Ah beh...Non mi provocare su questo argomento...RR9 wrote:Io continuo a pensare che Ainge dal 2007 in poi abbia lavorato male, ma male male.
Non si può negare che Ainge abbia rimesso i Celtics in primo piano sulla mappa dell'Nba...
Ainge ha una qualità non da poco che lo rende superiore alla media dei colleghi: la capacità di andare a scegliere il giocatore ideale in posizioni non favorevoli al draft.
I suoi capolavori sono Rondo e Sullinger.
Nella costruzione della squadra da titolo va a suo merito innegabile lo scambio messo in piedi con Seattle: ha portato a casa Allen in cambio di relativamente poco, e creato, così, un ambiente gradito a Garnett, che in un primo tempo aveva rifiutato i Celtics.
La sua grandissima fortuna è stata la lealtà d'altri tempi di Garnett (buffamente accusato, tra l'altro, del contrario)verso i Wolves, perchè se Garnett avesse fatto come un Howard o un Paul qualsiasi noi saremmo ancora nell'anonimato, o comunque il titolo non sarebbe mai arrivato.
Garnett, invece di forzare la trade verso la situazione a lui più gradita, si è limitato a riservarsi un diritto di veto nel caso fosse scambiato ad una squadra che lui non giudicava da titolo.
Il fatto è che Garnett era realmente legato a Minnesota, altrimenti l'avremmo visto probabilmente ai Lakers in cambio di un'offerta che era certamente meno competitiva rispetto a quella dei Celtics(che non è che a loro volta offrissero la luna, sia chiaro, ma era un momento favorevole di mercato...).
A distanza di anni Ainge ha provato, con la mia approvazione, una mossa simile: prendersi Paul con l'unica offerta veramente valida per gli Hornets(Rondo+altro), ma Paul, che non è Garnett, gli ha sbattuto la porta in faccia, rifiutando un ipotetico rinnovo.
Tutta questa apparente divagazione per dire che molte volte, nella costruzione di una squadra vincente, ci vogliono circostanze favorevoli che vanno al di là delle abilità di chi le vorrebbe creare.
Dalla trade Allen si è creato un circolo virtuoso che secondo me ha visto Ainge solo con meriti collaterali, anche se non da poco(la scelta di Rondo).
La lealtà di Garnett unita all'obbligo di Minnesota di cederlo, Posey che, a sua volta attirato dal contesto, firma per i Celtics a meno soldi rispetto ai Nets, PJ Brown che si rimette la divisa per vincere un titolo, sono il frutto di questo circolo virtuoso.
So che con questo andrò contro il pensiero dei grandi estimatori di Ainge, e sono molti, ma io la vedo così.
Sia chiaro che non voglio dare ad Ainge dell'incapace totale, e devo dire che capisco anche mosse che poi non sono andate come si sperava, tipo Murphy, Marbury, Mikki Moore...ecc...Ci sono giusticicazioni varie per lui.
Anche riguardo la stretta attualità, ci sono cose che non ho approvato ma che posso capire(la rifirma di Bass a cifre un po' alte), e cose che ho approvato e che stanno andando per il momento male(Terry).
Due mosse di Ainge, invece, non riuscirò mai veramente a capire nè giustificare.
Lo scambio di Perkins, importantissimo per la squadra e integrato nel gruppo, anche se è vero che dopo l'nfortunio ha perso un po', e soprattutto questa rifirma di Green, che giudico semplicemente allucinante.
Abbiamo un giocatore in grado a fatica di uscire dalla panchina che detiene, per ragioni misteriose, un contratto che dovrebbe essere dato ad uno che sposta un bel po'. Nel contesto Celtics non è stato un errore da poco, e non lo trovo giustificabile.
Piuttosto che dare quei soldi a Green, era meglio non darli a nessuno.
Vedremo come sarà gestita la situazione che si è creata, ma io, sinceramente, spero in un approccio conservativo, e non in una trade affrettata da ricostruzione, tipo quella che ha mandato Walker a Dallas in cambio di LaFrentz e scelte alte.
A quel punto meglio rimandare una ricostruzione che comunque si presenterà veramente difficile, ed in questo Ainge ha poche colpe.

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