Re: Motogp 2007
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allen.iverson
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Re: Motogp 2007
La M1 si sta svelando una moto più semplice da settare rispetto a quella degli ultimi anni.
Honda pare un filo indietro su questo aspetto, Ducati invece pare nn avere ancora trovato la strada corretta.
La Suzuki pare aver risolto i problemi di freno motore(suo punto debole negli ultimi anni) e se i due giovani nn avranno interruzioni, quest'anno si può già pensare di vedere la moto azzurra più spesso sul podio.
Honda pare un filo indietro su questo aspetto, Ducati invece pare nn avere ancora trovato la strada corretta.
La Suzuki pare aver risolto i problemi di freno motore(suo punto debole negli ultimi anni) e se i due giovani nn avranno interruzioni, quest'anno si può già pensare di vedere la moto azzurra più spesso sul podio.



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mamba
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allen.iverson
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Re: Motogp 2007
Vale nn proverà a Philiph Island, ma a Valencia il 2-3 febbraio, teoricamente dovrebbe già vestire i nuovi colori, ovvero bianco-rosso-blu che derivano dallo sponsor Fiat 500... 



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Re: Motogp 2007
MotoGP - Test Phillip Island Day 1 - A sorpresa Barros in testa
30-01-2007
In Australia ci si avvicina all'estate, ma questo non scongiura eventuali minacce di pioggia. Così sembra aver pensato la Yamaha, che per lo sviluppo della YZR M1 800cc ha preferito assentarsi dalle prove di Phillip Island per tornare nuovamente in pista tra pochi giorni a Sepang, tracciato ritenuto più veritiero per prove di long-run e di durata degli pneumatici. Il perchè? Semplice: i curvoni di Phillip Island mettono in crisi la gomma posteriore, non riuscendo mai nelle prove invernali a trovare il bandolo della matassa. Se a questo si aggiunge un clima incerto ed una prima giornata di prove interrotta alle 16.00 per pioggia, allora sì, forse tornare in Malesia dopo meno di due settimane dai primi test stagionali non deve essere stata una scelta fuori di senno. Ad ogni modo a Phillip Island oggi si sono ritrovati in pista i team di Honda, Suzuki e Ducati, ed è proprio una Desmosedici GP7 800cc a comandare la classifica. Con Capirossi? No. Con Casey Stoner che gioca in casa? Nemmeno! La Ducati leader è quella "satellite" di Alex Barros, in grado di spingersi sino al crono di 1'30"60, 3 decimi sopra il riferimento record 2005 di Marco Melandri in prova e solo 0"1 davanti a quanto mostrato due settimane or sono qui in Australia da Troy Bayliss, in sella ad una Ducati 999 Superbike. Strani e complicati paragoni per un'unica certezza: Barros è tornato in MotoGP non per fare numero. Vuole vincere qualche gara, essere una presenza costante nella top five. Non gli manca una moto competitiva (una Desmosedici al pari degli ufficiali, quantomeno all'inizio), delle gomme di prima scelta (Bridgestone) ed una squadra rafforzatasi dall'appoggio diretto Ducati e dei suoi tecnici, Fabiano Sterlacchini (capotecnico) e Manuel Cazeaux. Vero, Barros a Phillip Island è andato sempre molto bene (in Superbike l'anno passato ha conquistato due podi), ma per un 36enne rientrare in MotoGP e posizionarsi subito davanti a tutti non deve essere affatto male. Il brasiliano oggi ha tenuto testa in prove anomale (le due ore conclusive inutilizzate per pioggia avrebbero sicuramente offerto una classifica diversa) ai nostri Marco Melandri e Loris Capirossi, immediatamente alle sue spalle davanti alla coppia HRC, Nicky Hayden e Daniel Pedrosa. Indietro gli altri Hondisti, lontana la Suzuki, che ha voluto verificare se davvero la GSV-R può esser vincente da Losail in avanti.

Proprio sulla Suzuki bisogna soffermarci. Chris Vermeulen prima di approdare nel tracciato di casa ha detto "Per noi Phillip Island sarà un banco di prova fondamentale: verificheremo lo stato generale della moto per capire realmente a cosa possiamo puntare da Losail in avanti". Tradotto, la pista dei canguri è molto selettiva, in grado di confermare o smentire le performance mostrate precedentemente a Sepang. La storia però ci insegna come a Victoria spesso si vive una realtà diversa rispetto al campionato. Ricordate il 2005? Gibernau e Biaggi fulmini di guerra, Valentino Rossi dietro con qualche problemino di gomme: sappiamo tutti come è andata a finire. Phillip Island nasconde delle insidie che i tecnici del team Rizla non hanno sottovalutato: in questa prima giornata si è puntato sulla costanza di rendimento generale della moto, visto e considerato che qui non si è mai andati oggettivamente forte (tralasciando il fortunato podio conquistato da Vermeulen nel 2006). Si è messo... alla frusta il pacchetto a disposizione per non scoprire problemi quando girare in pista conterà davvero qualcosa, e proprio nel finale di questa prima giornata Hopkins stava cominciando ad inanellare una serie di tornate molto competitive. Aspettiamo dunque domani per aprire un nuovo capitolo sulla straordinaria ed esasperata competitività delle Suzuki 800cc...

Parlando invece della Ducati, c'è una certezza assoluta: la Desmosedici GP7 è una moto con i fiocchi. Nata bene e cresciuta altrettanto bene, almeno stando ai tempi mostrati da Loris Capirossi a Sepang. Oggi è Barros a portarla in testa, ma "Capi-T-Rex" è subito alle sue spalle e prevediamo già da domani una bella lotta per la supremazia in Rosso. Non c'è invece al vertice Casey Stoner, dedito a prove di ciclistica ma soprattutto a migliorare il proprio stato fisico, dopo il problema agli avambracci accusato a Sepang. L'australiano dice di star bene e che domani sarà lì a giocarsi il primato con i primi: staremo a vedere.
Chiudiamo, ed è bello chiuder così, parlando della Honda. Alla squadra ufficiale è arrivato dal Giappone tanto di quel materiale che riassumerlo in poche righe è estremamente complicato: nuove mappature per il motore che garantisce un'erogazione più docile e sfruttabile anche dalla 4° in su, aggiornamenti telaistici, una carena leggermente modificata per evitare problemi di surriscaldamento. In poche parole, una RC212V nuova a testa per Nicky Hayden e Daniel Pedrosa, che senza l'ansia del cronometro si sono avvicinati ai primi. Positivi riscontri anche da Marco Melandri, secondo, con delle Bridgestone molto competitive (N.B.: primi tre piloti tutti gommati giapponese) ed una Honda che se la sta sistemando su misura. Più attardati Elias, Checa e Nakano, quest'ultimo non in grado di confermare gli ottimi tempi di Jerez. Doveva essere la sorpresa del 2007, chissà...
MotoGP Test Phillip Island - Martedì 30 gennaio 2007 - I tempi del Day 1
01- Alex Barros - Ducati Desmosedici GP7 - 1’30.60
02- Marco Melandri - Honda RC212V - 1’30.70
03- Loris Capirossi - Ducati Desmosedici GP7 - 1’30.70
04- Nicky Hayden - Honda RC212V - 1’31.18
05- Daniel Pedrosa - Honda RC212V - 1’31.29
06- Casey Stoner - Ducati Desmosedici GP7 - 1’31.40
07- Alex Hofmann - Ducati Desmosedici GP7 - 1’31.50
08- Carlos Checa - Honda RC212V - 1’31.80
09- John Hopkins - Suzuki GSV-R 800cc - 1’31.80
10- Kenny Roberts Jr - KR Honda KR212V - 1’31.90
11- Toni Elias - Honda RC212V - 1’32.00
12- Chris Vermeulen - Suzuki GSV-R 800cc - 1’32.00
13- Shinya Nakano - Honda RC212V - 1’32.23
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Inutile dire che domani la Suzuki sarà di nuovo avanti a tutti!
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30-01-2007
In Australia ci si avvicina all'estate, ma questo non scongiura eventuali minacce di pioggia. Così sembra aver pensato la Yamaha, che per lo sviluppo della YZR M1 800cc ha preferito assentarsi dalle prove di Phillip Island per tornare nuovamente in pista tra pochi giorni a Sepang, tracciato ritenuto più veritiero per prove di long-run e di durata degli pneumatici. Il perchè? Semplice: i curvoni di Phillip Island mettono in crisi la gomma posteriore, non riuscendo mai nelle prove invernali a trovare il bandolo della matassa. Se a questo si aggiunge un clima incerto ed una prima giornata di prove interrotta alle 16.00 per pioggia, allora sì, forse tornare in Malesia dopo meno di due settimane dai primi test stagionali non deve essere stata una scelta fuori di senno. Ad ogni modo a Phillip Island oggi si sono ritrovati in pista i team di Honda, Suzuki e Ducati, ed è proprio una Desmosedici GP7 800cc a comandare la classifica. Con Capirossi? No. Con Casey Stoner che gioca in casa? Nemmeno! La Ducati leader è quella "satellite" di Alex Barros, in grado di spingersi sino al crono di 1'30"60, 3 decimi sopra il riferimento record 2005 di Marco Melandri in prova e solo 0"1 davanti a quanto mostrato due settimane or sono qui in Australia da Troy Bayliss, in sella ad una Ducati 999 Superbike. Strani e complicati paragoni per un'unica certezza: Barros è tornato in MotoGP non per fare numero. Vuole vincere qualche gara, essere una presenza costante nella top five. Non gli manca una moto competitiva (una Desmosedici al pari degli ufficiali, quantomeno all'inizio), delle gomme di prima scelta (Bridgestone) ed una squadra rafforzatasi dall'appoggio diretto Ducati e dei suoi tecnici, Fabiano Sterlacchini (capotecnico) e Manuel Cazeaux. Vero, Barros a Phillip Island è andato sempre molto bene (in Superbike l'anno passato ha conquistato due podi), ma per un 36enne rientrare in MotoGP e posizionarsi subito davanti a tutti non deve essere affatto male. Il brasiliano oggi ha tenuto testa in prove anomale (le due ore conclusive inutilizzate per pioggia avrebbero sicuramente offerto una classifica diversa) ai nostri Marco Melandri e Loris Capirossi, immediatamente alle sue spalle davanti alla coppia HRC, Nicky Hayden e Daniel Pedrosa. Indietro gli altri Hondisti, lontana la Suzuki, che ha voluto verificare se davvero la GSV-R può esser vincente da Losail in avanti.
Proprio sulla Suzuki bisogna soffermarci. Chris Vermeulen prima di approdare nel tracciato di casa ha detto "Per noi Phillip Island sarà un banco di prova fondamentale: verificheremo lo stato generale della moto per capire realmente a cosa possiamo puntare da Losail in avanti". Tradotto, la pista dei canguri è molto selettiva, in grado di confermare o smentire le performance mostrate precedentemente a Sepang. La storia però ci insegna come a Victoria spesso si vive una realtà diversa rispetto al campionato. Ricordate il 2005? Gibernau e Biaggi fulmini di guerra, Valentino Rossi dietro con qualche problemino di gomme: sappiamo tutti come è andata a finire. Phillip Island nasconde delle insidie che i tecnici del team Rizla non hanno sottovalutato: in questa prima giornata si è puntato sulla costanza di rendimento generale della moto, visto e considerato che qui non si è mai andati oggettivamente forte (tralasciando il fortunato podio conquistato da Vermeulen nel 2006). Si è messo... alla frusta il pacchetto a disposizione per non scoprire problemi quando girare in pista conterà davvero qualcosa, e proprio nel finale di questa prima giornata Hopkins stava cominciando ad inanellare una serie di tornate molto competitive. Aspettiamo dunque domani per aprire un nuovo capitolo sulla straordinaria ed esasperata competitività delle Suzuki 800cc...

