Spree wrote:
Mah, potrebbe anche essere vero. Anche così, cmq, siamo più meno 50 e 50 (se fai PD+SEL+IDV = 34, PDL+LEGA+UDC = 32), il che è già qualcosa, dal mio punto di vista. Almeno, è qualcosa che mostra che l'ìelettorato del M5S è talmente variegato politicamente da non essere imbrigliabile, e che si tratta di andarsi a riprendere i propri elettori (quelli, appunto, di sinistra) e non cercare di attaccare in toto il movimento.
Poi c'è da dire che in effetti il dato dell'Emilia è il più evidente, e lì è chiaro che hanno pescato soprattutto a sinistra (anche perché lì sono più o meno 70 anni che governa il centrosinistra, sarebbe stato strano il contrario, i.e. un voto antisistema contro chi del sistema locale ha sempre fatto scarsamente parte), mentre nelle altre città mi sembra che abbiano pescato soprattutto altrove. Altrimenti, non mi spiego molto come le percentuali del PD siano crollate molto meno: ma può darsi che sia dovuto al fatto che il PD ha subito meno perdite dovute all'astensione.
bisognerà vedere quanto abbia inciso il fatto che si trattasse di amministrative.
quando si arriverà alle politiche, il fatto di far parte o meno di una coalizione che avrà possibilità di governare sarà un fattore.
poi, nel mio modestissimo campione statistico, vedo che chi è incazzato tende a stare con Grillo (ovviamente non voglio sminuire gli elettori, ci mancherebbe) e quindi lo voterà anche se si presentasse da solo e senza alcuna possibilità di incidere realmente.
dopo aver insultato i politici che fanno governare i tecnici perchè si preoccupano del loro futuro politico e non di futuri più importanti, si può dire che anche solo sostenendo il governo monti hanno preso una bella mazzata.
mi auguro che, nonostante questo, non comincino a mettere i bastoni tra la ruote ai tecnici e a incasinarci ulteriormente per guadagnare un pugno di voti.
Luca79 wrote:Non capisco perché si debba dare un colore all'elettore del M5S.
Sinceramente credo che in molti se ne fottano altamente del preoccuparsi se una cosa è più di destra o più di sinistra piuttosto valutano se porta o no benefici alla comunità.
A livello nazionale non credo sia proprio quantificabile il M5S e dal canto mio spero che si facciano per bene le ossa a livello comunale senza correre per qualcosa che non sono ancora pronti.
Per quanto riguarda i politici, secondo me quei cialtroni a Roma dovrebbero iniziare a preoccuparsi seriamente dell'astensione alle prossime politiche e non di Grillo. A livello comunale oltre alla novità che poteva esser il M5S un'altra cosa che ha comunque portato elettori ai seggi è stato il fatto che nelle comunali i cittadini debbano votare per le loro specifiche realtà in cui bene o male il rapporto con le istituzioni è ancora sentito. A livello nazionale, e non passa giorno che chiunque s'impegni nel non invertire questa tendenza, i vari politici si danno un gran da fare per svogliare ulteriormente gli elettori.
Mah. Vedremo alle politiche, a livello locale può anche essere vero. Ma alle elezioni dei grandi, le idee contano (o dovrebbero contare) un po'.
per quanto Grillo non mi si a esattamente simpatico vista la sua assenza di contenuti,perlomeno il voto di protesta è andato a lui anzichè andare all'ultradestra come avvenuto in Francia o anche in Grecia con i neonazisti in parlamento
Tenderei a quotare, ma tanto per il governo siamo ancora ben dietro la Grecia come suicidi... cominciano a non fare nemmeno quasi piu notizia(esagero ma non so di quanto).
L'analisi, come sempre acuta e puntuale, di Ilvo Diamanti:
SI TRATTA solo di amministrative. Elezioni che hanno coinvolto una quota ridotta di popolazione e di Comuni. Un test, in fondo, limitato. Peraltro, molti giochi sono ancora aperti, visto che in tre quarti dei Comuni maggiori si andrà al ballottaggio. Eppure, i risultati del primo turno sono destinati a produrre effetti politici significativi sul piano nazionale.
Le prime elezioni nell'era del Montismo hanno, anzitutto, suggerito che, insieme a Berlusconi, stia uscendo di scena anche il suo "partito personale". Quasi per conseguenza automatica e naturale. Il Pdl. In caduta, dovunque. Da Nord a Sud passando per il Centro. Non è facile decifrare i dati di elezioni specifiche, come quelle amministrative. Caratterizzate dalla presenza di molte liste civiche.
