Statistician wrote:
Ho letto l'articolo, ma non ho capito il punto: quale sarebbe la soluzione, accettare la decisione e non far nulla? A me pare che la visione sia davvero di corto respiro. Capisco che un boicottaggio della Puglia non inciderá minimamente sulla Bridgestone, ma questa iniziativa puó assolutamente essere un dissuasore per quell'eventuale piccola/media azienda il cui fatturato verosimilmente dipende fortemente dal mercato pugliese, che voglia trasferire la produzione, che ne so, in Romania. Secondo me, paradossalmente, il fatto che si faccia questa campagna contro una grande azienda ha solo vantaggi: si ha una cassa di risonanza maggiore, e, parallelamente, l'influenza negativa (in termini di costi aumentati per la diminuzione della concorrenza) sul mercato sará molto limitata.
Scusa, mi era scappata.
Se c'è una soluzione o meno non saprei.
Perchè l'unica vera soluzione sarebbe far si che il mantenimento dello stabilimento in Puglia diventasse economicamente interessante per la Bridgestone, e senza informazioni approfondite è alquanto improbabile poter dire se sia una cosa possibile o meno.
Ma dato che le Bridgestone non vuole licenziare x dipendenti, non chiede fondi pubblici, non vuole togliere garanzie o soldi ai suoi dipendenti, ma chiude perchè l'impianto non è più economicamente interessante da mantenere le proteste in piazza, i boicottaggi e robe simili sono una roba del tutto inutile, forse dannosa. E dato che è una iniziativa del tutto inutile, forse dannosa, è da evitare assolutamente.
Vogliamo aiutare le piccole e medie imprese o vogliamo dissuaderle a trasferirsi in Romania o da qualche altra parte?
Il sistema è solo quello che sia economicamente almeno neutro, se non vantaggioso, restare in loco.
E che sia solo una questione di salari è una strepitosa cazzata che ci racconta parte di quella classe politica incapace che come unica soluzione ha proteste tanto inutili quanto ridondanti.
Fosse vero che contano solo i salari, le aziende prima di chiudere in Italia chiuderebbero in Germania, in Danimarca, in Francia, nel Regno Unito, in Svezia, nei Paesi Bassi, dove i salari sono più alti che da noi.
Immagino che le grandi aziende da quei paesi stiano scappando a gambe levate, vero?
Immagino che dato che le industrie produttrici di alluminio o estrattrici di carbone, dato che hanno chiuso in Sardegna, esistano ormai solo in paesi del terzo mondo dove possono pagare salari da fame a poveri disperati, vero?
Se non succede allora facciamoci domande, diamoci risposte ma soprattutto diamo un calcio in culo a quei politici che davanti a problemi che non sono in grado di affrontare sollevano polveroni e lo fanno sperperando soldi pubblici comprando pagine pubblicitarie sui giornali per azioni che non servono assolutamente a nulla. Usateli per cose utili quei soldi, maledetti approfittatori, e se non siete capaci di farlo abbassate le tasse. E guarda caso quelli che sperperano soldi in questo modo osceno e non sono capaci di dare risposte ai problemi sono quelli che parlano di stanare i ricchi e chiedono patrimoniali fortissime. Altrimenti come pagherebbero le loro campagne pubblicitarie?