un pò atipico come romanzo di eco, se vogliamo definirlo un romanzo...molto "semiotico", e quasi totalmente autobiografico. Temo che questo libro sia il suo ultimo racconto...a me è piaciuto abbastanza, lo volevo rileggere ma purtroppo non lo trovo più.Ho iniziato ieri "La mistariosa fiamma della regina Loana" di Umberto Eco.
L'inizio non è malvagio.. vi farò sapere.
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ANDREA ILB
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Gian Marco
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Totale disaccordo. L'ho trovato il libro più sconcertantemente banae degli ultimi anni ad avere così tanto successo.
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va beh ,credo che sia uan cosa soggettiva. un libro per qualcuno può dir molto come per altri può dir nulla.
per esemmpio: mio papà ama "Narciso e Boccadoro" di Hesse tanto che ne vuol fare il suo "testamento spirituale", ha detto.(
io dopo continue pressioni lo lessi l'anno scorso, e mi disse poco o nulla. magari lo rileggo tra 10 anni e mi illumina....
come dice Andrea conta molto anche lo stato d'animo con cui lo leggi, un libro.
comunque ancora non ho mai letto un libro di Cohelo; spero di rimdediare al più presto...
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Adesso mi sto leggendo "Il Vangelo secondo la Scienza" di Piergiorgio Odifreddi (spero che qualcuno di voi lo conosca). Fantastico, abbastanza impegnativo.
Avevo già letto "Il Matematico Impertinente", sempre suo, e quello è spettacolare, mette in evidenza molti problemi che riguardano la religione. Li consiglio entrambi vivamente a tutti.
Avevo già letto "Il Matematico Impertinente", sempre suo, e quello è spettacolare, mette in evidenza molti problemi che riguardano la religione. Li consiglio entrambi vivamente a tutti.
- davidvanterpool
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Nego. Personalmente lo trovo piuttosto banale (ed uso un eufemismo)
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Non ti sembra di dare dei giudizi un po' troppo categorici? Hai dato del banale sia a Volo che a Coelho ma non hai spiegato perché tu li consideri tali.Totale disaccordo. L'ho trovato il libro più sconcertantemente banae degli ultimi anni ad avere così tanto successo.
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Posso dire di aver letto quasi tutti i libri di Coelho e effettivamente "il guerriero della luce" "sulla sponda del fiume piedra" "il cammino di santiago" "lo zahir" e "l'alchimista" sono un po' ripetitivi... ecco, più che banali, direi ripetitivi. Però per esempio "undici minuti" è un romanzo secondo me bellissimo e coinvolgente, completamente diverso da tutto quello che aveva scritto prima... e comunque secondo me Coelho scrive cose talmente differenti dagli altri scrittori che puoi trovare in libreria, che secondo me va letto anche solo per questo motivo.
Per quanto riguarda Fabio Volo, non siamo d'accordo e da come sei stato categorico, penso che non lo saremo mai. Però vorrei tu argomentassi e mi spiegassi, se hai letto qualcosa di suo, non ti risulterà difficile.
E infine vorrei sapere cosa cerchi tu da un libro... cosa ti appassiona, che genere di storie ti piace leggere, sono davvero curiosa ^_^
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?


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Lilpol
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Fabio Volo è una paranoico rompi coglioni già a sentirlo alla radio non voglio neanche immaginare se leggo il suo libro :gazza:
quando parla di amore,fidanzi e fidanzate sarebbe da pigliare a capocciate in faccia perchè si vede che dice delle cose così tanto per dire perchè è confuso.
quando parla di amore,fidanzi e fidanzate sarebbe da pigliare a capocciate in faccia perchè si vede che dice delle cose così tanto per dire perchè è confuso.
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avevo letto su fantasymagazine.it che l'uscita dovrebbe essere prevista per il 15 novembre, e che a Feast of crows dovrebbe essere diviso in 2/3 libri nell'edizione italiana di cui il primo dovrebbe intitolarsi "Il Sabba dei Corvi"... ad occhio e croce quindi mancherebbero 7/8 libri ancora?????Qui c'è chi aspetta da 2 anni, per cui mettiti comdo. :paper:
Al di là delle battute, quello che deve uscire (a Feast for crows, sarò gentile e non spoilererò), non sarà affatto l'ultimo bensì il 4° della saga, che prevede - ed è ormai decisione definitiva - 7 libri.
