Re: Idoli
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padovan_oiler
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Idoli
A me sembra un gran bel topic, a dispetto di chi non è d'accordo
Credo che in un topic simile non possa non trovare posto il mito raffigurato sul mio avatar. Reso celebre in maniera imperitura nella memoria collettiva il suo proverbiale vigore sul ghiaccio - tradottosi in 3381 PIM che gli valgono il 4° posto nella storia della NHL e nella tristemente famosa bastonata alla tempia di Brashear che pose fine alla sua carriera - di cui a lungo ha beneficiato Gretzky, il nostro amico nei ritagli di tempo ha trovato anche il modo di apparire, come avrete avuto modo di notare in ruoli marginali di alcuni film. Tra questi ricorderei Con Air, in cui è il vicepilota dell'aereo e dopo due fugaci apparizioni e una battuta esce per ristabilire l'ordine a bordo ma viene freddato dal capo dei criminali ribelli, interpretato da John Malkovich, non appena apre la porta della cabina. Attualmente, lontano sia dal ghiaccio che dal set, commenta le gare degli Sharks per un network californiano, e al termine del primo incontro degli stessi Sharks a Detroit ha avuto un diverbio con allenatore e GM dei Red Wings che, dopo averlo sentito affermare che lo spogliatoio delle Ali Rosse sarebbe spaccato a causa degli atteggiamenti di coach Babcock, è stato caldamente invitato dagli interessati ad occuparsi dei propri affari.
Sono sicuro tuttavia che i maggiori esperti della sezione avranno altri e ben più succosi aneddoti su di lui...
Credo che in un topic simile non possa non trovare posto il mito raffigurato sul mio avatar. Reso celebre in maniera imperitura nella memoria collettiva il suo proverbiale vigore sul ghiaccio - tradottosi in 3381 PIM che gli valgono il 4° posto nella storia della NHL e nella tristemente famosa bastonata alla tempia di Brashear che pose fine alla sua carriera - di cui a lungo ha beneficiato Gretzky, il nostro amico nei ritagli di tempo ha trovato anche il modo di apparire, come avrete avuto modo di notare in ruoli marginali di alcuni film. Tra questi ricorderei Con Air, in cui è il vicepilota dell'aereo e dopo due fugaci apparizioni e una battuta esce per ristabilire l'ordine a bordo ma viene freddato dal capo dei criminali ribelli, interpretato da John Malkovich, non appena apre la porta della cabina. Attualmente, lontano sia dal ghiaccio che dal set, commenta le gare degli Sharks per un network californiano, e al termine del primo incontro degli stessi Sharks a Detroit ha avuto un diverbio con allenatore e GM dei Red Wings che, dopo averlo sentito affermare che lo spogliatoio delle Ali Rosse sarebbe spaccato a causa degli atteggiamenti di coach Babcock, è stato caldamente invitato dagli interessati ad occuparsi dei propri affari.
Sono sicuro tuttavia che i maggiori esperti della sezione avranno altri e ben più succosi aneddoti su di lui...

Vien qua moro, desso ndemo bevasse calcossa, un spris, e te me conti. Cossa xe? Cossa voria dire "Io non bevo quello schifo"? Ma come parlito ciò?
- ilya
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Idoli
Avrebbe meritato una parte più lunga!! O almeno gli avrei fatto mettere ko un paio di criminali con una carica alla parete dell'aereo...Tra questi ricorderei Con Air, in cui è il vicepilota dell'aereo e dopo due fugaci apparizioni e una battuta esce per ristabilire l'ordine a bordo ma viene freddato dal capo dei criminali ribelli, interpretato da John Malkovich, non appena apre la porta della cabina.
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JR farà sicuramente di meglio!!
- matteos79
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Idoli
probabilmente la recitazione non era delle più belle...Avrebbe meritato una parte più lunga!! O almeno gli avrei fatto mettere ko un paio di criminali con una carica alla parete dell'aereo...
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Io continuo a essere a favore di questo topic.
E chi non è interessato, che non lo legga!
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Svizzero86
Idoli
Guarda, che chi diceva di chiuderlo, scherzava... o forse era contro il topic, a causa di una giustificatissima avversione verso il Russo, che lo ha aperto.... :paper:Io continuo a essere a favore di questo topic.
