Miami è innamorata del football... se poi vuoi, puoi fare una ricerca sociologica su internet per cercare di scoprire come mai, in dettaglio, il baseball sia così poco seguito lì. Secondo Loria comunque il motivo primario è il fatto che la squadra debba giocare nel campo da football, in pratica declassando il baseball a "filler" estivo quando i Dolphins non giocano. E forse su questo non ha tutti i torti...
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Non solo Miami, ma l'intera Florida, che è uno stato che vive per il football. Qualche settimana fa ESPN preparò una ricerca sul rapporto tra i singoli stati per il football. In prima posizione c'è il Texas, seguito da California e Florida. In Florida, il football è la vita.
Adesso Miami ha una squadra in tutte e quattro le leghe, ma fino a 20 anni fa c'erano solo i Dolphins: poi sono arrivati gli Heat (1987), i Marlins (1993) e i Panthers (1993).
Max Giordan: adesso che ci penso: ma una foto normale tuo fratello ce l'ha? o sulla patente ha la foto sul cesso? Dazed: Guarda che è Koufax!
mah, motivi culturali... a parte che non hanno neanche uno stadio di baseball (giocano in quello di football). La città non è interessata a fornirlo, ed i Marlins vogliono spostarsi.
Miami è innamorata del football... se poi vuoi, puoi fare una ricerca sociologica su internet per cercare di scoprire come mai, in dettaglio, il baseball sia così poco seguito lì. Secondo Loria comunque il motivo primario è il fatto che la squadra debba giocare nel campo da football, in pratica declassando il baseball a "filler" estivo quando i Dolphins non giocano. E forse su questo non ha tutti i torti...
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Beh, ma definire una stagione che dura 6 mesi filler estivo per una stagione che ne dura 4 mi sembra azzardato, e poi anche ad Oakland gli A's giocano nello stadio dei Raiders, o no? Comunque mi hai dato una buona idea, provo a cercare nel web, poi vi faccio sapere
...Up from Third Base to Huntington They Sing Another Victory Song...
Beh, ma definire una stagione che dura 6 mesi filler estivo per una stagione che ne dura 4 mi sembra azzardato, e poi anche ad Oakland gli A's giocano nello stadio dei Raiders, o no? Comunque mi hai dato una buona idea, provo a cercare nel web, poi vi faccio sapere
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infatti gli A's stanno costruendo uno stadio (Cisco Field) a Fremont, e sarà pronto entro qualche anno.
Ma è anche l'attitudine verso lo sport. Lì non ce n'era (forse) bisogno. A Miami invece non c'è interesse... pure se e quando vincono.
ciao ragazzi io sono nuovo mi chiamo andrea; vi volevo porre una domanda....secondo voi negli USA é piu importante seguito ecc. il baseball o il football???
ciao ragazzi io sono nuovo mi chiamo andrea; vi volevo porre una domanda....secondo voi negli USA é piu importante seguito ecc. il baseball o il football???
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Ciao,benvenuto. Si diceva appunto, e come vedi dalla precedente risposta di Koufax, dipende dagli stati, è difficile fare una classifica assoluta anche perchè i campionati sono organizzati in modo tale che entrino nel vivo in periodi dell'anno differenti, per evitare sovrapposozioni di interessi e il soffocamento di uno sport da parte di un altro(proprio come in Italia!). Solo NHL e NBA vanno in parallelo, ma hanno target di pubblico molto divresi. Oltretutto i playoffs hanno durata ed intensità differenti, nell'MLB le finaliste potrebbero giocare fino a 19 partite, nell'NFL si decide tutto in 4 partite, nell'NBA durano 1 mese e mezzo. Comunque l'evento sportivo più seguito è sicuramente il Superbowl, ma anche quando gli Yankees e i Red Sox si affrontano, mezza America si ferma...
