Il Ciclismo

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Re: Il Ciclismo

Post by A.F.D.U.I. President »

Devo dire che è stato il film che più mi ha emozionato in tutta la mia vita,ma va anche detto che gran parte del merito va a Pantani,al Pirata,non certo al regista.
Il film in sè per sè non è stato male ma ovviamente è stato molto lacunoso sotto certi aspetti(soprattutto riguardo le imprese sportive o la presenza di "salti temporali" incredibili).
Come nota di merito devo dire che il finale a me è piaciuto tantissimo,così come ottima è stata la scelta di inserire immagini reali!
Ripeto,il film è stato toccante soprattutto grazie al ricordo di Marco,mi sono emozionato ripensando alle gioie che mi ha dato,ai suoi scatti,al modo in cui mi faceva stare attaccato davanti alla TV!
IL Poz
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Re: Il Ciclismo

Post by IL Poz »

margheritoni10 wrote: Non sono il solo ad esser deluso dal film:

http://www.cicloweb.it/forum/viewthread ... 971&page=5

Un post estratto da questo forum:
Lasciatemi dire quello che penso del film: una buona occasione non sfruttata! Se si voleva fare un film su Pantani si potevano scegliere due vie: una è quella di raccontare le sue gesta in bicicletta, e l'altra è quella di raccontare la sua vita fuori dalla bicicletta. Qui non è stata fatta bene nessuna delle due. Il ciclismo è lasciato volutamente in secondo piano, e devo dire che forse è stato meglio così, perchè le poche scene che ci sono state almeno erano realistiche e fatte abbastanza bene, e bellissimi sono stati gli spezzoni dei filmati tv con De Zan e cassani. Quello che invece è stato fatto male è la parte principale del film, ovvero la sua vita! A cominciare da Cristina, che se ne va improvvisamente senza che il telespettatore capisca bene perchè! Praticamente dopo il primo momento difficile di Marco, così pare dal film, Cristina piange e se ne va... Bah! Poi il rapporto di Marco con la cocaina: praticamente semrerebbe che il giorno dopo MdC quello è andato a prenderla, quando invece probabilmente è stata frutto di un percorso, che nel film non emerge. E poi non c'è nessuna introspezione nel personaggio: Pantani pare un poveraccio pazzo che nessuno cerca di capire. Forse andava curata più la narrazione dal punto di vista di Marco stesso: vista dall'esterno, in questo modo non si capisce nulla di lui e di ciò che pensava, e come viveva lui quei momenti. Cosa che doveva essere il fulcro della narrazione.

Comunque non mi pare il caso di tirar su una polemica per un parere discordante... Love & Peace.
Ma Marghe non è questione di polemica, hai estrapolato uno dei pezzi che andavano contro il film, pero' ad esempio ci sono i post di utenti di quel forum molto "influenti" (come te su playit :notworthy:) che dicono che si sono commossi.
Io personalmente mi sono commosso e a chi mi dice che c'era poco ciclismo rispondo che per emozionarsi a vedere Pantani in bicicletta basta prendere una cassetta di Sfide oppure la tappa del Tour del 98' in cui ha dato 4 minuti e mezzo a Julich e 9 ad Ullrich, oppure la vittoria nel 2000 in solitaria al Tour..
Quì si voleva raccontare la persona Marco Pantnai, con i suoi difetti e le sue debolezze, beh ci è riuscito pienamente, finito il film mi è rimasto il magone per un'oretta..