Parlando invece della Ducati, c'è una certezza assoluta: la Desmosedici GP7 è una moto con i fiocchi. Nata bene e cresciuta altrettanto bene, almeno stando ai tempi mostrati da Loris Capirossi a Sepang. Oggi è Barros a portarla in testa, ma "Capi-T-Rex" è subito alle sue spalle e prevediamo già da domani una bella lotta per la supremazia in Rosso. Non c'è invece al vertice Casey Stoner, dedito a prove di ciclistica ma soprattutto a migliorare il proprio stato fisico, dopo il problema agli avambracci accusato a Sepang. L'australiano dice di star bene e che domani sarà lì a giocarsi il primato con i primi: staremo a vedere.
Chiudiamo, ed è bello chiuder così, parlando della Honda. Alla squadra ufficiale è arrivato dal Giappone tanto di quel materiale che riassumerlo in poche righe è estremamente complicato: nuove mappature per il motore che garantisce un'erogazione più docile e sfruttabile anche dalla 4° in su, aggiornamenti telaistici, una carena leggermente modificata per evitare problemi di surriscaldamento. In poche parole, una RC212V nuova a testa per Nicky Hayden e Daniel Pedrosa, che senza l'ansia del cronometro si sono avvicinati ai primi. Positivi riscontri anche da Marco Melandri, secondo, con delle Bridgestone molto competitive (N.B.: primi tre piloti tutti gommati giapponese) ed una Honda che se la sta sistemando su misura. Più attardati Elias, Checa e Nakano, quest'ultimo non in grado di confermare gli ottimi tempi di Jerez. Doveva essere la sorpresa del 2007, chissà...
MotoGP Test Phillip Island - Martedì 30 gennaio 2007 - I tempi del Day 1
01- Alex Barros - Ducati Desmosedici GP7 - 1’30.60
02- Marco Melandri - Honda RC212V - 1’30.70
03- Loris Capirossi - Ducati Desmosedici GP7 - 1’30.70
04- Nicky Hayden - Honda RC212V - 1’31.18
05- Daniel Pedrosa - Honda RC212V - 1’31.29
06- Casey Stoner - Ducati Desmosedici GP7 - 1’31.40
07- Alex Hofmann - Ducati Desmosedici GP7 - 1’31.50
08- Carlos Checa - Honda RC212V - 1’31.80
09- John Hopkins - Suzuki GSV-R 800cc - 1’31.80
10- Kenny Roberts Jr - KR Honda KR212V - 1’31.90
11- Toni Elias - Honda RC212V - 1’32.00
12- Chris Vermeulen - Suzuki GSV-R 800cc - 1’32.00
13- Shinya Nakano - Honda RC212V - 1’32.23
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Inutile dire che domani la Suzuki sarà di nuovo avanti a tutti!
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Re: Motogp 2007
MotoGP - Test Phillip Island Day 2 - Barros si riconferma, Ducati al top
31-01-2007
Fa impressione. L'andamento dei test invernali, così controverso, imprevisto ed imprevedibile ci lascia con le certezze del recente passato e uno spiraglio di aspettativa per alcune questioni da verificare. Il secondo giorno di prove a Phillip Island non ci conforta in questo senso, anzi, pone un nuovo rimescolamento delle carte a favore dello spettacolo. Le Suzuki, dominatrici fino a Sepang, sono indietro, anche se al box Rizla regna la serenità. La Honda mostra progressi senza nascondere, soprattutto per Nicky Hayden, i mali incurati dal debutto in pista ad oggi. In compenso abbiamo una Ducati straordinariamente competitiva sul tracciato di Victoria, con Alex Barros capace di riconfermarsi al top con il nuovo riferimento di 1'30"01 (gomme da qualifica), davanti agli ufficiali Capirossi e Stoner (Bridgestone da gara), con Pedrosa quarto a stoppare un eventuale poker Ducatista con Alex Hofmann (quinto e decisamente più a suo agio con le Bridgestone e la Desmosedici 800cc). Alla resa dei conti, insomma, chi sta messo meglio? I test non sono una scienza esatta, men che meno quelli di Phillip Island, programmati in un mese dove il maltempo regna sovrano in attesa dell'arrivo (imminente) dell'estate. L'unico responso insidacabile viene dalla straordinaria competitività delle 800cc, capaci di spazzare via anche in Australia i record precedenti sul giro ed in gara, proiettandoci così verso un best lap sotto il muro dell'1'30. Follie di un regolamento studiato dalla Federazione per mettere a freno le prestazioni esasperate delle MotoGP, che ha avuto l'effetto opposto: moto più sfruttabili, più veloci in curva, insomma, più propense ed ottimizzate verso un campionato che non propone tracciati come Daytona, il vecchio Hockenheim o Monza, ma solo qualche pista con massimo 2 rettilinei veloce (vedi Sepang, anche se in Malesia le 800cc sono già andate al pari delle 1000...). Clamorosa gaffe della Federazione e chi di dovere che ha permesso, secondo bozza MSMA, il realizzarsi di questa seconda generazione delle MotoGP. Mettere a freno le performance, adesso, è davvero una missione impossibile.

Se fossimo in un weekend di gara parleremo senza problemi di dominio. Oggi però sono "soltanto" test, prove che offrono le 4 Ducati Desmosedici GP7 ai primi cinque posti con il monopolizzarsi del podio virtuale. Alex Barros è la sorpresa che... si conferma, leader di queste prime due giornate con una moto conosciuta da poco ed una squadra, il team Pramac d'Antin, non avvezza da tempo a ritrovarsi in queste posizioni. La disponibilità delle Desmosedici al pari, per il momento, con la squadra ufficiale sono molto in questi risultati, e se a questo aggiungi delle Bridgestone da tempo il gioco è fatto. Alla Ducati va bene così: conferma della velocità e progressi della Desmosedici 800cc, in attesa di domani quando gli ufficiali Capirossi e Stoner proveranno con le "chewing gum". Scommettiamo su di un crono attorno l'1'29 alto?
Passiamo a casa Honda. Gran parte dei problemi sono stati risolti, grazie a prove comparative tra i due piloti ufficiali (Pedrosa e Hayden) di telaio, gestione del motore e pneumatici. Lavorando insieme si risolvono i difetti di gioventù, anche se il Campione del Mondo deve ancora risolvere il dilemma della posizione in sella e di una carena troppo piccola, che sui lunghi rettilinei si fa sentire. Ancora oggi si è visto Nicky stare spesso seduto sulla RC212V con i meccanici attorno, cercando una miglior posizione di guida. Se la moto è piccola, però, non si possono fare tanti miracoli: a questo punto, giusto o sbagliato che sia, è Hayden che deve adattarsi alla RC212V...

Tra i "privati" Honda bene Marco Melandri, ancora indietro Shinya Nakano, nella media Carlos Checa e Toni Elias. Chiudiamo con la Suzuki. Nono Chris Vermeulen, tredicesimo John Hopkins. Vero: Phillip Island storicamente non è tracciato favorevole alla GSV-R. Vero-bis: non si può perdere in due giorni di prove il vantaggio accumulato tra Valencia, Jerez e Sepang. A proposito, ma la Suzuki aveva davvero un vantaggio sulla concorrenza, o sono i soliti "misteri" della scienza inesatta dei test invernali?...
MotoGP Test Phillip Island - Mercoledì 31 gennaio 2007 - I tempi del Day 2
01- Alex Barros - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.01
02- Loris Capirossi - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.34
03- Casey Stoner - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.39
04- Daniel Pedrosa - Honda RC212V - 1'30.45
05- Alex Hofmann - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.60
06- Nicky Hayden - Honda RC212V - 1'30.61
07- Marco Melandri - Honda RC212V - 1'30.74
08- Carlos Checa - Honda RC212V - 1'30.84
09- Chris Vermeulen - Suzuki GSV-R 800cc - 1'31.19
10- Shinya Nakano - Honda RC212V - 1'31.35
11- Toni Elias - Honda RC212V - 1'31.40
12- Kenny Roberts Jr - KR Honda KR212V - 1'31.55
13- John Hopkins - Suzuki GSV-R 800cc - 1'31.65
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Anche oggi la Suzuki non è andata bene,però avendo letto questo articolo capisco che è stato un'altro giorno in cui abbiamo provato sulla distanza e non sul giro singolo,visto che qua il grip la Suzuki non lo ha mai avuto buono,quindi tattica giusta per il mondiale.
31-01-2007
Fa impressione. L'andamento dei test invernali, così controverso, imprevisto ed imprevedibile ci lascia con le certezze del recente passato e uno spiraglio di aspettativa per alcune questioni da verificare. Il secondo giorno di prove a Phillip Island non ci conforta in questo senso, anzi, pone un nuovo rimescolamento delle carte a favore dello spettacolo. Le Suzuki, dominatrici fino a Sepang, sono indietro, anche se al box Rizla regna la serenità. La Honda mostra progressi senza nascondere, soprattutto per Nicky Hayden, i mali incurati dal debutto in pista ad oggi. In compenso abbiamo una Ducati straordinariamente competitiva sul tracciato di Victoria, con Alex Barros capace di riconfermarsi al top con il nuovo riferimento di 1'30"01 (gomme da qualifica), davanti agli ufficiali Capirossi e Stoner (Bridgestone da gara), con Pedrosa quarto a stoppare un eventuale poker Ducatista con Alex Hofmann (quinto e decisamente più a suo agio con le Bridgestone e la Desmosedici 800cc). Alla resa dei conti, insomma, chi sta messo meglio? I test non sono una scienza esatta, men che meno quelli di Phillip Island, programmati in un mese dove il maltempo regna sovrano in attesa dell'arrivo (imminente) dell'estate. L'unico responso insidacabile viene dalla straordinaria competitività delle 800cc, capaci di spazzare via anche in Australia i record precedenti sul giro ed in gara, proiettandoci così verso un best lap sotto il muro dell'1'30. Follie di un regolamento studiato dalla Federazione per mettere a freno le prestazioni esasperate delle MotoGP, che ha avuto l'effetto opposto: moto più sfruttabili, più veloci in curva, insomma, più propense ed ottimizzate verso un campionato che non propone tracciati come Daytona, il vecchio Hockenheim o Monza, ma solo qualche pista con massimo 2 rettilinei veloce (vedi Sepang, anche se in Malesia le 800cc sono già andate al pari delle 1000...). Clamorosa gaffe della Federazione e chi di dovere che ha permesso, secondo bozza MSMA, il realizzarsi di questa seconda generazione delle MotoGP. Mettere a freno le performance, adesso, è davvero una missione impossibile.
Se fossimo in un weekend di gara parleremo senza problemi di dominio. Oggi però sono "soltanto" test, prove che offrono le 4 Ducati Desmosedici GP7 ai primi cinque posti con il monopolizzarsi del podio virtuale. Alex Barros è la sorpresa che... si conferma, leader di queste prime due giornate con una moto conosciuta da poco ed una squadra, il team Pramac d'Antin, non avvezza da tempo a ritrovarsi in queste posizioni. La disponibilità delle Desmosedici al pari, per il momento, con la squadra ufficiale sono molto in questi risultati, e se a questo aggiungi delle Bridgestone da tempo il gioco è fatto. Alla Ducati va bene così: conferma della velocità e progressi della Desmosedici 800cc, in attesa di domani quando gli ufficiali Capirossi e Stoner proveranno con le "chewing gum". Scommettiamo su di un crono attorno l'1'29 alto?
Passiamo a casa Honda. Gran parte dei problemi sono stati risolti, grazie a prove comparative tra i due piloti ufficiali (Pedrosa e Hayden) di telaio, gestione del motore e pneumatici. Lavorando insieme si risolvono i difetti di gioventù, anche se il Campione del Mondo deve ancora risolvere il dilemma della posizione in sella e di una carena troppo piccola, che sui lunghi rettilinei si fa sentire. Ancora oggi si è visto Nicky stare spesso seduto sulla RC212V con i meccanici attorno, cercando una miglior posizione di guida. Se la moto è piccola, però, non si possono fare tanti miracoli: a questo punto, giusto o sbagliato che sia, è Hayden che deve adattarsi alla RC212V...