Tuttavia, nei Comuni capoluogo, rispetto alle elezioni amministrative precedenti, il Pdl ha dimezzato il suo peso elettorale: è passato dal 30% al 14% (media delle medie). Governava in 95 Comuni (maggiori), insieme alla Lega. Al primo turno ne ha perduti 45 (inclusi quelli in cui è escluso dal ballottaggio). Ne ha mantenuti 5, conquistandone uno solo di nuovo. Negli altri 45 andrà al ballottaggio. In 16 Comuni, però, è in sensibile svantaggio.
A livello locale, peraltro, il Pdl non aveva mai avuto basi solide e radicate. Ma senza Berlusconi ha perduto identità, senso. In qualche misura, speranza. Così ha travolto, nella slavina, anche il retroterra di An. Che, invece, fino a ieri, disponeva di una presenza diffusa in molti contesti. Soprattutto nel Sud.
2. La Lega resiste. Ma a fatica. Il risultato di Verona si deve, esclusivamente, a Tosi. È un voto "personale". Per molti versi, espresso "contro" la Lega di Bossi. Tosi, infatti, è il principale alleato di Maroni, come ha ribadito anche in questi giorni. Verona, d'altronde, non è una roccaforte storica della Lega, che si è insediata in città (e nell'area) solo nell'ultimo decennio. Prima era una zona di forza della Destra, da cui Tosi ha attinto molti consensi. Allargandoli in misura ampia, con la sua azione. E amministrazione.
Altrove, però, la Lega non ha fatto bene. Complessivamente, nei Comuni dov'era presente, la Lega ha perduto poco rispetto alle amministrative del 2007, ma ha dimezzato la percentuale del voto rispetto alle politiche del 2008 e le europee del 2009. Fra le 12 città maggiori al voto dove il sindaco uscente era leghista, la Lega ha perduto in 5 e in altrettante è al ballottaggio. Oltre a Verona, al primo turno ha vinto solo a Cittadella. Una roccaforte nel cuore del Veneto. Luogo quasi simbolico. Evoca la Lega che non è scomparsa, come alcuni ipotizzavano (e auspicavano). Ma "resiste" all'assedio. Ha reagito meglio nei Comuni più piccoli, inferiori a 15 mila abitanti (secondo l'analisi dell'Istituto C. Cattaneo).
Tuttavia, le sarà difficile, su queste basi, riproporsi come "partito del Nord". Tanto più perché perdere sindaci e peso nelle amministrazioni locali significa perdere radicamento nella società e nel (suo) territorio.
Dove oggi appare un soggetto politico minoritario.
3. Ne deriva che il Pdl e la Lega, al di fuori dell'alleanza di centrodestra, risultino perdenti. Su base locale e non solo. D'altronde, anche un anno fa, alle amministrative, anche se alleati, avevano subito un notevole arretramento e alcune sconfitte pesanti. Per prima: Milano.
Ma oggi, che Pdl e Lega corrono ciascuno per conto proprio, e anzi, uno contro l'altro, il loro futuro appare quanto meno difficile. D'altronde, solo Berlusconi era riuscito a coalizzarli, a farli stare insieme. Con argomenti efficaci. Per forza e/o per interesse. Il rapporto fra i due partiti, peraltro, era molto "personalizzato". Fondato sulle relazioni dirette fra Berlusconi e Bossi. Ma oggi il ruolo dei due leader si è ridimensionato e anche il legame fra i partiti si è sensibilmente allentato.
In concreto, nel centrodestra si è aperto un vuoto di rappresentanza politica che non è chiaro come e da chi possa venire colmato.
4. Nel centrosinistra la situazione appare migliore. Soprattutto perché i partiti che ne fanno parte hanno, perlopiù, confermato l'alleanza. Anche se con geometrie variabili. Punto fisso: il Pd, che ha costruito intorno a sé diverse intese. In prevalenza, con la sinistra, ma anche insieme all'Udc.
Al primo turno, nei capoluoghi di provincia ha tenuto, passando (in media) dal 19% al 17%: 2 punti in meno. Inoltre, nei 53 Comuni dov'era al governo, prima di queste elezioni, dopo il primo turno ne ha riconquistati 14 e altri 11 li ha strappati al Centrodestra. Eppure è indubbio che anche in quest'area emergano segni di sofferenza. Nel Pd - ma anche nel centrosinistra. Il quale non riesce a capitalizzare il crollo del centrodestra.
Subisce, nelle sue aree, il peso dell'astensione. Che raggiunge non a caso il massimo nelle zone rosse: in Toscana, in Emilia Romagna, nelle Marche.
