C'era una volta il Cinema
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Re: C'era una volta il Cinema
visto ieri sera Django anch'io,non raggiunge i livelli della triade (Bastardi,Le Iene,Pulp Fiction) ma secondo me è subito sotto insieme ai Kill Bill (nel senso di film belli,anche molto belli,ma i capolavori sono altri),non è una roba alla Grindhouse per intenderci ed è comunque un film che vale la pena di vedere...
io snoo un fan di Tarantino e dei western di Sergio Leone dunque non ho potuto non apprezzare il film e le sue solite citazioni disseminate all'interno,già il fatto di costruire un film su un tedesco e un nero che fanno i cacciatori di taglie è una roba degna di nota,Christoph Waltz benissimo,una spanna sopra gli altri,belle le colonne sonore
io snoo un fan di Tarantino e dei western di Sergio Leone dunque non ho potuto non apprezzare il film e le sue solite citazioni disseminate all'interno,già il fatto di costruire un film su un tedesco e un nero che fanno i cacciatori di taglie è una roba degna di nota,Christoph Waltz benissimo,una spanna sopra gli altri,belle le colonne sonore
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Luca79
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Re: C'era una volta il Cinema
Avendo visto The Hobbit m'è venuta voglia di comprarmi il blu ray de Il Signore degli Anelli. Vista anche la differenza di prezzo sono indeciso tra la versione normale e quella extended.
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Re: C'era una volta il Cinema
Luca79 wrote:Avendo visto The Hobbit m'è venuta voglia di comprarmi il blu ray de Il Signore degli Anelli. Vista anche la differenza di prezzo sono indeciso tra la versione normale e quella extended.
Consigli?
Extended se sei fan o ti interessa particolarmente il genere, senno vai tranquillamente sulla normale.
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[/align]- Rakim
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Re: C'era una volta il Cinema
Partendo dal fatto che concordo e come avevo già scritto reputo la prima ora e mezza veramente favolosa ti chiedo: anche a te è parsa un pò fuori luogo, o meglio, eccessiva la sparatoria dove praticamente muoiono tutti, anche e soprattutto per l'uso della musica hip-hop sotto? Poi, sempre sulla seconda parte, il personaggio di Django prima ben caratterizzato e interpretrato è stato eccessivamente mitizzato.Bluto Blutarsky wrote:Allora, impressioni a caldissimo su Django Unchained:
Cominciamo col dire che avevamo lasciato Tarantino con un capolavoro, e lo ritroviamo con un film che evidentemente capolavoro non è. Ma è abbastanza fisiologico.
La mia prima sensazione, però, è quella di un Tarantino per una volta assai meno radicale nel voler rileggere il genere con cui si confronta. Che lo spaghetti-western sia il suo genere preferito lo ha detto mille volte. E forse proprio per questo sembra ci si sia approcciato con troppa deferenza, con troppo rispetto per i suoi canoni. In passato quando ha preso un genere lo ha rivoltato come un calzino. Qui quella voglia di alzare l'asticella non sembra averla avuta. Probabilmente ha contribuito anche il fatto stesso di parlare del cinema western, il genere che più di ogni altro vive di mitologie, che in quanto tali possono essere solo o celebrate o dissacrate. Difficile trovare una via di mezzo.
Detto questo non mancano - ovviamente - nè i suoi colpi di genio (però più sporadici del solito) nè le intenzioni degne di nota, in primis quella di rileggere criticamente una storia americana che fonda la sua grandezza sulla violenza, la sopraffazione e un'inconscia sensazione di subalternità verso la vecchia Europa.
Sul piano della tenuta narrativa ho trovato la prima metà nettamente superiore alla seconda, e probabilmente non è un caso che sia la parte del film che fa perno - più che su Django - sul professor Schultz di un sublime Christoph Waltz. Bello anche il nero prestato alla causa dei padroni di Samuel L. Jackson, truccato come i finti neri dei film di Griffith.
Tra le altre cose, è probabilmente il film di Tarantino in cui si ride di più. Ma anche il meno eversivo. Ognuno valuti se nello scambio ci abbiamo perso o guadagnato.
