Italia quinta con rimpianto
Gli azzurri chiudono in bellezza il Mondiale: travolta la Francia (3-0) con una prova impeccabile che alimenta l'amarezza. Ora bisogna pianificare per il futuro: intanto Papi lascia
TOKYO (Giappone), 3 dicembre 2006 - L’Italia conferma il quinto posto che aveva conquistato 4 anni fa in Argentina e aumenta i rimpianti per quanto non è riuscita a fare soprattutto nella gara d’esordio con la Bulgaria e non tanto nel match-spareggio con il Brasile, qualche giorno fa. Se in quella prima partita gli azzurri avessero giocato con l’intensità mostrata nell’ultimo match con la Francia, probabilmente a quest’ora l’Italia potrebbe “festeggiare” il ritorno fra le prime 4 del mondo o anche forse qualcosa di più.
Nell’ultima gara con i francesi, nella prima delle finaline di consolazione, l’Italia di Gian Paolo Montali ha ottenuto una delle più nette vittorie su Pujol e soci degli ultimi anni (3-0 con parziali 25-19 25-17 e 30-28). D’accordo che il sestetto schierato da Philippe Blain non aveva più le motivazioni mostrate mercoledì a Hiroshima, ma di certo si è trovato di fronte un’altra Italia. Aggressiva in battuta, molto attenta a muro, trascinata da un Cisolla particolarmente ispirato (sia in battuta che in attacco) l’Italia ha messo alle corde la Francia fin ai primi scambi. Se si pensa che i transalpini avevano sconfitto, prima di questo match, l’Italia 4 volte su 5, quella che si è ammirata al Metropolitan è stata davvero un’altra partita rispetto alle precedenti.
Ben presto il tecnico transalpino ha dovuto mettere mano alla squadra per cercare di cambiare il corso del match. Fuori Granvorka prima, fuori Antiga subito dopo, gli azzurri non hanno fatto fatica a spingere l’acceleratore che li portava verso il quinto posto, stroncando sul nascere qualsiasi tipo di velleità francese. Solo nel terzo set, dopo qualche altro cambio, la Francia è tornata a giocare da par suo. Con un gioco attento in difesa ha ripreso a mettere sotto pressione gli azzurri come già molte altre volte in passato. Si è trattato di un fuoco di paglia, perché l’Italia vista al Metropolitan, per l’ultima gara di questo Mondiale, non aveva nessuna intenzione di cedere qualcosa agli avversari.
Adesso si torna a casa, si torna al campionato, in attesa di capire che accadrà di questa squadra e quali saranno le strategie per pianificare un futuro differente. Un futuro in cui si potrà anche perdere qualche partita (o un torneo), ma in cui sia impossibile commettere gli errori di gestione e di valutazione compiuti questa estate.
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il futuro per me è molto nero,bisogna lavorare sui giovani che abbiamo,probabilmente per un po non vedremo la nostra nazionale sui podi piu' importanti,in attesa di un ricambio dignitoso.
Papi lascia la nostra nazionale:applausi ad un grandissimo