E, ancor di più, è incalzato dalla concorrenza del Movimento 5 Stelle, ispirato da Beppe Grillo. La sorpresa di questa consultazione. Dove i suoi candidati sono al ballottaggio in 5 Comuni oltre 15 mila abitanti (tra cui Parma). A Sarego, piccolo comune in provincia di Vicenza, è riuscito a fare eleggere il suo candidato sindaco. Il risultato del Movimento 5 Stelle, però, appare rilevante soprattutto per il livello dei consensi ottenuti un po' dovunque. Oltre il 10%, in media, nei Comuni capoluogo. Il 9% nell'insieme dei Comuni dove è presente. In alcuni contesti, peraltro, ha ottenuto performance importanti. Intorno al 20%.
5. La tendenza - e la tentazione - diffusa è di etichettarlo come un fenomeno "antipolitico". Equivalente e alternativo rispetto all'astensione. Una valutazione che mi sembra poco convincente.
A) Perché è comunque un soggetto "politico" che ha partecipato a una competizione democratica chiedendo e ottenendo voti. Facendo eleggere i propri candidati.
B) Poi perché il suo successo deriva, sicuramente, dalla critica contro il sistema di Grillo, ma anche dal fatto che il Movimento ha coagulato gruppi e leader attivi a livello locale. Impegnati su questioni e temi coerenti con quelli affrontati nel referendum di un anno fa. Collegati alla tutela dell'ambiente, ai beni pubblici. Alla lotta contro gli abusi. Progetti di "politica locale" promossi da persone a interessi privati e a lobby. Per questo credibili, in tempi scossi da scandali e polemiche sulla corruzione politica.
C) Infine, perché i loro elettori sono tutto fuor che "impolitici". Mostrano un alto grado di interesse per la politica (sondaggio Demos, aprile 2012). Certo, un terzo di essi, alle elezioni politiche del 2008, si è astenuto. Ma il 25% ha votato per il Pd e il 16% per l'Idv. Il Movimento 5 Stelle, per questo, rivela il disagio verso i partiti. Soprattutto fra gli elettori dell'area di centrosinistra. Ma non solo: un'analisi dei flussi elettorali condotta dall'Istituto Cattaneo sul voto di Parma, infatti, rileva una componente di elettori sottratti alla Lega (3% sul totale, rispetto alle regionali del 2010). Il Movimento 5 Stelle, dunque, offre a una quota di elettori significativa una rappresentanza, che può non piacere, ma è "politica".
Io, comunque, sono sempre convinto che sia meglio un voto, qualsiasi voto, del vuoto. Politico.
Nell'insieme, questi risultati rafforzano l'impressione che il Paese sia ormai oltre la Terza Repubblica, fondata da - e su - Berlusconi e il Berlusconismo. Ma non sappia dove andare.
Con questi partiti, questi leader, questi schieramenti, queste leggi elettorali e con questo sistema istituzionale: temo che passeremo ancora molto tempo a discutere di antipolitica. Per mascherare la miseria della politica.
Sorvolo su chi fa la classifica dei suicidi, che è un atteggiamento che va dallo squallido al surreale.
Tenderei a quotare, ma tanto per il governo siamo ancora ben dietro la Grecia come suicidi... cominciano a non fare nemmeno quasi piu notizia(esagero ma non so di quanto).
Diciamo una cosa: Monti inizia a deludermi, le misure tendono ad essere poco lungimiranti e coraggiose e si rischia di star mettendo solo toppe a colori su un abito che resta comunque da cambiare. Si rischia che il crostino passi lo stesso al prossimo governo, come fece Dini qualche anno fa.
Ma su questo ha ragione in pieno: lui è stato chiamato proprio perchè la situazione era insostenibile, la crisi era paurosa, non si vedeva come uscirne e nessuna forza politica era all'altezza della situazione.
Se lui avrà fatto bene o male lo vedremo fra qualche tempo, ma la situazione attuale dipende tutta in parte dalla crisi internazionale ed in parte da chi è stato al governo negli anni precedenti, ovviamente soprattutto Berlusconi, ma anche in parte minore Prodi.
E non fa male a ricordarlo ogni tanto.
lele_warriors wrote:per quanto riguarda il discorso elezioni concordo in toto con questo articolo
Concordo pure io.
Anche perchè al momento veri cambiamenti nei partiti non se ne vedono. Paradossalmente l'unico che si sta riformando è proprio la Lega, che però sta tornando a scadere nel populismo più becero.
Geniale Monti quando dice che la crisi è colpa di chi l'ha provocata.
