lele_warriors wrote:è autorizzata sta manifestazione? di solito quelle non autorizzate finisco con manganelli in testa, cariche e botte da orbi, sto giro niente?
celelerino, uno di noi. finalmente.
questa offesa è a dir poco gravissima
non pensarlo nemmeno
Se Marotta mi porta Lisandro ora e Llorente a luglio, giuro che non lo criticherò mai più ( Leather 23.01.13)
Giornalisti Kasta! Beppe sì che dice la verità e le cose come stanno.
La balla di Grillo sui finanziamenti elettorali
Mentre in maniera molto poco pubblicizzata (ovviamente) trapela che i neoparlamentari a 5 stelle “stanno discutendo” sull’adeguarsi alla promessa elettorale di rinunciare a parti del compenso, evidenziando da più parti che “con la cifra dichiarata non ce la faranno a svolgere il proprio mandato e ci rimetteranno di tasca propria” (pare citando casi concreti dei consiglieri in sicilia), Grillo irrompe dal suo blog affermando che il M5S “rinuncia al finanziamento pubblico”.
Grillo ci ha abituato alla politica dei titoli, e a articoli da blog senza alcuna documentazione, e quando smentito, o quando qualcuno chiede conto a lui di qualcosa, parla genericamente di complotto, di macchina del fango, di congiura dei poteri forti, e non accetta alcun confronto.
Sono scelte, ma le parole sono una cosa e i fatti ben altra.
E allora alle chiacchiere di Grillo ed agli spot da campagna elettorale permanente, che a lui servono per mantenere alta la tensione e l’attenzione, proviamo a chiarire perché questa è solo l’ennesima balla populista, partendo da ciò che Grillo (come sempre) NON dice.
Grillo non può rinunciare a quei fondi, semplicemente perché non ha titolo a chiederli.
Tutti parlano di “finanziamento pubblico” ma pochi si sono presi la briga di comprendere come funzionano, a quanto ammontano, come vengono ripartiti, di che cifre parliamo, e soprattutto quali siano i requisiti di accesso.
La normativa in questione è stata completamente riformata ed oggi è reperibile in un unico, semplicissimo, testo di legge.
Si tratta della legge del 6 luglio 2012, n. 96 titolata “Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, nonchè misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi.”
Iter e contenuti della legge delega con cui si è arrivati al testo vigente sono schematizzati qui
Ecco i tre motivi per cui il Movimento 5 Stelle NON PUO’ chiedere di accedere a quei fondi.
La citata legge prevede infatti tra le altre cose questi tre punti:
Controlli e sanzioni. Si prevede l’obbligo di sottoporre i bilanci dei partiti al giudizio di società di revisione iscritte nell’albo della CONSOB. Il controllo dei bilanci revisionati è affidato ad una Commissione di nuova istituzione composta da 5 magistrati designati dai vertici delle massime magistrature (Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei conti). E’ previsto un articolato sistema di sanzioni che possono arrivare anche alla decurtazione dell’intero importo dei contributi nel caso di mancata presentazione del bilancio.
Trasparenza. I documenti di bilancio sono pubblicati (anche in formato open data) sul sito internet del partito o del movimento e in apposita sezione del sito della Camera. Viene ridotto l’importo (da 50 mila a 5 mila euro) al di sopra del quale è necessario dichiarare pubblicamente i contributi dei privati ai partiti.
Statuti dei partiti. Per accedere ai contributi loro spettanti i partiti devono dotarsi di uno statuto, conforme ai principi di democrazia interna, e di un atto costitutivo che trasmettono ai Presidenti delle Camere.
In nessuno di questi tre punti il movimento rispetta la legge sui partiti politici.
Onestamente, e francamente, tutto il resto, sono chiacchiere da bar.
E questa vicenda semmai mette in luce quanto “basso” sia il livello della classe dirigente di questo paese, in cui nessuno (avendo bisogno dei voti a 5 stelle in parlamento) ha sollevato questa semplice, quanto “banale” replica al sig. Grillo da Genova.
Io nel frattempo dichiaro che ho deciso di rinunciare a Natalie Portman, alla medaglia dei mondiali 2006 e al rimborso IMU. Spero che tutti facciano altrettanto.
No, aspettate, fatemi capire. Il merdimento, essendo tale e non un partito, non ha bilanci pubblici da sottoporre ad un garante, quindi non può renderli trasparenti, quindi non può chiedere il rimborso, e quindi non può rinunciare ad un rimborso che non può chiedere perché non è un partito? Seriously?
darioambro wrote:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere
rowiz wrote:No, aspettate, fatemi capire. Il merdimento, essendo tale e non un partito, non ha bilanci pubblici da sottoporre ad un garante, quindi non può renderli trasparenti, quindi non può chiedere il rimborso, e quindi non può rinunciare ad un rimborso che non può chiedere perché non è un partito? Seriously?
Seriamente. Oltre ai bilanci gli manca anche uno statuto con degli organi democraticamente eletti e gestiti. Ma poi non è che fann o propaganda da 4 soldi, gli unici che mentono sono i politici e i giornalisti, la Kasta.
rowiz wrote:No dai spree, seriamente. Non possono essere così coglioni. Non ci voglio credere, dai.
