Gerry Donato wrote:Anch'io sono per la linea del "non-scandalo". E non ho dubbi che l'arbitro abbia in buona fede equivocato il gesto tecnico di Nani, cannando interpretazione.
Ma le interpretazioni che elenca Dodo, ineccepibili formalmente, si basano su una premessa che falsa tutto il resto e ferma il tutto alla negligenza e quindi nemmeno al cartellino giallo: lo spazio.
Quello spazio dove poi avverrà il contatto non era di nessuno. Non era proprietà di Nani e non era proprietà di Arbeloa, ma caso mai era molto più del primo che si trovava nei paraggi piuttosto che del secondo che arrivava di corsa da lontano ed infatti entra di colpo nell'inquadratura.
Se io sono Nani e voglio occupare quello spazio libero per stoppare il pallone, sono libero di farlo anche in quel modo e non posso essere accusato di imprudenza o di non aver visto l'arrivo dell'avversario (quoto Teo), né tanto meno di vigoria sproporzionata da rosso diretto.
Questa lettura psicologica mancata è secondo me il grave errore dell'arbitro, che palesemente denota il fatto di non conoscere il gioco del calcio e/o di non aver mai giocato (non a caso ha il classico curriculum dell'arbitro burocrate che ha iniziato giovanissimo e che persino nelle sembianze è un finto vecchio).
P.S.: poi resto convinto che, come per condannare qualcuno al carcere non ci deve essere il benché minimo dubbio che sia innocente, così l'espulsione, come il rigore, deve essere una cosa seria e certificata.
E' troppo incisiva in una partita di calcio, non puoi avere il dubbio che possa essere stata vigoria sproporzionata, rileggendo nella tua testa un'azione istantanea di un secondo senza rivederla! Devi esserne convinto.
Obiezione accolta. Però...
1- L'arbitro non ha visto il replay e non aveva lo stesso punto di vista della telecamera. L'azione viene ribaltata all'improvviso, il direttore di gara non fa tempo a valutare con calma tutti i particolari: gira d'istinto la testa seguendo il pallone e vede un contrasto durissimo. Non sono affatto sicuro che potesse essere in grado di tenere in conto la variabile spaziale. E se effettivamente era incapace di farlo, non mi sembra errata la decisione di escluderla tra gli indizi che porteranno alla decisione finale.
2- Nani è libero di occupare lo spazio come vuole, ma si assume la responsabilità e il rischio di ciò che può accadere optando per una giocata potenzialmente in grado di mettere in pericolo l'integrità fisica di un avversario. Alzare la gamba a quel modo è una palese condotta implicitamente pericolosa e chi la pone in essere se ne assume il rischio. Se il giocatore non fa le dovute previe valutazioni perché la velocità dell'azione non le consente, si assume implicitamente e potenzialmente il rischio di una condotta imprudente nel caso in cui questa porti ad un fallo. Non spetta certo all'arbitro farlo. E' nuovamente il regolamento che parla:
Qualsiasi calciatore che in un contrasto per il possesso del pallone colpisca un
avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe,
con vigoria sproporzionata e metta in pericolo l’integrità fisica dell’avversario, si
rende colpevole di un grave fallo di gioco.
Qui può non esserci la vigoria sproporzionata e quindi l'espulsione, ma il pericolo è indubbiamente presente e dunque andiamo oltre la semplice negligenza perché la condotta del singolo porta con se il rischio concreto di infortunare l'avversario. E infatti lo colpisce in una parte alta, vulnerabile e insolita del corpo con una superficie pericolosa (i tacchetti) e tutto per la libera scelta di alzare la gamba a quel modo. La negligenza è prevista per un intervento scomposto (Ramos al 92esimo che frana addosso ad un avversario in area), ma non cagionevole di danneggiare l'avversario per le conseguenze dirette della propria condotta. In presenza di pericolo fisico si entra per forza di cose nell'ambito potenziale di un grave fallo di gioco e questi si declina attraverso le categorie dell'imprudenza, della vigoria spropositata e della brutalità.
3- Al di la di tutti i discorsi fatti sino ad ora su spazio, visuale, negligenza e imprudenza resta la seconda parte del contrasto. Nani, nell'impatto con Arbeloa, flette la gamba, ma prima di separarsi dal corpo dell'avversario la estende in maniera evidente effettuando un movimento innaturale. Se l'arbitro valuta che non l'abbia fatto per istinto, ma per arrecare un danno, ogni altra questione cede il passo alla brutalità e dunque all'espulsione diretta.
PS:
Tutto questo per dire che la valutazione da parte dell'arbitro di una situazione di gioco è molto più complessa e flessibile di come la pensiamo e spesso ci sono situazioni che richiederebbero un ausilio tecnologico per essere sbrogliate. Nella fattispecie presa in causa anche con il replay potrebbero permanere diversi dubbi a livello di applicazione del regolamento, mentre a velocità normale proprio non me la sento di condannare l'arbitro per la decisione presa. Ci sono stati errori molto più gravi sotto il profilo arbitrale anche se molto meno decisivi per l'andamento del match e inoltre è stata la condotta complessiva della terna/cinquina/tombola che sia a destare diverse perplessità e critiche.
Io poi in linea di massima concordo con Jerry: l'espulsione dovrebbe essere un provvedimento estremo perché incide troppo profondamente sull'andamento della gara. Ma d'altro canto c'è anche un altro aspetto da tenere in conto: le regole attuali sono fatte per proteggere gli atleti da rischi potenziali. E' come il principio o di alcuni flagrant in NBA o della violenza non necessaria su un QB quando viene colpito alla testa anche se solo dalla mano di un giocatore in aria che cercava di bloccare il passaggio. La questione è che il viaggio in lunetta/possesso o le 15 yd/1st down puniscono in modo molto diverso dall'espulsione e tendono ad incidere pesantemente solo se chiamate alla fine di una partita equilibrata, mentre al contrario il cartellino rosso conta relativamente poco a fine partita e molto di più mano a mano che si risale al fischio d'inizio.
Sono molti aspetti, tra cui alcuni di base, a necessitare di una ristrutturazione per ridare credibilità al tutto e fino ad allora io continuerò a considerare il calcio un bellissimo gioco, ma nulla di più.