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- Spree
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Dunque:Non ti sembra di dare dei giudizi un po' troppo categorici? Hai dato del banale sia a Volo che a Coelho ma non hai spiegato perché tu li consideri tali.
Posso dire di aver letto quasi tutti i libri di Coelho e effettivamente "il guerriero della luce" "sulla sponda del fiume piedra" "il cammino di santiago" "lo zahir" e "l'alchimista" sono un po' ripetitivi... ecco, più che banali, direi ripetitivi. Però per esempio "undici minuti" è un romanzo secondo me bellissimo e coinvolgente, completamente diverso da tutto quello che aveva scritto prima... e comunque secondo me Coelho scrive cose talmente differenti dagli altri scrittori che puoi trovare in libreria, che secondo me va letto anche solo per questo motivo.
Per quanto riguarda Fabio Volo, non siamo d'accordo e da come sei stato categorico, penso che non lo saremo mai. Però vorrei tu argomentassi e mi spiegassi, se hai letto qualcosa di suo, non ti risulterà difficile.
E infine vorrei sapere cosa cerchi tu da un libro... cosa ti appassiona, che genere di storie ti piace leggere, sono davvero curiosa ^_^
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Di Cohelo, ammetto, ho letto solo il "Manuale del guerriero della Luce". Il mio giudizio non può quindi essere comparativo o riferito alla ripetitività. L'ho trovato, davvero, banale. Ci si trova tutta una serie di messaggi parafilosofici e pseudoesistenziali, racimolati or qui or lì nella letteratura o nella filosofia (ma nella parte più pubblicizzata di quest'ultima), che danno messaggi, appunto, banali, ritrovabili altrove anche senza molto sforzo, o che comunque ciascuno può benissimo produrre da sè.
Per quel che riguarda Fabio Volo, il discorso non è difficile: nei suoi libri mostra i sentimenti e le emozioni umane come il mondo contemporaneo vuole che siano, come sono mostrate e quindi nello stesso tempo prodotte, e questo fa sì che molta gente si riconosca (purtroppo) proprio in quel modo di emozionarsi. Per questo non solo io non mi ci riconosco affatto, ma lo trovo anche piuttosto banalotto: tutti pensano, provano sentimenti, si comportano bene o male in modo simile. Manca la percezione della profondità e della varietà dell'animo umano, infinitamente maggiori e più interessanti di come ce li presenta lui. Inoltre in questo modo rende anche un pessimo servizio al mondo, perché come ho scritto prima il fenomeno è dotato di feedback positivo, per cui non solo i libri si basano sulla realtà, ma ancor di più tutto questo pseudoesistenzialismo (nei romanzi, nei film, in televisione) influenza il modo di pensare della gente. Che diventa ogni giorno più banale a sua volta.
Infine ammetto che nutro un certo disprezzo nei confronti di quelli come Volo, che trattano la cultura con superiorità e si vantano di aver preso solo la licenza media. Che siccome sono pieni di soldi e molto richiesti, e migliaia di persone li prendono a modello e osannano il loro modo di scrivere o peggio vivere, credono di poter dimostrare che la cultura non serve a niente e che loro sì, invece, hanno capito come si vive e come va il mondo (e questo lo dico per esperienza, Volo è venuto a parlare al mio liceo 2 anni fa, e ha detto più o meno queste cose)
Per quel che riguarda i miei gusti, dipende. Leggo la letteratura "facile" (Humor inglese, in particolare) o anche i bestsellers commerciali e ovviamente poco profondi (da Ken follet a John Grisham), tutti i romanzi pseudostorici che, anche se spesso ben ambientati, difettano di livello letterario (Manfredi uno dei migliori anche come ricostruzione), perché possono aiutare a passare un paio di pomerigi piovosi o noiosi. Amo, profondamente, il fantasy, ma mi rendo conto che narrativamente e letterariamente spesso (ma non sempre) è piuttosto banale. Se si passa alla letteratura seria, di quella che può cambiare il modo di pensare, che apre orizzonti, o i romanzi storici seri (Yourcenar, Vidal) , oppuretemo di dover finire o sui romanzi dei tempi andati, e spesso considerati noiosi (i russi, in particolare Dostojievskji; Camus; Hugo; la letteratura italiana del secolo passato, cioè i pavese, i moravia, i verga, i pirandello), o sulla saggistica storica (oggettivamente noiosa per chi non se ne occupa per studio)