Non vedo perché coglioni: è una mossa propagandistica perfetta. Non aderisci alle basilari norme della vita partitica e democratica => non si capisce perché dovresti ricevere dei finanziamenti, e in più fai bella figura perché non prendi dei soldi che "gli altri" prendono. Win Win.
rowiz wrote:No dai spree, seriamente. Non possono essere così coglioni. Non ci voglio credere, dai.
Non vedo perché coglioni: è una mossa propagandistica perfetta. Non aderisci alle basilari norme della vita partitica e democratica => non si capisce perché dovresti ricevere dei finanziamenti, e in più fai bella figura perché non prendi dei soldi che "gli altri" prendono. Win Win.
Infatti, non è che non può perchè pur volendo non riesce a mettersi in regola, ma non può perchè non vuole, perchè così dovrebbe rendere pubblico ciò che è meglio resti in ombra, nella cassaforte di Casaleggio.
In questi giorni non si può non accorgersi di come si sta muovendo il Pd dopo il risultato delle elezioni. (Non vorrei entrare nel merito dei contenuti, cercherei di rimanere sulla forma, per quanto possibile.)
È sotto gli occhi di tutti almeno un fatto, questo sì rivoluzionario: un partito che in alcuni dei suoi dirigenti arriva dritto dalla Prima Repubblica inizia di punto in bianco a comunicare come un attivista internauta: lo streaming. Per di più ricalcando (almeno nella forma, appunto, degli 8 punti) i “titoli” del mondo della rete che ha portato (anche) alla sua sconfitta.
Ecco, tutto ciò ricorda uno studente rimandato a settembre (quando ancora esisteva questa formula) che fa di tutto per convincere la madre che studierà, farà il bravo, si applicherà, e che quindi poi tutto andrà bene. “Sì, insomma, è vero, ho sbagliato qualcosa, mamma, ma ce la posso fare, è tutto nelle mie possibilità, è uno scherzo farcela, basta così poco.”
Quando la madre poi gli dicesse qualcosa sul fatto che avrebbe potuto pensarci prima, lui potrebbe cominciare a snocciolare mea culpa, e poi furbescamente qualche promessa, che sa da quando è piccolo che con lei funzionerà.
A me questi 8 punti sono sembrati la riproposizione di questo schema. Perché, come lo studente che immediatamente – dopo 9 mesi di scuola – cambia atteggiamento con la madre, questa nuova comunicazione del Pd (dopo 20?, 30?, 40 anni?) porta esplicitamente con sé delle domande, dei quesiti. Che peraltro sono talmente ovvi da essere stati per forza messi in conto dai dirigenti del partito, e quindi nascondono qualcosa che non si vede subito, cioè qualcosa che va aldilà di queste stesse domande, sta oltre.
La fondamentale: perché sputtanarsi in una settimana anni e anni di strategie di comunicazione e di feeling con i tuoi elettori? E poi: perché stai così tanto abbassando la testa di fronte a un altro partito (il Pdl invece è rimasto, sembra, immobile) da ricalcarne esplicitamente lo stile? Credi che un mutamento così repentino dimostri che il partito è davvero cambiato, in una settimana? E se è cambiato, perché proprio nella direzione di chi ha vinto le elezioni? E come possiamo infatti poi non chiederci, intanto: ma non potevate pensarci dieci giorni fa, quando smacchiavate i giaguari?
E poi: è evidente che tutto ciò strizzi l’occhio a quelli che sono sempre stati i vostri elettori e che poi hanno cambiato, per Grillo. Come a dire: “Dai, siamo noi il tuo partito del cuore, ricordatelo. Ok, abbiamo sbagliato. Vedi come ti veniamo incontro?”. Ma la domanda per me fondamentale è: come pensano di essere credibili, adesso?
Cioè, come pensano di superare tutti questi dubbi evidenti e riguadagnare credibilità? Infatti nessuno può ragionevolmente credere che un partito così strutturato, stratificato e complesso sia cambiato completamente nel giro di una settimana. Allora spereranno, si dice uno, nella memoria breve degli italiani, nella tendenza all’amore per l’ammaliamento facile.
Ma non è stato proprio tutto il contrario a portare quel terzo di elettori a votare M5S? Cioè, il Pd sta usando gli specchietti per le allodole con chi non si vuole più fare abbindolare così facilmente (anni e anni di promesse elettorali mai mantenute)?
Ma allora perché è stato fatto tutto questo?
Forse – forse – può dunque essere soltanto una strategia di nuovo in ottica di partito. Nell’ottica di evitare nuove diaspore in vista delle nuove elezioni (siamo in campagna elettorale costante). Cioè è un modo per dire, fra poco: noi ci abbiamo provato a fare un governo, voi non ci siete stati, e adesso è tutta colpa vostra. Facendo così la parte dei responsabili (con chi ha deciso di continuare a credere al Pd, e il contrario però con gli altri).
Sotto un gesto – formalmente – tanto rivoluzionario potrebbe quindi in realtà nascondersi un intento profondamente conservatore (vedi alla voce: “Bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla”).