Stavo leggendo un articolohttp://www.slate.com/id/2157553/fr/flyout interessante su Slate che analizzava l'arrivo di Beckham in America (il titolo direi è eloquente su come la pensa).
Quello che mi ha colpito invece è una serie di passaggi in cui analizzano la situazione della Lega e della Nazionale americana, sopratutto alla luce dei pessimi risultati dei mondiali.
Chiaramente l'autore sostiene che il calcio potrà avere un impatto mediatico serio quando la nazionale avrà successo ai mondiali, successo che non riesco a raggiungere a causa della scarsa esperienza internazionale dei giocatori.
In the simplest terms, soccer in the United States will break through when the country has World Cup success. There was a thrust in the right direction after the quarterfinal appearance in 2002, but then a giant step back last summer in Germany. As I wrote at the time, a huge factor in our poor performance was the lack of players with experience in the harsh fires of European competition.
Tuttavia ciò che è bene per la nazionale e per il movimento sportivo calcistico, in realtà non è un bene per la MLS intesa come prodotto, visto che perdere i suoi giocatori migliori significherebbe svilire il"prodotto" calcio.
For this, Major League Soccer is largely to blame. The league is in a difficult situation—they need to develop players to ensure they have a product that's palatable to a buying public with plenty of entertainment options. At the same time, any player worth watching regularly will want and need to leave for Europe to improve his game, and hopefully, by extension, the national team. MLS, though, has been agnostic about improving the game at the macro level if it means its own product will suffer
Voi che ne pensate?
Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
- Jakala
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Franco Spicciariello
Re: Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
Quello che mi sta infastidendo un po' in questi giorni di letture dei giornali americani sull'arrivo di Beckham e dintorni è la superficialità e l'ignoranza di quello che è il sistema e il movimento calcistico americano.
Cominciamo dai Mondiali. Giocatori inesperti? Ma se 14 su 23 giocavano o avevano giocato (Donovan) in Europa! Molti di più del 2002, quando la Nazionale USA arrivò ai quarti. Chi è invece da incolpare per il 2006 è Bruce Arena. Ma come pensi di poter preparare una spedizione ai Mondiali giocando solo 5 amichevoli in 6 mesi contro Polonia, germania (persa 4-1 infatti), Marocco, Lettonia e Venezuela. Infatti, gli osservatori più attenti avevano già criticato Arena prima dei Mondiali. E anche ora il discorso è uguale. prepararsi alla Copa America giocando conro Danimarca, Messico, Guatemala ed Ecuador? Ridicolo. Mi chiedo ad esempio perché non organizzano amichevoli in Europa con i soli calciatori che già giocano qui. Avrebbero la possibilità di tenere "allenata" la Nazionale e provare i tanti giovani (Bradley in Olanda, Zimermann in germania, Davies in Svezia, Ferrari in Italia) che sono sparsi per l'Europa, come fa il Brasile o l'Argentina che sono lu leghe "esportatrici". Ci credo che poi alla prima contro la Repubblica Ceca sembravano bloccati e solo contro l'Italia si son ripresi (comunque unica squadra a non aver perso coi Campioni del Mondo).
Che invece la Major league Soccer fino ad oggi non sia stata abbastanza "competitiva" è vero. Fortunatamente da quest'anno le cose cambieranno per una serie di fattori.
* L'arrivo di giocatori di grande livello - Non diciamo scemate, per un giocatore giovane crescere accanto ad un Beckham, un Davids o un Nedved può essere solo d'aiuto. Gente che porterà con sé lo spirito combattivo del calcio europeo
* Arriva la SuperLiga - Sarà una specie di Champions' league con molti soldi in palio. Gli american quando ci sono i soldi di mezzo son molto seri, e poi la rivalità è sentitissima. E dal 2009 tramite questo torneo ci si qualifica per la Copa Libertadores. e allora ecco le partite competitive. E poi per qualificarsi alla SuperLiga serve un buon piazzamento in campionato, quindi anche la regular season diventa importante
* La CONCACAF Champions' Cup sta prendendo sempre più imprortanza
* nei prossimi anni l'arrivo di nuove squadre nella MLS ridurrà in percentuale i posti per i playoff, e questo non può esssere che un bene per la competizione e la pressione
* Da quest'anno la ESPN e altre TV trasmetteranno quasi tutte le partite, e i giocatori son già stati avvertiti...