E chi non è interessato, che non lo legga!![]()
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Last edited by Svizzero86 on 04/11/2006, 14:15, edited 1 time in total.
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Svizzero86
Idoli
Bisogna dire il giocatore che ha fatto progredire la discussione e ha più appasionato in questo topic è stato Claude Lemieux. Poi sono stati tirati in ballo Fleury e McSorley. Questa cosa cosa è abbastanza indicativa della categoria di giocatori che ha suscitato attenzione, cioè: "chissenefrega delle beghe coniugali di Brodeur, a noi interessano i picchiatori."
- jovocop
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Idoli
Bisogna dire il giocatore che ha fatto progredire la discussione e ha più appasionato in questo topic è stato Claude Lemieux. Poi sono stati tirati in ballo Fleury e McSorley. Questa cosa cosa è abbastanza indicativa della categoria di giocatori che ha suscitato attenzione, cioè: "chissenefrega delle beghe coniugali di Brodeur, a noi interessano i picchiatori."
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Chiamalo solo menatore Fleury.. Stanley Cup, medaglia d'oro olimpica e piu' di 1000 punti nella NHL !! hehe .. senza contare il prestigiosissimo British League MVP !! :figo:
Last edited by jovocop on 05/11/2006, 2:48, edited 1 time in total.
Half the game is mental. The other half is being mental.


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therussianrocket
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Idoli
si vabbè ti credo, al di là della notizia di Brodeur non credo interessi entrare nel dettaglio per quel che riguarda le posizioni del kamasutra che provava con la sorella della moglie :paper:Bisogna dire il giocatore che ha fatto progredire la discussione e ha più appasionato in questo topic è stato Claude Lemieux. Poi sono stati tirati in ballo Fleury e McSorley. Questa cosa cosa è abbastanza indicativa della categoria di giocatori che ha suscitato attenzione, cioè: "chissenefrega delle beghe coniugali di Brodeur, a noi interessano i picchiatori."
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"What's so special about Crosby? I don't see anything special there. Yes, he does skate well, has a good head, good pass. But there's nothing else." (Alexander Semin)
"He could stop a bee in a fog" (Blues' broadcasters on Pekka Rinne)
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Idoli
L'immagine di Brodeur in perizoma leopardato non stimola le mie curiosita' sessuali per dirla tutta! :figo:si vabbè ti credo, al di là della notizia di Brodeur non credo interessi entrare nel dettaglio per quel che riguarda le posizioni del kamasutra che provava con la sorella della moglie :paper:
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therussianrocket
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Idoli
ecco appunto :paper:L'immagine di Brodeur in perizoma leopardato non stimola le mie curiosita' sessuali per dirla tutta! :figo:
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Svizzero86
Idoli
Sì, lo so che era fortissimo, era anche uno dei miei giocatori preferiti all'epoca (ricordo una bellissima azione personale durante la finale dei giochi di Salt Lake), ma questo non leva nulla al fatto che fosse un menatore (Lui qui c'era.).Chiamalo solo menatore Fleury.. Stanley Cup, medaglia d'oro olimpica e piu' di 1000 punti nella NHL !! hehe .. senza contare il prestigiosissimo British League MVP !! :figo:
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In Inghilterra (o Irlanda) naturalmente non si è fatto vedere solo per la sua abilità di giocatore: 270 minuti di penalità in 34 partite, per una media di quasi 8 minuti a partita (7,94).
Last edited by Svizzero86 on 05/11/2006, 13:26, edited 1 time in total.
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Idoli
Hockey. La partita del sabato sera, la gente non puo’ farne a meno. Devono pur passarsi il tempo in qualche modo (cit). Ron Hainsey era seduto in panchina quando vide apparire le salsiccie. Tre enormi salsiccioni erano scesi sul ghiaccio pattinando, evidentemente per far promozione allo sponsor di turno, durante un piccolo break di gioco. Il problema era che nessuno aveva avvisato i giocatori in campo. Dopo alcuni secondi di ammutolimento generale delle panchine, la faccia di Ron Wilson, coach degli Hamilton Bulldogs, aveva l’espressione “Ma che cazzo succede qui?”, ricorda Hainsey con una risata. La risposta? Vita nelle Minor Leagues. L’hockey non è solo il mondo NHL, dove ci sono soldi,franchigie, campioni. Nelle leghe minori il pacchetto comprende viaggi in bus di dieci ore, tre partite in tre notti, ristoranti e alberghi bettole, co l’allegra compagnia di qualche topo qua e la’.
