Schizzi di sangue, squartamenti, viscere spiaccicate... Gore e splatter non sono soltanto una questione di horror, ma un’iniziazione al viaggio nello sguardo estremo, la via maestra con cui il cinema ha spezzato quello che John McCarty definiva in un celebre libro “l’ultimo tabù dello schermo”. Alle origini era semplicemente una questione di Grand Guignol e di corpi sventrati, che H.G. Lewis gettò in faccia agli spettatori d’inizio anni 60 in film exploitation come Blood Feast o 2,000 Maniacs. Poi è arrivata la grande stagione del new horror e dei registi indipendenti, che facevano passare un discorso apertamente politico attraverso la devastazione della carne. Infine, il tripudio splatter ha fatto irruzione con tutta la sua carica grottesca, invadendo gli altri generi come un contagio raccapricciante e liberatorio. In attesa della nuova estate di sangue (dopo Hostel 2, Prey, Blood Hunter ecc.), vediamo in questa guida il pedigree più nobile del transgenere, senza però dimenticare che la forza dello splatter vive nelle produzioni mainstream come nel più ignobile Z-movie. Per quanti non ne possono più di sentir ripetere «nooo, troppa violenza!», dai finti raffinati. Per quanti vogliono abbattere l’ultima frontiera, che non è solo quella della provocazione fisica, ma è soprattutto quella delle gerarchie estetiche. E per quanti si ripetono ogni giorno, alla maniera di Majakovskij: «spero, ho fiducia, che non verrà mai da me l’ignominioso buon gusto».
CAPOSTIPITI
Blood Feast
di Herschell Gordon Lewis, 1963
È il film-simbolo dell’irruzione gore & splatter sullo schermo, realizzato da un registucolo di nudies che aveva scoperto il nuovo filone a base di sevizie, squartamenti e voyeurismo. Qui ci racconta come un tizio faccia a pezzi belle ragazze nel cuore della provincia americana, ma finisca triturato in un camion della spazzatura. Nel più divertente 2,000 Maniacs (1964) mostra invece le sanguinarie celebrazioni di una cittadina del Sud. Tutto a basso costo, girato malissimo e recitato da cani, ma con immagini di aggressivo impatto grafico. Amatissimo da John Waters.
Non aprite quella porta
di Tobe Hopper, 1974
Più o meno ispirato alla storia vera di Ed Gein, ecco l’incubo di alcuni ragazzi americani che s’inoltrano nella provincia texana e finiscono in balia di una famiglia di macellai dementi e cannibali. Sangue e squartamenti sono qui meno esibiti rispetto ad altri classici del filone, ma l’atmosfera è davvero sconvolgente, e soprattutto è questo il film che impone la formula di base per tutte le avventure hard-gore nel cuore della provincia Usa e delle sue famiglie mutanti. Con il mitico Leatherface armato di motosega: diffidate di sequel, prequel e remake, per quanto decorosi.
Zombi
di George A. Romero, 1978
Il trionfo dell’horror come sguardo assolutamente politico sull’America e sul mondo occidentale. Dopo lo shock di La notte dei morti viventi (1968), Romero mostra un intero continente in preda al contagio, con schiere di zombi che assediano i pochi sopravvissuti dentro un gigantesco centro commerciale. Teste mozzate e spappolate, corpi strappati a morsi, ritmo infernale ai confini dello slapstick: il tutto nel paradiso delle merci e delle luci artificiali, dove l’essere umano è sopraffatto dal consumatore-automa. Formidabili effetti di Tom Savini, co-produce Dario Argento.
GORE & SPLATTER D'AUTORE
Il demone sotto la pelle
di David Cronenberg, 1975
Un asettico condominio residenziale viene invaso da orridi lumaconi fallici, che penetrano nelle carni degli inquilini provocando devastazioni fisiche e mentali. È il film con cui s’impone lo splatter cerebrale di Cronenberg, destinato a svilupparsi tra viscere e placente in vista, ginecologia horror, teste che esplodono. Con la grande Barbara Steele, leggenda dell’horror.
La casa
di Sam Raimi, 1982
È il manifesto dello splatter carnevalesco, il film a bassissimo costo realizzato da Sam Raimi a soli 22 anni. Al centro, alcuni ragazzi che vanno in vacanza in una casetta tra i monti e si ritrovano assaliti da demoni infernali: ma a contare sono il gran dinamismo di regia e il delirio splatter. Con un seguito più ricco di soldi, ritmo e inventiva: La casa 2.