* Dempsey è partito per l'Europa come anche Josh wolff (Germania). L'anno prossimo, forse, toccherà a Adu. Altri giovani sono già andati. Tanti sono i giocatori USA bravi all'estero. Stiamo avviandoci verso il giusto mix per una lega che esporta ed importa allo stesso tempo
Cominciamo dai Mondiali. Giocatori inesperti? Ma se 14 su 23 giocavano o avevano giocato (Donovan) in Europa! Molti di più del 2002, quando la Nazionale USA arrivò ai quarti. Chi è invece da incolpare per il 2006 è Bruce Arena. Ma come pensi di poter preparare una spedizione ai Mondiali giocando solo 5 amichevoli in 6 mesi contro Polonia, germania (persa 4-1 infatti), Marocco, Lettonia e Venezuela. Infatti, gli osservatori più attenti avevano già criticato Arena prima dei Mondiali. E anche ora il discorso è uguale. prepararsi alla Copa America giocando conro Danimarca, Messico, Guatemala ed Ecuador? Ridicolo. Mi chiedo ad esempio perché non organizzano amichevoli in Europa con i soli calciatori che già giocano qui. Avrebbero la possibilità di tenere "allenata" la Nazionale e provare i tanti giovani (Bradley in Olanda, Zimermann in germania, Davies in Svezia, Ferrari in Italia) che sono sparsi per l'Europa, come fa il Brasile o l'Argentina che sono lu leghe "esportatrici". Ci credo che poi alla prima contro la Repubblica Ceca sembravano bloccati e solo contro l'Italia si son ripresi (comunque unica squadra a non aver perso coi Campioni del Mondo).
Che invece la Major league Soccer fino ad oggi non sia stata abbastanza "competitiva" è vero. Fortunatamente da quest'anno le cose cambieranno per una serie di fattori.
* L'arrivo di giocatori di grande livello - Non diciamo scemate, per un giocatore giovane crescere accanto ad un Beckham, un Davids o un Nedved può essere solo d'aiuto. Gente che porterà con sé lo spirito combattivo del calcio europeo
* Arriva la SuperLiga - Sarà una specie di Champions' league con molti soldi in palio. Gli american quando ci sono i soldi di mezzo son molto seri, e poi la rivalità è sentitissima. E dal 2009 tramite questo torneo ci si qualifica per la Copa Libertadores. e allora ecco le partite competitive. E poi per qualificarsi alla SuperLiga serve un buon piazzamento in campionato, quindi anche la regular season diventa importante
* La CONCACAF Champions' Cup sta prendendo sempre più imprortanza
* nei prossimi anni l'arrivo di nuove squadre nella MLS ridurrà in percentuale i posti per i playoff, e questo non può esssere che un bene per la competizione e la pressione
* Da quest'anno la ESPN e altre TV trasmetteranno quasi tutte le partite, e i giocatori son già stati avvertiti...
* Dempsey è partito per l'Europa come anche Josh wolff (Germania). L'anno prossimo, forse, toccherà a Adu. Altri giovani sono già andati. Tanti sono i giocatori USA bravi all'estero. Stiamo avviandoci verso il giusto mix per una lega che esporta ed importa allo stesso tempo
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Re: Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
Quindi secondo te i giocatori americani dovrebbe essere più o meno equivalente giocare o in usa o in europa?
Mi spiego meglio, abbiamo l'esempio del campionato brasiliano grande esportatore e produttore di talenti.
Qui il giocare nella nazionale è importantissimo, vedi continui litigi fra squadre e giocatori anche per le amichevoli inutili. La nazionale stessa è un volano per il movimento.
Questo però porta ad avere un campionato di basso livello, salvo alcune squadre che riescono a trattenere i talenti o riportare a casa giocatori "non adatti" all'Europa.
La MLS a differenza della lega brasiliana sembra avere più disponibilità di soldi, una gestione più oculata ed un occhio allo "spettacolo", cioè sembra interessata per ovvie ragioni a trattenere i talenti in casa anche se è consapevole di non poter, almeno nel breve, contribuire a svilupparli. Non a caso Adu il frontman sembra destinato ad emigrare per permettergli un salto di livello.
Mi spiego meglio, abbiamo l'esempio del campionato brasiliano grande esportatore e produttore di talenti.
Qui il giocare nella nazionale è importantissimo, vedi continui litigi fra squadre e giocatori anche per le amichevoli inutili. La nazionale stessa è un volano per il movimento.
Questo però porta ad avere un campionato di basso livello, salvo alcune squadre che riescono a trattenere i talenti o riportare a casa giocatori "non adatti" all'Europa.