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
- davidvanterpool
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ho capito. beh, io rientro in quelle persone che danno a fabio volo il feedback positivo. non dubito che ci siano aspetti dell'uomo molto più belli o profondi.. ma mi sono ritrovata nella descrizione dell'esigenza che si ha a volte di andare via (che poi è quella che mi ha spinto a partire), nelle domande che ci facciamo prima di un cambiamento radicale di vita. A me tutto questo non è sembrato banale. e sinceramente non reputo una persona meno intelligente di altre solo perché ha la licenza media. non dico che la cultura non serva, però secondo me se una persona è incompetente nella vita può anche essere acculturata quanto vuoi e avere 3 lauree... rimane incompetente.Dunque:
Per quel che riguarda Fabio Volo, il discorso non è difficile: nei suoi libri mostra i sentimenti e le emozioni umane come il mondo contemporaneo vuole che siano, come sono mostrate e quindi nello stesso tempo prodotte, e questo fa sì che molta gente si riconosca (purtroppo) proprio in quel modo di emozionarsi. Per questo non solo io non mi ci riconosco affatto, ma lo trovo anche piuttosto banalotto: tutti pensano, provano sentimenti, si comportano bene o male in modo simile. Manca la percezione della profondità e della varietà dell'animo umano, infinitamente maggiori e più interessanti di come ce li presenta lui. Inoltre in questo modo rende anche un pessimo servizio al mondo, perché come ho scritto prima il fenomeno è dotato di feedback positivo, per cui non solo i libri si basano sulla realtà, ma ancor di più tutto questo pseudoesistenzialismo (nei romanzi, nei film, in televisione) influenza il modo di pensare della gente. Che diventa ogni giorno più banale a sua volta.
Infine ammetto che nutro un certo disprezzo nei confronti di quelli come Volo, che trattano la cultura con superiorità e si vantano di aver preso solo la licenza media. Che siccome sono pieni di soldi e molto richiesti, e migliaia di persone li prendono a modello e osannano il loro modo di scrivere o peggio vivere, credono di poter dimostrare che la cultura non serve a niente e che loro sì, invece, hanno capito come si vive e come va il mondo (e questo lo dico per esperienza, Volo è venuto a parlare al mio liceo 2 anni fa, e ha detto più o meno queste cose)
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Per quanto riguarda i classici.. beh, non so cosa intendi per cambiare il modo di pensare, ma non ho cambiato il mio modo di pensare dopo aver letto i miserabili. Mi è piaciuto da morire, ma sono sempre io.
Last edited by davidvanterpool on 06/10/2006, 14:28, edited 1 time in total.
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Dino N
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onestamente sono perlopiù daccordo con Spree. Ovviamente non per i gustiletterari che per molti aspetti sono simili. Ma quanto semmai per le opinioni relative a coelho e Volo.
Il primo trovo rischi spesso la banalità. Ho letto 3/4 suoi libri. Di questi solo uno mi ha realmente incuriosito. "Il diavolo e la signorina Prym"... o qualcosa del genere. Storia originale e che lascia secondo me molti spunti di riflessione. Il primo suo che lessi questo. Da li passai ad altri tra cui "il manuale del guerriero della luce" o qualcosa del genere. Devo essere onesto. Per i medesimi motivi succitati da Spree, trovo che sia piuttosto banalotto. Tra l'altro ironicamente scrive in aforismi i contenuti del vangelo e di molti altri testi sacri, arrivando addirittura a passi filosofici di dubbi gusto. Parere mio si intende.
Detto questo poi, tendo sempre a diffidare chi si autodefinisce "maestro di vita". trovo che ci sia una nota stonata in un'affermazione di questo tipo, che coelho usa spesso come motto.
Per volo sottoscrivo ciò che spree ha detto.
Il genere "guarda come ti narro la vita di ogni giorno" trovo ultimamente sia parecchio abusato. Spesso in un modo banale.
Personalmente trovo che con molta leggerezza, sia assolutamente più abile nella descrizione di situazioni e di sensazioni la Yoshimoto. Ovviamente livello letterario differente ed enormemente superiore, ma credo che difficilmente, anche nell'esprimere l'emozione piu banale, lei risulti scontata.