Splatter - Gli schizzacervelli
di Peter Jackson, 1992
Nel suo cult Bad Taste (1987), il signore dei macelli mostrava l’invasione di alieni decisi a trasformare gli umani in carne da fast food. Qui invece c’è un ragazzo che subisce la madre-zombie castratrice. Risultato, una frenetica danza macabra dove i corpi esplodono: uno show di membra squartate.
Ichi The Killer
di Miike Takashi, 2001
Mentre indaga sulla misteriosa scomparsa di un boss yakuza, un killer sadico scopre un suo collega timido ma efferato: inizia così un rapporto a base di sangue, mutilazioni, teste e arti mozzati, in cui nessun organo anatomico sembra poter sfuggire alla pratica sublime della tortura. Da uno dei massimi registi giapponesi, non un semplice delirio splatter, ma una riflessione filosofica sul dolore.
ITALIANI
Cannibal Holocaust
di Ruggero Deodato, 1980
Il cannibal-movie per eccellenza, con quattro ragazzi che vanno in Amazzonia a girare materiali “snuff”, uccidono e impalano, ma finiscono per provocare la reazione degli indios. Molte scene di sevizie ad animali: fra tartarughe e scimmiette, la più cult è quella di Luca Barbareschi con un povero maialino.
Buio omega
di Joe D’Amato, 1979
Un giovane imbalsama la fidanzata morta per tenerla con sé, poi fa a pezzi le ragazze che capitano in casa e infine esce di testa quando arriva la sorella dell’amata. Autopsie, mutilazioni, smembramenti come deriva del desiderio erotico. Subito dopo, D’Amato girerà il delirio ultragore Antropophagus: altro cult...
Cannibal Ferox
di Umberto Lenzi, 1981
Una studiosa s’inoltra nella giungla per smentire il mito dell’antropofagia, ma vede gli indios reagire col cannibalismo alle brutalità dei bianchi. Uomini evirati, donne appese per i seni, cervelli mangiati direttamente in crani scoperchiati: le gioie dell’avventura gore. Sequestratissimo all’estero.
L’aldilà - E tu vivrai nel terrore
di Lucio Fulci, 1981
Il racconto riguarda la maledizione di un antico albergo della Louisiana costruito su una delle sette porte dell’inferno, ma per Fulci è soprattutto il tentativo di fare il “film assoluto”, un omaggio ad Antonin Artaud basato solo sul fascino delle immagini, praticamente senza un vero intreccio. Con occhi che schizzano dalle orbite, volti disciolti nell’acido e un’autentica scena-cult: Michele Mirabella mangiato dalle tarantole!
SQUARTATORI ECCENTRICI
Re-animator
di Stuart Gordon, 1985
Da Lovecraft, la storia di un ricercatore che scopre un siero in grado di riportare in vita i cadaveri e lo usa in modo dissennato. Un balletto infernale di corpi a brandelli, dove la vita e la morte sono pura meccanica fisica, e l’immagine più celebre è quella di un medico decapitato, che se ne va in giro con la propria testa in una vaschetta. Demenziale, ma a suo modo serissimo. Gran ritmo.
Nekromantik
di Jorg Buttgereit, 1987
È il film tedesco a bassissimo budget che negli anni 80 divenne capofila del necro-splatter: al centro, un uomo che si porta a casa interi cadaveri dal posto di lavoro, mentre la mogliettina a letto riesce a sentir suonare le campane solo se sono a morto. Il trionfo del ménage a trois necrofilo: è dannatamente mediocre, ma i suoi fans lo trovano morbosamente poetico.
Society - The Horror
di Brian Yuzna, 1989
Cosa si nasconde dietro la facciata dell’America-bene, dei suoi gruppi di potere e dei corpi perfetti californiani? Una società classista che vive di antropofagia, risucchiando e divorando l’intera umanità. Film sull’America neocapitalista: qui non c’è sangue, ma il lavoro sul corpo è uno dei più feroci degli ultimi vent’anni.
Violent Shit
di Andreas Schnaas, 1987
Se schifezza dev’essere, allora che sia proprio schifezza doc. Quest’altro esempio di gore teutonico è uno dei più trucidi mai realizzati: protagonista, un tizio che fin da bambino esordisce facendo fuori la mamma, e una volta adulto va in giro a squartare e segare tutti, ma proprio tutti, quelli che incontra. Sembra girato dal fratello più scarso di Ed Wood, eppure è diventato famoso.
http://xl.repubblica.it/dettaglio/50841
magari a qualcuno di voi interessa....
avete visto qualcuno di quei film italiani?