La MLS a differenza della lega brasiliana sembra avere più disponibilità di soldi, una gestione più oculata ed un occhio allo "spettacolo", cioè sembra interessata per ovvie ragioni a trattenere i talenti in casa anche se è consapevole di non poter, almeno nel breve, contribuire a svilupparli. Non a caso Adu il frontman sembra destinato ad emigrare per permettergli un salto di livello.
Last edited by Jakala on 14/01/2007, 15:32, edited 1 time in total.
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Re: Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
Perchè a questo punto per non far cadere nell'oblio la Concacaf Champions' League non si organizza tipo una supercoppa tra la vincitrice dell'Interliga e la vincitrice della Concacaf Champions' League?
Comunque finalmente tutto sembra muoversi a favore della MLS, che grazie alla gestione oculata di Don Garber sta crescendo, sfornando giocatori di buon livello che però sarebbe bene far tornare in Usa dopo 4-5 anni così che la loro esperienza sia tesoro anche per i giocatori della MLS con conseguente crescita del livello di gioco, poi ben vengano i Davids e i Beckam, ma sa soli non possono cambiare le sorti del soccer usa, non ci sono riusciti i Cosmos se non in maniera effimera e modaiola (I Cosmos son stati più un fenomeno di costume che non una squadra di calcio per molti americani medi) ma la strategia vincente a mio modesto parere sarebbe marquee players di valore, giocatori americani di valore all'estero e giocatori tornati dall'estero per portare il loro bagaglio di esperienze in MLS, poi ben vengano le competizioni come l'Interliga che sono sempre utili per il livello del gioco,ma vediamo anche di stabilizzare il discorso delle franchige, molte delle quali ancora in mano all'AEG e alcune delle quali in difficoltà per il discorso stadio (RSL e KSW) e sperando che qualcuno compri Columbus
Comunque finalmente tutto sembra muoversi a favore della MLS, che grazie alla gestione oculata di Don Garber sta crescendo, sfornando giocatori di buon livello che però sarebbe bene far tornare in Usa dopo 4-5 anni così che la loro esperienza sia tesoro anche per i giocatori della MLS con conseguente crescita del livello di gioco, poi ben vengano i Davids e i Beckam, ma sa soli non possono cambiare le sorti del soccer usa, non ci sono riusciti i Cosmos se non in maniera effimera e modaiola (I Cosmos son stati più un fenomeno di costume che non una squadra di calcio per molti americani medi) ma la strategia vincente a mio modesto parere sarebbe marquee players di valore, giocatori americani di valore all'estero e giocatori tornati dall'estero per portare il loro bagaglio di esperienze in MLS, poi ben vengano le competizioni come l'Interliga che sono sempre utili per il livello del gioco,ma vediamo anche di stabilizzare il discorso delle franchige, molte delle quali ancora in mano all'AEG e alcune delle quali in difficoltà per il discorso stadio (RSL e KSW) e sperando che qualcuno compri Columbus
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Re: Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
Mi offri la possibilità di parlare di un argomento che avrei voluto trattare con qualche “santone” della MLS.Jakala wrote: Quindi secondo te i giocatori americani dovrebbe essere più o meno equivalente giocare o in usa o in europa?
Mi spiego meglio, abbiamo l'esempio del campionato brasiliano grande esportatore e produttore di talenti.
Qui il giocare nella nazionale è importantissimo, vedi continui litigi fra squadre e giocatori anche per le amichevoli inutili. La nazionale stessa è un volano per il movimento.
Questo però porta ad avere un campionato di basso livello, salvo alcune squadre che riescono a trattenere i talenti o riportare a casa giocatori "non adatti" all'Europa.
La MLS a differenza della lega brasiliana sembra avere più disponibilità di soldi, una gestione più oculata ed un occhio allo "spettacolo", cioè sembra interessata per ovvie ragioni a trattenere i talenti in casa anche se è consapevole di non poter, almeno nel breve, contribuire a svilupparli. Non a caso Adu il frontman sembra destinato ad emigrare per permettergli un salto di livello.
Pur con tutte le limitazioni che offre al momento la MLS a livello di calciomercato, non sarebbe il caso di provare in futuro a puntare sul mercato sudamericano.
Proprio per la buona salute economica del calcio americano, penso possa competere con campionati come quello Giapponese, o tornei dell’est, come il russo e l’ucraino. Nella J-League giocano o hanno giocato gente del livello di: Edilson, Washington, Edmundo, Marcelinho Carioca, César Sampaio, Amoroso, Leonardo. Altri come Vagner Love, Dudu, Elano, Daniel Carvalho, Cavenaghi, quindi tutta gente che ha giocato nella nazionale brasiliana o argentina, anche da titolari, andati a giocare in questi campionati sicuramente per soldi, ma avendo anche diversi anni in meno rispetto ai 32 o 34 anni dei vari Beckham e Davids (un passo in avanti rispetto ai "pionieri" Kubik, Novak, Zenga, Galderisi e il bollito Stoickhov è stato sicuramente fatto).