In fondo in questo ambito c'è una sequela di scrittori giapponesi senza fine, anche contemporanei e nel recente passato, che fanno scuola senza mezzi termini, passando dal mai troppo compinato Mishima (di cui consiglio "musica"), arrivando addirittura a Tanizaki (vabbeh primi 900) che seppur affrontando temi spesso erotici, narra il tutto con una naturalezza affascinante.
I primi due nomi che mi vengono in mente.
tornando al discorso volo. spree ha ragione. Troppo spesso scherza sul concetto di cultura. E molte volte trovo sia un modo di fare decisamente diseducativo. Un conto è leggere Volo per passare un pomeriggio (gusti personali), un conto è prenderlo come esempio.
Il primo trovo rischi spesso la banalità. Ho letto 3/4 suoi libri. Di questi solo uno mi ha realmente incuriosito. "Il diavolo e la signorina Prym"... o qualcosa del genere. Storia originale e che lascia secondo me molti spunti di riflessione. Il primo suo che lessi questo. Da li passai ad altri tra cui "il manuale del guerriero della luce" o qualcosa del genere. Devo essere onesto. Per i medesimi motivi succitati da Spree, trovo che sia piuttosto banalotto. Tra l'altro ironicamente scrive in aforismi i contenuti del vangelo e di molti altri testi sacri, arrivando addirittura a passi filosofici di dubbi gusto. Parere mio si intende.
Detto questo poi, tendo sempre a diffidare chi si autodefinisce "maestro di vita". trovo che ci sia una nota stonata in un'affermazione di questo tipo, che coelho usa spesso come motto.
Per volo sottoscrivo ciò che spree ha detto.
Il genere "guarda come ti narro la vita di ogni giorno" trovo ultimamente sia parecchio abusato. Spesso in un modo banale.
Personalmente trovo che con molta leggerezza, sia assolutamente più abile nella descrizione di situazioni e di sensazioni la Yoshimoto. Ovviamente livello letterario differente ed enormemente superiore, ma credo che difficilmente, anche nell'esprimere l'emozione piu banale, lei risulti scontata.
In fondo in questo ambito c'è una sequela di scrittori giapponesi senza fine, anche contemporanei e nel recente passato, che fanno scuola senza mezzi termini, passando dal mai troppo compinato Mishima (di cui consiglio "musica"), arrivando addirittura a Tanizaki (vabbeh primi 900) che seppur affrontando temi spesso erotici, narra il tutto con una naturalezza affascinante.
I primi due nomi che mi vengono in mente.
tornando al discorso volo. spree ha ragione. Troppo spesso scherza sul concetto di cultura. E molte volte trovo sia un modo di fare decisamente diseducativo. Un conto è leggere Volo per passare un pomeriggio (gusti personali), un conto è prenderlo come esempio.
Last edited by Dino N on 06/10/2006, 14:40, edited 1 time in total.
"Perchè tutte le parole scritte dagli uomini, sono forsennato amore non corrisposto, sono un diario frettoloso ed incerto che riempiamo di corsa perchè tempo ce n'è poco. Un diario che teniamo per Dio. Per non recarci a mani vuote all'appuntamento."
- davidvanterpool
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Su quello che scrivi di Coelho sono fondamentalmente d'accordo. Anche secondo me (oltre ad "undici minuti" di cui avevo parlato sopra) Il diavolo e la signorina Prym è quello più interessante.onestamente sono perlopiù daccordo con Spree. Ovviamente non per i gustiletterari che per molti aspetti sono simili. Ma quanto semmai per le opinioni relative a coelho e Volo.
Il primo trovo rischi spesso la banalità. Ho letto 3/4 suoi libri. Di questi solo uno mi ha realmente incuriosito. "Il diavolo e la signorina Prym"... o qualcosa del genere. Storia originale e che lascia secondo me molti spunti di riflessione. Il primo suo che lessi questo. Da li passai ad altri tra cui "il manuale del guerriero della luce" o qualcosa del genere. Devo essere onesto. Per i medesimi motivi succitati da Spree, trovo che sia piuttosto banalotto. Tra l'altro ironicamente scrive in aforismi i contenuti del vangelo e di molti altri testi sacri, arrivando addirittura a passi filosofici di dubbi gusto. Parere mio si intende.
Detto questo poi, tendo sempre a diffidare chi si autodefinisce "maestro di vita". trovo che ci sia una nota stonata in un'affermazione di questo tipo, che coelho usa spesso come motto.
Per volo sottoscrivo ciò che spree ha detto.