Tra i "privati" Honda bene Marco Melandri, ancora indietro Shinya Nakano, nella media Carlos Checa e Toni Elias. Chiudiamo con la Suzuki. Nono Chris Vermeulen, tredicesimo John Hopkins. Vero: Phillip Island storicamente non è tracciato favorevole alla GSV-R. Vero-bis: non si può perdere in due giorni di prove il vantaggio accumulato tra Valencia, Jerez e Sepang. A proposito, ma la Suzuki aveva davvero un vantaggio sulla concorrenza, o sono i soliti "misteri" della scienza inesatta dei test invernali?...
MotoGP Test Phillip Island - Mercoledì 31 gennaio 2007 - I tempi del Day 2
01- Alex Barros - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.01
02- Loris Capirossi - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.34
03- Casey Stoner - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.39
04- Daniel Pedrosa - Honda RC212V - 1'30.45
05- Alex Hofmann - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.60
06- Nicky Hayden - Honda RC212V - 1'30.61
07- Marco Melandri - Honda RC212V - 1'30.74
08- Carlos Checa - Honda RC212V - 1'30.84
09- Chris Vermeulen - Suzuki GSV-R 800cc - 1'31.19
10- Shinya Nakano - Honda RC212V - 1'31.35
11- Toni Elias - Honda RC212V - 1'31.40
12- Kenny Roberts Jr - KR Honda KR212V - 1'31.55
13- John Hopkins - Suzuki GSV-R 800cc - 1'31.65
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Anche oggi la Suzuki non è andata bene,però avendo letto questo articolo capisco che è stato un'altro giorno in cui abbiamo provato sulla distanza e non sul giro singolo,visto che qua il grip la Suzuki non lo ha mai avuto buono,quindi tattica giusta per il mondiale.
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Re: Motogp 2007
Ducati in rialzo,Suzuki molto in ribasso.
Honda sempre stabile, la più continua nei test, in attesa della Yamaha a Valencia.
Honda sempre stabile, la più continua nei test, in attesa della Yamaha a Valencia.



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pinen
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Re: Motogp 2007
contro il mio volere ma ho votato rossi, penso che sia l' unico oltra a pedrosa che potrà vincerlo, l' avversario più temibile non c'è più... 
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Re: Motogp 2007
MotoGP - Test Phillip Island Day 3 - Hayden in testa, resuscita la Honda
01-02-2007
Per essere una moto che sguazza tremendamente nei primi problemi di gioventù, non c'è male. La terza (e ultima) giornata di test della MotoGP a Phillip Island, senza Yamaha e Kawasaki, ha offerto un responso più attendibile sui valori in campo in proiezione della prima gara stagionale a Losail: le Honda RC212V ufficiali di Nicky Hayden e Daniel Pedrosa hanno monopolizzato le prime due posizioni, dimostrando il potenziale di base del nuovo rivoluzionario progetto di Tokyo sia sul giro singolo che sul passo di gara (positiva la simulazione di long-run). Il Campione del Mondo si è spinto sino al crono di 1'29"52, nuovo riferimento record del tracciato di Victoria, due decimi o poco più davanti a Pedrosa, più di 0"6 sul terzetto Ducatista composto da Loris Capirossi, Casey Stoner e Alex Hofmann, con Chris Vermeulen a seguire. Vero, Phillip Island storicamente è, Laguna Seca a parte, il tracciato preferito dal "Kentucky Kid": pole position per lui l'anno passato, primo "vero" podio in carriera nel 2003. Hayden ama Phillip Island, ma a questo punto dovrebbe iniziare a prendere in simpatia la Honda 800cc, che non sarà una comoda poltrona a due ruote, ma quantomeno dimostra di essere oggettivamente il progetto più temibile dalla concorrenza. I test, lo diciamo sempre, non sono una scienza esatta, ma quando tutti provano con le gomme da qualifica abbiamo un responso più veritiero senza mascherarsi dinanzi a prove comparative e/o test ove il cronometro passa in secondo piano. Alla prima vera prova la Honda ha "stracciato" gli avversari, con una RCV rinnovata (da Tokyo sono state portate novità tecniche per quanto concerne il reparto telaistico e motoristico, con un'erogazione più pronta e senza "tagli" sotto i 18.000 giri), rinvigorita e veloce. Per Nicky c'è la conferma della bontà del nuovo progetto, dell'immediato recupero dall'operazione, con l'unico dilemma sulla posizione in sella che tanto lo ha fatto penare da Sepang all'Australia. La HRC ha provveduto con un cupolino (visibilmente) più grande, ma questo non sembra bastare. Non ci si può nascondere sotto dichiarazioni di circostanza: Hayden in sella alla RC212V sembra un corpo estraneo. Non solo lui: stessa situazione per Checa (1 centimetro più alto di Nicky), Nakano e Melandri, anche se quest'ultimi non si lamentano e vivono ben altri problemi. La RCV 800cc, sia chiaro, non è la minimoto costruita "a misura" di Daniel Pedrosa. E' una moto più piccola (sebbene il passo/interasse con la 990 sia il medesimo) che offre tante difficoltà di adattamento. E' un progetto rivoluzionario, il gioco alla fine, vedendo il cronometro, vale la candela. Non è ancora al 100 % (ci sono ancora da risolvere problemi di surriscaldamento, mentre in merito alle novità 2007, consumi e gomma ant. da 16", si è già un passo avanti), ma la RC212V è già in grado di tener testa e scavalcare gli avversari: peccato soltanto a Phillip Island non ci sia la Yamaha, sarebbe stato un vero, valido confronto a poco più di un mese dal via della stagione 2007...

Vediamo dunque un Nicky Hayden che abbozza un sorriso e Daniel Pedrosa, dal canto suo, che ha cercato e trovato le conferme che si aspettava. Con gomme da qualifica è sempre stato lì (4° a Sepang, 2° in Australia), sul passo di gara fatica leggermente, ma è indubbiamente messo meglio rispetto a tanti altri colleghi. Per quello che dovrebbe essere il "suo anno" l'inizio non è stato proprio da dominatore, ma Dani e tutto il suo entourage mostra quella sicurezza che in altri suoi colleghi non trovi. Solite dichiarazioni di circostanza (sarebbe meglio dire nel dorato mondo della MotoGP "da professionista") nessun reale problema visibile. Anche se non conferma, anche lui ha qualche difficoltà... Meno rispetto ad altri, ma anche lui qualche sentiero disconnesso nel percorso che lo porterà a Losail lo ha incontrato.
Passiamo alla Ducati: tris ieri con Barros, Capirossi e Stoner, oggi una giornata positiva e bilancio altrettanto favorevole nel computo dei tre giorni. La Desmosedici GP7 è una moto veloce, competitiva, e sembra la moto che meno ha sentito il passaggio da 990 a 800, portandosi dietro i problemi di un tempo. Vero, la rigidità telaistica è stata migliorata, ma ci sono ancora problemi all'erogazione e reazione del freno motore. Sono stati provati diversi tipi di gestione elettronica del propulsore, passi in avanti sono stati fatti anche se non si è ancora al 100 %. Per quanto riguarda la messa a punto e l'adattamento con le gomme 2007, la simulazione di gara ha offerto a Capirossi le risposte che cercava, mentre c'è ancora qualche problemino sul giro "da Superpole", dove storicamente la Ducati (e Loris) facevano la differenza e oggi si incontrano qualche difficoltà. Tempo al tempo, la Ducati arriverà all'apice della competitività. Ducatisti, abbiate fiducia, anche verso Casey Stoner che migliora il feeling con la propria Desmosedici e, soprattutto, non cade più. L'impegno e la volontà non mancano: d'altronde la sua luna di miele più che con Adriana la sta passando in sella alla Ducati...

Suzuki. Ecco, di quale Suzuki parliamo? Di quella miracolante e strabiliante di Sepang o quella che ha incontrato non pochi problemi a Phillip Island? Dov'è la straordinaria competitività della GSV-R 800cc? Dov'è John Hopkins? Semplice, o quantomeno non difficile da capire. Storicamente per la Suzuki Phillip Island rappresenta una pista ostica, dove i lunghi curvoni (soprattutto la curva 12, quella che immette sul traguardo) distruggono la gomma posteriore. Per questo si è lavorato tanto, tantissimo, senza però risolvere i problemi. Insomma, strano da dirsi, ma il presunto vantaggio accumulato si perde in una curva. Non il massimo per la "sorpresa dell'inverno" o, per qualcuno, la "conferma dell'inverno". Vermeulen è andato abbastanza bene con una gomma da qualifica (sesto tempo), meno, molto meno nella simulazione di gara. John Hopkins è tutto sommato tranquillo: "Rispetto al 2006 dove eravamo in crisi e senza la pioggia non vedevamo il traguardo, ci sono dei grandi passi in avanti". Detto però da chi, per molti, era un pretendente alla vittoria, non sono le parole che ti aspetti. Vedremo a Losail e Jerez, le ultime prove 2007, come andranno le Rizla Suzuki, veloci ma dall'andamento altalenante.

