Porsche 928 wrote:Gerry Donato wrote:Le dimissioni (o chiamiamola rinuncia) di Bersani sono un tema politico centrale infatti, continuo a pensare che Grillo non abbia titolato ed aperto il suo post in quel modo senza che quella fosse la sua prima richiesta tacita da sequestratore del paese che poco alla volta alzerà la posta.
Grillo è un po' come Clive Owen in Inside Man; ma Bersani non mi pare proprio Denzel Washington.
Invece il PD può proprio giocarsi le ultime risorse di questa vecchia guardia, bruciandola definitivamente, per poi rilanciarsi col nuovo corso Renzi comunque in cantiere con ulteriore distacco e rottamazione da questa vecchia politica. Attenuando così Grillo.
Mentre chi meno di tutti vuole tornare alle urne ora è proprio Berlusconi, stanco e consapevole di non poter di nuovo fare campagna elettorale da solo trovando nuovi temi e nuove lettere da inviare, e soprattutto avendo in vista 4 processi in primavera.
Quando gli ricapita l'occasione di tenere in vita un parlamento senza Fini ed i "traditori", con la "sinistra" senza maggioranza, con la Lega sedata in Lombardia, senza giustizialisti e con Monti/Casini come se non esistessero?
Se c'è qualcuno che sotto sotto non vede l'ora di votare la fiducia per un inciucione, quello è Berlusconi. Che nel frattempo dovrebbe anche pensare alla sua successione.
Intanto

per la citazione di "Inside Man" e in quel film Bersani e` probabilmente il capo della polizia che va avanti a testa bassa. Con Berlusconi come il sindaco(se non ricordo male) corrotto.
Come sempre, Gerry fuor di provocazione è lucido.
Berlusconi attende tranquillo che si scannino PD e Grillo, è quello più interessato di tutti a far proseguire il più a lungo possibile questa legislatura.
Dopo aver fallito in tutto e per tutto nell'ultima, attorno a se ha il vuoto, solo personaggi di nessun peso politico che dipendono da lui in tutto e per tutto, più o meno un esercito di suoi portavoce.
Quelli che appena appena potevano raccogliere un minimo di voti piuttosto hanno creato una loro lista dandogli appoggio esterno. Chi aveva un minimo di possibilità di sopravvivere politicamente fuori dal suo ombrello se ne è andato da un pezzo (che poi politicamente sia sopravvissuto o meno è un altro paio di maniche).
In teoria dopo un paio d'anni di agonia di Bersani potrebbe pensare di tornare alle urne e rivincere le elezioni, e forse le rivincerebbe pure, ma ha 76 anni, non ha più, con tutta evidenza, la forza di essere un premier, non ha più delfini di sorta, e questo, per l'uomo che ha sempre messo uomini di grande fiducia nei posti chiave dandogli spazio e lasciando loro possibilità di crescita (in tutte le sue aziende ci sono persone del genere) è un fallimento. Perchè mai dovrebbe impiegare un paio di anni nella disperata ricerca di un delfino, per poi impegnarsi nuovamente in elezioni faticose e rischiose per regalare poi il ruolo di premier ad un delfino (senza possibilità di diventare presidente della repubblica, fra 7 anni ne avrà 84) quando può ottenere risultati poco peggiori per lui lasciando tutti gli oneri ed i rischi a Bersani?
Il PD al momento ha solo da perdere, ma se continueranno le offerte a Grillo e continueranno le sfanculate (cosa probabilissima, Grillo non ha nessuna intenzione di provare a governare, li non conterebbero più il numero di vaffanculo) allora ci potrebbe essere un buon piano B: governissimo, continuando a rinfacciare a Grillo, in tutte le salse, che lui non ha avuto le palle per governare con loro, quindi sacrificare l'attuale dirigenza e passare armi e bagagli con Renzi per le prossime elezioni.
Ci sarebbe il rottamatore in casa, con i vari Civati e Serracchiani sarebbe pure una roba relativamente estesa e credibile. Ma l'attuale classe dirigente, i vari Bersani, Bindi, Visco, Finocchiaro e soprattutto i giovani come Fassina accetteranno di essere sacrificati sull'altare del partito, magari ritornando con qualche incarico di peso ma non di prestigio (ce ne sono tanti)?
Grillo ha tanto da guadagnare, con un governo di larghe intese in un momento di crisi il malcontento aumenterebbe. Ma come prenderebbe la base il rifiuto di accordi che regalerebbe la presenza al governo a Berlusconi? Come la prenderebbero i tanti eletti che sperano di ripetere l'esperienza siciliana?
lele_warriors wrote:pinopao wrote:vabbè dai, tanto ormai le chiacchiere si stanno avvitando e diciamo sempre le stesse cose...
io i miei dieci cent me li gioco sulla fiducia del m5s al pD, checchè ne dica Grillo
io tempo 7-10gg prevedo vari grillini che non concorderanno con grillo. quindi vari favia/salsi, e cazzi duri.
e a quel punto o si ritorna al voto dopo maggio, oppure i grillini tengono duro e mandano a fare in culo beppe
seconda opzione, ma indietro, come dici te e dicevo ieri, arrivano draghi e van rompuy
terza opzione governo di larghe intese con qualche faccia da culo come primo ministro
ah, manco quotata, prevedo qualche uscita folle di silvietto nei prossimi giorni

Può darsi che Silvietto dia di matto, ma al momento ha tutta la convenienza a star buono. Ed a mio parere tutto gli si può rimproverare, ma non la capacità di fare i propri interessi.
Il comportamento dei grillini è, al momento, una totale incognita, potrebbe accadere qualsiasi cosa. Difficile fare qualsiasi previsione.
La seconda e la terza opzione però sono, in realtà, la stessa: il governo di larghe intese con un tecnico a guidarlo è quello che vogliono, vista la situazione, Draghi e Van Rompuy. Il problema è che Monti non lo guiderà di certo, Draghi vorrà mantenere il suo ruolo (per nostra fortuna, aggiungerei), Visco è governatore della Banca d'Italia da troppo poco tempo per avere abbastanza carisma, i vari Ciampi e Prodi sono troppo in la con gli anni, i ministri dell'economia e dell'Interno degli ultimi anni per una ragione o per l'altra sono improponibili, di soggetti davvero credibili per il ruolo ne abbiamo pochissimi.
Rischiamo davvero di ritrovarci Amato per l'ennesima volta, che Dio ce ne scampi e liberi. Ci ritroviamo a dover sognare Passera, ovviamente da ogni punto di vista!
Intanto dopo l'abbandono di zio Gerry Fare è in totale confusione, i fondatori sono contro la direzione, resta solo da vedere se si andrà allo scontro al congresso o alla scissione. D'altra parte quando si deve gestire una tale quantità enorme di voti è quasi inevitabile che si creino correnti. Praticamente c'è più gente che vuole fare il leader che votanti.
Colpa tua, Gerry.