Il genere "guarda come ti narro la vita di ogni giorno" trovo ultimamente sia parecchio abusato. Spesso in un modo banale.
Personalmente trovo che con molta leggerezza, sia assolutamente più abile nella descrizione di situazioni e di sensazioni la Yoshimoto. Ovviamente livello letterario differente ed enormemente superiore, ma credo che difficilmente, anche nell'esprimere l'emozione piu banale, lei risulti scontata.
In fondo in questo ambito c'è una sequela di scrittori giapponesi senza fine, anche contemporanei e nel recente passato, che fanno scuola senza mezzi termini, passando dal mai troppo compinato Mishima (di cui consiglio "musica"), arrivando addirittura a Tanizaki (vabbeh primi 900) che seppur affrontando temi spesso erotici, narra il tutto con una naturalezza affascinante.
I primi due nomi che mi vengono in mente.
tornando al discorso volo. spree ha ragione. Troppo spesso scherza sul concetto di cultura. E molte volte trovo sia un modo di fare decisamente diseducativo. Un conto è leggere Volo per passare un pomeriggio (gusti personali), un conto è prenderlo come esempio.
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Vorrei dire che nessuno prende ad esempio Fabio Volo ^^ dico solamente che certe volte ho avuto pensieri, mi sono chiesta cose che poi ho ritrovato anche nei suoi libri. Io non l'ho presa però come banalità... l'ho presa come: ci sono tante persone al mondo che si sentono come me. Ed è la stessa cosa che ho pensato dei miei amici di londra, che erano lì per le mie stesse motivazioni.
Per Banana Yoshimoto non posso fare altro che continuare a leggerla. Mi piace, mi piace, mi piace e finisco i suoi libri sempre troppo in fretta.
C'è bisogno che si giochi con un po' di dignità! Con un po' di anima cazzo! Nessuno fa un salto, un fallo con la palla lì! Facciamo a cazzotti almeno!! Ma che cazzo avete dentro?


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Dino N
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secondo me è quello che tu credi. Ma non è cosi.Per quanto riguarda i classici.. beh, non so cosa intendi per cambiare il modo di pensare, ma non ho cambiato il mio modo di pensare dopo aver letto i miserabili. Mi è piaciuto da morire, ma sono sempre io.
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riflettevo un giorno su una canzone di un cantautore che adoro. roberto Vecchioni.
In pratica gciò che lui sostiene è che non è la vita ad ispirare i libri le canzoni e l'arte. molte volte è il contrario che accade. E' l'arte che ispira la vita ad essere com è. Ed è l'arte che spesso aiuta a comprendere la vita
Un classico ti fornisce spunti di riflessione senza fine. Mettiamo un Pirandello ad esempio. O chi preferisci tu. terminato un suo libro, che ti piaccia o no, avrai un'infinità di spunti in più per riflette su cosa ti circonda, su chi tu sei e su cosa cerchi. E' automatico.
"Perchè tutte le parole scritte dagli uomini, sono forsennato amore non corrisposto, sono un diario frettoloso ed incerto che riempiamo di corsa perchè tempo ce n'è poco. Un diario che teniamo per Dio. Per non recarci a mani vuote all'appuntamento."
- Angyair
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Non me ne occupo per studio ma mi piace molto.o sulla saggistica storica (oggettivamente noiosa per chi non se ne occupa per studio)
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Hai un periodo storico o evento che più ti appassiona?
Che libro mi consigleresti sulle fasi finali della seconda guerra mondiale? ho letto un resoconto delle testimonianze dei soldati del D-Day e mi piacerebbe approfondire le fasi che vanno da lì fino alla conclusione del conflitto.
- nefastto
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anche se non è proprio sul D-day (e relativa marcia fino a berlino) a me è molto piaciuto Dresda, 13 Febbraio 1945: tempesta di fuoco su una città.Non me ne occupo per studio ma mi piace molto.
Hai un periodo storico o evento che più ti appassiona?
Che libro mi consigleresti sulle fasi finali della seconda guerra mondiale? ho letto un resoconto delle testimonianze dei soldati del D-Day e mi piacerebbe approfondire le fasi che vanno da lì fino alla conclusione del conflitto.
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Però, fra tutti menzione d'onore per Nefastto, più subdolo e convincente, meno palese e più credibile di tutti nei suoi interventi.(Dazed)


