Faq - Baseball

Il Punto d'incontro dei Fans MLB di Play.it USA
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koufax75
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Re: Faq - Baseball

Post by koufax75 »

Miami è innamorata del football... se poi vuoi, puoi fare una ricerca sociologica su internet per cercare di scoprire come mai, in dettaglio, il baseball sia così poco seguito lì. Secondo Loria comunque il motivo primario è il fatto che la squadra debba giocare nel campo da football, in pratica declassando il baseball a "filler" estivo quando i Dolphins non giocano. E forse su questo non ha tutti i torti...
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Non solo Miami, ma l'intera Florida, che è uno stato che vive per il football. Qualche settimana fa ESPN preparò una ricerca sul rapporto tra i singoli stati per il football. In prima posizione c'è il Texas, seguito da California e Florida. In Florida, il football è la vita.

Adesso Miami ha una squadra in tutte e quattro le leghe, ma fino a 20 anni fa c'erano solo i Dolphins: poi sono arrivati gli Heat (1987), i Marlins (1993) e i Panthers (1993).
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Ivers
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Re: Faq - Baseball

Post by Ivers »

mah, motivi culturali... a parte che non hanno neanche uno stadio di baseball (giocano in quello di football). La città non è interessata a fornirlo, ed i Marlins vogliono spostarsi.

Miami è innamorata del football... se poi vuoi, puoi fare una ricerca sociologica su internet per cercare di scoprire come mai, in dettaglio, il baseball sia così poco seguito lì. Secondo Loria comunque il motivo primario è il fatto che la squadra debba giocare nel campo da football, in pratica declassando il baseball a "filler" estivo quando i Dolphins non giocano. E forse su questo non ha tutti i torti...
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Beh, ma definire una stagione che dura 6 mesi filler estivo per una stagione che ne dura 4 mi sembra azzardato, e poi anche ad Oakland gli A's giocano nello stadio dei Raiders, o no? Comunque mi hai dato una buona idea, provo a cercare nel web, poi vi faccio sapere
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rene144
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Re: Faq - Baseball

Post by rene144 »

Beh, ma definire una stagione che dura 6 mesi filler estivo per una stagione che ne dura 4 mi sembra azzardato, e poi anche ad Oakland gli A's giocano nello stadio dei Raiders, o no? Comunque mi hai dato una buona idea, provo a cercare nel web, poi vi faccio sapere
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infatti gli A's stanno costruendo uno stadio (Cisco Field) a Fremont, e sarà pronto entro qualche anno.

Ma è anche l'attitudine verso lo sport. Lì non ce n'era (forse) bisogno. A Miami invece non c'è interesse... pure se e quando vincono.
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Re: Faq - Baseball

Post by Tigers »

ciao ragazzi io sono nuovo mi chiamo andrea; vi volevo porre una domanda....secondo voi negli USA é piu importante seguito ecc. il baseball o il football???
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Ivers
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Re: Faq - Baseball

Post by Ivers »

ciao ragazzi io sono nuovo mi chiamo andrea; vi volevo porre una domanda....secondo voi negli USA é piu importante seguito ecc. il baseball o il football???
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Ciao,benvenuto. Si diceva appunto, e come vedi dalla precedente risposta di Koufax, dipende dagli stati, è difficile fare una classifica assoluta anche perchè i campionati sono organizzati in modo tale che entrino nel vivo in periodi dell'anno differenti, per evitare sovrapposozioni di interessi e il soffocamento di uno sport da parte di un altro(proprio come in Italia!). Solo NHL e NBA vanno in parallelo, ma hanno target di pubblico molto divresi. Oltretutto i playoffs hanno durata ed intensità differenti, nell'MLB le finaliste potrebbero giocare fino a 19 partite, nell'NFL si decide tutto in 4 partite, nell'NBA durano 1 mese e mezzo. Comunque l'evento sportivo più seguito è sicuramente il Superbowl, ma anche quando gli Yankees e i Red Sox si affrontano, mezza America si ferma...
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Re: Faq - Baseball

Post by Tigers »

Grazie mille ivers io sono sempre stato dell idea che il baseball sarà sempre il piu amato; gli altri sport soprattutto nfl e nba sono molto televisivi........anke il superbowl stesso....
rene144
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Re: Faq - Baseball

Post by rene144 »

aspettate che arrivi Koufax a dirvi cosa pensi lui del "Superbowl" :hehe:
Battute a parte, si tratta di "amori" molto diversi. Uno sport gioca 162 partite in 180 giorni, l'altro invece è un evento settimanale per 4 mesi.
Uno è una maratona senza respiro che tiene incollati gli spettatori e riempie gli stadi continuamente, l'altro invece crea interesse che sfocia nelle gare secche.

