto è un impegno di un certo tipo e dato che non mi piace affrontarlo a caso non posso garantire oggi - e lo sapevo già anche ad inizio anno - che ci potrò essere anche negli anni a venire, anche se indubbiamente mi piacerebbe.
Perché vabbè, i Metrostars li sento un po' come una creatura mia (del resto non ho dato io il la a tutto ma sono stato il primo cui venne proposto di creare una squadra e da lì scelsi un po' tutto io... dalla maggior parte dei giocatori, contattata da me, al colore delle maglie, al logo, al nome, ecc)... però d'altronde più che passare la vita a fare l'allenatore al CSI la mia passione calcistica mi spinge in altri sensi, e vorrei coltivare quelli prima di tutto... quindi chissà.
Al di là di questo, comunque, sono determinatissimo a provare a sistemare le cose. Quantomeno in vista dell'anno prossimo.
Proprio in questo senso pensavo di convocare lo zoccolo duro della squadra una sera di settimana prossima, sederci attorno ad un tavolo con una birra davanti e discutere di quelle che sono le nostre prospettive, per provare a costruire "un futuro migliore".
Detto questo lascio un attimo da parte il discorso "Metrostars" e ne apro uno generale, riallacciandomi al post di Sberl.
In Italia è assodato culturalmente che un uomo per sentirsi tale debba giocare a calcio ed è ciò che spinge una massa numerosissima di persone che si dimostrano poi incapaci di portare avanti quell'impegno seriamente a giocare?
Cioè, ciò che dico io è: se sai - e ognuno di noi si conosce - che non puoi portare avanti un discorso di un certo tipo perché piuttosto che allenarti preferisci andare a bere (e da me c'è chi lo fa, all'allenamento non si presenta ma se passi fuori dal bar trovi la sua macchina), preferisci stare con la tua ragazza invece che giocare ecc... tutte cose in sè legittime anche... beh, se sai di essere così NON PRENDERTI L'IMPEGNO, non giocare a calcio per forza. Cosa vuoi da noi poveri cristiani che ci vogliamo impegnare nella cosa? Perché cazzo devi rovinarci tutto?
Perché è un cliché giocare a calcio?
Perché lo è parlarne?
Boh, io trovo ridicola 'sta gente che sembra sempre non possa fare a meno del calcio e poi sparisce.
E questo oh lo dico anche rispetto al gruppo con cui gioco a calcetto: 10 persone che si sono iscritte ad una sorta di associazione sportiva che ha preso in affitto la palestra per 1 ora a settimana per tutto l'anno. C'è gente che ad inizio anno si iscrive e sembra che non ne farebbe mai a meno... il risultato è che TUTTE le settimane devo chiamare gente... e che spessissimo per incomprensioni o pacchi dell'ultimo minuto ci troviamo pure in dispari.
Ma stare a casa tua e organizzare, se proprio vuoi, ogni tanto una partita con i frocetti come te no?
Boh,io davvero non capisco.
Anche perché posso capire chi soffre le imposizioni. Ma nessuno impone a nessuno di giocare a calcio. A 25 anni (la butto lì) sei grande a sufficienza per sapere se puoi o non puoi prenderti un impegno del genere.
Boh, anche a me ad inizio anno l'impegno da allenatore mi spaventava un po' proprio per l'impegno che ciò mi richiedeva, le ore che avrei dovuto dedicarci, ecc. Però una volta che l'ho preso non l'ho portato avanti a casaccio.
Ci vuol tanto?
MAH.