pinopao wrote:occhio che l'assenza di vincolo di mandato non è una cazzatina da eliminare solo perchè ci sono gli scilipoti di turno...
come al solito in Italia i principi democratici vengono traviati e poi si vuole buttare tutto a mare, ma le cose vanno ponderate bene.
Porsche 928 wrote:
Pero non è nemmeno possibile che per esempio, io ti voto perché tu prometti di far tutto per non fare la TAV(indipendentemente che sia giusto o sbagliato) poi magari in aula mi voti a favore della TAV perché """"casualmente""" ti hanno offerto soldi/commissioni/aiuti politici/quello che vuoi, la cosa può leggerissimamente farmi incazzare? E la risposta "alle prossime elezioni non lo votarmi più" non vale perché intanto la TAV è fatta o partita anche per merito tuo.
L'Art 67 è(secondo me ovvio) anche la "causa"(virgolettato) di promesse elettorale alquanto... diciamo... ottimiste.
Io vedo ragioni in entrambe.
I problemi insormontabili sono pratici secondo me, prima ancora che etici:
Come distingui tra uno Scipoliti(/Razzi /De Gregorio) o un Santo Versace ad esempio, che ritiene essere stato il partito a tradire il mandato?
Chi lo giudica, il magistrato? Cioè il PM si sfoglia il programma elettorale del partito e se ritiene che qualche parlamentare va contro gli interessi di questo, apre un inchiesta? Mi sembra una cosa inattuabile.
Se c'è un passaggio chiaro di denaro è facile ma quello è già reato.
Se non c'è, viene più difficile tra ricandidature, commissioni, doppi incarichi, ...
Certo, quando non bastano confessioni tanto spudorate a far finire almeno un paio di persone in cella, ti cascano un po' le palle:
http://www.youtube.com/watch?v=qXpoB0Mwue4
Ma all'atto pratico, tu come stabilisci il rispetto di un mandato in un paese dove tutti hanno ragione, nessuno ammette mai il proprio fallimento e la retorica conta sempre più dei fatti?
E poi le considerazioni da fare cambiano nel corso del tempo: Magari cinque anni fa per qualcuno aveva senso ad esempio, finanziare missioni all'estero o grandi opere tipo la TAV. Col l'accentuarsi della crisi tuttavia, lo scenario è cambiato. Magari quel qualcuno non pensa più che sia conveniente agire in quel senso.
Ragionando a naso, per me avrebbe senso una votazione interna al partito, fatta tra i parlamentari però, all'interno delle camere e allo scoperto (non con un referendum online...).
Poi in base al risultato della votazione interne, si stabilisce il voto dei vari partiti che pesa esattamente in proporzione al numero di seggi. Cioè, se il PD ha 100 seggi, e 55 deputati del PD votano a favore di quell'emendamento, il PD in quella votazione sarà favorevole per un peso pari a 100.
Che ne pensate di un meccanismo del genere?