Poi alla fine si tratta sempre di guardare alle regioni però. Un paio di giornalisti di Boston tempo fa hanno definito la città una "2-sports city", con saluti a Bruins e Celtics. In Florida non gliene frega niente del baseball. Sono scappati da Montreal (e non è che a Washington vadano matti...). Però se vai a Fenway, o a New York, o a Chicago, l'amore potrebbe stordirti.

Ci sono città monosportive che si legano alla propria disciplina (Jacksonville ad esempio) ed il discorso si complica. Fra l'altro non si possono paragonare audience, pubblico, ecc per le diverse caratteristiche (il baseball con 162 partite l'anno farà sempre più pubblico di qualsiasi altro sport, anche se andasse in rovina).

In generale, sicuramente un'analisi migliore e più approfondita (data anche la sua conoscenza degli altri sport) potrà farla koufax.
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koufax75
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Re: Faq - Baseball

Post by koufax75 »

Sul Super Bowl (scritto staccato) si potrebbe scrivere a pacchi. Spesso è più di un evento sportivo, ma uno spettacolo. Il fatto di esser una finale secca, giocata su campo neutro aumenta l'interesse a dismisura. Una serie sulle 7 partite porta meno interesse e meno attenzione.

Poi, confermo quello detto da René. Il successo di uno sport spesso dipende dallo stato. In Minnesota, l'amore per l'hockey è qualcosa di incredibile. In altri stati, l'interesse per l'hockey diminuisce. In Florida, il football è religione. E non solo per lo spettacolo o per la televisione. Ripensadoci bene, fino al 1988 nella Florida (e non solo a Miami) non esistevano squadre al di fuori della NFL. Poi a livello di high school e NCAA, la passione della Florida per il football cresce a dismisura.

Ed un discorso simile si può fare per il Texas, altro stato che vive per il football: i Cowboys, le università texane, le high school. Trovare i biglietti per le partite dei Dallas Cowboys è una vera impresa. I Texas Rangers e i Dallas Mavericks non arrivano minimamente alla popolarità dei Cowboys. I #1 di Pittsburgh non sono i Pirates, ma gli Steelers. E mi verrebbe da dire lo stesso per Oakland con Raiders e Athletics.

In Indiana, invece, scoppia l'amore per il basket: non solo la NBA oppure la NCAA, ma anche (e forse soprattutto) le high school.
Poi alla fine si tratta sempre di guardare alle regioni però. Un paio di giornalisti di Boston tempo fa hanno definito la città una "2-sports city", con saluti a Bruins e Celtics.
Invece fino a 10-15 anni fa, Boston impazziva per i Celtics, mentre i Patriots non è che tirassero molto. Ovvio che il successo di una squadra aiuta molto. Nei primi anni '90, i Patriots erano una delle peggiori squadre della lega. Quindi il successo di uno sport dipende anche dal valore delle squadre.
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Tigers 2007

Re: Faq - Baseball

Post by Tigers 2007 »

 



 

 

 

108. Chiedete a un ragazzino  americano cosa gli fa venire in mente questo numero, 108. Ci  sono 108 cuciture in una palla da baseball. Lo sanno anche gli  stones, in America. E dategliela in mano questa palla con le  sue 108 cuciture, al ragazzino americano, e ditegli di lanciarla. Il ragazzino la prende con tre dita  pollice, indice e medio  e la tira così. Non con tutta la mano, solo i ragazzini  stranieri appena arrivati in America lanciano una palla con tutte  le dita. Gli americani pensano che la loro giovane cultura abbia  prodotto tre cose imbattibili: la costituzione, il jazz, e il  baseball. "Vedo cose straordinarie nel baseball. È  il nostro sport, lo sport americano. Fa uscire la gente di casa,  le riempie i polmoni, dà alla gente un nuovo eroismo fisico.  Ci solleva dalle nostre nevrosi. Ripara i nostri guai, ed è  una benedizione". Questo era Walt Whitman, poeta, americano.  Per noi ignoranti, quello di "O capitano, mio capitano",  i versi dell'"Attimo fuggente" con Robin Williams.