Il suo governo riuscirà nell'affossare definitivamente qualsiasi prospettiva di crescita per il paese.
se adesso c'è crisi, dall'anno prossimo avremo il baratro.
complimenti. avanti cosi.
francilive wrote:Geniale Monti quando dice che la crisi è colpa di chi l'ha provocata.
Il suo governo riuscirà nell'affossare definitivamente qualsiasi prospettiva di crescita per il paese.
se adesso c'è crisi, dall'anno prossimo avremo il baratro.
complimenti. avanti cosi.
Sarà mica colpa di Monti se siamo nella merda?
Ovviamente che i metodi montiani sia discutibilissimi è un dato di fatto ma se l'Italia adesso è nella merda è colpa piuttosto dell'intera classe politica.
19.12.11:26.01.12 - An incredible journey from Saint Jean Pied de Port to Fisterra
francilive wrote:Geniale Monti quando dice che la crisi è colpa di chi l'ha provocata.
Il suo governo riuscirà nell'affossare definitivamente qualsiasi prospettiva di crescita per il paese.
se adesso c'è crisi, dall'anno prossimo avremo il baratro.
complimenti. avanti cosi.
Sarà mica colpa di Monti se siamo nella merda?
Ovviamente che i metodi montiani sia discutibilissimi è un dato di fatto ma se l'Italia adesso è nella merda è colpa piuttosto dell'intera classe politica.
Anche i banchieri hanno le loro piccolissime colpe...
La Finanza al Monte dei Paschi
Inchiesta sull'acquisizione Antonveneta
Perquisizioni anche nell'abitazione dell'ex presidente Gabriello Mancini e di altri dirigenti sia della Fondazione sia della Banca. Ci sono almeno due indagati
Il sistema sta implodendo, una volta che il puttaniere se ne e` andato la crepa sta spaccando la diga, tra un po saremo al "si salvi chi puo".
E' vero che certi dati presi nell'articolo possono lasciare dubbi o sembrare forzati, però a me ormai mi sembra evidente che quella sui suicidi sia una speculazione mediatica.
Non mi interessa andare a verificare se i dati riportati nell'articolo sono precisi e affidabili, però mi sembra evidente che, nonostante i suicidi (per motivi economici e non) siano sempre stati una realtà concreta nel nostro paese, si sia passati da un silenzio quasi totale a una cronaca costante e dettagliata degli episodi, e ovviamente l'impressione è che il problema sia nato un mese fa.
Secondo me i media in tutto questo hanno una responsabilità non trascurabile, perchè è vero che hanno la libertà di parlare di quello che vogliono, ma qui ci sono in ballo questioni più importanti dello share o della tiratura del giornale. Infatti ci sono molti studi scientifici che evidenziano come l'emulazione sia una realtà in materia di suicidi, e in tutto ciò i media dovrebbero fare un pò più attenzione a questo, perchè qui per denunciare un problema (che in realtà c'è sempre stato), si rischia di peggiorarlo (o forse lo stanno già facendo).
E' vero che certi dati presi nell'articolo possono lasciare dubbi o sembrare forzati, però a me ormai mi sembra evidente che quella sui suicidi sia una speculazione mediatica.
Non mi interessa andare a verificare se i dati riportati nell'articolo sono precisi e affidabili, però mi sembra evidente che, nonostante i suicidi (per motivi economici e non) siano sempre stati una realtà concreta nel nostro paese, si sia passati da un silenzio quasi totale a una cronaca costante e dettagliata degli episodi, e ovviamente l'impressione è che il problema sia nato un mese fa.
Secondo me i media in tutto questo hanno una responsabilità non trascurabile, perchè è vero che hanno la libertà di parlare di quello che vogliono, ma qui ci sono in ballo questioni più importanti dello share o della tiratura del giornale. Infatti ci sono molti studi scientifici che evidenziano come l'emulazione sia una realtà in materia di suicidi, e in tutto ciò i media dovrebbero fare un pò più attenzione a questo, perchè qui per denunciare un problema (che in realtà c'è sempre stato), si rischia di peggiorarlo (o forse lo stanno già facendo).
Già. Ma anche la famosa analisi ripresa da tutti i giornali, quella dell'Eures, andrebbe letta - almeno nella versione riassuntiva - prima di partire lancia in resta con delle conclusioni (http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf). Per esempio: è vero che il numero di suicidi tra i disoccupati è aumentato, ma sarebbe anche da tenere conto del fatto che:
1- I disoccupati sono aumentati in numero (e di parecchio: dal 6.8% dell 2008 all'8,6% del 2010). Quindi, se è vero che i suicidi tra i disoccupati sono aumentati del 40%, il numero dei disoccupati è aumentato del 25% circa, quindi percentualmente l'aumento è significativamente inferiore.