Chad Wiseman, un paio di stagioni passate in AHL, nel farm team dei Rangers, ha visto coach bere una birra via l’altra, e avere cibo nelle tasche, a causa dei pessimi servizi nelle partite delle leghe minori. Kevin Bieska, difensore nel farm dei Canucks, si trovo’ coinvolto in una “royal rumble”, quando un combattimento esplose lungo i corridoi del palazzetto, dopo il riscaldamento. Magazzinieri e aiutanti vari dovettero dar fondo a tutte le risorse per sostituire e aggiustare bastoni spezzati e pattini distrutti. Per Mark Jooris, ex militante nei Cape Breton in AHL, era consuetudine vedere molti suoi compagni sbronzi agli allenamenti. Una volta una partita fu ritardata per parecchio tempo, perché una squadra aveva solo quattro giocatori in grado di giocare. Ogni giocatore che ha passato tempo nelle minor ha una storia da raccontare, e piu’ si scende nelle leghe meglio è. Una volta in una partita di UHL, a Port Huron, nel Michigan, la macchina del ghiaccio, la Zamboni, si schianto’ vicino a una delle panchine, facendo ritardare la partita di oltre mezzora, la mascotte collasso’ sul ghiaccio e dovette essere aiutata ad uscire, un giocatore venne coinvolto in quattro combattimenti, mentre un altro ricevette uno slap shot nei denti, lasciandone la maggior parte sul ghiaccio. Tutto in unica seduta. Non male.
Pete Richards fu un portiere di minor per sei stagioni, giocando nella maggior parte delle leghe. In una sola stagione gioco’ per sei squadre in tre leghe. In una di queste l’unico campo di allenamento era una pista di pattinaggio in un centro commerciale, con pareti di vetro e niente balaustra. Usare il puck era fuori questione, e si dovette rimediare con piccole palline fatte col nastro. In un’altra Richards ricorda che i giocatori spendevano la propria diaria in McDonalds Filet-O-Fish ogni giorno. La migliore quella in cui gli angoli del campo non si ghiacciavano, e poco prima dell’inizio partita con un piccolo camion venivano buttati in quei punti migliaia di cubetti di ghiaccio.
Le minor sonola vera essenza dell’hockey. John Gofton, forse meglio conosciuto come Nick Brophy, l’attaccante ubriaco nel film Slap Shot (Colpo Secco) che se la fa sotto quando viene caricato alla balaustra, a meta’ anni 70 era vicino alla pensione quando firmo’ con Johnstown. Tra i giocatori in squadra vi erano Steve Carlson (che interpreto’ Steve hanson nel film), Jeff Carlson (Jeff Hanson), Dave Hanson (Jack Hanson), Guido Tenesi (Billy Charlesbois) e Ned Down (Ogie Ogilthorpe). Gofton non sapeva che si stava unendo al gruppo che avrebbe ispirato il film di culto per eccellenza per qualsiasi appassionato di hockey. Il film è un po esagerato forse, ma le storie che ci sono si avvicinano molto alla realta’. “Un giocatore una volta disse che usciva un momento per prendere un panino, e quando torno’ la partita era finita”.
Credo che tra gli idoli questi pazzi e dannati giocatori da minor league non possano mancare.
PS. Nomi e storie tratte da Sporting Hockey News 2005-06.