La stessa cosa si può dire del campionato messicano dove hanno trovato e continuano a trovare spazio, molti talenti sudamericani (Lucho Figueroa, Romagnoli, Abreu, Delgado, La Paglia e tanti altri). Ben venga Beckham con tutti i vantaggi che il suo arrivo può portare. Sono però dell’idea che la MLS prima o poi dovrà cercare di prendere giocatori di quel tipo (come i vari Cienfuegos, Valderrama, Etcheverry, ma con molti anni in meno).

-
cla75
Re: Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
Completamente d'accordo con te Franco,tranne che per l'arrivo di giocatori di livello:anche prima si può dire che c'erano(Matthaus,Donadoni,Campos,Valderama,Zenga,Stoichkov)ma erano campioni "bolliti" che non hanno insegnato nulla ai giocatori americani e nemmeno ai dirigenti del soccer statunitense.Erano lì solo per chiudere la loro carriera e niente più!Secondo me il problema è un altro ed è la formazione degli allenatori.é risaputo che la maggior parte dei tecnici della Mls(ma anche quelli della Usl)non hanno la Ussf Coaching Licence A che è l'equivalente del nostro Supercorso di Allenatore di Prima Categoria che si tiene a Coverciano.Non capisco perchè la Federazione e sopratutto l'Mls e la Usl non abbiano mai obbligato i propri Coach a prendere questa certificazione che sicuramente renderebbe più serio il reclutamento e garantirebbe allenatori un poco più istruiti.Per quanto riguarda la Concacaf Champions Cup la ritengo inutile e da abolire immediatamente;ben venga quindi la Superliga! ClaudioFranco Spicciariello wrote: Quello che mi sta infastidendo un po' in questi giorni di letture dei giornali americani sull'arrivo di Beckham e dintorni è la superficialità e l'ignoranza di quello che è il sistema e il movimento calcistico americano.
Cominciamo dai Mondiali. Giocatori inesperti? Ma se 14 su 23 giocavano o avevano giocato (Donovan) in Europa! Molti di più del 2002, quando la Nazionale USA arrivò ai quarti. Chi è invece da incolpare per il 2006 è Bruce Arena. Ma come pensi di poter preparare una spedizione ai Mondiali giocando solo 5 amichevoli in 6 mesi contro Polonia, germania (persa 4-1 infatti), Marocco, Lettonia e Venezuela. Infatti, gli osservatori più attenti avevano già criticato Arena prima dei Mondiali. E anche ora il discorso è uguale. prepararsi alla Copa America giocando conro Danimarca, Messico, Guatemala ed Ecuador? Ridicolo. Mi chiedo ad esempio perché non organizzano amichevoli in Europa con i soli calciatori che già giocano qui. Avrebbero la possibilità di tenere "allenata" la Nazionale e provare i tanti giovani (Bradley in Olanda, Zimermann in germania, Davies in Svezia, Ferrari in Italia) che sono sparsi per l'Europa, come fa il Brasile o l'Argentina che sono lu leghe "esportatrici". Ci credo che poi alla prima contro la Repubblica Ceca sembravano bloccati e solo contro l'Italia si son ripresi (comunque unica squadra a non aver perso coi Campioni del Mondo).
Che invece la Major league Soccer fino ad oggi non sia stata abbastanza "competitiva" è vero. Fortunatamente da quest'anno le cose cambieranno per una serie di fattori.
* L'arrivo di giocatori di grande livello - Non diciamo scemate, per un giocatore giovane crescere accanto ad un Beckham, un Davids o un Nedved può essere solo d'aiuto. Gente che porterà con sé lo spirito combattivo del calcio europeo
* Arriva la SuperLiga - Sarà una specie di Champions' league con molti soldi in palio. Gli american quando ci sono i soldi di mezzo son molto seri, e poi la rivalità è sentitissima. E dal 2009 tramite questo torneo ci si qualifica per la Copa Libertadores. e allora ecco le partite competitive. E poi per qualificarsi alla SuperLiga serve un buon piazzamento in campionato, quindi anche la regular season diventa importante
* La CONCACAF Champions' Cup sta prendendo sempre più imprortanza
* nei prossimi anni l'arrivo di nuove squadre nella MLS ridurrà in percentuale i posti per i playoff, e questo non può esssere che un bene per la competizione e la pressione
* Da quest'anno la ESPN e altre TV trasmetteranno quasi tutte le partite, e i giocatori son già stati avvertiti...