Il 5 febbraio Yamaha, Kawasaki e Ilmor (con Pitt) in pista a Sepang, poi tutti insieme appassionatamente dal 13 febbraio a Losail per una tre-giorni di prove in proiezione primo GP stagionale, Infine dal 23 test IRTA a Jerez e nuovamente in Qatar dal 1 marzo: la strada che porta al Gran Premio inaugurale della stagione 2007 segna oggi -1 mese e 15 giorni. Poco, pochissimo. Peccato soltanto che a Phillip Island in questi giorni non ci sia stata la Yamaha: per un confronto più credibile, di più rispetto a Sepang 1...
MotoGP Test Phillip Island - Giovedì 1 febbraio 2007 - I tempi del Day 3
01- Nicky Hayden - Honda RC212V - 1'29.52
02- Dani Pedrosa - Honda RC212V - 1'29.70
03- Loris Capirossi - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.14
04- Casey Stoner - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.20
05- Alex Hofmann - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.21
06- Chris Vermeulen - Suzuki GSV-R 800cc - 1'30.34
07- Alex Barros - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.43
08- Carlos Checa - Honda RC212V - 1'30.46
09- Toni Elias - Honda RC212V - 1'30.56
10- Marco Melandri - Honda RC212V - 1'30.80
11- John Hopkins - Suzuki GSV-R 800cc - 1'30.80
12- Shinya Nakano - Honda RC212V - 1'30.97
13- Kenny Roberts Jr - KR Honda KR212V - 1'31.10
www.motograndprix.it
Semplice le Suzuki sono andate male,proprio per poter risolvere questi problemi,speriamo che quando ci sarà la gara a Phillip Island piova per tutta la gara
,per quanto riguarda le Honda sono andate bene anzi benissimo,però subito dietro c'è il battaglione Ducati,però sappiamo che questa è una pista molto strana,già dai prossimi test vedremo dei cambiamenti nella classifica dei tempi
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01-02-2007
Per essere una moto che sguazza tremendamente nei primi problemi di gioventù, non c'è male. La terza (e ultima) giornata di test della MotoGP a Phillip Island, senza Yamaha e Kawasaki, ha offerto un responso più attendibile sui valori in campo in proiezione della prima gara stagionale a Losail: le Honda RC212V ufficiali di Nicky Hayden e Daniel Pedrosa hanno monopolizzato le prime due posizioni, dimostrando il potenziale di base del nuovo rivoluzionario progetto di Tokyo sia sul giro singolo che sul passo di gara (positiva la simulazione di long-run). Il Campione del Mondo si è spinto sino al crono di 1'29"52, nuovo riferimento record del tracciato di Victoria, due decimi o poco più davanti a Pedrosa, più di 0"6 sul terzetto Ducatista composto da Loris Capirossi, Casey Stoner e Alex Hofmann, con Chris Vermeulen a seguire. Vero, Phillip Island storicamente è, Laguna Seca a parte, il tracciato preferito dal "Kentucky Kid": pole position per lui l'anno passato, primo "vero" podio in carriera nel 2003. Hayden ama Phillip Island, ma a questo punto dovrebbe iniziare a prendere in simpatia la Honda 800cc, che non sarà una comoda poltrona a due ruote, ma quantomeno dimostra di essere oggettivamente il progetto più temibile dalla concorrenza. I test, lo diciamo sempre, non sono una scienza esatta, ma quando tutti provano con le gomme da qualifica abbiamo un responso più veritiero senza mascherarsi dinanzi a prove comparative e/o test ove il cronometro passa in secondo piano. Alla prima vera prova la Honda ha "stracciato" gli avversari, con una RCV rinnovata (da Tokyo sono state portate novità tecniche per quanto concerne il reparto telaistico e motoristico, con un'erogazione più pronta e senza "tagli" sotto i 18.000 giri), rinvigorita e veloce. Per Nicky c'è la conferma della bontà del nuovo progetto, dell'immediato recupero dall'operazione, con l'unico dilemma sulla posizione in sella che tanto lo ha fatto penare da Sepang all'Australia. La HRC ha provveduto con un cupolino (visibilmente) più grande, ma questo non sembra bastare. Non ci si può nascondere sotto dichiarazioni di circostanza: Hayden in sella alla RC212V sembra un corpo estraneo. Non solo lui: stessa situazione per Checa (1 centimetro più alto di Nicky), Nakano e Melandri, anche se quest'ultimi non si lamentano e vivono ben altri problemi. La RCV 800cc, sia chiaro, non è la minimoto costruita "a misura" di Daniel Pedrosa. E' una moto più piccola (sebbene il passo/interasse con la 990 sia il medesimo) che offre tante difficoltà di adattamento. E' un progetto rivoluzionario, il gioco alla fine, vedendo il cronometro, vale la candela. Non è ancora al 100 % (ci sono ancora da risolvere problemi di surriscaldamento, mentre in merito alle novità 2007, consumi e gomma ant. da 16", si è già un passo avanti), ma la RC212V è già in grado di tener testa e scavalcare gli avversari: peccato soltanto a Phillip Island non ci sia la Yamaha, sarebbe stato un vero, valido confronto a poco più di un mese dal via della stagione 2007...
Vediamo dunque un Nicky Hayden che abbozza un sorriso e Daniel Pedrosa, dal canto suo, che ha cercato e trovato le conferme che si aspettava. Con gomme da qualifica è sempre stato lì (4° a Sepang, 2° in Australia), sul passo di gara fatica leggermente, ma è indubbiamente messo meglio rispetto a tanti altri colleghi. Per quello che dovrebbe essere il "suo anno" l'inizio non è stato proprio da dominatore, ma Dani e tutto il suo entourage mostra quella sicurezza che in altri suoi colleghi non trovi. Solite dichiarazioni di circostanza (sarebbe meglio dire nel dorato mondo della MotoGP "da professionista") nessun reale problema visibile. Anche se non conferma, anche lui ha qualche difficoltà... Meno rispetto ad altri, ma anche lui qualche sentiero disconnesso nel percorso che lo porterà a Losail lo ha incontrato.
Passiamo alla Ducati: tris ieri con Barros, Capirossi e Stoner, oggi una giornata positiva e bilancio altrettanto favorevole nel computo dei tre giorni. La Desmosedici GP7 è una moto veloce, competitiva, e sembra la moto che meno ha sentito il passaggio da 990 a 800, portandosi dietro i problemi di un tempo. Vero, la rigidità telaistica è stata migliorata, ma ci sono ancora problemi all'erogazione e reazione del freno motore. Sono stati provati diversi tipi di gestione elettronica del propulsore, passi in avanti sono stati fatti anche se non si è ancora al 100 %. Per quanto riguarda la messa a punto e l'adattamento con le gomme 2007, la simulazione di gara ha offerto a Capirossi le risposte che cercava, mentre c'è ancora qualche problemino sul giro "da Superpole", dove storicamente la Ducati (e Loris) facevano la differenza e oggi si incontrano qualche difficoltà. Tempo al tempo, la Ducati arriverà all'apice della competitività. Ducatisti, abbiate fiducia, anche verso Casey Stoner che migliora il feeling con la propria Desmosedici e, soprattutto, non cade più. L'impegno e la volontà non mancano: d'altronde la sua luna di miele più che con Adriana la sta passando in sella alla Ducati...

Suzuki. Ecco, di quale Suzuki parliamo? Di quella miracolante e strabiliante di Sepang o quella che ha incontrato non pochi problemi a Phillip Island? Dov'è la straordinaria competitività della GSV-R 800cc? Dov'è John Hopkins? Semplice, o quantomeno non difficile da capire. Storicamente per la Suzuki Phillip Island rappresenta una pista ostica, dove i lunghi curvoni (soprattutto la curva 12, quella che immette sul traguardo) distruggono la gomma posteriore. Per questo si è lavorato tanto, tantissimo, senza però risolvere i problemi. Insomma, strano da dirsi, ma il presunto vantaggio accumulato si perde in una curva. Non il massimo per la "sorpresa dell'inverno" o, per qualcuno, la "conferma dell'inverno". Vermeulen è andato abbastanza bene con una gomma da qualifica (sesto tempo), meno, molto meno nella simulazione di gara. John Hopkins è tutto sommato tranquillo: "Rispetto al 2006 dove eravamo in crisi e senza la pioggia non vedevamo il traguardo, ci sono dei grandi passi in avanti". Detto però da chi, per molti, era un pretendente alla vittoria, non sono le parole che ti aspetti. Vedremo a Losail e Jerez, le ultime prove 2007, come andranno le Rizla Suzuki, veloci ma dall'andamento altalenante.