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Grazie mille ivers io sono sempre stato dell idea che il baseball sarà sempre il piu amato; gli altri sport soprattutto nfl e nba sono molto televisivi........anke il superbowl stesso....
aspettate che arrivi Koufax a dirvi cosa pensi lui del "Superbowl" :hehe:
Battute a parte, si tratta di "amori" molto diversi. Uno sport gioca 162 partite in 180 giorni, l'altro invece è un evento settimanale per 4 mesi.
Uno è una maratona senza respiro che tiene incollati gli spettatori e riempie gli stadi continuamente, l'altro invece crea interesse che sfocia nelle gare secche.
Poi alla fine si tratta sempre di guardare alle regioni però. Un paio di giornalisti di Boston tempo fa hanno definito la città una "2-sports city", con saluti a Bruins e Celtics. In Florida non gliene frega niente del baseball. Sono scappati da Montreal (e non è che a Washington vadano matti...). Però se vai a Fenway, o a New York, o a Chicago, l'amore potrebbe stordirti.
Ci sono città monosportive che si legano alla propria disciplina (Jacksonville ad esempio) ed il discorso si complica. Fra l'altro non si possono paragonare audience, pubblico, ecc per le diverse caratteristiche (il baseball con 162 partite l'anno farà sempre più pubblico di qualsiasi altro sport, anche se andasse in rovina).
In generale, sicuramente un'analisi migliore e più approfondita (data anche la sua conoscenza degli altri sport) potrà farla koufax.
Sul Super Bowl (scritto staccato) si potrebbe scrivere a pacchi. Spesso è più di un evento sportivo, ma uno spettacolo. Il fatto di esser una finale secca, giocata su campo neutro aumenta l'interesse a dismisura. Una serie sulle 7 partite porta meno interesse e meno attenzione.
Poi, confermo quello detto da René. Il successo di uno sport spesso dipende dallo stato. In Minnesota, l'amore per l'hockey è qualcosa di incredibile. In altri stati, l'interesse per l'hockey diminuisce. In Florida, il football è religione. E non solo per lo spettacolo o per la televisione. Ripensadoci bene, fino al 1988 nella Florida (e non solo a Miami) non esistevano squadre al di fuori della NFL. Poi a livello di high school e NCAA, la passione della Florida per il football cresce a dismisura.
Ed un discorso simile si può fare per il Texas, altro stato che vive per il football: i Cowboys, le università texane, le high school. Trovare i biglietti per le partite dei Dallas Cowboys è una vera impresa. I Texas Rangers e i Dallas Mavericks non arrivano minimamente alla popolarità dei Cowboys. I #1 di Pittsburgh non sono i Pirates, ma gli Steelers. E mi verrebbe da dire lo stesso per Oakland con Raiders e Athletics.
In Indiana, invece, scoppia l'amore per il basket: non solo la NBA oppure la NCAA, ma anche (e forse soprattutto) le high school.
Poi alla fine si tratta sempre di guardare alle regioni però. Un paio di giornalisti di Boston tempo fa hanno definito la città una "2-sports city", con saluti a Bruins e Celtics.
Invece fino a 10-15 anni fa, Boston impazziva per i Celtics, mentre i Patriots non è che tirassero molto. Ovvio che il successo di una squadra aiuta molto. Nei primi anni '90, i Patriots erano una delle peggiori squadre della lega. Quindi il successo di uno sport dipende anche dal valore delle squadre.
Max Giordan: adesso che ci penso: ma una foto normale tuo fratello ce l'ha? o sulla patente ha la foto sul cesso? Dazed: Guarda che è Koufax!
108. Chiedete a un ragazzino americano cosa gli fa venire in mente questo numero, 108. Ci sono 108 cuciture in una palla da baseball. Lo sanno anche gli stones, in America. E dategliela in mano questa palla con le sue 108 cuciture, al ragazzino americano, e ditegli di lanciarla. Il ragazzino la prende con tre dita pollice, indice e medio e la tira così. Non con tutta la mano, solo i ragazzini stranieri appena arrivati in America lanciano una palla con tutte le dita. Gli americani pensano che la loro giovane cultura abbia prodotto tre cose imbattibili: la costituzione, il jazz, e il baseball. "Vedo cose straordinarie nel baseball. È il nostro sport, lo sport americano. Fa uscire la gente di casa, le riempie i polmoni, dà alla gente un nuovo eroismo fisico. Ci solleva dalle nostre nevrosi. Ripara i nostri guai, ed è una benedizione". Questo era Walt Whitman, poeta, americano. Per noi ignoranti, quello di "O capitano, mio capitano", i versi dell'"Attimo fuggente" con Robin Williams.
