Noodles wrote:è ovvio che nella situazione attuale, lo stato si deve riformare ed effettuare dei tagli sui costi superflui, questo non è in discussione.Noodles wrote: Al di là delle riforme e dei tagli inevitabili, chi fino ad oggi si è arricchito tanto è giusto che dia una mano più degli altri.
Posto che questi tagli abbiano effetto come tu auspichi è tutto da verificare.
Ad esempio le aste pubbliche che tu caldeggiavi come panacea di tutti i mali stanno andando deserte...deserte eh.
Poi, del schifosamente e beceramente comunista, offendi senza motivo cavalcando i soliti luoghi comuni ma questo non mi sorprende.
Prendete tutti esempio dal maestro.
Comunista o meno mi interessa poco.
Vorrei però far notare un paio di cose.
Faccio salvi i dipendenti con stipendi d'oro, coloro che quadagnano centinaia di migliaia di euro l'anno lavorando per conto di altri. Ma se escludiamo i dipendenti pubblici (che quindi rientrano nel discorso dello Stato che è il primo a dover contribuire che faceva Fleccio) chi sono? Qualche calciatore, qualche banchiere, qualche amministratore di qualche grande impresa, ma quante migliaia di persone saranno in Italia? Escludendo i dipendenti pubblici ad occhio direi che siamo sotto l'1% della popolazione, possiamo anche tassarli per motivi etici, per carità, ma economicamente parlando resterebbe una goccia.
Escludiamo i dipendenti con stipendi d'oro, per i motivi di cui sopra e perchè meriterebbero un discorso a parte che esula da quel che sto per scrivere.
Chi produce ricchezza e può assumere lavoratori nel nostro paese?
Le imprese, piccole o medie che siano, gli artigiani, i professionisti. Se vogliamo anche i commercianti.
Queste persone nel loro lavoro sono già tassate quasi al 70%. Tutte.
Se hanno un incasso da fare, per incassare devono emettere fattura, e su quella pagano le tasse. Se poi la fattura non la incassano, cavoli loro.
Se fanno investimenti, assumono personale, rinnovano i macchinari su quelle cifre non pagano Ires, ma ci pagano l'IRAP. E se a fine anno non hanno utili tutte queste voci incidono sugli studi di settore, quindi sono obbligati a dichiarare un minimo di reddito per evitare accertamenti automatici e contro cui è praticamente impossibile far ricorso.
Se decidono di ingrandire l'azienda acquistando nuovi capannoni o uffici, comunque beni strumentali, ci pagano tasse (al massimo risparmiano sugli interessi del mutuo) ed IMU.
Ammesso che non investano e non abbiano problemi di studio di settore, queste persone pagano quasi il 70% di tasse sui redditi della loro attività, sui dividendi poi pagano le varie patrimoniali, i bolli, l'IVA, le tasse vere e proprie (quelle pagate per i servizi, come ad esempio il canone RAI), quindi arrivano come minimo al 75% del reddito. Chi guadagna relativamente poco supera l'80%.
Tutti.
Mica facciamo come quel dilettante di Hollande, che voleva tassare al 75% chi guadagnava più di un milione e manco c'è riuscito.
Come vogliamo che queste persone abbiano voglia di investire e creare nuovi posti di lavoro, come facevano fino ad una decina di anni fa?
E, soprattutto, come facciamo a pensare che una tassazione ulteriore non peggiori la situazione economica?
Secondo i dettami di alcuni economisti comunisti (qui uso il termine a pieno diritto, perchè loro stessi si definivano così) cambiando alcuni fattori economici non si influenzava l'economia. Quindi un produttore di scarpe acquistava sempre e comunque una certa quantità di cuoio per produrre scarpe, impiegava sempre e comunque un certo numero di operai e variando il prezzo gli acquirenti acquistavano sempre quel certo numero di scarpe, quindi il costo del lavoro e la tassazione erano variabili indipendenti. Questa visione è sbugiardata dalla storia, ormai è chiaro come sia farlocca. Invece una variazione influisce eccome. Specialmente su livelli di tassazione vicini alla rapina (anche qui il termine è sacrosanto, visto quanto spiegato sopra).
Che a proporre una ulteriore tassazione di imprenditori e professionisti sia un comunista, un socialista, un liberale o chi vogliamo noi è soprattutto un autolesionista in primo luogo, perchè prosegue nell'opera indefessa di segare il ramo su cui siamo tutti seduti, in secondo luogo è un incapace, perchè dovrebbe fare il contrario per rilanciare l'economia in un momento di recessione, in terzo luogo è un illuso, perchè a meno di non inserire altre patrimoniali non riuscirà ad aumentare in modo significativo gli introiti fiscali.
Monti ha aggiunto l'IMU che ha reso circa 28 milioni. Gli introiti fiscali sono aumentati di 17 milioni. Vuol dire che al netto dell'IMU gli intoiti fiscali sono diminuiti di 11 milioni, nonostante varie imposte siano aumentate. In compenso il mercato immobiliare, già piuttosto depresso, ha avuto il colpo di grazia. Davvero servono altri dati per dimostrare quel che dico? Poi certo, se vogliamo aumentare le tasse perchè almeno mal comune è mezzo gaudio, anche i ricchi piangono, le mezze stagioni non ci sono più e Venezia è una bellissima città ma io non ci vivrei che dire, nessun numero risulterà convincente.

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