Il 5 febbraio Yamaha, Kawasaki e Ilmor (con Pitt) in pista a Sepang, poi tutti insieme appassionatamente dal 13 febbraio a Losail per una tre-giorni di prove in proiezione primo GP stagionale, Infine dal 23 test IRTA a Jerez e nuovamente in Qatar dal 1 marzo: la strada che porta al Gran Premio inaugurale della stagione 2007 segna oggi -1 mese e 15 giorni. Poco, pochissimo. Peccato soltanto che a Phillip Island in questi giorni non ci sia stata la Yamaha: per un confronto più credibile, di più rispetto a Sepang 1...
MotoGP Test Phillip Island - Giovedì 1 febbraio 2007 - I tempi del Day 3
01- Nicky Hayden - Honda RC212V - 1'29.52
02- Dani Pedrosa - Honda RC212V - 1'29.70
03- Loris Capirossi - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.14
04- Casey Stoner - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.20
05- Alex Hofmann - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.21
06- Chris Vermeulen - Suzuki GSV-R 800cc - 1'30.34
07- Alex Barros - Ducati Desmosedici GP7 - 1'30.43
08- Carlos Checa - Honda RC212V - 1'30.46
09- Toni Elias - Honda RC212V - 1'30.56
10- Marco Melandri - Honda RC212V - 1'30.80
11- John Hopkins - Suzuki GSV-R 800cc - 1'30.80
12- Shinya Nakano - Honda RC212V - 1'30.97
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Re: Motogp 2007
MotoGP - Test Sepang Day 1 - Con Edwards e Rossi conferme Yamaha
05-02-2007
Dal 2'00"936 di miglior riferimento cronometrico e dai 41' e spiccioli complessivi di simulazione del passo di gara ripartono i test della MotoGP a Sepang. Valentino Rossi era stato il migliore nelle prime prove 2007, punta a riconfermarsi da questa giornata in avanti senza il confronto diretto con Honda, Suzuki e Ducati, che hanno preferito disertare il "bis" malese per costruttrive prove di pochi giorni or sono a Phillip Island. Scelte combattute, per il momento sinceriamo la classifica odierna con le due M1 Factory di Edwards e Rossi nell'ordine ai primi due posti, con tempi leggermente più alti rispetto ai precedenti riferimenti con nuove gomme Michelin da gara 16". Conferme previste ed attese per la squadra che dai test di Jerez mostrerà i colori Fiat, importanti considerando alcune significative novità tecniche introdotte da questi test per le due M1 800cc. Grazie al bel tempo (rannuvolamento soltanto nelle ultime due ore in programma, nessuna previsione di pioggia per i prossimi due giorni) Valentino Rossi oggi ha messo alla frusta una nuova sospensione posteriore Ohlins che ha dato i giusti responsi e, soprattutto, migliorato la fase di staccata, problema #1 identificato due settimane or sono dal team Yamaha proprio a Sepang. Rossi ha chiesto evoluzioni in questo campo, tempo due settimane ed eccoci, i Tre Diapason magicamente risolvono il problema. Dopo il morbo del chattering del 2006 al box Yamaha non si sottovaluta più nulla: un problema è un problema, impossibile da trascurare. Così si pongono le basi per il riscatto iridato, con la consapevolezza che la M1 800cc attualmente è lontana dal proprio potenziale massimo, ma è decisamente messa meglio rispetto a tante altre concorrenti. Vero, bisognerà ancora trovare un'erogazione del propulsore più sincera. Sicuro, un pò più di cavalli non guasterebbe. Certo, la staccata è un problema non trascurabile. Però Valentino Rossi, e oggi Colin Edwards, sono sempre ad un livello da... 1000.

Ebbene sì, a Sepang oltre alle Yamaha ufficiali ci sono ben altri cinque piloti per tre differenti squadre. C'è il team Tech 3, con Makoto Tamada che convince con le Dunlop e Sylvain Guintoli che dimostra come il passaggio dalla 250 alla MotoGP sia quantomeno avventuroso in questa stagione, ponendo una tematica fondamentale. Se nel recente passato i rookie (vedi Pedrosa o Stoner) con le 990 facevano faville da subito, facilitato da moto più docili e gestibili, adesso per i "deb" è più difficile. Guintoli, sia chiaro, non è un fenomeno ma nemmeno un mezza scarpa. Profilo di un buon pilota che non ha mai avuto una possibilità concreta di ben figurare, che in qualità di tester Yamaha Tech 3 l'anno passato con la M1 990cc avvicinava spesso le performance di Carlos Checa facendo meglio di James Ellison. Ora è impressionante come siano 3" che lo dividono da Makoto Tamada a pari moto e gomme. Troppo, oggettivamente troppo: anche per questo che Hervè Poncharal sta iniziando ad avere dubbi su questa sua scommessa per la MotoGP 2007.
Disdette transalpine per soddisfazioni giapponesi. La Kawasaki 800cc, partorita in poco tempo (N.B.: senza Shinya Nakano), sta convincendo gli addetti ai lavori, mostrando un discreto stato di competitività in grado di avvicinare le performance delle Yamaha. Certo, lo sviluppo dei più blasonati competitors è ancora giovane e sarebbe semplicistico addentrarsi in facili entusiasmi, va anche detto che la ZX-RR con De Puniet ed in parte con Jacque gira come un orologio, non accusando alcun problema di gioventù. Manca ancora potenza, manca soprattutto la convinzione di essere vincenti. Imprenscindibile dote per poter pensare a qualcosa di buono per il 2007.

Most, Sachsenring, Albacete, Estoril, Valencia, Jerez. Queste le piste dove la Ilmor-SRT X3 ha girato con i propri piloti nel recente passato, non proprio il profilo di un tracciato completo come può essere Sepang. La conferma viene dal cronometro: la Ilmor fa capolino in Malesia con il solo Andrew Pitt (Jeremy McWilliams è ancora "fermo ai box"), il cronometro sincera + 6"5 da Colin Edwards. Per la cronaca, più lento di Ryuichi Kiyonari con la Honda CBR 1000RR Superbike. L'unico... giudizio che si può fare in merito all'attualità di casa Ilmor è... ingiudicabile. Peccato.
MotoGP Test Sepang - Lunedi 5 febbraio 2007 - I tempi del Day 1
01- Colin Edwards - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.175
02- Valentino Rossi - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.221
03- Randy de Puniet - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.966
04- Makoto Tamada - Yamaha YZR M1 800cc - 2'03.219
05- Olivier Jacque - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'03.959
06- Sylvain Guintoli - Yamaha YZR M1 800cc - 2'06.558
07- Andrew Pitt - Ilmor X3 - 2'08.640
www.motograndprix.it
La Kawasaki può solo sperare in Jacque
(non a caso è uno dei miei preferiti piloti),cmq si è visto quanto è superiore la Yamaha rispetto alle altre che giravano oggi......
05-02-2007
Dal 2'00"936 di miglior riferimento cronometrico e dai 41' e spiccioli complessivi di simulazione del passo di gara ripartono i test della MotoGP a Sepang. Valentino Rossi era stato il migliore nelle prime prove 2007, punta a riconfermarsi da questa giornata in avanti senza il confronto diretto con Honda, Suzuki e Ducati, che hanno preferito disertare il "bis" malese per costruttrive prove di pochi giorni or sono a Phillip Island. Scelte combattute, per il momento sinceriamo la classifica odierna con le due M1 Factory di Edwards e Rossi nell'ordine ai primi due posti, con tempi leggermente più alti rispetto ai precedenti riferimenti con nuove gomme Michelin da gara 16". Conferme previste ed attese per la squadra che dai test di Jerez mostrerà i colori Fiat, importanti considerando alcune significative novità tecniche introdotte da questi test per le due M1 800cc. Grazie al bel tempo (rannuvolamento soltanto nelle ultime due ore in programma, nessuna previsione di pioggia per i prossimi due giorni) Valentino Rossi oggi ha messo alla frusta una nuova sospensione posteriore Ohlins che ha dato i giusti responsi e, soprattutto, migliorato la fase di staccata, problema #1 identificato due settimane or sono dal team Yamaha proprio a Sepang. Rossi ha chiesto evoluzioni in questo campo, tempo due settimane ed eccoci, i Tre Diapason magicamente risolvono il problema. Dopo il morbo del chattering del 2006 al box Yamaha non si sottovaluta più nulla: un problema è un problema, impossibile da trascurare. Così si pongono le basi per il riscatto iridato, con la consapevolezza che la M1 800cc attualmente è lontana dal proprio potenziale massimo, ma è decisamente messa meglio rispetto a tante altre concorrenti. Vero, bisognerà ancora trovare un'erogazione del propulsore più sincera. Sicuro, un pò più di cavalli non guasterebbe. Certo, la staccata è un problema non trascurabile. Però Valentino Rossi, e oggi Colin Edwards, sono sempre ad un livello da... 1000.
Ebbene sì, a Sepang oltre alle Yamaha ufficiali ci sono ben altri cinque piloti per tre differenti squadre. C'è il team Tech 3, con Makoto Tamada che convince con le Dunlop e Sylvain Guintoli che dimostra come il passaggio dalla 250 alla MotoGP sia quantomeno avventuroso in questa stagione, ponendo una tematica fondamentale. Se nel recente passato i rookie (vedi Pedrosa o Stoner) con le 990 facevano faville da subito, facilitato da moto più docili e gestibili, adesso per i "deb" è più difficile. Guintoli, sia chiaro, non è un fenomeno ma nemmeno un mezza scarpa. Profilo di un buon pilota che non ha mai avuto una possibilità concreta di ben figurare, che in qualità di tester Yamaha Tech 3 l'anno passato con la M1 990cc avvicinava spesso le performance di Carlos Checa facendo meglio di James Ellison. Ora è impressionante come siano 3" che lo dividono da Makoto Tamada a pari moto e gomme. Troppo, oggettivamente troppo: anche per questo che Hervè Poncharal sta iniziando ad avere dubbi su questa sua scommessa per la MotoGP 2007.
Disdette transalpine per soddisfazioni giapponesi. La Kawasaki 800cc, partorita in poco tempo (N.B.: senza Shinya Nakano), sta convincendo gli addetti ai lavori, mostrando un discreto stato di competitività in grado di avvicinare le performance delle Yamaha. Certo, lo sviluppo dei più blasonati competitors è ancora giovane e sarebbe semplicistico addentrarsi in facili entusiasmi, va anche detto che la ZX-RR con De Puniet ed in parte con Jacque gira come un orologio, non accusando alcun problema di gioventù. Manca ancora potenza, manca soprattutto la convinzione di essere vincenti. Imprenscindibile dote per poter pensare a qualcosa di buono per il 2007.

Most, Sachsenring, Albacete, Estoril, Valencia, Jerez. Queste le piste dove la Ilmor-SRT X3 ha girato con i propri piloti nel recente passato, non proprio il profilo di un tracciato completo come può essere Sepang. La conferma viene dal cronometro: la Ilmor fa capolino in Malesia con il solo Andrew Pitt (Jeremy McWilliams è ancora "fermo ai box"), il cronometro sincera + 6"5 da Colin Edwards. Per la cronaca, più lento di Ryuichi Kiyonari con la Honda CBR 1000RR Superbike. L'unico... giudizio che si può fare in merito all'attualità di casa Ilmor è... ingiudicabile. Peccato.
MotoGP Test Sepang - Lunedi 5 febbraio 2007 - I tempi del Day 1
01- Colin Edwards - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.175
02- Valentino Rossi - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.221
03- Randy de Puniet - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.966
04- Makoto Tamada - Yamaha YZR M1 800cc - 2'03.219
05- Olivier Jacque - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'03.959
06- Sylvain Guintoli - Yamaha YZR M1 800cc - 2'06.558
07- Andrew Pitt - Ilmor X3 - 2'08.640
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La Kawasaki può solo sperare in Jacque
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Re: Motogp 2007
ho votato vale perchè è troppo il più forte, la moto sembra più docile rispetto all'anno passato
poi hayden non mi piace per niente e pedrosa mi sta moooooolto antipatico
a parte tutto rossi vs le honda, con ducati e suzuki a fare da guastafeste
forza vale
poi hayden non mi piace per niente e pedrosa mi sta moooooolto antipatico
a parte tutto rossi vs le honda, con ducati e suzuki a fare da guastafeste
forza vale
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Re: Motogp 2007
MotoGP - Test Sepang Day 2 - Valentino Rossi in testa, Yamaha protagoniste
06-02-2007
Valentino Rossi davanti a Colin Edwards, poco meno di due centesimi tra le Yamaha YZR M1 800cc ufficiali, una schiera di quattro piloti molto ravvicinati con i positivi De Puniet e Tamada nel mezzo. Così recita in estrema sintesi la seconda giornata di Test MotoGP (presenti Yamaha, Kawasaki e Ilmor) sul tracciato malese di Sepang, con il Dottore capace di rimpossessarsi della prima posizione davanti ad un Colin Edwards decisamente a suo agio con la 800cc di Iwata. Valentino si mantiene costante sui propri tempi sul giro, senza dover ricorrere a gomme "soft" (quanto mostrato il 24 gennaio evidentemente basta e avanza...) e dedicandosi esclusivamente al set-up, costanza e affidabilità della nuova M1, decisamente nata bene in quel di Monza, con il "Texas Tornado" pedina complementare del certosino lavoro di sviluppo. Le due compagini interne del team Yamaha collaborano per rendere veloce la M1, per la solita teoria invernale di JB, Jeremy Burgess: arrivare subito ad un ottimo livello, mettere in crisi gli avversari costringendogli a dare il massimo subito, a scoprirsi. Pre-tattica e non solo, anche se in quel di Sepang ci sono solo una buona ma acerba Kawasaki ed una Ilmor lungi dal definirsi una MotoGP al 100 %. Si lavora al proprio box con capo chino e determinazione assoluta, aspettando il prossimo confronto diretto di Losail, quando veramente ci sarà un confronto più attendibile, più veritiero in ottica della prima gara 2007 proprio in Medioriente.