Opinioni, per me era molto più facile raccontare le imprese del pirata in bicicletta, ben più diverso entrare nella sua vita privata. Complimenti al regista e all'attore veramente bravo..
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Re: Il Ciclismo

Post by francilive »

una storia eccezionale sprecata in una produzione di terz'ordine.
speriamo che ci provi qualcun altro a fare un bel film su marco pantani, magari con qualche produzione straniera, che si informi bene dei fatti e ne faccia emergere un lato sincero e non strumentalizzato, basando la cronaca anche su chi ha affossato marco pantani, non soltanto sul pantani debole, pantani fragile e sulle solite cazzate che ci hanno costretto a leggere gli stessi che l'hanno distrutto, a cominciare da candido cannavò.
perchè marco pantani, prima che il tempo cancelli la memoria, va ricordato come il caso di un uomo distrutto come professionista prima, come sportivo poi, che poi si è lasciato andare come uomo, cercando scorciatoie terribili per uscire da una situazione devastante.
non si è mai visto (prima di calciopoli quest'estate) un accanimento mediatico e giudiziario contro un atleta che oltretutto non è mai risultato positivo a nessun controllo antidoping (cosa che tutti regolarmente omettono di appuntare). la gazzetta l'ha distrutto perchè il caso madonna di campiglio ha danneggiato economicamente l'organizzazione del giro, e non gliel'hanno mai perdonata, continuando a massacrarlo di articoli fino al giorno della sua morte, prima di cominciare un patetico giro di piagnistei e morali da pulircisi giusto il culo.
marco pantani è una vittima di quella stampa e di quella giustizia che non mira alla ricerca della verità, ma al semplice protagonismo, non curandosi che dietro ad una maglia rosa e ad una maglia gialla c'è un uomo.
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Re: Il Ciclismo

Post by Scorpyon »

Vandenbroucke operato, da domani farà fisioterapia
Frank Vandenbroucke atleta del team Acqua & Sapone Caffè Mokambo, è stato operato ieri pomeriggio presso la Clinica Poggio del Sole di Arezzo dal Professor Ricci Gianni, per un problema alla plica sinoviale del ginocchio sisnistro.
Il Professor Ricci Gianni si è detto soddisfatto della riuscita dell’intervento, e se non ci saranno complicazioni ha confermato che VDB venerdi potrà iniziare la fisioterapia e tra una decina di giorni salire di nuovo in bici.
Soddisfatto anche Frank Vandenbroucke che dichiara «sono davvero contento, spero di salire subito in bici e lavorare finalmente senza fastidio».



Vediamo cosa riuscirà a fare in questa stagione
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Re: Il Ciclismo

Post by Scorpyon »

