mi sa che gli ultimi sono un po' troppo lunghi per un forum...Sine wrote: Cappellaio Matto delirante, ma non per questo stupido
Io di critica capisco molto poco, ma di critiche cinematografiche ne ho lette parecchie, per cui colgo molto del sarcasmo che pervade il post. Esilarante :lol2:
Alvì, mi raccomando non fare lo stitico e regalaci anche te qualche bel racconto :gazza:
anzi, attacco qui uno che avevo postato nella sezione nfl. è solo un gioco con personaggio di cui avevo scritto nel blog di playit, spero vada bene lo stesso. non mi è venuto un granchè, ma appunto era solo un gioco.
the day after
Mi ero ritirato esattamente da sei ore, cinque bar, un numero imprecisato di birre, cinque whisky e due cocktail. Cocktail dai colori improbabili, ma dagli ombrellini bellissimi. Credo di aver bevuto anche gli ombrellini.
Non c'era una gran folla al mio discorso di addio. I bei tempi andati sono proprio andati. Solo qualche vecchio amico che ha iniziato a scrivere quando io ho iniziato a giocare. Flash, complimenti e poi, e poi niente più Alvin Santisky, giocatore di football. Una stretta di mano una pacca sulle spalle e tutto era finito. Non mi danno nemmeno l’orologio ricordo. Non mi lamento, anche perché quando hai un conto in banca più grosso di quello del tuo GM, a dare l’orologio, forse, dovresti essere tu.
Finita la cerimonia, ho spento il cellulare e sono andato ad annegare la mia tristezza nel primo bar che ho incontrato e poi nel secondo e nel terzo e così via.
Il barista dell’ultimo mi guarda con sospetto. Avrà intuito che sono ubriaco come un’oliva nel martini?
“Ehi amico ti chiamo un taxi?”
L’ha intuito.
“Tranquillo, non ho nessuna intenzione di mettermi al volante. Portami un altro ombrellino, per cortesia.”
Questo è quello che avrei voluto rispondergli, ma credo di essermi limitato a un più alcolico:
“NON... non rompre e dammmi un altrrroo omblellino...”
Se ne va per poi tornare con quello che avevo chiesto. Mi sento di volergli bene e gli do una mancia con cui potrei prendermi altri 20 cocktail.
Me ne sto seduto in un angolo del bancone con la testa bassa. Non ho voglia di parlare con nessuno. Voglio solo crogiolarmi nella mia depressione. Godermi il momento in cui sono diventato un signor nessuno da uno splendente passato e da un futuro di ricordi.
La sigla di un noto programma sportivo mi costringe ad alzare la testa. Tutto inizia a girare. Trattengo un conato di vomito. Sono proprio andato, nulla da dire. Il televisore sopra il bar, come sospettavo, dà l’annuncio del mio ritiro, pochi secondi e una foto che mi fa apparire persino più vecchio di quello che sono. Tutto finito. Mi accorgo di aver bisogno di bere ancora. Ordino un altro ombrellino, sperando che almeno questo riesca a mandarmi in coma etilico e in culo il ritiro e quella trasmissione televisiva del cazzo.
Il cocktail arriva subito. Potere delle mance.
A un certo punto, non chiedetemi quando, mi si siede accanto una donna. La trovo bellissima. Va anche detto che nelle condizioni in cui mi trovo persino il mio centro… ok il mio ex centro, un ragazzone di duecento e passa chili, lo definirei bellissima.
Attacca bottone. Non deve avere niente di meglio da fare. Probabilmente ha notato il mio portafoglio e la facilità con cui tiro fuori banconote da cento.
Mi dice di avermi già visto da qualche parte. Io rispondo che forse si ricorda di me ero... già ero, un giocatore di football. Un quarterback. Lei ci pensa un secondo. Poi il volto le si allarga in un sorriso. “Oh mio Dio tu sei Dan Marino.”
Mavvanfanculova.
Già vedo la notizia fresca di stampa: ex giocatore impazzito strangola donna in un bar, ignoti i motivi del gesto.
Ma poi non le faccio nulla. Sorrido ebete e le offro pure un giro. A salvarla, il fatto che non riesco a far compiere alle mie mani nessun gesto che non sia quello di portarmi un bicchiere alla bocca. Donna fortunata.
Altri due ombrellini e tutto diventa buio.
La mattina dopo mi alzo in un letto che non è il mio, in una stanza che non conosco e con una donna che potrei spergiurare di non aver mai visto. A giudicare dal mio abbigliamento - le mutande sono su un comodino vicino al letto - non ero così ubriaco da non essere in grado di scopare. Lei è nuda accanto a me. Dal culo calcolo che ha superato abbondantemente i trenta. Nonostante tutto è una buona notizia: non ho fatto sesso con il mio ex centro.
Ha il respiro pesante. La testa girata dal lato opposto e il volto coperto dai capelli. Dal colore di questi ultimi mi azzardo a pensare trattarsi della stronza che mi aveva preso per Dan Marino. Deve avermi accompagnato a casa sua e una volta lì, un paio di birre - le vedo sotto alle mie mutande - e poi giù a consolarci un po’ a vicenda.
Non la sveglio. Non mi sembrerebbe carino. Dorme così profondamente da non sentire nemmeno le mie imprecazioni, mentre vado alla ricerca dei miei vestiti. Un calzino proprio non riesco a trovarlo. Amen, glielo lascio come ricordo. Le lascio anche un paio di centoni. Non per la scopata. Sinceramente non ricordo se valesse tanto, ma per le birre e l’ospitalità. Finalmente, quando sto per uscire da casa sua, un dubbio mi assale.
E se fosse rimasta incinta?
Cazzi di Dan Marino, scrollo le spalle e chiudo la porta.


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