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Re: C'era una volta il Cinema
Su Django, probabilmente sì. Se fai un western con un eroe positivo, quello deve essere il tuo eroe indiscusso per tutto il film, anche a costo di mitizzarlo. Il problema vero è che il personaggio di Jamie Foxx per tutto il film quasi scompare accanto a Christoph Waltz prima e DiCaprio poi, che gli rubano la scena. Nel finale, quando gli altri sono morti, Django diventa eroe mitico, ma a quel punto è meno credibile.Rakim wrote:
Partendo dal fatto che concordo e come avevo già scritto reputo la prima ora e mezza veramente favolosa ti chiedo: anche a te è parsa un pò fuori luogo, o meglio, eccessiva la sparatoria dove praticamente muoiono tutti, anche e soprattutto per l'uso della musica hip-hop sotto? Poi, sempre sulla seconda parte, il personaggio di Django prima ben caratterizzato e interpretrato è stato eccessivamente mitizzato.
Per il resto parli con uno che odia l'hip hop, per cui potrei non essere oggettivo, ma anche per me Tarantino ha nelle sue corde scene d'azione molto ma molto migliori di quella (se la confrontiamo con la lotta di Kill Bill nella roulotte con le due bionde che non riescono a sfoderare le spade perchè non c'è spazio, o con tutto il finale di Bastardi senza Gloria, ci accorgiamo della differenza).
Personalmente credo che il cattivo al cinema debba morire in maniera molto più spettacolare di quella in cui muore DiCaprio (anche se la battuta di Waltz "scusa, non sono riuscito a trattenermi" è da applausi), ma anche in questa scelta Tarantino è coerente con se stesso e con la sua scelta di fregarsene delle convenzioni. E poi il lunghissimo cazzeggio a cui segue una scena di violenza esplosiva in cui muoiono tutti è un suo marchio di fabbrica (ricordate lo scantinato dei Bastardi?).
P.s: ora stiamo a fare le pulci sui difetti, ma è un film che ha anche tanti pregi. Primo fra tutti un Christoph Waltz per cui invoco fin da ora un secondo Oscar (che poi secondo me avrebbe dovuto essere candidato e vincere anche l'anno scorso per il suo ruolo in Carnage, ma vabbè).
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
Waltz è un premio Oscar che cammina. Anche nei film del cazzo riesce comunque a bucare lo schermo. Veramente una spanna sopra.
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Re: C'era una volta il Cinema
francilive wrote:Waltz è un premio Oscar che cammina. Anche nei film del cazzo riesce comunque a bucare lo schermo. Veramente una spanna sopra.
"I tre moschettieri" piu "del cazzo" di quel film ne ricordo pochi negli ultimi 3-4 anni.
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
Beh, anche Green Hornet non scherza...Porsche 928 wrote:francilive wrote:Waltz è un premio Oscar che cammina. Anche nei film del cazzo riesce comunque a bucare lo schermo. Veramente una spanna sopra.
"I tre moschettieri" piu "del cazzo" di quel film ne ricordo pochi negli ultimi 3-4 anni.
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Re: C'era una volta il Cinema
bhe sbaglio o faceva pure Rex
un paio di cose su Django, ma dumas nero?! E chi minchia è quel tipo alla fine con Waltz sulle montagne con lui che gli dice "lo sai come ti chiameranno? la pistola più veloce del sud"? cmq mi pare che condivida qualche difettuccio con Bastardi, qualche "salto" che bisogna fare per credere a pieno alla trama, il finale non all'altezza della prima parte... S.L.Jackson e DiCaprio due personaggi ben fatti e inseriti nell'epoca, credo la cosa che mi sia piaciuta del film assieme a quando ammazzano i 3 ceffi che avevano frustato Fox. A me questo è piaciuto di più di Bastardi, sarà che avevo meno aspettative o che l'inizio di bastardi è talmente bello che la fine lascia troppo amaro in bocca.
quasi dimenticavo il meglio del meglio LA CANZONE DI TRINITA'

un paio di cose su Django, ma dumas nero?! E chi minchia è quel tipo alla fine con Waltz sulle montagne con lui che gli dice "lo sai come ti chiameranno? la pistola più veloce del sud"? cmq mi pare che condivida qualche difettuccio con Bastardi, qualche "salto" che bisogna fare per credere a pieno alla trama, il finale non all'altezza della prima parte... S.L.Jackson e DiCaprio due personaggi ben fatti e inseriti nell'epoca, credo la cosa che mi sia piaciuta del film assieme a quando ammazzano i 3 ceffi che avevano frustato Fox. A me questo è piaciuto di più di Bastardi, sarà che avevo meno aspettative o che l'inizio di bastardi è talmente bello che la fine lascia troppo amaro in bocca.