Volete la mia opinione? Coincide perfettamente con la seguente analisi:
Sicuramente dal 15 Febbraio 2004, giorno dopo la morte di Marco Pantani, quasi tutti i suoi tifosi aspettavano, magari inconsciamente, l’avvento di un film su di lui.
Un film che raccontasse Pantani come uomo, senza tralasciare le sue imprese sportive.
Un film che restituisse al campione la dignità perduta, riabilitando la sua figura agli occhi di chi ancora lo vedeva come un disonesto, un traditore.
Ed ecco che, a quasi tre anni dalla sua morte, Claudio Bonivento raccoglie la sfida, ci prova.
E per farlo si documenta, studia. Sceglie un attore, Rolando Ravello, che somiglia molto a Marco.
E costringe questo attore a studiare Pantani. Per replicarne gli sguardi, i sorrisi, le smorfie, il modo di pedalare. Vengono fatti sopralluoghi sugli arrivi delle tappe storiche e vengono interpellati i genitori di Marco, gli amici, i compagni di squadra e persino i rivali, nel tentativo di carpire qualche segreto, qualche informazione in più, per meglio raffigurarlo.
Dunque le premesse per un buon film ci sono tutte, e l’approvazione dei genitori di Pantani, accende le speranze dei tifosi, di coloro ai quali Marco manca ancora moltissimo; che darebbero molto per rivederlo soltanto un secondo. Soltanto un colpo di pedale.
E così arriva il grande giorno.
Inizia il Film. E alla prima immagine, un sussulto. Gli occhi si gonfiano, la bocca si secca.
Eccolo, Marco. E’ come se fosse tornato davvero, è un sogno.
Ma il sogno si infrange ben presto.
Poco dopo mi sento uno stupido. Stupido, ad aver pensato che fosse possibile.
Il film è fatto male.
Tecnicamente è un disastro. Le inquadrature sono banali, i dialoghi scontati, frutto di una regia abbastanza piatta.
Il Pantani del film pedala scomposto, ha i pettorali gonfi, e le braccia possenti.
Ma questo non è un grosso problema. L’importante non era rappresentare Marco esteriormente, ma raffigurarne l’animo, timido e forte, fragile e risoluto.
In fondo in tanti film ispirati a famosi personaggi, gli interpreti non assomigliavano loro per nulla. Penso al Berlusconi del Caimano di Moretti, dove il protagonista è addirittura interpretato da tre attori differenti.
Ma il problema è che in questo film anche l’aspetto interiore di Pantani viene appena sfiorato, senza convinzione.
Si può passar sopra anche alle numerosissime inesattezze che costellano la fiction ma, visto e considerato che il film voleva rappresentare l’uomo più che l’atleta, non si può ignorare la mancata analisi della sua psiche.
La torrida tristezza dell’uomo, privato della sua unica ragione di vita, non emerge.
“Ma andate a vedere cos’è un ciclista…”, non doveva essere solo una frase buttata li. Doveva essere una delle prerogative del film.
Lo sceneggiato doveva rappresentare la tensione che accompagna una vigilia, l’euforia di una vittoria, e l’amarezza per una sconfitta.
Dal film non traspare nessuna di queste emozioni. Nelle fasi pre-gara gli atleti e i d.s sembrano scambiarsi le figurine, più che impostare una tattica.
Ma quando devi giocarti un Tour de France su una salita, credo che lo stato d’animo sia diverso.
Marco Pantani è stato lasciato solo, alla deriva. Ma nel film non si capisce. Non si vede il declino dell’uomo e dell’atleta. Non si vede l’incapacità di esprimersi sui pedali, senza una pace interiore. E questo perché gli anni del declino non sono rappresentati per nulla.
Non mancano solo l’Alpe d’Huez e Courchevel, mancano soprattutto i due anni di sconfitte.
I due anni, 2001 e 2002, fatti di speranze e delusioni. Di ombre e di sospetti che si allungano sempre più sulla figura del campione.
Manca l’umiliazione. L’umiliazione di essere sempre guardato con sospetto, l’umiliazione di arrivare coi “patacca”, l’umiliazione di essere stato abbandonato da tutti.
Il Pantani della fiction sembra un pazzo. Un pazzo che il giorno successivo ai fatti di Madonna di Campiglio si è tuffato in un mondo fatto di droghe, di puttane, di vita notturna.
Ma non è così. E’stato un processo lungo. Una lunga lotta per cercare di rialzarsi. Un tunnel in cui ha trovato persone che invece di aiutarlo ad uscirne, l’hanno affossato sempre più.
Ed è alla fine di quel tunnel che Marco, invece di trovare la luce, ha trovato un baratro ancora più oscuro, la droga.
Ma tutto questo nel film non compare. Il protagonista esplode in un’autodistruzione letale.
Ma la realtà, purtroppo, è stata ancora più tragica. Perché nella realtà non c’è stata nessuna esplosione. C’è stato un lento declino, un interminabile degrado. Segni impercettibili agli occhi dei più, ma terribilmente strazianti per coloro che gli volevano bene e che lo conoscevano davvero.
Ed il film finisce. Con una scena bellissima. Marco pedala; e con lui pedalano tantissimi bambini.
Sono i bambini che l’hanno amato. Sono quelli che hanno chiesto al nonno, o al papà, una bicicletta in regalo. Sono quelli che hanno creduto in lui e a cui ora tocca parlare.
Ma questa scena non basta a cancellare la tristezza, il magone. Il film non ha raggiunto il suo scopo. Non ha raccontato nulla di nuovo, ha riprodotto in modo inesatto le gesta sportive di Pantani e, quel che è peggio, non ha raffigurato la tremenda agonia psicologica che l’ha portato via.
Certo. Qualcuno si sarà commosso. Qualcuno avrà pianto. E si sarà rigirato per ore nel letto, pensando con nostalgia al piccolo grande uomo che ha popolato tanti nostri sogni.
Ma per questo dobbiamo ringraziare Marco, quello vero, e nessun altro.
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Poi vi riporto il commento di un giornalista di una tristezza IMMENSA...
Marco Travaglio:
"Ieri sera, mentre proseguiva l'osceno balletto delle facce di tolla sul caso Catania, la prima rete del cosidetto servizio pubblico televisivo beatificava un ciclista dopato che aveva violato tutte le più elementari regole dello sport e ora, tanto per cambiare, viene gabellato per martire perseguitato, vittima dell'immancabile complotto. Perchè il doping è severamente vietato ma, se scoprono un campione dopato, allora è colpa dell'antidoping."
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Re: Il Ciclismo