C'è questo grande romanzo,  si chiama "Underworld". Molti dicono che sia il più  grande romanzo americano. Lo ha scritto uno che si chiama Don  DeLillo, uno bravo. Tutto il primo capitolo è il racconto formidabile e tesissimo della partita tra New York Giants e Brooklyn Dodgers. Un derby. Adesso non ci sono più, nessuna delle  due squadre. O meglio. In America succede questa cosa, impensabile  a noialtri quaggiù, che le squadre cambiano città.  Lo fanno per motivi economici, perché c'è una città  dove verrebbero più tifosi allo stadio, dove ci sarebbero  maggiori investimenti, cose così. Nel 1957 non c'erano  squadre forti in California e ce n'erano troppe a New York, la capitale del baseball. In un anno solo Giants e Dodgers se ne andarono a San Francisco e Los Angeles, nuovi stadi moderni,  nuove folle, nuovi soldi, nuova geografia del baseball. A New  York restarono gli Yankees, e una nuova seconda squadra, i Mets,  arrivò cinque anni dopo: da allora sono i cugini poveri  ma hanno vinto un campionato e l'anno scorso sono arrivati a  giocare le finali contro i rivali cittadini, perdendo. Le chiamano  le Subway Series, le partite della metropolitana, perché  per le trasferte dallo stadio di una squadra a quello dell'altra  basta una linea della metropolitana.

Comunque, quando le due squadre  abbandonarono New York ci fu una mezza insurrezione, soprattutto  a Brooklyn dove i Dodgers erano un'istituzione. L'allora proprietario  della squadra Walter O'Malley, responsabile del trasloco, divenne  uno degli uomini più proverbialmente odiati della storia  di New York. Ma nel 1951 le tre squadre erano ancora tutte là,  i tre stadi nel giro di pochi chilometri. Gli Yankees avevano  vinto la loro lega e Dodgers e Giants dovevano giocarsi l'altro  posto per le finali. Una questione cittadina. E la partita finale  di quello spareggio bloccò la città. Jackie Robinson,  il primo nero ad aver giocato nella Major League fece entrare  un punto. Poi i Giants pareggiarono, ma i Dodgers arrivarono  a condurre quattro uno all'ultimo inning.

un'apoteosi, che  non lo vedi spesso per niente.
Quindi se all'ultimo inning stai di sotto 4 a 1, sei nei guai.  E i Giants erano nei guai neri, la partita data per finita quando  Bobby Thomson va a battere. Ma il baseball è lo sport  in cui non è mai finita, in cui chiunque ha sempre un'occasione,  come in America. "Non è un bel lancio da battere,  alto e interno, ma Thomson ruota su se stesso e colpisce la palla  con un colpo fortissimo dall'alto in basso e tutti, trutti, stanno  a guardare". Questo è DeLillo che racconta. Quel  giorno, quel momento restò leggendario per i newyorkesi.  Thomson fece un Grand Slam per il rotto della cuffia e i Giants  ribaltarono il risultato nel modo più spettacolare. "Tutti  si ricordano dov'erano quando Bobby Thomson fece quel fuoricampo".