Chad Wiseman, un paio di stagioni passate in AHL, nel farm team dei Rangers, ha visto coach bere una birra via l’altra, e avere cibo nelle tasche, a causa dei pessimi servizi nelle partite delle leghe minori. Kevin Bieska, difensore nel farm dei Canucks, si trovo’ coinvolto in una “royal rumble”, quando un combattimento esplose lungo i corridoi del palazzetto, dopo il riscaldamento. Magazzinieri e aiutanti vari dovettero dar fondo a tutte le risorse per sostituire e aggiustare bastoni spezzati e pattini distrutti. Per Mark Jooris, ex militante nei Cape Breton in AHL, era consuetudine vedere molti suoi compagni sbronzi agli allenamenti. Una volta una partita fu ritardata per parecchio tempo, perché una squadra aveva solo quattro giocatori in grado di giocare. Ogni giocatore che ha passato tempo nelle minor ha una storia da raccontare, e piu’ si scende nelle leghe meglio è. Una volta in una partita di UHL, a Port Huron, nel Michigan, la macchina del ghiaccio, la Zamboni, si schianto’ vicino a una delle panchine, facendo ritardare la partita di oltre mezzora, la mascotte collasso’ sul ghiaccio e dovette essere aiutata ad uscire, un giocatore venne coinvolto in quattro combattimenti, mentre un altro ricevette uno slap shot nei denti, lasciandone la maggior parte sul ghiaccio. Tutto in unica seduta. Non male.
Pete Richards fu un portiere di minor per sei stagioni, giocando nella maggior parte delle leghe. In una sola stagione gioco’ per sei squadre in tre leghe. In una di queste l’unico campo di allenamento era una pista di pattinaggio in un centro commerciale, con pareti di vetro e niente balaustra. Usare il puck era fuori questione, e si dovette rimediare con piccole palline fatte col nastro. In un’altra Richards ricorda che i giocatori spendevano la propria diaria in McDonalds Filet-O-Fish ogni giorno. La migliore quella in cui gli angoli del campo non si ghiacciavano, e poco prima dell’inizio partita con un piccolo camion venivano buttati in quei punti migliaia di cubetti di ghiaccio.
Le minor sonola vera essenza dell’hockey. John Gofton, forse meglio conosciuto come Nick Brophy, l’attaccante ubriaco nel film Slap Shot (Colpo Secco) che se la fa sotto quando viene caricato alla balaustra, a meta’ anni 70 era vicino alla pensione quando firmo’ con Johnstown. Tra i giocatori in squadra vi erano Steve Carlson (che interpreto’ Steve hanson nel film), Jeff Carlson (Jeff Hanson), Dave Hanson (Jack Hanson), Guido Tenesi (Billy Charlesbois) e Ned Down (Ogie Ogilthorpe). Gofton non sapeva che si stava unendo al gruppo che avrebbe ispirato il film di culto per eccellenza per qualsiasi appassionato di hockey. Il film è un po esagerato forse, ma le storie che ci sono si avvicinano molto alla realta’. “Un giocatore una volta disse che usciva un momento per prendere un panino, e quando torno’ la partita era finita”.
Credo che tra gli idoli questi pazzi e dannati giocatori da minor league non possano mancare.
PS. Nomi e storie tratte da Sporting Hockey News 2005-06.
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Idoli
Gli aneddoti sulle minor di hockey sono inarrivabili! :pollicesu:Hockey. La partita del sabato sera, la gente non puo’ farne a meno. Devono pur passarsi il tempo in qualche modo (cit). Ron Hainsey era seduto in panchina quando vide apparire le salsiccie. Tre enormi salsiccioni erano scesi sul ghiaccio pattinando, evidentemente per far promozione allo sponsor di turno, durante un piccolo break di gioco. Il problema era che nessuno aveva avvisato i giocatori in campo. Dopo alcuni secondi di ammutolimento generale delle panchine, la faccia di Ron Wilson, coach degli Hamilton Bulldogs, aveva l’espressione “Ma che cazzo succede qui?”, ricorda Hainsey con una risata. La risposta? Vita nelle Minor Leagues. L’hockey non è solo il mondo NHL, dove ci sono soldi,franchigie, campioni. Nelle leghe minori il pacchetto comprende viaggi in bus di dieci ore, tre partite in tre notti, ristoranti e alberghi bettole, co l’allegra compagnia di qualche topo qua e la’.