2- Non sempre il disoccupato che si suicida si suicida in quanto disoccupato (correlation is not causation)
3- La pressione messa, anche dai media stessi, nel descrivere la situazione come "senza speranza e senza ritorno" certo non aiuta a creare un clima favorevole. E su numeri così piccoli (perché 400 persone su 60 milioni sono un numero molto piccolo) il clima fa spesso la differenza.
4- I casi di cronaca fanno colpo. Ma non fanno statistica. Su 3mila suicidi all'anno, sarà il fatto che negli ultimi mesi si sente un caso di cronaca al giorno a fare la differenza?
Oltretutto, rimane interessante notare come il tasso di suicidi in Italia sia incredibilmente basso rispetto al resto d'Europa - ma quello non fa notizia, quindi perché dirlo?
E' vero che certi dati presi nell'articolo possono lasciare dubbi o sembrare forzati, però a me ormai mi sembra evidente che quella sui suicidi sia una speculazione mediatica.
Non mi interessa andare a verificare se i dati riportati nell'articolo sono precisi e affidabili, però mi sembra evidente che, nonostante i suicidi (per motivi economici e non) siano sempre stati una realtà concreta nel nostro paese, si sia passati da un silenzio quasi totale a una cronaca costante e dettagliata degli episodi, e ovviamente l'impressione è che il problema sia nato un mese fa.
Secondo me i media in tutto questo hanno una responsabilità non trascurabile, perchè è vero che hanno la libertà di parlare di quello che vogliono, ma qui ci sono in ballo questioni più importanti dello share o della tiratura del giornale. Infatti ci sono molti studi scientifici che evidenziano come l'emulazione sia una realtà in materia di suicidi, e in tutto ciò i media dovrebbero fare un pò più attenzione a questo, perchè qui per denunciare un problema (che in realtà c'è sempre stato), si rischia di peggiorarlo (o forse lo stanno già facendo).
Già. Ma anche la famosa analisi ripresa da tutti i giornali, quella dell'Eures, andrebbe letta - almeno nella versione riassuntiva - prima di partire lancia in resta con delle conclusioni (http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf). Per esempio: è vero che il numero di suicidi tra i disoccupati è aumentato, ma sarebbe anche da tenere conto del fatto che:
1- I disoccupati sono aumentati in numero (e di parecchio: dal 6.8% dell 2008 all'8,6% del 2010). Quindi, se è vero che i suicidi tra i disoccupati sono aumentati del 40%, il numero dei disoccupati è aumentato del 25% circa, quindi percentualmente l'aumento è significativamente inferiore.
2- Non sempre il disoccupato che si suicida si suicida in quanto disoccupato (correlation is not causation)
3- La pressione messa, anche dai media stessi, nel descrivere la situazione come "senza speranza e senza ritorno" certo non aiuta a creare un clima favorevole. E su numeri così piccoli (perché 400 persone su 60 milioni sono un numero molto piccolo) il clima fa spesso la differenza.
4- I casi di cronaca fanno colpo. Ma non fanno statistica. Su 3mila suicidi all'anno, sarà il fatto che negli ultimi mesi si sente un caso di cronaca al giorno a fare la differenza?
Oltretutto, rimane interessante notare come il tasso di suicidi in Italia sia incredibilmente basso rispetto al resto d'Europa - ma quello non fa notizia, quindi perché dirlo?
Concordo, è come con i sassi dal cavalcavia, gli stupri, gli investimenti, gli incidenti ferroviari o aerei, quando succede un fatto eclatante per qualche tempo tutti i mass media corrono dietro a qualsiasi notiziola che in altri tempi non avrebbe nessun interesse.
Prendo solo due esempi, qualche tempo fa in autostrada dalle mie parti un uomo è morto carbonizzato nella sua auto in una area di sosta. Un quotidiano regionale faceva titoloni spiegando di un novo suicidio a causa della crisi. Il giorno dopo al gazzettino davano cause completamente diverse dovute ad imprudenza e ad un incendio scoppiato per cause da decifrare.
L'altro giorno su di un quotidiano nazionale veniva messo in prima pagina un nuovo caso di suicidio a causa della crisi, un imbianchino, mi sembra veneto, con un mutuo da pagare, solo leggendo più avanti l'articolo si leggeva che il povero uomo veniva da una relazione complicata con una fidanzata e che la causa del suicidio non era chiara, ma tant'è, cavalchiamo l'onda......