* Dempsey è partito per l'Europa come anche Josh wolff (Germania). L'anno prossimo, forse, toccherà a Adu. Altri giovani sono già andati. Tanti sono i giocatori USA bravi all'estero. Stiamo avviandoci verso il giusto mix per una lega che esporta ed importa allo stesso tempo
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Re: Avere giocatori americani all'estero è un bene per la MLS?
Matthaus: era davvero cotto, soldi buttati e 0 valore aggiunto.
Donadoni: diede un grande contributo in termini di qualità di gioco e anche di metodologia di lavoro ai nascenti MetroStars. Non per niente in seguito fu considerato ancora buono per il Milan.
Campos: discutibile, effettivamente, ma molto scenografico. E comnuqnue non è che sia mai stato un grande portiere. Eea più noto per le maglie fosforescenti che usava!
Valderrama: lento come sempre, è invece a tutt'oggi ricordato come uno dei migliori della storia della MLS
Zenga: di portieri gli USA non hanno mai avuto bisogno dai tempi di Sylvester Stallone.
Stoichkov: era ancora buono, non per niente fece vincere una MLS Cup ai Chicago Fire.
Il fatto è che parliamo in genere di gente sui 35 non sui 31 come Beckham. Nessuno poi aveva il suo appeal mediatico.
Ma punto più importante è che nel 1996 e dintorni una generazione di giocatori americani era ancora in embrione, rivelandosi solo nel 2002. E' questa oggi la grande differenza, il mix che può nascere tra bravi giocatori USA e stelle anche se un po' invecchiate. E poi, gli americani ci son caduti guià una volta, e sui soldi non possono certo essere considerati scemi.
Sui tecnici sono d'accordo con te. Rimane un mistero la mancata importazione di tecnici. Mi dicono che parte del problema risieda nella complessità del sistema USA (college, allocazioni, scelte, ecc.) e nella lingua (oltre ai pochi soldi, fin'ora). Certo che basterebbe un buon assistente americano.
Sul fatto che non vi sia un obbligo, io sono per il mercato aperto. Se un allenatore è buono beme, se no lo caccio. Quando lo assumo so già se ha la licenza o no, quindi...
Per la Champions Cup: potrebbe diventare un'eliminatoria per la SuperLiga. Ricorda comuqnue che la Concacaf non conta niente ma è pur sempre una confederazione.
Donadoni: diede un grande contributo in termini di qualità di gioco e anche di metodologia di lavoro ai nascenti MetroStars. Non per niente in seguito fu considerato ancora buono per il Milan.
Campos: discutibile, effettivamente, ma molto scenografico. E comnuqnue non è che sia mai stato un grande portiere. Eea più noto per le maglie fosforescenti che usava!
Valderrama: lento come sempre, è invece a tutt'oggi ricordato come uno dei migliori della storia della MLS
Zenga: di portieri gli USA non hanno mai avuto bisogno dai tempi di Sylvester Stallone.
Stoichkov: era ancora buono, non per niente fece vincere una MLS Cup ai Chicago Fire.
Il fatto è che parliamo in genere di gente sui 35 non sui 31 come Beckham. Nessuno poi aveva il suo appeal mediatico.
Ma punto più importante è che nel 1996 e dintorni una generazione di giocatori americani era ancora in embrione, rivelandosi solo nel 2002. E' questa oggi la grande differenza, il mix che può nascere tra bravi giocatori USA e stelle anche se un po' invecchiate. E poi, gli americani ci son caduti guià una volta, e sui soldi non possono certo essere considerati scemi.
Sui tecnici sono d'accordo con te. Rimane un mistero la mancata importazione di tecnici. Mi dicono che parte del problema risieda nella complessità del sistema USA (college, allocazioni, scelte, ecc.) e nella lingua (oltre ai pochi soldi, fin'ora). Certo che basterebbe un buon assistente americano.
Sul fatto che non vi sia un obbligo, io sono per il mercato aperto. Se un allenatore è buono beme, se no lo caccio. Quando lo assumo so già se ha la licenza o no, quindi...
Per la Champions Cup: potrebbe diventare un'eliminatoria per la SuperLiga. Ricorda comuqnue che la Concacaf non conta niente ma è pur sempre una confederazione.
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