BruceSmith wrote:Jakala wrote:Far fallire una banca, specie la terza, é un azione che solo un'ignorante di economia può pensare di fare.
Dalla fila di persone che tenterebbero di vedere che succede dei loro risparmi, alle aziende/negozi che fallirebbero avendo bloccati i fidi e non riuscendo a pagare le loro fatture.
concordo sul fatto che sia meno dannoso 'regalare' denari ad una banca piuttosto che farla fallire.
sono curioso di vedere come verrà presa dagli elettori questa notizia: 'i soldi dell'imu sono finiti in mano ad una banca (vicina ad un certo gruppo politico, tra l'altro)' è un argomento piuttosto forte.
ps. visto che se ne è parlato parecchio nei mesi scorsi... cosa vuole fare Bersani con gli f35?
Regalare soldi ad una banca è molto meno dannoso che farla fallire, senza ombra di dubbio. Correntisti, risparmiatori, dipendenti, il danno sarebbe enorme ed incalcolabile.
Tanto è vero che con l'eccezione di Lehmann di solito le banche che sono state lasciate fallire erano banche di investimento, non banche ordinarie, come quelle famore islandesi, dove poi investivano soprattutto cittadini stranieri.
MPS che è una banca che ha moltissimi clienti e moltissimi dipendenti oltre ad una presenza fondamentale nell'Italia centrale va assolutamente salvata.
Ma occorre anche stabilire cosa significa salvarla.
In primo luogo va nazionalizzata, e di fatto questo processo è già in atto. Fra Tremonti e Monti bond MPS ha incassato dallo Stato una cifra di circa 6 miliardi, che se non saranno restituiti in breve dovranno essere convertiti in azioni, a seguito di un aumento di capitale. Se consideriamo che MPS vale meno di quella cifra in borsa, ecco che lo Stato di fatto già detiene oltre il 50% della banca.
In secondo luogo il management va cambiato totalmente e va eliminato ogni rapporto anche minimo con fondazione, università ed enti locali. Ecco perchè, per esempio, mi convincerebbe pochissimo il modo con cui stanno venendo gestite molti enti pubblici che operano sul mercato, mediante l'assegnazione alla cdp. Nella cdp sono presenti quelle fondazioni bancarie che a mio parere non dovrebbero mai più mettere il naso almeno dove il rapporto fra banca e politica ha creato i danni maggiori, vedi MPS.
In terzo luogo occorre assolutamente mettere di nuovo mano sulla legislazione che riguarda le responsabilità penali nella gestione di una società, specie se quotata. Oggi di fatto un amministratore risponde solo in caso di bancarotta, è molto difficile una condanna se non si arriva al fallimento. Qui ci sono tutti gli estremi almeno del falso in bilancio, ma tale reato non esiste più, come mi pare evidente che ci siano state malversazioni a raffica. Tenendo conto però che la gestione del terzo gruppo bancario italiano non si può pensare che fosse davvero in mano ad un giovane avvocato calabrese ed ad un ragioniere dipendente di una ASL, e quindi punendo loro non risolveremmo il problema alla radice.
In quarto luogo occorre necessariamente riformare radicalmente il sistema della vigilanza. Se la banca d'Italia è intervenuta in ritardo e con poca decisione, la CONSOB come sempre è inesistente. Il passaggio della vigilanza alla UE da questo punto di vista sarà utile, ma teniamo pure conto che Bankitalia fra gli organi di vigilanza è stato il meno lassista. CONSOB ed ISVAP (non mi pare che il passaggio all'IVASS cambi radicalmente le cose) sono carrozzoni inutili, anzi, dannosi, occorre una vigilanza vera. Temo che l'UE sia l'unica speranza in questo.
In quinto ed ultimo luogo dobbiamo metterci d'accordo: le banche sono sanguisughe che guadagnano alla faccia della gente comune in crisi o sono enti economici in difficoltà, magari anche per cattive gestioni passate oltre che per una situazione di crisi? Nel primo caso vuol dire che MPS ed i suoi azionisti sono ricchissimi, i soldi li hanno nascosti, quindi basterà per sistemare le cose lasciar fallire la banca, mettere in galera Mussari e buttar via la chiave. E se decine di migliaia di correntisti perdono tutto o se decine di migliaia di dipendenti perdono il posto di lavoro chi se ne frega. Nel secondo caso ci troviamo davanti ad uno dei tanti problemi che la classe dirigente italiana non è stata all'altezza di affrontare, quindi occorre una volta di più cambiare radicalmente modo di gestire queste situazioni, portandole via alla politica.