lebronpepps wrote:si può dire che comunque la classe dirigente del PD manchi di autocritica,ma non certo gli elettori che anzi in alcuni casi trovano anche la pagliuzza nell'occhio del proprio partito che deve essere uno e trino,di lotta e di governo,vicino ai lavoratori e alle forze sociali,ma anche agli industriali (per non sembrare troppo comunisti e scoprirsi al centro),deve avere uno con leadership ma allo stesso tempo non parli a vanvera e non sia un demagogo,una brava persona ma allo stesso tempo uno stronzo,deve dare una linea comune ma allo stesso tempo deve ascoltare tutti (e ci credo mica si è comprato un partito come altri)
e' una riflessione molto interessante, ma secondo me confonde l'autocritica con la pluralità di idee e di correnti.
tutte quelle spinte contrapposte che tu metti in evidenza molto bene sono certamente presenti nel PD, ma non sono presenti nelle stesse persone. non c'è un elettore o un gruppo di elettori o una corrente elettorale del PD che oggi pensa una cosa, domani cambia idea e dice "scusate, mi sono sbagliato" e ne propugna un'altra... ci sono diverse correnti, diverse linee di pensiero, spesso contrapposte tra loro. oggi prevale una, domani prevale l'altra, ma è solo lo specchio delle divisioni interne.
in altre parole, se renzi o un renziano criticano la campagna elettorale di bersani NON E' una "autocritica del pd", non prendiamoci in giro: sarebbe autocritica se fossero bersani o un bersaniano a criticare la condotta di bersani, ma questo non succede e non è mai successo. è semplicemente un regolamento di conti tra una corrente che aveva perso le primarie contro quella che le ha vinte ma poi ha cannato le elezioni.
può darsi che L'ELETTORATO, o quantomeno una parte dell'elettorato, del PD sia confuso sulla strada giusta da intraprendere e/o metta in dubbio i suoi principi e le sue idee, ma IL PARTITO non lo è affatto: le correnti interne sono sempre quelle, sono sempre ognuna della stessa idea, non hanno fatto alcuna autocritica e non hanno alcuna intenzione di tornare sulle proprie posizioni.
poi, come giustamente sottolinei tu, dall'altra parte non si può certo dire lo stesso: il PDL è monolitico e le "dissenting opinion" al suo interno semplicemente non sono consentite, però anche lì... occhio a fare confusione tra il partito e l'elettorato.
è verissimo che il PDL ne ha fatte di cotte e di crude e non si è mai degnato nemmeno di una riga o una parola di autocritica, ma il suo elettorato un segnale in tal senso (forse un POCHETTINO in ritardo

) lo ha dato... tant'è che ha abbandonato il PDL IN MASSA (sette milioni di voti in meno, sostegno DIMEZZATO, non dimentichiamolo mai).
se la propaganda berlusconiana vuol continuare a raccontare che ha vinto le elezioni e che ha ancora un consenso forte nel paese lo dica pure, ma non è la verità. berlusconi è stato abbandonato in massa, ci sono milioni di ex elettori berlusconiani che non lo votano più (e secondo me non lo voteranno mai più), lui può anche non riconoscerlo ma è così.
io ad ogni modo credo che con tutti i suoi difetti e i suoi errori storici (che sono il primo a condividere) il PD è un partito che l'Italia deve tenersi stretto (anche se so che molti non condivideranno questa riflessione) per tutti i motivi che diceva Noodles qualche post fa,perchè è l'unico partito nel quale c'è un dibattito interno e nel quale ci sarebbe la possibilità di sviluppare certi temi e che non meriti il recente tiro al piccione,anche perchè se il PD perdesse la sua battaglia e scomparisse come auspicato da qualcuno nei post da qualche giorno a questa parte,l'alternativa non sarebbe una nuova politic'a rigenerata e fatta di contenuti,se il PD scomparisse la politica rimarrebbe quella dei Grillo e dei Berlusconi di questo mondo,a qualcuno potrebbe anche piacere,a me personalmente no
ovviamente c'è bisogno di un grande partito progressista e socialdemocratico, così come c'è bisogno di un grande partito liberale dall'altra parte.
il punto è: il PD è un grande partito progressista e socialdemocratico? no.
può diventarlo? ognuno dia la risposta che vuole... rimane il fatto che se non dovesse riuscirci, finirà per autodistruggersi e il nuovo partito nascerà dalle sue ceneri, anziché come sua evoluzione.
dall'altra parte, invece, ovviamente il PDL non è un grande partito liberale e ovviamente non lo potrà mai diventare, quindi lì non c'è bisogno di porsi domande e ipotizzare scenari: prima o poi, presto o tardi, crollerà (ha già iniziato a farlo), e il suo posto verrà preso da qualcun altro.