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Re: C'era una volta il Cinema
Ho visto Django Unchained stasera al cinema. Dico solo: lui è il Maestro 
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Gerry Donato
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Re: C'era una volta il Cinema
Temevo di rimanere isolato su Django, invece concordo sostanzialmente con tutti i commenti.
Sono due film in uno, il primo bellissimo ed il secondo tremendamente stancante (anche se conosco gente che inverte le due cose).
La scena quasi finale in cui fa il cameo Tarantino la ricordo solo per la fatica che stavo facendo da ormai parecchi minuti, dopo le rotture di palle del viaggio verso Candyland, del verboso dialogo a cena, delle lagne di Brunilda, del solito rifugio nella carneficina che decisamente non funziona in toto e del condannato a testa in giù.
Sento un plebiscito a favore di SL Jackson, per carità bravissimo nell'interpretazione, ma mi pare che il suo zio Tom alla rovescia sia sopravalutato e quasi banale nel non offrire spunti alla lunga, dopo che hai capito il suo emblematico ruolo nella prima apparizione.
Strepitosa invece la scena dei "bag head", quella specie di Ku Klux Klan incappucciati che discutono sull'utilità ed il formato del sacchetto in testa; per quanto mi riguarda il momento più azzeccato, insieme alle musiche, al faccia a faccia col Django originale ed ovviamente a Waltz.
Tutto ciò detto, se avete un solo ticket di tempo o denaro per vedere un film al cinema in questi giorni e siete in dubbio tra Django e Lincoln, non esiterei un solo istante ad andare a vedere il primo!
Stessa epoca e stesso tema da diversa prospettiva, ma Tarantino paradossalmente lo illustra 100 volte meglio di Spielberg.
Sono due film in uno, il primo bellissimo ed il secondo tremendamente stancante (anche se conosco gente che inverte le due cose).
La scena quasi finale in cui fa il cameo Tarantino la ricordo solo per la fatica che stavo facendo da ormai parecchi minuti, dopo le rotture di palle del viaggio verso Candyland, del verboso dialogo a cena, delle lagne di Brunilda, del solito rifugio nella carneficina che decisamente non funziona in toto e del condannato a testa in giù.
Sento un plebiscito a favore di SL Jackson, per carità bravissimo nell'interpretazione, ma mi pare che il suo zio Tom alla rovescia sia sopravalutato e quasi banale nel non offrire spunti alla lunga, dopo che hai capito il suo emblematico ruolo nella prima apparizione.
Strepitosa invece la scena dei "bag head", quella specie di Ku Klux Klan incappucciati che discutono sull'utilità ed il formato del sacchetto in testa; per quanto mi riguarda il momento più azzeccato, insieme alle musiche, al faccia a faccia col Django originale ed ovviamente a Waltz.
Stessa epoca e stesso tema da diversa prospettiva, ma Tarantino paradossalmente lo illustra 100 volte meglio di Spielberg.
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
Sabato intenso sotto il profilo cinematografico. Prima di La Miglior Offerta la proiezione del trailer ufficiale di Die Hard 5. Ormoni truzzi a manetta, sangue tarro che scorreva nelle vene, c'ho messo un buon quarto d'ora a concentrarmi sul film di Tornatore. Fortuna che nel frattempo non era successo nulla di particolarmente rilevante
LA MIGLIOR OFFERTA
Sceneggiatura eccellente portata in sala molto bene da un Tornatore che definirei redivivo dal punto di vista artistico dopo le ultime fesserie girate in Sicilia. Materiale anonimo, privo di qualsiasi mordente, quando ci aveva abituato a ben altro.
Eccellente il casting con un Geoffrey Rush che pur non arrivando ai livelli di altre sue note interpretazioni (lo so, sarò scemo, ma adoro il Sarto di Panama) risulta perfetto per la parte. L'attore australiano è supportato benissimo da Sutherland. Scendendo a livelli più terreni, va fatto un plauso a Tornatore, bravissimo a tirare fuori il meglio dagli altri, soprattutto da uno Sturgess molto inflazionato nell'ultimo periodo, ma che non ritengo essere un attore di alto livello. Contento di essere smentito in futuro.
Il finale è forse un po' lungo. Non rende la depressione del personaggio e conclude il discorso non aggiungendo nulla. Una maggior enfasi si sarebbe probabilmente avuta senza dilungarsi ulteriormente dopo la magnifica scena, di rara drammaticità, in cui Oldman entra nel suo caveau.