Post by A.F.D.U.I. President »

Scorpyon wrote: Volete la mia opinione? Coincide perfettamente con la seguente analisi:

Poi vi riporto il commento di un giornalista di una tristezza IMMENSA...
Marco Travaglio:
"Ieri sera, mentre proseguiva l'osceno balletto delle facce di tolla sul caso Catania, la prima rete del cosidetto servizio pubblico televisivo beatificava un ciclista dopato che aveva violato tutte le più elementari regole dello sport e ora, tanto per cambiare, viene gabellato per martire perseguitato, vittima dell'immancabile complotto. Perchè il doping è severamente vietato ma, se scoprono un campione dopato, allora è colpa dell'antidoping."
Senza parole
Semplicemente questo giornalista non sa cosa ha dato Pantani a tutti noi,parla di regole dello sport senza sapere che la cosa più bella che uno sportivo può fare è regalare emozioni a chi lo guarda!
Si continuano a mettere in discussione le sue imprese sportive senza domandarsi perchè un ciclista viene osannato da milioni di persone nonostante la maggior parte dei media non ha esitato a buttargli fango addosso...
Non si domandano perchè anche quando prendeva 10 minuti di distacco si continuava a parlare di cosa avrebbe fatto Pantani e non di chi avrebbe vinto il giro...
Non si domandano perchè nonostante sia morto,in ogni tappa ci sono suoi tifosi con la bandana e sulla strada le immancabili scritte gialle...
Pantani (se ha sbagliato,perchè ricordo che non è MAI stato trovato positivo a qualche sostanza) ha pagato il suo debito e ora ha il diritto di essere ricordato per quello che ha saputo dare a chi lo ha ammirato.Continuare ad accusare ed offendere un uomo che ha dato tanto al suo sport e ai suoi tifosi mi fa veramente schifo!
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Re: Il Ciclismo

Post by A.F.D.U.I. President »

Io ho appena inviato una lettera nella quale spiegavo il mio punto di vista sulla questione al giornale che ha pubblicato l'articolo(L'Unità).
Questo è l'indirizzo lettere@unita.it

Facciamoci sentire!
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Re: Il Ciclismo

Post by rene144 »

A.F.D.U.I. President wrote: Semplicemente questo giornalista non sa cosa ha dato Pantani a tutti noi,parla di regole dello sport senza sapere che la cosa più bella che uno sportivo può fare è regalare emozioni a chi lo guarda!
Non concordo, per me la cosa migliore che uno sportivo possa fare è fornire un esempio da imitare. Per me in ogni caso il discorso è un altro e riguarda il suo essere o meno dopato. Non seguo assiduamente il ciclismo, ma è un concetto generico da applicare a qualsiasi campione di qualsiasi sport.
A me non risulta che sia mai stato trovato positivo. Per me se fosse stato trovato dopato, allora sarebbe stato giusto cancellare le sue vittorie. In quel caso, altro che emozioni... tutti bravi a dare emozioni da dopato.
Se fosse stato trovato dopato, dal mio punto di vista, sarebbe stato giusto non magnificarne le gesta sportive, ma anzi declassarle a frutto di agenti esterni. Non ci sarebbe stato niente da applaudire ed apprezzare. Fermo restando che sarebbe stato comunque obbligatorio separare lato umano e lato sportivo, non avrei mai e poi mai apprezzato una memoria celebrativa di un campione dopato (così come non la apprezzerei di Ben Johnson ad esempio), perchè un campione dopato non è un campione. Ma a me risulta che non sia mai stato trovato dopato, e non ho le competenze per dire se lo sia stato in un certo momento della sua carriera.