Ad ogni modo i responsi offerti da Valentino Rossi e Colin Edwards sono miele per il box provvisoriamente senza sponsor (Fiat, ma nessuno dei diretti interessati vuole dirlo, che tristezza...), conferma del grande stato di salute della Yamaha YZR M1 800cc. Due soli piccoli difetti di gioventù sono stati sincerati due settimane or sono dal Dottor Rossi: la progressione in staccata e la mancanza di cavalleria a sufficienza. Per il primo punto sono state trovate delle contromisure che hanno ampiamente soddisfatto Valentino in questi giorni, a cominciare da un'inedita sospensione posteriore Ohlins richiesta espressamente da Burgess & co. Per la potenza, oggettivamente, in Yamaha non sono proprio messi male come tanti altri concorrenti. Valentino sente meno cavalleria perchè d'altronde così deve essere, si sono persi 200cc con vantaggi e svantaggi del caso. L'importanza di questo doppio-test malese è la certezza di avere un'ottima base, preso la strada giusta e allontanato con un calcione nel di dietro il chattering. In conclusione, non c'è male, manca soltanto una cosa alla Yamaha in questo 2007: la livrea definitiva. Per questo, bisognerà attendere i test a Jerez. Restando sempre con i Tre Diapason, ci spostiamo al box Tech 3. Rispetto al 2006 è cambiato molto, ma non sembra esser cambiato nulla. C'è un pilota per fare risultati (Makoto Tamada in luogo di Carlos Checa) ed un suo team-mate che sembra un corpo estraneo nella MotoGP, Sylvain Guintoli (sostituito di James Ellison volato negli States). Il giapponese ex-bandiera di casa Honda sta ricevendo gli apprezzamenti da parte della Dunlop, che lo reputa, come già accaduto nel recente passato prima da Bridgestone e successivamente da Michelin, un abile tester, senza però quella manetta in grado di renderlo un pilota costante e vincente. Con un regolamento in materia-gomme favorevole la Dunlop può recuperare il gap dalla concorrenza, anche se per il momento non deve affidarsi a Sylvain Guintoli, non a suo agio con la M1 800cc. Se con la 1000 non era lontano dalle performance di Checa nelle prove post-GP, con la 800 non riesce a trovare un giusto feeling, tenendo spesso il gas chiuso per evitare un'altra pericolosa caduta (due con infortunio al seguito nel recente passato). Emblema di questa difficile situazione è l'incontro in pista con altri competitors: ieri si era trovato vicino ai connazionali De Puniet e Jacque, ai quali sono bastate due curve per passarlo e distanziarlo. Difficile, più difficile a nostro modo di vedere questa MotoGP 800cc rispetto alle 990cc. La controprova per i "deb" l'avremo il prossimo anno con Lorenzo, Dovizioso, Toseland e De Angelis attesi rookies della categoria: vedremo se il problema viene dalla specificità dei nuovi mostri a 4 tempi o dalla manetta del buon pilota transalpino...

La controversa circostanza di casa Yamaha-Tech 3 si scontra con l'opera di autoconvincimento del potenziale vincente di casa Kawasaki. La formazione piloti non è la più eterogenea del circus, non si ha l'esperienza di gare e mondiali vinti, eppure gli uomini in camicia nero/verde sognano il colpaccio. Motivo? La neonata ZX-RR 800cc, nata con maggiori responsabilità da parte di Ichiro Yoda (ormai capo assoluto di Kawasaki Racing-MotoGP), ha dato riscontri cronometrici a dir poco esaltanti, con Randy De Puniet che sembra aver dato un calcio al recente passato ed Olivier Jacque in grado, step by step, di recuperare lo smalto di un tempo. Tutto bene, insomma. Sì, no, forse. Come mostrato dalla Suzuki, basta soltanto un tracciato (sarebbe meglio dire una curva, la #12 di Phillip Island) a spazzare via il vantaggio accumulato in mesi di lavoro. La ZX-RR 800cc ha avuto una gestazione lunga, un travaglio senza problemi ed un parto felice per la gioia di grandi e piccini kawasakisti, tanto da non sentire la mancanza di Shinya Nakano approdato in casa Honda. Randy De Puniet è pienamente soddisfatto del lavoro di Akashi: dopo il mini-test dello scorso mese di novembre proprio qui a Sepang con una 800 laboratorio (motore collocato sul telaio della mille), il francesino ex-scoperta di Lucio Cecchinello ha ritrovato una moto completamente nuova, con un motore più gestibile sebbene paghi ancora potenza in alto. Rispetto alla 990, non c'è più il problema di tenere la ruota anteriore a terra salendo di marcia, ringraziando vivamente la Magneti Marelli che si occupa della gestione elettronica. Non è facile tenere a bada un 4 cilindri "big bang" con il richiamo pneumatico delle valvole, metodo ritenuto sufficientemente valido per recuperare potenza sugli avversari (anche se questi, vedi Honda, la ritengono una mossa poco azzardata e soprattutto inutile per la fruibilità del propulsore). Considerato poi che con la generazione "800" delle MotoGP non è la cavalleria assoluta l'esigenza #1 degli ingegneri, si spiega parzialmente l'entusiasmo Kawasakista.

Per trovare una logica spiegazione alla seconda parte di questo vivere entusiastico bastano due iniziali: HE, Harald Eckl. Il divorzio con il team manager teutonico ha dato serenità al reparto corse, finalmente in grado di fare tutto in casa e prendere decisioni in automatico, capeggiati da Ichiro Yoda che sembra essere proprio l'uomo giusto per rispondere a questo compito con successo. Apriamo adesso il capitolo Ilmor. A Kuala Lumpur due X3 a disposizione, un buon pilota (Andrew Pitt) in sella, staff tecnico sulla carta all'altezza dell'oneroso impegno in MotoGP. Eppure i tempi della "X Cube" sono da 250cc: al primo esame su di un tracciato vero quale Sepang il progetto anglo-svizzero-teutonico si dimostra un buco nell'acqua, fornendo interrogativi sul positivo stato di forma mostrato da Garry McCoy nelle due gare spot di Estoril e Valencia. In quell'occasione l'australiano giocava per la zona punti ed era in bagarre con Cardoso, Ellison e Hofmann: non malaccio per una 800cc contro Yamaha e Ducati 1000cc seppur gommate Dunlop. Certo, dopo 10 giri la X3 era ai box: problemi di gioventù, si diceva. Oggi si rivede questa valutazione con la più semplicistica teoria del "tiriamo al massimo cercando acquirenti per vendere il progetto chiavi in mano". Piaggio e KTM (a quanto pare) non sono cascate nel tranello, e così il buon Illien si ritrova a sistemare una X3 con un McWilliams infortunato entrando in un mondo (le due ruote) non suo. Difficile rifarsi, impossibile credere in un miracolo motociclistico nel tentativo di battersi alla pari con colossi rispondenti al nome di Honda o Yamaha. Per il momento due motori rotti, cronometrici da 250cc, causante dell'incidente di Jerez ai danni di McWilliams non trovata, insoddisfazione generale. Anche questo è il dorato mondo della MotoGP.
MotoGP Test Sepang - Martedì 6 febbraio 2007 - I tempi del Day 2
01- Valentino Rossi - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.099
02- Colin Edwards - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.118
03- Randy De Puniet - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.554
04- Makoto Tamada - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.745
05- Olivier Jacque - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'03.761
06- Sylvain Guintoli - Yamaha YZR M1 800cc - 2'05.002
07- Andrew Pitt - Ilmor X3 - 2'07.923
www.motograndprix.it
Bene ancora Yamaha che è troppo superiore rispetto alle altre squadre che erano qui in Malesia,bene la Kawasaki.
Domani ultimo giorno di prova a Sepang.
06-02-2007
Valentino Rossi davanti a Colin Edwards, poco meno di due centesimi tra le Yamaha YZR M1 800cc ufficiali, una schiera di quattro piloti molto ravvicinati con i positivi De Puniet e Tamada nel mezzo. Così recita in estrema sintesi la seconda giornata di Test MotoGP (presenti Yamaha, Kawasaki e Ilmor) sul tracciato malese di Sepang, con il Dottore capace di rimpossessarsi della prima posizione davanti ad un Colin Edwards decisamente a suo agio con la 800cc di Iwata. Valentino si mantiene costante sui propri tempi sul giro, senza dover ricorrere a gomme "soft" (quanto mostrato il 24 gennaio evidentemente basta e avanza...) e dedicandosi esclusivamente al set-up, costanza e affidabilità della nuova M1, decisamente nata bene in quel di Monza, con il "Texas Tornado" pedina complementare del certosino lavoro di sviluppo. Le due compagini interne del team Yamaha collaborano per rendere veloce la M1, per la solita teoria invernale di JB, Jeremy Burgess: arrivare subito ad un ottimo livello, mettere in crisi gli avversari costringendogli a dare il massimo subito, a scoprirsi. Pre-tattica e non solo, anche se in quel di Sepang ci sono solo una buona ma acerba Kawasaki ed una Ilmor lungi dal definirsi una MotoGP al 100 %. Si lavora al proprio box con capo chino e determinazione assoluta, aspettando il prossimo confronto diretto di Losail, quando veramente ci sarà un confronto più attendibile, più veritiero in ottica della prima gara 2007 proprio in Medioriente.
Ad ogni modo i responsi offerti da Valentino Rossi e Colin Edwards sono miele per il box provvisoriamente senza sponsor (Fiat, ma nessuno dei diretti interessati vuole dirlo, che tristezza...), conferma del grande stato di salute della Yamaha YZR M1 800cc. Due soli piccoli difetti di gioventù sono stati sincerati due settimane or sono dal Dottor Rossi: la progressione in staccata e la mancanza di cavalleria a sufficienza. Per il primo punto sono state trovate delle contromisure che hanno ampiamente soddisfatto Valentino in questi giorni, a cominciare da un'inedita sospensione posteriore Ohlins richiesta espressamente da Burgess & co. Per la potenza, oggettivamente, in Yamaha non sono proprio messi male come tanti altri concorrenti. Valentino sente meno cavalleria perchè d'altronde così deve essere, si sono persi 200cc con vantaggi e svantaggi del caso. L'importanza di questo doppio-test malese è la certezza di avere un'ottima base, preso la strada giusta e allontanato con un calcione nel di dietro il chattering. In conclusione, non c'è male, manca soltanto una cosa alla Yamaha in questo 2007: la livrea definitiva. Per questo, bisognerà attendere i test a Jerez. Restando sempre con i Tre Diapason, ci spostiamo al box Tech 3. Rispetto al 2006 è cambiato molto, ma non sembra esser cambiato nulla. C'è un pilota per fare risultati (Makoto Tamada in luogo di Carlos Checa) ed un suo team-mate che sembra un corpo estraneo nella MotoGP, Sylvain Guintoli (sostituito di James Ellison volato negli States). Il giapponese ex-bandiera di casa Honda sta ricevendo gli apprezzamenti da parte della Dunlop, che lo reputa, come già accaduto nel recente passato prima da Bridgestone e successivamente da Michelin, un abile tester, senza però quella manetta in grado di renderlo un pilota costante e vincente. Con un regolamento in materia-gomme favorevole la Dunlop può recuperare il gap dalla concorrenza, anche se per il momento non deve affidarsi a Sylvain Guintoli, non a suo agio con la M1 800cc. Se con la 1000 non era lontano dalle performance di Checa nelle prove post-GP, con la 800 non riesce a trovare un giusto feeling, tenendo spesso il gas chiuso per evitare un'altra pericolosa caduta (due con infortunio al seguito nel recente passato). Emblema di questa difficile situazione è l'incontro in pista con altri competitors: ieri si era trovato vicino ai connazionali De Puniet e Jacque, ai quali sono bastate due curve per passarlo e distanziarlo. Difficile, più difficile a nostro modo di vedere questa MotoGP 800cc rispetto alle 990cc. La controprova per i "deb" l'avremo il prossimo anno con Lorenzo, Dovizioso, Toseland e De Angelis attesi rookies della categoria: vedremo se il problema viene dalla specificità dei nuovi mostri a 4 tempi o dalla manetta del buon pilota transalpino...