Chad Wiseman, un paio di stagioni passate in AHL, nel farm team dei Rangers, ha visto coach bere una birra via l’altra, e avere cibo nelle tasche, a causa dei pessimi servizi nelle partite delle leghe minori. Kevin Bieska, difensore nel farm dei Canucks, si trovo’ coinvolto in una “royal rumble”, quando un combattimento esplose lungo i corridoi del palazzetto, dopo il riscaldamento. Magazzinieri e aiutanti vari dovettero dar fondo a tutte le risorse per sostituire e aggiustare bastoni spezzati e pattini distrutti. Per Mark Jooris, ex militante nei Cape Breton in AHL, era consuetudine vedere molti suoi compagni sbronzi agli allenamenti. Una volta una partita fu ritardata per parecchio tempo, perché una squadra aveva solo quattro giocatori in grado di giocare. Ogni giocatore che ha passato tempo nelle minor ha una storia da raccontare, e piu’ si scende nelle leghe meglio è. Una volta in una partita di UHL, a Port Huron, nel Michigan, la macchina del ghiaccio, la Zamboni, si schianto’ vicino a una delle panchine, facendo ritardare la partita di oltre mezzora, la mascotte collasso’ sul ghiaccio e dovette essere aiutata ad uscire, un giocatore venne coinvolto in quattro combattimenti, mentre un altro ricevette uno slap shot nei denti, lasciandone la maggior parte sul ghiaccio. Tutto in unica seduta. Non male.
Pete Richards fu un portiere di minor per sei stagioni, giocando nella maggior parte delle leghe. In una sola stagione gioco’ per sei squadre in tre leghe. In una di queste l’unico campo di allenamento era una pista di pattinaggio in un centro commerciale, con pareti di vetro e niente balaustra. Usare il puck era fuori questione, e si dovette rimediare con piccole palline fatte col nastro. In un’altra Richards ricorda che i giocatori spendevano la propria diaria in McDonalds Filet-O-Fish ogni giorno. La migliore quella in cui gli angoli del campo non si ghiacciavano, e poco prima dell’inizio partita con un piccolo camion venivano buttati in quei punti migliaia di cubetti di ghiaccio.
Le minor sonola vera essenza dell’hockey. John Gofton, forse meglio conosciuto come Nick Brophy, l’attaccante ubriaco nel film Slap Shot (Colpo Secco) che se la fa sotto quando viene caricato alla balaustra, a meta’ anni 70 era vicino alla pensione quando firmo’ con Johnstown. Tra i giocatori in squadra vi erano Steve Carlson (che interpreto’ Steve hanson nel film), Jeff Carlson (Jeff Hanson), Dave Hanson (Jack Hanson), Guido Tenesi (Billy Charlesbois) e Ned Down (Ogie Ogilthorpe). Gofton non sapeva che si stava unendo al gruppo che avrebbe ispirato il film di culto per eccellenza per qualsiasi appassionato di hockey. Il film è un po esagerato forse, ma le storie che ci sono si avvicinano molto alla realta’. “Un giocatore una volta disse che usciva un momento per prendere un panino, e quando torno’ la partita era finita”.
Credo che tra gli idoli questi pazzi e dannati giocatori da minor league non possano mancare.![]()
PS. Nomi e storie tratte da Sporting Hockey News 2005-06.
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No Juve and no 49ers make Nik go crazy!




- jovocop
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Idoli
Per alcuni l'immenso, il numero 33 per eccellenza, migliore di Grant Fuhr e Ken Dryden messi insieme. Per praticamente chiunque non tifi Colorado e per piu' della meta' dei tifosi dei Canadiens, semplicemente "an asshole with a giant ego".
Patrick Roy(da leggere come il 'Roi' francese, senno' si arrabbia) e' stato eletto a gran voce il miglior portiere di tutti i tempi, ha vinto tutto quello che poteva vincere ed e' stato l'unico in grado di fermare The Great One.
La sua storia pero' non finisce qui, non bastava che fosse semplicemente un fenomeno tra i pali, doveva fartelo pesare questo fatto.
"I can't hear what JR has to say.. i have my Stanley Cup rings stuck in my ears" .. e cosi', oltre ad essere l'unico ad aver fermato Wayne Gretzky, divento' anche l'unico in grado di farti dire parole come "povero Roenick, ha ragione".