Una cosa simile è capitata  di nuovo il mese scorso, nella quarta partita delle finali tra  gli Yankees e gli Arizona Diamondbacks. Sotto per tre a uno,  davanti ai 56 mila dello Yankee Stadium, la squadra di casa ha  infilato due fuoricampo al nono inning e al secondo supplementare  e ha ribaltato una partita decisiva. È venuto giù  lo stadio, e la città. Si fa per dire, che lo Yankee Stadium  non farà la fine dei suoi storici predecessori cittadini,  demoliti cinquant'anni fa. È un mito sportivo, si trova  nel Bronx proprio di là dell'Hudson e venne costruito  nel 1923 per un semplice motivo, che cominciava con "Babe" e finiva con "Ruth". Il più grande giocatore  della storia del baseball, che portò alla partita talmente  tanta gente da convincere i proprietari della squadra a edificare  uno stadio nuovo.
Di recente un giornalista del Chicago Tribune ha stilato una  lista delle cose che hanno reso grande la cultura americana,  a proposito di scontro di civiltà eccetera. Una trentina  di momenti storici, capolavori, successi, eventi, opere. Tra  questi, due riguardano il baseball. Uno è il discorso  d'addio di Lou Gehrig, il più grande prima base della  storia, anche lui uno Yankee, soprannominato "cavallo d'acciaio"  perché gioco una serie interminabile di partite consecutive senza venir fermato mai da niente, né un acciacco, né  una stanchezza, per 14 anni filati. Lo fermò la sclerosi  laterale amiotrofica, malattia da allora nota come morbo di Gehrig,  che lo uccise a 38 anni. Lasciò il baseball con una cerimonia  commovente allo Yankee Stadium: "Sapete che sto avendo un  brutto periodo. Ma lasciate che vi dica che con questi compagni,  questi fans, e questa famiglia, io mi ritengo l'uomo più  fortunato del mondo".
L'altra citazione è per il fuoricampo di Robert Redford  che conclude "Il migliore", uno dei due miglior film  di baseball. L'altro  "L'idolo delle folle"   racconta la storia di Gehrig, interpretato da Gary Cooper. Il discorso d'apertura di un altro film, più debole, che  si chiama "Bull Durham" è invece questo: "Io  credo nella religione del baseball. Ho provato tutte le fedi  maggiori e molte delle minori. Ho creduto in Buddah, Allah, Brama,  Visnù, Shiva, negli alberi, nei funghi e in Isadora Duncan.  Le ho provate tutte, davvero, e la sola fede che davvero nutre  l'anima, giorno dopo giorno, è quella nel baseball".

Quest'anno il campionato è  finito a novembre invece che a ottobre, per la prima volta nella  storia. Tutto per colpa di bin Laden. Nei giorni dopo la strage  di New York il campionato si fermò e il calendario slittò  di una settimana. Così Derek Jeter, che è stato  il primo uomo a battere un fuoricampo a novembre, quattro minuti  dopo la mezzanotte del primo del mese, è stato ribattezzato  mister November (Reggie Jackson, un giocatore che dava il meglio  di sé nelle finali era noto come mr. October). La partita  era quella in cui il presidente Bush ha voluto sfidare il rischio  attentati e andare a lanciare la simbolica palla inaugurale,  sotto il pennone su cui sventolava la bandiera lacera a stelle  e strisce recuperata tra le macerie delle twin towers. Tempi cambiati, nel 1969 allo Shea Stadium dei Mets si era deciso di  tenere la bandiera a mezz'asta, tanto era diffusa la contestazione  alla guerra in Vietnam. All'ultimo momento fu issata al suo posto  per la protesta di un gruppo di veterani feriti in guerra, ma  al reverendo Billy Graham fu sottratto il previsto lancio inaugurale  per il suo sostegno dichiarato al presidente Nixon.
Così è andata la storia degli Stati Uniti, passata  tutta per i campi da baseball, i "diamanti". Questo  è Donald Hall, scrittore: "Sapete quando volate in  aereo da una costa all'altra, e guardate giù e vedete tutti quei piccoli diamanti dappertutto? Beh, ogni volta che  ne vedo uno, il mio cuore è là. E so che laggiù  non riesco a vedere le case e quasi nemmeno le strade   qualcuno sta giocando al gioco che tutti noi amiamo".

108. Le 108 cuciture, e le  statistiche infinite e i record, e i cappellini, e le figurine,  e gli eroi: l'epica e la mistica del baseball sono sopravvissute  all'attacco di basket e football, sport più televisivi,  più fisici, più moderni. È una fede, appunto.  "La gente mi chiede cosa faccio d'inverno, quando il campionato  è fermo", disse una volta, ottant'anni fa, Rogers  Horsnby dei Saint Louis Cardinals. "Beh, ve lo dico, cosa  faccio: guardo fuori dalla finestra e aspetto la primavera".



secondo me é cosi......e nn c é football che tenga............
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Re: Faq - Baseball

Post by Tisiano »

Curiosando tre le STATS di Roger Clemens ho notato che nellla sua gloriosa carriera ha disputato ben 691 partite
delle quali 690 come starting pitcher!
Cioè solo una volta e ribadisco solo una ha lanciato partendo dal bullpenn e non come partente!

