Credo che ci guardino eccome a quello che succede giù il punto è che, di sotto, non hanno certo intenzione di plasmare un QB secondo quello che sarà il futuro in Nfl, per questo poi trovi ragazzi magari ottimi a livello fisico e atletico ma che hanno bisogno di "imparare" il ruolo vero e rendersi leader di fronte a gente che ha 7-8 anni di esperienza alle spalle. In questo fu mostruoso Roethlisberger che tenne in pugno l'huddle dopo un secondo che aveva messo il piede in campo per la prima volta.suclò wrote: Tutto tristemente vero.
E la cosa viene resa paradossale, ed ancora più triste, dal fatto che i giovani QB che vengono buttati nella mischia spesso non hanno avuto il tempo non solo di conoscere la NFL nel suo complesso ma neanche il "nuovo" tipo di gioco che andranno a mettere in pratica.
Ed è anche per quello che dico che i coaching staff NFL dovrebbero guardare un po' di più a cosa sta succedendo nei livelli "inferiori". Il che non vuol dire mettersi a giocare la spread option, ci mancherebbe! Ma almeno rendere i propri sistemi un po' più vicini a quelli che i giovani QB conoscono meglio, aiutandoli nello sviluppo delle loro carriere ma aiutando anche e soprattutto se stessi nell'ottenimento di risultati migliori per la propria franchigia.
Ma forse la faccio troppo semplice...![]()
Non credo ci sia un livello particolarmente basso o un problema nel gestire certi QB che arrivano dal college, credo che però la Nfl stia guardando ad avere due ottimi RB in ogni squadra e di conseguenza rischi di sottostimare l'importanza di altri ruoli, inserendo così certi buoni giocatori in posizioni dove non abbiano realmente compagni in grado di ricevere a dovere e alzare buone prestazioni.
Poi vale quanto detto da angy, si cerca di vincere subito e si cambiano troppo rapidamente piani, progetti e coaching staff, rendendo più difficile per un giovane crescere ed essere seguito a dovere.