La storia piu' oscura e migliore pero' e' quella che lo porto' in Colorado, ad aggiungere altri 2 anelli da mettere nelle sue orecchie per non sentire quello che gli dicevano gli altri.
Dicembre, 1995. Tremblay e' l'allenatore dei Canadiens e Roy e' la superstar di una squadra che viene da una Stanley Cup e un'eliminazione al primo round causa proprio un infortunio di Roy. Arriva la sera della gara tra Canadiens e Red Wings, e alla fine il tabellino dice 11-1 per Detroit, di fianco al nome di Roy si legge 9-26 e mentre parla nel tunnel con il Presidente della squadra il suo labbiale sembra dire "this is my last game here, I'm done."
La parte burocratica della faccenda dice che c'erano dei problemi tra Roy e il suo allenatore, problemi cominciati una decina d'anni prima quando Tremblay criticava Roy quando faceva il commento tecnico alla tv. Critiche che poi si rivolsero al suo scarso inglese quando Tremblay fu nominato coach della squadra. La verita' e' che nessun allenatore con un pizzico di sale in testa lascia il suo portiere, quel tipo di portiere, giocare fino a subire 9 gol su 26 tiri specialmente quando si poteva vedere gia' dai primi gol che la sua testa era altrove.
La punizione era per qualcosa di peggiore che Roy aveva combinato nel pre partita, dopo aver scoperto che a sua moglie piaceva divertirsi con Mathieu Schneider, al tempo suo compagno di squadra.
Fast forward fino al 2002, ultimo anno di gioco.
Le olimpiadi sono a Salt Lake City, e dopo 54 anni il Canada ha la squadra per vincerle alla grande dopo la delusione agli shootout del '98. (Forse parlero' pure di come Crawford non fece tirare Gretzky, anche se in questo topic non so quanto ci stia bene). Il problema e' che Martin Brodeur e' in grandissima forma, e viene annunciato che il titolare del Team Canada sara' lui. Roy risponde come solito suo "I'll rest and win a Stanley Cup instead."
Non e' andata esattamente cosi'. Il Canada ha vinto l'oro battendo in finale gli Stati Uniti, e la stagione degli Avs e' finita proprio a causa di Roy.
Dopo 5 gare della finale di Western Conference agli Avs serve una vittoria in casa per andarsi a giocare la Stanley Cup e fare un sol boccone della cenerentola Carolina. Sembra tutto facile, ma vengono traditi dal migliore proprio nel momento piu' importante. Shanahan segna l'1-0, ma in porta c'e' Roy, quindi ogni sera hai la chance di vincere. Cosi' non e'. Yzerman tira, Roy lo ferma e come al solito mostra il disco al tiratore con la sua classica mossa denominata "Statua della liberta'" proprio per la posizione in cui si metteva il portiere con il braccio del guanto alzato verso il cielo. Il disco pero' scivola dal guanto e Darren McCarty lo raccoglie e segna. Gara 7 e', se possibile, ancora peggio. 7-0 Detroit dice lo score finale e Roy che viene sostituito dopo un'imbarazzante notte che un po' a tutti i non amanti dello strapotere di Colorado piace ricordare come "The Motown Meltdown."
Il resto si sa, Roy vince 4 Stanley Cup, 3 Conn Smythe, 3 Vezina e gioca 11 All-Star Games. Nel 2003 si ritira pensando di passare il resto della sua vita a specchiarsi in tutti i suoi trofei. Non lo fara', andra' invece ad allenare e al giorno d'oggi ha gia' ricominciato a vincere anche dalla panchina aggiudicandosi con i Quebec Remparts la Memorial Cup del 2006, stesso anno in cui viene inserito nella Hall of Fame.
La domanda e' semplice. Per cosa verra' ricordato Roy nel futuro, per le sue prestazioni sul ghiaccio o quelle fuori dal ghiaccio?
Patrick Roy(da leggere come il 'Roi' francese, senno' si arrabbia) e' stato eletto a gran voce il miglior portiere di tutti i tempi, ha vinto tutto quello che poteva vincere ed e' stato l'unico in grado di fermare The Great One.
La sua storia pero' non finisce qui, non bastava che fosse semplicemente un fenomeno tra i pali, doveva fartelo pesare questo fatto.