C'è questo grande romanzo, si chiama "Underworld". Molti dicono che sia il più grande romanzo americano. Lo ha scritto uno che si chiama Don DeLillo, uno bravo. Tutto il primo capitolo è il racconto formidabile e tesissimo della partita tra New York Giants e Brooklyn Dodgers. Un derby. Adesso non ci sono più, nessuna delle due squadre. O meglio. In America succede questa cosa, impensabile a noialtri quaggiù, che le squadre cambiano città. Lo fanno per motivi economici, perché c'è una città dove verrebbero più tifosi allo stadio, dove ci sarebbero maggiori investimenti, cose così. Nel 1957 non c'erano squadre forti in California e ce n'erano troppe a New York, la capitale del baseball. In un anno solo Giants e Dodgers se ne andarono a San Francisco e Los Angeles, nuovi stadi moderni, nuove folle, nuovi soldi, nuova geografia del baseball. A New York restarono gli Yankees, e una nuova seconda squadra, i Mets, arrivò cinque anni dopo: da allora sono i cugini poveri ma hanno vinto un campionato e l'anno scorso sono arrivati a giocare le finali contro i rivali cittadini, perdendo. Le chiamano le Subway Series, le partite della metropolitana, perché per le trasferte dallo stadio di una squadra a quello dell'altra basta una linea della metropolitana.
Comunque, quando le due squadre abbandonarono New York ci fu una mezza insurrezione, soprattutto a Brooklyn dove i Dodgers erano un'istituzione. L'allora proprietario della squadra Walter O'Malley, responsabile del trasloco, divenne uno degli uomini più proverbialmente odiati della storia di New York. Ma nel 1951 le tre squadre erano ancora tutte là, i tre stadi nel giro di pochi chilometri. Gli Yankees avevano vinto la loro lega e Dodgers e Giants dovevano giocarsi l'altro posto per le finali. Una questione cittadina. E la partita finale di quello spareggio bloccò la città. Jackie Robinson, il primo nero ad aver giocato nella Major League fece entrare un punto. Poi i Giants pareggiarono, ma i Dodgers arrivarono a condurre quattro uno all'ultimo inning.
un'apoteosi, che non lo vedi spesso per niente.
Quindi se all'ultimo inning stai di sotto 4 a 1, sei nei guai. E i Giants erano nei guai neri, la partita data per finita quando Bobby Thomson va a battere. Ma il baseball è lo sport in cui non è mai finita, in cui chiunque ha sempre un'occasione, come in America. "Non è un bel lancio da battere, alto e interno, ma Thomson ruota su se stesso e colpisce la palla con un colpo fortissimo dall'alto in basso e tutti, trutti, stanno a guardare". Questo è DeLillo che racconta. Quel giorno, quel momento restò leggendario per i newyorkesi. Thomson fece un Grand Slam per il rotto della cuffia e i Giants ribaltarono il risultato nel modo più spettacolare. "Tutti si ricordano dov'erano quando Bobby Thomson fece quel fuoricampo".
Una cosa simile è capitata di nuovo il mese scorso, nella quarta partita delle finali tra gli Yankees e gli Arizona Diamondbacks. Sotto per tre a uno, davanti ai 56 mila dello Yankee Stadium, la squadra di casa ha infilato due fuoricampo al nono inning e al secondo supplementare e ha ribaltato una partita decisiva. È venuto giù lo stadio, e la città. Si fa per dire, che lo Yankee Stadium non farà la fine dei suoi storici predecessori cittadini, demoliti cinquant'anni fa. È un mito sportivo, si trova nel Bronx proprio di là dell'Hudson e venne costruito nel 1923 per un semplice motivo, che cominciava con "Babe" e finiva con "Ruth". Il più grande giocatore della storia del baseball, che portò alla partita talmente tanta gente da convincere i proprietari della squadra a edificare uno stadio nuovo.