Qualcuno sa dirmi quando e con che squadra si è verificato questo fatto??

Grazie

ciao ciao
GM VANCOUVER BLACK CATS
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Re: Faq - Baseball

Post by koufax75 »

Tigers 2007 wrote: secondo me é cosi......e nn c é football che tenga............
Leggi i messaggi che ti abbiano scritto. Inoltre, quando si posta un lavoro altrui, è sempre buona cosa citare le fonti, visto che quell'articolo non lo hai scritto tu.
Last edited by koufax75 on 13/01/2007, 23:02, edited 1 time in total.
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Re: Faq - Baseball

Post by rene144 »

Tisiano wrote: Curiosando tre le STATS di Roger Clemens ho notato che nellla sua gloriosa carriera ha disputato ben 691 partite
delle quali 690 come starting pitcher!
Cioè solo una volta e ribadisco solo una ha lanciato partendo dal bullpenn e non come partente!
Il 18 luglio 1984 (anno del debutto, Clemens non era partito benissimo) lanciò dal bullpen all'Oakland-Alameda County Coliseum in Oakland-Boston 7-2. Oil Can Boyd fu il partente, ma lanciò malissimo e Clemens fu il terzo rilievo della partita, lanciando il quinto ed il sesto senza concedere punti (ma concesse due doppi). In ogni caso lanciò tutto il resto dell'anno da partente.
Da lì in poi, non ha più lanciato da rilievo in regular season, ma ha lanciato da rilievo nelle NLDS del 2005 contro Atlanta. Entrò da PH (!!!) essendo finiti tutti i panchinari, per Wheeler e lanciò 3 IP concedendo una sola valida ottenendo la W. Garner disse che se la partita fosse andata avanti (terminò con un walkoff HR di Burke) sarebbe andato sul monte l'esterno Jason Lane (erano finiti tutti i rilievi, per questo entrò Clemens) in attesa che arrivasse allo stadio Pettitte, che stava guardando la partita da casa e che era stato convocato telefonicamente...


Tigers: questo è il topic delle FAQ. Si fanno domande, e non si va offtopic con considerazioni varie. Non cancellerò il tuo post perchè è un articolo che alcuni potrebbero trovare interessante, ma per cortesia, se devi parlare con semplicità, usa i topic normali. Inoltre, come ha detto koufax, se si cita un lavoro si deve spiegare di chi sia, e (ove possibile) mettere un link. Grazie.
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Re: Faq - Baseball

Post by Tisiano »

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Il 18 luglio 1984 (anno del debutto, Clemens non era partito benissimo) lanciò dal bullpen all'Oakland-Alameda County Coliseum in Oakland-Boston 7-2. Oil Can Boyd fu il partente, ma lanciò malissimo e Clemens fu il terzo rilievo della partita, lanciando il quinto ed il sesto senza concedere punti (ma concesse due doppi). In ogni caso lanciò tutto il resto dell'anno da partente.

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Grazie Renè come al solito sei stato puntualissimo! Ti faccio allora un'altra domanda sempre a proposito di Clemens...
Come,quando e perchè gli è stato affibbiato il nick di THE ROCKET?  Grazie

P.S.: Invece voglio chiedere a Tigers visto il suo nick se è tifoso di Detroit come penso...
Se si avremmo finalmente nel forum un tifoso dei Tigers che potrebbe magari ogni tanto postare nell'asfittico
topic dei Detroit visto che l'anno scorso ci si scriveva poco niente nonostante la straordinaria annata e l'approdo alle WS...
GM VANCOUVER BLACK CATS
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Tigers 2007

Re: Faq - Baseball

Post by Tigers 2007 »

Si io sono un grandissimo tifoso dei Tigers.....speriamo di ripetere il 2006........
Tigers 2007

Re: Faq - Baseball

Post by Tigers 2007 »

Scusatemi ragazzi ma non ci ho pensato davvero alla firma dello scrittore......le prossime volte sarà fatto....scusate ancora
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