doc G wrote:
Purtroppo temo abbia ragione Spree.
Se non si riuscirà a fare un governo, allora la protesta presumibilmente monterà ancora, a meno che il governo Monti ad interim non realizzi un mezzo miracolo in salsa belga. Condizione difficile da realizzarsi. Il tutto verrà percepito come la dimostrazione che questa classe politica è davvero finita.
Se si accorderanno PD e PDL allora ecco che monterà la propaganda del PD meno elle, dell'inciucio, dell'attaccamento alla poltrona ed a meno che il governo non ottenga ottimi risultati e li sappia comunicare benissimo la protesta monterà ancora. Oltretutto c'è il forte rischio che un governo così costituito spenda a piene mani per ingraziarsi i cittadini, mandando in malora il rapporto deficit PIl e lasciando andare in orbita lo spread, stile il governo Amato nel 2001 e quello Berlusconi nel 2006.
Ottenere buoni risultati e saperli comunicare oltretutto in un momento di crisi è difficilissimo. Per esempio, la riforma pensionistica della Fornero è un ottimo risultato, in quanto forse ha messo in equilibrio un sistema che sicuramente non eravamo più in grado di permetterci ed avrebbe sicuramente mandato in malora i conti pubblici nei prossimi anni, ma dubito fortemente che per qualche anno qualcuno le eriga statue equestri in piazza per ringraziarla di questo.
Quel che Bersani non riesce a capire è che non può convincere Grillo offrendo qualche poltrona. Grillo non accetterà mai, se non altro perchè sarebbe la sua fine politica, dimostrerebbe di essere come gli altri politici. Deve offrire un programma semplice, con pochi punti ma chiari, e che fra quei punti ce ne siano alcuni condivisibili dai votanti del movimento. Legge elettorale, diminuzione dei rimborsi elettorali, dei parlamentari e delle auto blu, abolizione dell'IMU prima casa, abolizione dei sussidi alle imprese in cambio di una riduzione del cuneo fiscale, una qualche forma di sostegno alle PMI, mettere temi del genere in un programma di una ventina di punti in cambio dell'uscita dall'aula durante la votazione della fiducia e dell'astensione nelle votazioni su alcuni temi, il tutto offerto pubblicamente in rete, magari nei forum del movimento, questo potrebbe essere un modo. Ma Bersani pare lontanissimo da questo modo di pensare.
In alternativa c'è l'ipotesi Maialone, per quanto mi scocci ammetterlo lucidissima.
Offerta di votare la fiducia ad un governo M5S ponendo alcune condizioni, come quella che ci sia una copertura rigorosa delle spese aggiuntive, che la TAV sia sospesa e non definitivamente archiviata, che i sindacati non siano toccati, che in ogni ministero ci sia una persona con un curriculum impeccabile. Questa potrebbe essere la soluzione migliore, in quanto obbligherebbe il movimento a diventare una forza di governo e non più di lotta. Abbiamo visto in Italia come finiscono le forze di lotta e di governo, perdono inesorabilmente.
Al momento c'è arrivato Cofferati, quando lui immagina di votare la fiducia ad un governo retto da un tale che dichiara di voler abolire i sindacati pare di essere in una candid camera, ma in realtà nella proposta c'è una certa lucidità ed un notevole cinismo.
Ma ribadisco, non mi pare che Bersani e Berlusconi siano in grado di ragionare in questo modo.
PS Sulla competenza dei ministri non mi preoccuperei troppo. Peggio dell'ultimo governo Berlusconi e dell'ultimo governo Prodi (2006-2008, specifico) sarà difficile fare.
PPS Vero Porsche, in molti sono nel panico, soprattutto Bersani.
Doc una cosa sul boldato, l'hanno detto e ridetto più volte su "la Zanzara", siccome Cruciani mi sembra uno dei pochi realisti su quello che si possa o non possa fare, ha detto semplicemente "se i senatori del M5S escono dall'aula, vengono seguiti a ruota da quelli del PDL e cosi manca il numero legale", FAIL.