Gerry Donato wrote:
Non so se sia più triste o allucinante che il vostro leader cialtrone del nuovo partito nato per rivendicare etica, merito, trasparenza e moralità, dica puttanate da 30 anni prendendovi per il culo ad ogni convegno e fottendovi pure denaro, e voi valutiate quelli che OVVIAMENTE si rifiutano sdegnati di dare un voto a questa roba come gente "dagli elevati standard morali".
Non oso pensare cosa direbbe strillando il vostro guru
miserabile a voi ed a se stesso se usasse lo stesso metodo che ha portato in ogni teatro in questi mesi verso i burocrati e la vecchia politica ed i loro sodali elettori...
Siamo esattamente al "ce l'ho più lungo e duro" ed al vincere a qualsiasi costo come gli invasati di Berlusconi e della Lega. Ed in parte di Grillo, non nel senso della delinquenza almeno.
Siamo alla più totale perdita di coscienza dei motivi per cui è nato tutto questo movimento già morto prima di iniziare.
ma veramente no. i principi di trasparenza e merito sarebbero violati se Giannino negasse o facesse lo gnorri, e se nessun altro all'interno del partito glielo facesse notare.
invece questo casino:
-è scoppiato per una denuncia DALL'INTERNO del partito, da uno dei suoi FONDATORI. non per qualche accusa degli avversari o inchiesta giornalistica.
-non è stato nascosto sotto il tappeto, rappezzato alla buona o rimandato: è stato affrontato pubblicamente e alla radice, dall'intera base del movimento.
-DUE GIORNI dopo lo scoppio del casino, non a sei mesi di distanza, il suo colpevole rassegna le dimissioni dal partito che lui stesso ha fondato.
ora, a me sembra sinceramente che chiunque avesse a cuore i valori che stanno alla base di Fare dovrebbe trovare che questa vicenda li rispetta in tutto e per tutto. anzi li esalta.
a meno di credere, ovviamente, che il partito che si vota sia perfetto e abbia ragione su tutto, che i suoi componenti e leader siano tutte persone immacolate e pure, e che né all'uno né all'altro possa essere consentito di sgarrare MAI, nemmeno una volta.
ma se qualcuno la pensa così vive in un mondo di fantasia, nei libri delle favole.
nel mondo reale non esistono partiti perfetti e leader immacolati e puri: esistono ovviamente vari gradi di colpe e spregevolezze, ma la bottom line alla fin fine è: "posto che TUTTI hanno delle colpe, che tutti commettono errori, o atti di piccola disonestà e immoralità, o atti di grande disonestà/immoralità, o veri e propri reati, chi è che nega anche l'evidenza o la seppelisce e chi invece se ne assume le sue responsabilità, le mette in piazza e chiede scusa?"
Il 498 punisce eccome la fattispecie di Giannino, su questo non si possono avere esitazioni. Solo è stato depenalizzato in amministrativo, non è più reato:
Articolo 498. Usurpazione di titoli o di onori.
Chiunque abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Alla stessa pena soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente.
lascia perdere, Gerry.
ho già avuto a che fare in questi giorni con una twitstar che sosteneva questa roba qui, l'ho cazziato immediatamente ma lui insisteva... allora sono stato costretto a dedicargli una mezzora del mio tempo, andando a guardare la giurisprudenza per bene: quando ho finito con lui, persino i suoi follower lo perculavano.
per la sussistenza di quel reato si richiede il tentativo di ingannare SPECIFICAMENTE qualcuno per raggiungere uno scopo determinato; o, in altre parole "
Per la configurabilità del reato di usurpazione di titoli o di onori previsto dall'art. 498 c. p. non basta la mera attribuzione di un titolo non spettante, ma è necessario che codesta attribuzione sia rivolta a sorprendere e ingannare la fede altrui; ne deriva che il semplice fatto di arrogarsi titoli, gradi e decorazioni al solo scopo di soddisfare la propria vanità, non integra gli estremi del reato in questione sempre che l'attribuzione del titolo non sia rivolta ad un terzo estraneo per approfittare ed abusare di esso in relazione ad un evento specifico" Fonte: Riv. Pen., 1988, 599.
Se ti guardi un po' di giurisprudenza, vedrai che il reato viene ritenuto non sussistente neppure quando qualche ragioniere mette su un bel cartello di "DOTTORE COMMERCIALISTA", quindi figuriamoci se può sussistere per quel che si ascrive a Giannino (che, ricordiamolo, non è altro che indicare su una propria BIOGRAFIA su INTERNET, non su un curriculum presentato per un concorso, dei titoli che non si possiedono).
Io per altro puntavo al 346, millantato credito, che è un po' più strutturato ma considerando la vastità delle attività in questi anni del Sig.Giannino se fossi un PM avrei buone basi per intraprendere l'azione.
Gerry dai, sei un professionista del settore, non scrivere roba del genere... se uno studente dice quel che hai scritto lì ad un esame di diritto penale, lo bocciano al volo e gli tirano anche il libretto dietro!
per il millantato credito serve
A) un pubblico ufficiale di cui, appunto, millantare.
B) che lo si faccia PER DENARO.
in questa vicenda dove hai visto l'una o l'altra cosa?
anzi, se proprio volessimo essere pignoli e travaglisti, le uniche buone basi che un PM avrebbe per intraprendere una azione penale, partendo dal post che hai scritto, sono contro di te.

accusare in pubblico qualcuno di un reato palesemente insussistente è diffamazione pura e semplice: ma stai tranquillo che Giannino non ti denuncerà, e noi neppure.