Di recente un giornalista del Chicago Tribune ha stilato una lista delle cose che hanno reso grande la cultura americana, a proposito di scontro di civiltà eccetera. Una trentina di momenti storici, capolavori, successi, eventi, opere. Tra questi, due riguardano il baseball. Uno è il discorso d'addio di Lou Gehrig, il più grande prima base della storia, anche lui uno Yankee, soprannominato "cavallo d'acciaio" perché gioco una serie interminabile di partite consecutive senza venir fermato mai da niente, né un acciacco, né una stanchezza, per 14 anni filati. Lo fermò la sclerosi laterale amiotrofica, malattia da allora nota come morbo di Gehrig, che lo uccise a 38 anni. Lasciò il baseball con una cerimonia commovente allo Yankee Stadium: "Sapete che sto avendo un brutto periodo. Ma lasciate che vi dica che con questi compagni, questi fans, e questa famiglia, io mi ritengo l'uomo più fortunato del mondo".
L'altra citazione è per il fuoricampo di Robert Redford che conclude "Il migliore", uno dei due miglior film di baseball. L'altro "L'idolo delle folle" racconta la storia di Gehrig, interpretato da Gary Cooper. Il discorso d'apertura di un altro film, più debole, che si chiama "Bull Durham" è invece questo: "Io credo nella religione del baseball. Ho provato tutte le fedi maggiori e molte delle minori. Ho creduto in Buddah, Allah, Brama, Visnù, Shiva, negli alberi, nei funghi e in Isadora Duncan. Le ho provate tutte, davvero, e la sola fede che davvero nutre l'anima, giorno dopo giorno, è quella nel baseball".
Quest'anno il campionato è finito a novembre invece che a ottobre, per la prima volta nella storia. Tutto per colpa di bin Laden. Nei giorni dopo la strage di New York il campionato si fermò e il calendario slittò di una settimana. Così Derek Jeter, che è stato il primo uomo a battere un fuoricampo a novembre, quattro minuti dopo la mezzanotte del primo del mese, è stato ribattezzato mister November (Reggie Jackson, un giocatore che dava il meglio di sé nelle finali era noto come mr. October). La partita era quella in cui il presidente Bush ha voluto sfidare il rischio attentati e andare a lanciare la simbolica palla inaugurale, sotto il pennone su cui sventolava la bandiera lacera a stelle e strisce recuperata tra le macerie delle twin towers. Tempi cambiati, nel 1969 allo Shea Stadium dei Mets si era deciso di tenere la bandiera a mezz'asta, tanto era diffusa la contestazione alla guerra in Vietnam. All'ultimo momento fu issata al suo posto per la protesta di un gruppo di veterani feriti in guerra, ma al reverendo Billy Graham fu sottratto il previsto lancio inaugurale per il suo sostegno dichiarato al presidente Nixon.
Così è andata la storia degli Stati Uniti, passata tutta per i campi da baseball, i "diamanti". Questo è Donald Hall, scrittore: "Sapete quando volate in aereo da una costa all'altra, e guardate giù e vedete tutti quei piccoli diamanti dappertutto? Beh, ogni volta che ne vedo uno, il mio cuore è là. E so che laggiù non riesco a vedere le case e quasi nemmeno le strade qualcuno sta giocando al gioco che tutti noi amiamo".
108. Le 108 cuciture, e le statistiche infinite e i record, e i cappellini, e le figurine, e gli eroi: l'epica e la mistica del baseball sono sopravvissute all'attacco di basket e football, sport più televisivi, più fisici, più moderni. È una fede, appunto. "La gente mi chiede cosa faccio d'inverno, quando il campionato è fermo", disse una volta, ottant'anni fa, Rogers Horsnby dei Saint Louis Cardinals. "Beh, ve lo dico, cosa faccio: guardo fuori dalla finestra e aspetto la primavera".
secondo me é cosi......e nn c é football che tenga............