Consigliatissimo.
LA MIGLIOR OFFERTA
Sceneggiatura eccellente portata in sala molto bene da un Tornatore che definirei redivivo dal punto di vista artistico dopo le ultime fesserie girate in Sicilia. Materiale anonimo, privo di qualsiasi mordente, quando ci aveva abituato a ben altro.
Eccellente il casting con un Geoffrey Rush che pur non arrivando ai livelli di altre sue note interpretazioni (lo so, sarò scemo, ma adoro il Sarto di Panama) risulta perfetto per la parte. L'attore australiano è supportato benissimo da Sutherland. Scendendo a livelli più terreni, va fatto un plauso a Tornatore, bravissimo a tirare fuori il meglio dagli altri, soprattutto da uno Sturgess molto inflazionato nell'ultimo periodo, ma che non ritengo essere un attore di alto livello. Contento di essere smentito in futuro.
Il finale è forse un po' lungo. Non rende la depressione del personaggio e conclude il discorso non aggiungendo nulla. Una maggior enfasi si sarebbe probabilmente avuta senza dilungarsi ulteriormente dopo la magnifica scena, di rara drammaticità, in cui Oldman entra nel suo caveau.
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Re: C'era una volta il Cinema
back to back in serata per vedere il film di Redford che mi incuriosiva molto.
LA REGOLA DEL SILENZIO
Redford torna su un tema a lui caro, la politica. Lo fa attraverso una vicenda che ruota attorno alla cattura di alcuni latitanti trent'anni dopo un attentato terroristico. Trent'anni dopo, gli ideali per cui lottavano sono disillusi, anzi, i problemi sono ben maggiori rispetto all'intervento USA in Vietnam.
Ma al di là della denuncia di Redford, che per essere contenuta in un film americano risulta molto discreta, La Regola del Silenzio è anche un'occasione per riflettere sul ruolo della stampa, delle forze dell'ordine e dell'evoluzione dei personaggi nel corso di trent'anni in cui, dopo i fatti giovanili, si erano comunque costruiti una vita. Le conseguenze delle loro azioni si riflettono sui figli e sulle persone con cui convivono.
La storia c'è, la sceneggiatura è adattata abbastanza bene. Redford dirige mantenendo toni bassi, senza urlare e forse nel finale annoia proprio la sua indecisione tra la retorica critica ed un certo buonismo a livello umano che poteva forse risparmiarsi, dal momento che mette in scena un happy ending che personalmente non mi ha convinto, in quanto fuori tono con quanto avvenuto nella precedente ora e cinquanta minuti di film.
Un sacco di attori di alto livello in una produzione che vede davvero molti soggetti attivi. In ruoli secondari troviamo gente come Terrence Howard, Brendan Gleeson, Richard Jenkins, Stanley Tucci, Susan Sarandon e il mitico Nick Nolte.
Se i ruoli di supporto sono risolti in modo magistrale, qualche perplessità sui protagonisti è assolutamente lecita.
I protagonisti sono invece Shia Lebouef, bravo ma che a mio avviso dovrebbe fare qualche film serio per lasciarsi alle spalle delle produzioni che lo fanno precedere da una fama di mezzo cazzone. Non si capisce perchè anche qui gli abbiano ritagliato un soggetto a metà tra Peter Parker e il protagonista di Transformers. Un peccato, perchè i momenti drammatici li sa interpretare.
Lo stesso Redford appare parecchio arrugginito ma comunque ancora in grado di far ruotare una storia attorno al suo personaggio. Convince nella sua normalità, ma nel contesto appiattisce un po' troppo certe scene che avrebbero meritato una maggior tensione narrativa.
Ma sto rivolgendo delle critiche forse ingenerose a quello che rimane a tutti gli effetti un ottimo thriller, classico e ordinato.
Consigliato.
LA REGOLA DEL SILENZIO
Redford torna su un tema a lui caro, la politica. Lo fa attraverso una vicenda che ruota attorno alla cattura di alcuni latitanti trent'anni dopo un attentato terroristico. Trent'anni dopo, gli ideali per cui lottavano sono disillusi, anzi, i problemi sono ben maggiori rispetto all'intervento USA in Vietnam.
Ma al di là della denuncia di Redford, che per essere contenuta in un film americano risulta molto discreta, La Regola del Silenzio è anche un'occasione per riflettere sul ruolo della stampa, delle forze dell'ordine e dell'evoluzione dei personaggi nel corso di trent'anni in cui, dopo i fatti giovanili, si erano comunque costruiti una vita. Le conseguenze delle loro azioni si riflettono sui figli e sulle persone con cui convivono.