La controversa circostanza di casa Yamaha-Tech 3 si scontra con l'opera di autoconvincimento del potenziale vincente di casa Kawasaki. La formazione piloti non è la più eterogenea del circus, non si ha l'esperienza di gare e mondiali vinti, eppure gli uomini in camicia nero/verde sognano il colpaccio. Motivo? La neonata ZX-RR 800cc, nata con maggiori responsabilità da parte di Ichiro Yoda (ormai capo assoluto di Kawasaki Racing-MotoGP), ha dato riscontri cronometrici a dir poco esaltanti, con Randy De Puniet che sembra aver dato un calcio al recente passato ed Olivier Jacque in grado, step by step, di recuperare lo smalto di un tempo. Tutto bene, insomma. Sì, no, forse. Come mostrato dalla Suzuki, basta soltanto un tracciato (sarebbe meglio dire una curva, la #12 di Phillip Island) a spazzare via il vantaggio accumulato in mesi di lavoro. La ZX-RR 800cc ha avuto una gestazione lunga, un travaglio senza problemi ed un parto felice per la gioia di grandi e piccini kawasakisti, tanto da non sentire la mancanza di Shinya Nakano approdato in casa Honda. Randy De Puniet è pienamente soddisfatto del lavoro di Akashi: dopo il mini-test dello scorso mese di novembre proprio qui a Sepang con una 800 laboratorio (motore collocato sul telaio della mille), il francesino ex-scoperta di Lucio Cecchinello ha ritrovato una moto completamente nuova, con un motore più gestibile sebbene paghi ancora potenza in alto. Rispetto alla 990, non c'è più il problema di tenere la ruota anteriore a terra salendo di marcia, ringraziando vivamente la Magneti Marelli che si occupa della gestione elettronica. Non è facile tenere a bada un 4 cilindri "big bang" con il richiamo pneumatico delle valvole, metodo ritenuto sufficientemente valido per recuperare potenza sugli avversari (anche se questi, vedi Honda, la ritengono una mossa poco azzardata e soprattutto inutile per la fruibilità del propulsore). Considerato poi che con la generazione "800" delle MotoGP non è la cavalleria assoluta l'esigenza #1 degli ingegneri, si spiega parzialmente l'entusiasmo Kawasakista.

Per trovare una logica spiegazione alla seconda parte di questo vivere entusiastico bastano due iniziali: HE, Harald Eckl. Il divorzio con il team manager teutonico ha dato serenità al reparto corse, finalmente in grado di fare tutto in casa e prendere decisioni in automatico, capeggiati da Ichiro Yoda che sembra essere proprio l'uomo giusto per rispondere a questo compito con successo. Apriamo adesso il capitolo Ilmor. A Kuala Lumpur due X3 a disposizione, un buon pilota (Andrew Pitt) in sella, staff tecnico sulla carta all'altezza dell'oneroso impegno in MotoGP. Eppure i tempi della "X Cube" sono da 250cc: al primo esame su di un tracciato vero quale Sepang il progetto anglo-svizzero-teutonico si dimostra un buco nell'acqua, fornendo interrogativi sul positivo stato di forma mostrato da Garry McCoy nelle due gare spot di Estoril e Valencia. In quell'occasione l'australiano giocava per la zona punti ed era in bagarre con Cardoso, Ellison e Hofmann: non malaccio per una 800cc contro Yamaha e Ducati 1000cc seppur gommate Dunlop. Certo, dopo 10 giri la X3 era ai box: problemi di gioventù, si diceva. Oggi si rivede questa valutazione con la più semplicistica teoria del "tiriamo al massimo cercando acquirenti per vendere il progetto chiavi in mano". Piaggio e KTM (a quanto pare) non sono cascate nel tranello, e così il buon Illien si ritrova a sistemare una X3 con un McWilliams infortunato entrando in un mondo (le due ruote) non suo. Difficile rifarsi, impossibile credere in un miracolo motociclistico nel tentativo di battersi alla pari con colossi rispondenti al nome di Honda o Yamaha. Per il momento due motori rotti, cronometrici da 250cc, causante dell'incidente di Jerez ai danni di McWilliams non trovata, insoddisfazione generale. Anche questo è il dorato mondo della MotoGP.
MotoGP Test Sepang - Martedì 6 febbraio 2007 - I tempi del Day 2
01- Valentino Rossi - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.099
02- Colin Edwards - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.118
03- Randy De Puniet - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.554
04- Makoto Tamada - Yamaha YZR M1 800cc - 2'02.745
05- Olivier Jacque - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'03.761
06- Sylvain Guintoli - Yamaha YZR M1 800cc - 2'05.002
07- Andrew Pitt - Ilmor X3 - 2'07.923
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Bene ancora Yamaha che è troppo superiore rispetto alle altre squadre che erano qui in Malesia,bene la Kawasaki.
Domani ultimo giorno di prova a Sepang.
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Re: Motogp 2007
MotoGP - Test Sepang Day 3 - Yamaha da sballo con Edwards e Rossi
07-02-2007
Meglio di due settimane fa. Meglio dei precedenti riferimenti. Un crono sul giro singolo da sballo ed una simulazione di gara valentiniana che basta e avanza per portare al box Yamaha le certezze che si cercavano. I Tre Diapason dominano, come doveva essere, anche l'ultima giornata di prove a Sepang, con Colin Edwards e Valentino Rossi nell'ordine molto vicini, separati solo da 5 decimi o poco più. Sorprendente, per non dir eccezionale, il 2'00"248 del "Texas Tornado", capace di mettersi alle spalle il proprio caposquadra e tutti gli altri piloti presenti in Malesia, dalle Yamaha Tech 3 passando per le Kawasaki e la Ilmor di Pitt, a 7 (ripetiamo, sette) secondi dalla leadership. Queste 800cc vanno da favola, aspettando le attese conferme dei prossimi test di Losail (dal 13 febbraio per tre giorni in pista a Doha) e le prove IRTA a Jerez, ultimo teatro di un pre-campionato anomalo dalla doppia certezza: la competitività Yamaha, la mostruosità delle performance mostrate dalle 800cc. Il tempo di Colin Edwards (e Valentino Rossi) è l'attestazione più lampante... Non ci sono invece conferme ufficiali, come giusto che sia, in merito alla simulazione di gara valentiniana. Rossi, come accaduto lo scorso 23 gennaio, è uscito dai box, salito in sella alla propria M1 800cc lanciandosi verso una nuova incredibile avventura. Il Dottore sembrerebbe aver ulteriormente limato il "record" degli ultimi test, scendendo addirittura sotto il 40'58" della (vittoriosa) gara 2006. Un dato sorprendente, elettrizzante, perchè non c'era il confronto diretto con nessuno, non c'era Capirossi col quale lottare e dare il massimo ad ogni curva per vincere. Solo test, solo la lotta inebriante in solitaria contro il cronometro, la più affascinante sfida per un pilota.

Particolare non trascurabile, rispetto al precedente record sulla durata Rossi ha 200cc in meno nel motore ed il cartello "Work in progress" d'ordinanza. Insomma, la nuova Yamaha YZR M1 800cc, al momento (dopo il morbo del chattering mai dar nulla per scontato...), va che una meraviglia. Sarebbe meglio dire le nuove 800cc sono delle saette a due ruote: si parla tanto di problematiche relative ai consumi, surriscaldamento, ma nel medesimo istante ci si interroga su eventuali motori da qualifica, benzine speciali e riferimenti cronometrici da sballo. C'è qualcosa che non quadra in tutto questo, ed è troppo tardi per la Federazione mettere le mani sul nuovo (sbagliato) regolamento. Prepariamoci a moto più sfruttabili e tendenzialmente valide per lo scopo agonistico della GP1, con potenza "quanto basta" e una ciclistica vicina alla perfezione. Fortuna che in un mondo dominato dai computer regna sovrano ancora il valore umano, la pietra su cui si posano le ambizioni Yamaha. Non c'è solo Valentino Rossi a fare, come gli capita abitudinariamente nella sua unicità, la differenza. E' tutto il box, è la squadra che si prepara unita più che mai al riscatto-iridato. Valentino parla con tutti: con "JB" Jeremy Burgess, con Matteo Flamigni, con tutti, trasmettendo in real-time le proprie impressioni per conseguire il risultato.