Ma in tutto questo vorrei dire che, fermo restando il fatto che l'atleta e l'uomo vadano valutati separatamente, se fosse stato dopato il fatto che abbia regalato emozioni (da dopato) per me conterebbe meno di niente.
Però Pantani non è mai risultato positivo ad un controllo, e per me questo è fondamentale per valutarne le gesta.

Detto questo, anche se si fosse dopato, questo non avrebbe giustificato il linciaggio mediatico che gli è stato riservato, quasi in esclusiva rispetto a tanti altri di altri sport (penso ai calciatori ma in generale a chiunque altro). Ma questo è un discorso sul piano umano.
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Re: Il Ciclismo

Post by Gian Marco »

Scorpyon wrote: Volete la mia opinione? Coincide perfettamente con la seguente analisi:

Poi vi riporto il commento di un giornalista di una tristezza IMMENSA...
Marco Travaglio:
"Ieri sera, mentre proseguiva l'osceno balletto delle facce di tolla sul caso Catania, la prima rete del cosidetto servizio pubblico televisivo beatificava un ciclista dopato che aveva violato tutte le più elementari regole dello sport e ora, tanto per cambiare, viene gabellato per martire perseguitato, vittima dell'immancabile complotto. Perchè il doping è severamente vietato ma, se scoprono un campione dopato, allora è colpa dell'antidoping."
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Pur avendo idee politiche diametralmente opposte a quelle di Travaglio, prima di 2 minuti fa lo reputavo una persona quantomeno seria; ora neanche più quello.

Complimenti signor Travaglio!
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Re: Il Ciclismo

Post by margheritoni10 »

Scorpyon wrote: Vandenbroucke operato, da domani farà fisioterapia
Frank Vandenbroucke atleta del team Acqua & Sapone Caffè Mokambo, è stato operato ieri pomeriggio presso la Clinica Poggio del Sole di Arezzo dal Professor Ricci Gianni, per un problema alla plica sinoviale del ginocchio sisnistro.
Il Professor Ricci Gianni si è detto soddisfatto della riuscita dell’intervento, e se non ci saranno complicazioni ha confermato che VDB venerdi potrà iniziare la fisioterapia e tra una decina di giorni salire di nuovo in bici.
Soddisfatto anche Frank Vandenbroucke che dichiara «sono davvero contento, spero di salire subito in bici e lavorare finalmente senza fastidio».



Vediamo cosa riuscirà a fare in questa stagione
Tanto talentuoso quanto "testa di cazzo". Peccato.
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Re: Il Ciclismo

Post by A.F.D.U.I. President »

rene144 wrote:
Ma in tutto questo vorrei dire che, fermo restando il fatto che l'atleta e l'uomo vadano valutati separatamente,se fosse stato dopato il fatto che abbia regalato emozioni (da dopato) per me conterebbe meno di niente.
Però Pantani non è mai risultato positivo ad un controllo, e per me questo è fondamentale per valutarne le gesta.
Sono d'accordo su questo ma il fatto è che anche se fosse stato trovato dopato,è un errore cancellare le vittorie e le imprese che ha fatto in passato.Se uno ha fatto uno sbaglio oggi non è detto che l'ha fatto anche ieri!
L'aver messo in dubbio quello che ha fatto Pantani prima di Madonna di Campiglio è stato ed è l'errore più grande.
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Re: Il Ciclismo

Post by A.F.D.U.I. President »

Gian Marco wrote: Pur avendo idee politiche diametralmente opposte a quelle di Travaglio, prima di 2 minuti fa lo reputavo una persona quantomeno seria; ora neanche più quello.