La storia c'è, la sceneggiatura è adattata abbastanza bene. Redford dirige mantenendo toni bassi, senza urlare e forse nel finale annoia proprio la sua indecisione tra la retorica critica ed un certo buonismo a livello umano che poteva forse risparmiarsi, dal momento che mette in scena un happy ending che personalmente non mi ha convinto, in quanto fuori tono con quanto avvenuto nella precedente ora e cinquanta minuti di film.
Un sacco di attori di alto livello in una produzione che vede davvero molti soggetti attivi. In ruoli secondari troviamo gente come Terrence Howard, Brendan Gleeson, Richard Jenkins, Stanley Tucci, Susan Sarandon e il mitico Nick Nolte.
Se i ruoli di supporto sono risolti in modo magistrale, qualche perplessità sui protagonisti è assolutamente lecita.
I protagonisti sono invece Shia Lebouef, bravo ma che a mio avviso dovrebbe fare qualche film serio per lasciarsi alle spalle delle produzioni che lo fanno precedere da una fama di mezzo cazzone. Non si capisce perchè anche qui gli abbiano ritagliato un soggetto a metà tra Peter Parker e il protagonista di Transformers. Un peccato, perchè i momenti drammatici li sa interpretare.
Lo stesso Redford appare parecchio arrugginito ma comunque ancora in grado di far ruotare una storia attorno al suo personaggio. Convince nella sua normalità, ma nel contesto appiattisce un po' troppo certe scene che avrebbero meritato una maggior tensione narrativa.
Ma sto rivolgendo delle critiche forse ingenerose a quello che rimane a tutti gli effetti un ottimo thriller, classico e ordinato.
Consigliato.
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Re: C'era una volta il Cinema
Boh, a me ha detto poco, solito film di Redford, che sai benissimo come si svilupperà, ma che non ti dà moltissime emozioni, poi con un finale veramente troppo da bambagia.
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Re: C'era una volta il Cinema
non condivido la tua analisi sulla mancata "rilettura" da parte di TarantinoBluto Blutarsky wrote:Allora, impressioni a caldissimo su Django Unchained:
Cominciamo col dire che avevamo lasciato Tarantino con un capolavoro, e lo ritroviamo con un film che evidentemente capolavoro non è. Ma è abbastanza fisiologico.
La mia prima sensazione, però, è quella di un Tarantino per una volta assai meno radicale nel voler rileggere il genere con cui si confronta. Che lo spaghetti-western sia il suo genere preferito lo ha detto mille volte. E forse proprio per questo sembra ci si sia approcciato con troppa deferenza, con troppo rispetto per i suoi canoni. In passato quando ha preso un genere lo ha rivoltato come un calzino. Qui quella voglia di alzare l'asticella non sembra averla avuta. Probabilmente ha contribuito anche il fatto stesso di parlare del cinema western, il genere che più di ogni altro vive di mitologie, che in quanto tali possono essere solo o celebrate o dissacrate. Difficile trovare una via di mezzo.
Detto questo non mancano - ovviamente - nè i suoi colpi di genio (però più sporadici del solito) nè le intenzioni degne di nota, in primis quella di rileggere criticamente una storia americana che fonda la sua grandezza sulla violenza, la sopraffazione e un'inconscia sensazione di subalternità verso la vecchia Europa.
Sul piano della tenuta narrativa ho trovato la prima metà nettamente superiore alla seconda, e probabilmente non è un caso che sia la parte del film che fa perno - più che su Django - sul professor Schultz di un sublime Christoph Waltz. Bello anche il nero prestato alla causa dei padroni di Samuel L. Jackson, truccato come i finti neri dei film di Griffith.
Tra le altre cose, è probabilmente il film di Tarantino in cui si ride di più. Ma anche il meno eversivo. Ognuno valuti se nello scambio ci abbiamo perso o guadagnato.
eravamo abituati a vedere il Sud come piantagioni di cotone e basta, qua portiamo le sparatorie del West al Sud. Io arrivo a dire che ha creato il Southern!
io sono uno che le Iene non lo ha apprezzato molto, ma azzardo a mettergli Django davanti
sull'hip hop concordo che stona un po', ma con Jamie Foxx non puoi certo metterci un gospel
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!