Curiosando tre le STATS di Roger Clemens ho notato che nellla sua gloriosa carriera ha disputato ben 691 partite
delle quali 690 come starting pitcher!
Cioè solo una volta e ribadisco solo una ha lanciato partendo dal bullpenn e non come partente!
Qualcuno sa dirmi quando e con che squadra si è verificato questo fatto??
Tigers 2007 wrote:
secondo me é cosi......e nn c é football che tenga............
Leggi i messaggi che ti abbiano scritto. Inoltre, quando si posta un lavoro altrui, è sempre buona cosa citare le fonti, visto che quell'articolo non lo hai scritto tu.
Last edited by koufax75 on 13/01/2007, 23:02, edited 1 time in total.
Max Giordan: adesso che ci penso: ma una foto normale tuo fratello ce l'ha? o sulla patente ha la foto sul cesso? Dazed: Guarda che è Koufax!
Tisiano wrote:
Curiosando tre le STATS di Roger Clemens ho notato che nellla sua gloriosa carriera ha disputato ben 691 partite
delle quali 690 come starting pitcher!
Cioè solo una volta e ribadisco solo una ha lanciato partendo dal bullpenn e non come partente!
Il 18 luglio 1984 (anno del debutto, Clemens non era partito benissimo) lanciò dal bullpen all'Oakland-Alameda County Coliseum in Oakland-Boston 7-2. Oil Can Boyd fu il partente, ma lanciò malissimo e Clemens fu il terzo rilievo della partita, lanciando il quinto ed il sesto senza concedere punti (ma concesse due doppi). In ogni caso lanciò tutto il resto dell'anno da partente.
Da lì in poi, non ha più lanciato da rilievo in regular season, ma ha lanciato da rilievo nelle NLDS del 2005 contro Atlanta. Entrò da PH (!!!) essendo finiti tutti i panchinari, per Wheeler e lanciò 3 IP concedendo una sola valida ottenendo la W. Garner disse che se la partita fosse andata avanti (terminò con un walkoff HR di Burke) sarebbe andato sul monte l'esterno Jason Lane (erano finiti tutti i rilievi, per questo entrò Clemens) in attesa che arrivasse allo stadio Pettitte, che stava guardando la partita da casa e che era stato convocato telefonicamente...
Tigers: questo è il topic delle FAQ. Si fanno domande, e non si va offtopic con considerazioni varie. Non cancellerò il tuo post perchè è un articolo che alcuni potrebbero trovare interessante, ma per cortesia, se devi parlare con semplicità, usa i topic normali. Inoltre, come ha detto koufax, se si cita un lavoro si deve spiegare di chi sia, e (ove possibile) mettere un link. Grazie.
Il 18 luglio 1984 (anno del debutto, Clemens non era partito benissimo) lanciò dal bullpen all'Oakland-Alameda County Coliseum in Oakland-Boston 7-2. Oil Can Boyd fu il partente, ma lanciò malissimo e Clemens fu il terzo rilievo della partita, lanciando il quinto ed il sesto senza concedere punti (ma concesse due doppi). In ogni caso lanciò tutto il resto dell'anno da partente.
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Grazie Renè come al solito sei stato puntualissimo! Ti faccio allora un'altra domanda sempre a proposito di Clemens...
Come,quando e perchè gli è stato affibbiato il nick di THE ROCKET? Grazie
P.S.: Invece voglio chiedere a Tigers visto il suo nick se è tifoso di Detroit come penso...
Se si avremmo finalmente nel forum un tifoso dei Tigers che potrebbe magari ogni tanto postare nell'asfittico
topic dei Detroit visto che l'anno scorso ci si scriveva poco niente nonostante la straordinaria annata e l'approdo alle WS...