Complimenti signor Travaglio!
Alla fine pensando a quanto stà succedendo in questo periodo mi rendo conto di quanto grande sia stato ed è Pantani.Dopo tre anni si parla ancora di lui e fra altre tre anni sarà ancora così.
Di giornalisti da quattro soldi che cercano di farsi un nome sparandole più grosse che possono ce ne sono tanti e come sono arrivati così spariranno.
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Re: Il Ciclismo

Post by vikings11 »

A.F.D.U.I. President wrote: Alla fine pensando a quanto stà succedendo in questo periodo mi rendo conto di quanto grande sia stato ed è Pantani.Dopo tre anni si parla ancora di lui e fra altre tre anni sarà ancora così.
Di giornalisti da quattro soldi che cercano di farsi un nome sparandole più grosse che possono ce ne sono tanti e come sono arrivati così spariranno.
Di Panta se ne parlerà sempre....è stato IL CICLISMO per un'intera generazione di ragazzi italiani che attraverso le sue gesta sportive sognavano ad occhi aperti.....da quel dannato giorno a Madonna di Campiglio il ciclismo non è più lo stesso....ogni volta che accendi la tv sul Giro, sul Tour, sulla Vuelta....speri sempre di incontrare ancora quella maglia gialla lanciata verso l'erta finale....ma non è così....e la tristezza ti coglie all'improvviso...senza tregua....quello che è stato Marco non potrà forse più esserlo nessuno....dobbiamo prenderne atto...lo amavi anche se non tifavi per lui....
Il brutto dei libri e dei film letti/visti finora è che non sono riusciti a trasmettere ancora i reali patimenti vissuti da un ragazzo che all'improvviso si è trovato ad essere il capro espiatorio di uno sport che si è sempre fatto beffe dell'etica e della morale (salvo sparuti casi), un ragazzo che ha vissuto in un inferno assurdo per 5 lunghi anni....un ragazzo che avrà avuto dei difetti ma che ha pagato anche per errori non suoi e nessuno riesce a riabitarne l'immagine....classico di una certa omertà italica..... :fischia:
a me rimane un misto di rabbia e dolore se penso che le sue ultime parole sono ancora li a gridare "GIUSTIZIA" :
''Non sono un falso, mi sento ferito. E tutti i ragazzi che mi credevano devono parlare''

ma intanto nessuno parla....

PS.qualcuno ha preso/letto il nuovo libro Rai...."Vai Pantani!" mi pare si intitoli?
Last edited by vikings11 on 09/02/2007, 11:12, edited 1 time in total.
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Re: Il Ciclismo

Post by Scorpyon »

margheritoni10 wrote: Tanto talentuoso quanto "testa di cazzo". Peccato.
Verissimo. Vediamo se, in questa stagione, riesce a tornare su buoni livelli  :figo:
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Re: Il Ciclismo

Post by The small Bbrother »

Scorpyon wrote: Volete la mia opinione? Coincide perfettamente con la seguente analisi:

Poi vi riporto il commento di un giornalista di una tristezza IMMENSA...
Marco Travaglio:
"Ieri sera, mentre proseguiva l'osceno balletto delle facce di tolla sul caso Catania, la prima rete del cosidetto servizio pubblico televisivo beatificava un ciclista dopato che aveva violato tutte le più elementari regole dello sport e ora, tanto per cambiare, viene gabellato per martire perseguitato, vittima dell'immancabile complotto. Perchè il doping è severamente vietato ma, se scoprono un campione dopato, allora è colpa dell'antidoping."
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Senza parole...che imbecille. :disgusto:
Sono senza parole veramente,Marco è stato un'esempio per tutti quanti.Quando scattava lui era sempre una gioia immensa,sensazione indescrivibile.Niente è più come prima nel ciclismo,senza di lui :piango:
Giù le mani dal PIRATA cazzo!
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"è come lasciare solo in angolo Stojakovic in una partita che non sia gara 7 contro LA"(Manu Ginobili-1° meeting Deprecabile)
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