Se negli altri box solitamente i due piloti sono divisi e difficilmente si parlano, in Yamaha si fa squadra, gruppo, rispettando le gerarchie dettate dal recente passato e dagli obiettivi a breve termine. Valentino (Rossi) e Colin (Edwards) sono amici da tempo, si scambiano impressioni e questo ha giovato non poco nello sviluppo della M1 800cc. Il Fattore umano davanti ad ogni cosa, verrebbe da pensare. Si va al box Yamaha Tech 3 e voilà, ecco la prima conferma: Tamada rigenerato da questa nuova avventura, Guintoli in difficoltà per i motivi citati nella giornata di ieri. Il pilota fa ancora la differenza, come un buon tecnico/più di un buon tecnico a seconda delle proprie personali opinioni. In Kawasaki non si ha un vero e proprio dream team, Jacque e De Puniet saranno stati grandi protagonisti della 250cc ma in MotoGP qualche gara a parte non sono mai stati dei protagonisti. Eppure questa coppia transalpina sta lavorando bene per render competitiva la Ninja ZX-RR, il cui grande merito della velocità mostrata va affibiato a Ichiro Yoda, tecnico ex-Yamaha oggi super-responsabile del programma MotoGP di Akashi. Dissolta l'ingombrante presenza di Harald Eckl, tutti a capo chino stanno sistemando una moto che segue logiche tradizionali con soluzioni intrapendenti, pensiamo al motore "big bang" ed il richiamo pneumatico delle valvole. Non ci sono stati problemi di gioventù, i piloti non si lamentano, anzi, l'unico capitombolo l'ha realizzato ieri Randy De Puniet, volando a terra al 13° personale giro percorso. Per il resto incrociamo le dita, tifiamo per una Kawasaki competitiva, pur senza Eckl o Nakano, ma con Yoda al comando, De Puniet e Jacque in sella e l'irraggiungibile esperienza di Fiorenzo Fanali ai box. Seria candidatura come outsider del 2007.

Chiudiamo con la Ilmor. Leggerissimi miglioramenti, hai voglia però a pensare di esser competitivi in questo anomalo 2007, dove tutti sono molto vicini e la X3 viaggia a suon di secondi di distacco. Non basterà ritrovare in sella Jeremy McWilliams per sistemare i propri guai, non c'è tempo per recuperare. La MotoGP è un giocattolo bello, costoso e diabolico. Non vi hanno ancora vinto una gara dall'era 4tempistica Suzuki e Kawasaki, Aprilia e KTM hanno abbandonato, BMW ha salutato tutti ancor prima di svelare i propri programmi. Perchè ci dovrebbe riuscire la Ilmor? Non troviamo risposta, speriamo di averla nei prossimi test, tutti insieme appassionatamente dal 13 di febbraio a Losail, prelibato antipasto della gara inaugurale del 10 marzo. Dove non ci saranno più scuse, per nessuno.
MotoGP Test Sepang - Mercoledì 7 febbraio 2007 - I tempi del Day 3
01- Colin Edwards - Yamaha YZR M1 800cc - 2'00.248
02- Valentino Rossi - Yamaha YZR M1 800cc - 2'00.793
03- Randy De Puniet - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.071
04- Olivier Jacque - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.607
05- Makoto Tamada - Yamaha YZR M1 800cc - 2'03.380
06- Sylvain Guintoli - Yamaha YZR M1 800cc - 2'04.636
07- Andrew Pitt - Ilmor X3 - 2'07.373
www.motograndprix.it
Yamaha ancora troppo avanti rispetto alle alte di Sepang.
07-02-2007
Meglio di due settimane fa. Meglio dei precedenti riferimenti. Un crono sul giro singolo da sballo ed una simulazione di gara valentiniana che basta e avanza per portare al box Yamaha le certezze che si cercavano. I Tre Diapason dominano, come doveva essere, anche l'ultima giornata di prove a Sepang, con Colin Edwards e Valentino Rossi nell'ordine molto vicini, separati solo da 5 decimi o poco più. Sorprendente, per non dir eccezionale, il 2'00"248 del "Texas Tornado", capace di mettersi alle spalle il proprio caposquadra e tutti gli altri piloti presenti in Malesia, dalle Yamaha Tech 3 passando per le Kawasaki e la Ilmor di Pitt, a 7 (ripetiamo, sette) secondi dalla leadership. Queste 800cc vanno da favola, aspettando le attese conferme dei prossimi test di Losail (dal 13 febbraio per tre giorni in pista a Doha) e le prove IRTA a Jerez, ultimo teatro di un pre-campionato anomalo dalla doppia certezza: la competitività Yamaha, la mostruosità delle performance mostrate dalle 800cc. Il tempo di Colin Edwards (e Valentino Rossi) è l'attestazione più lampante... Non ci sono invece conferme ufficiali, come giusto che sia, in merito alla simulazione di gara valentiniana. Rossi, come accaduto lo scorso 23 gennaio, è uscito dai box, salito in sella alla propria M1 800cc lanciandosi verso una nuova incredibile avventura. Il Dottore sembrerebbe aver ulteriormente limato il "record" degli ultimi test, scendendo addirittura sotto il 40'58" della (vittoriosa) gara 2006. Un dato sorprendente, elettrizzante, perchè non c'era il confronto diretto con nessuno, non c'era Capirossi col quale lottare e dare il massimo ad ogni curva per vincere. Solo test, solo la lotta inebriante in solitaria contro il cronometro, la più affascinante sfida per un pilota.
Particolare non trascurabile, rispetto al precedente record sulla durata Rossi ha 200cc in meno nel motore ed il cartello "Work in progress" d'ordinanza. Insomma, la nuova Yamaha YZR M1 800cc, al momento (dopo il morbo del chattering mai dar nulla per scontato...), va che una meraviglia. Sarebbe meglio dire le nuove 800cc sono delle saette a due ruote: si parla tanto di problematiche relative ai consumi, surriscaldamento, ma nel medesimo istante ci si interroga su eventuali motori da qualifica, benzine speciali e riferimenti cronometrici da sballo. C'è qualcosa che non quadra in tutto questo, ed è troppo tardi per la Federazione mettere le mani sul nuovo (sbagliato) regolamento. Prepariamoci a moto più sfruttabili e tendenzialmente valide per lo scopo agonistico della GP1, con potenza "quanto basta" e una ciclistica vicina alla perfezione. Fortuna che in un mondo dominato dai computer regna sovrano ancora il valore umano, la pietra su cui si posano le ambizioni Yamaha. Non c'è solo Valentino Rossi a fare, come gli capita abitudinariamente nella sua unicità, la differenza. E' tutto il box, è la squadra che si prepara unita più che mai al riscatto-iridato. Valentino parla con tutti: con "JB" Jeremy Burgess, con Matteo Flamigni, con tutti, trasmettendo in real-time le proprie impressioni per conseguire il risultato.

Se negli altri box solitamente i due piloti sono divisi e difficilmente si parlano, in Yamaha si fa squadra, gruppo, rispettando le gerarchie dettate dal recente passato e dagli obiettivi a breve termine. Valentino (Rossi) e Colin (Edwards) sono amici da tempo, si scambiano impressioni e questo ha giovato non poco nello sviluppo della M1 800cc. Il Fattore umano davanti ad ogni cosa, verrebbe da pensare. Si va al box Yamaha Tech 3 e voilà, ecco la prima conferma: Tamada rigenerato da questa nuova avventura, Guintoli in difficoltà per i motivi citati nella giornata di ieri. Il pilota fa ancora la differenza, come un buon tecnico/più di un buon tecnico a seconda delle proprie personali opinioni. In Kawasaki non si ha un vero e proprio dream team, Jacque e De Puniet saranno stati grandi protagonisti della 250cc ma in MotoGP qualche gara a parte non sono mai stati dei protagonisti. Eppure questa coppia transalpina sta lavorando bene per render competitiva la Ninja ZX-RR, il cui grande merito della velocità mostrata va affibiato a Ichiro Yoda, tecnico ex-Yamaha oggi super-responsabile del programma MotoGP di Akashi. Dissolta l'ingombrante presenza di Harald Eckl, tutti a capo chino stanno sistemando una moto che segue logiche tradizionali con soluzioni intrapendenti, pensiamo al motore "big bang" ed il richiamo pneumatico delle valvole. Non ci sono stati problemi di gioventù, i piloti non si lamentano, anzi, l'unico capitombolo l'ha realizzato ieri Randy De Puniet, volando a terra al 13° personale giro percorso. Per il resto incrociamo le dita, tifiamo per una Kawasaki competitiva, pur senza Eckl o Nakano, ma con Yoda al comando, De Puniet e Jacque in sella e l'irraggiungibile esperienza di Fiorenzo Fanali ai box. Seria candidatura come outsider del 2007.

Chiudiamo con la Ilmor. Leggerissimi miglioramenti, hai voglia però a pensare di esser competitivi in questo anomalo 2007, dove tutti sono molto vicini e la X3 viaggia a suon di secondi di distacco. Non basterà ritrovare in sella Jeremy McWilliams per sistemare i propri guai, non c'è tempo per recuperare. La MotoGP è un giocattolo bello, costoso e diabolico. Non vi hanno ancora vinto una gara dall'era 4tempistica Suzuki e Kawasaki, Aprilia e KTM hanno abbandonato, BMW ha salutato tutti ancor prima di svelare i propri programmi. Perchè ci dovrebbe riuscire la Ilmor? Non troviamo risposta, speriamo di averla nei prossimi test, tutti insieme appassionatamente dal 13 di febbraio a Losail, prelibato antipasto della gara inaugurale del 10 marzo. Dove non ci saranno più scuse, per nessuno.
MotoGP Test Sepang - Mercoledì 7 febbraio 2007 - I tempi del Day 3
01- Colin Edwards - Yamaha YZR M1 800cc - 2'00.248
02- Valentino Rossi - Yamaha YZR M1 800cc - 2'00.793
03- Randy De Puniet - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.071
04- Olivier Jacque - Kawasaki ZX-RR 800cc - 2'02.607
05- Makoto Tamada - Yamaha YZR M1 800cc - 2'03.380
06- Sylvain Guintoli - Yamaha YZR M1 800cc - 2'04.636
07- Andrew Pitt - Ilmor X3 - 2'07.373
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Yamaha ancora troppo avanti rispetto alle alte di Sepang.
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