"I can't hear what JR has to say.. i have my Stanley Cup rings stuck in my ears" .. e cosi', oltre ad essere l'unico ad aver fermato Wayne Gretzky, divento' anche l'unico in grado di farti dire parole come "povero Roenick, ha ragione".
La storia piu' oscura e migliore pero' e' quella che lo porto' in Colorado, ad aggiungere altri 2 anelli da mettere nelle sue orecchie per non sentire quello che gli dicevano gli altri.
Dicembre, 1995. Tremblay e' l'allenatore dei Canadiens e Roy e' la superstar di una squadra che viene da una Stanley Cup e un'eliminazione al primo round causa proprio un infortunio di Roy. Arriva la sera della gara tra Canadiens e Red Wings, e alla fine il tabellino dice 11-1 per Detroit, di fianco al nome di Roy si legge 9-26 e mentre parla nel tunnel con il Presidente della squadra il suo labbiale sembra dire "this is my last game here, I'm done."
La parte burocratica della faccenda dice che c'erano dei problemi tra Roy e il suo allenatore, problemi cominciati una decina d'anni prima quando Tremblay criticava Roy quando faceva il commento tecnico alla tv. Critiche che poi si rivolsero al suo scarso inglese quando Tremblay fu nominato coach della squadra. La verita' e' che nessun allenatore con un pizzico di sale in testa lascia il suo portiere, quel tipo di portiere, giocare fino a subire 9 gol su 26 tiri specialmente quando si poteva vedere gia' dai primi gol che la sua testa era altrove.
La punizione era per qualcosa di peggiore che Roy aveva combinato nel pre partita, dopo aver scoperto che a sua moglie piaceva divertirsi con Mathieu Schneider, al tempo suo compagno di squadra.
Fast forward fino al 2002, ultimo anno di gioco.
Le olimpiadi sono a Salt Lake City, e dopo 54 anni il Canada ha la squadra per vincerle alla grande dopo la delusione agli shootout del '98. (Forse parlero' pure di come Crawford non fece tirare Gretzky, anche se in questo topic non so quanto ci stia bene). Il problema e' che Martin Brodeur e' in grandissima forma, e viene annunciato che il titolare del Team Canada sara' lui. Roy risponde come solito suo "I'll rest and win a Stanley Cup instead."
Non e' andata esattamente cosi'. Il Canada ha vinto l'oro battendo in finale gli Stati Uniti, e la stagione degli Avs e' finita proprio a causa di Roy.
Dopo 5 gare della finale di Western Conference agli Avs serve una vittoria in casa per andarsi a giocare la Stanley Cup e fare un sol boccone della cenerentola Carolina. Sembra tutto facile, ma vengono traditi dal migliore proprio nel momento piu' importante. Shanahan segna l'1-0, ma in porta c'e' Roy, quindi ogni sera hai la chance di vincere. Cosi' non e'. Yzerman tira, Roy lo ferma e come al solito mostra il disco al tiratore con la sua classica mossa denominata "Statua della liberta'" proprio per la posizione in cui si metteva il portiere con il braccio del guanto alzato verso il cielo. Il disco pero' scivola dal guanto e Darren McCarty lo raccoglie e segna. Gara 7 e', se possibile, ancora peggio. 7-0 Detroit dice lo score finale e Roy che viene sostituito dopo un'imbarazzante notte che un po' a tutti i non amanti dello strapotere di Colorado piace ricordare come "The Motown Meltdown."
Il resto si sa, Roy vince 4 Stanley Cup, 3 Conn Smythe, 3 Vezina e gioca 11 All-Star Games. Nel 2003 si ritira pensando di passare il resto della sua vita a specchiarsi in tutti i suoi trofei. Non lo fara', andra' invece ad allenare e al giorno d'oggi ha gia' ricominciato a vincere anche dalla panchina aggiudicandosi con i Quebec Remparts la Memorial Cup del 2006, stesso anno in cui viene inserito nella Hall of Fame.
La domanda e' semplice. Per cosa verra' ricordato Roy nel futuro, per le sue prestazioni sul ghiaccio o quelle fuori dal ghiaccio?
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