C'era una volta il Cinema
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SafeBet
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Re: C'era una volta il Cinema
cosa gli manca per esserlo?
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
CLOUD ATLAS
A volte il confine tra il capolavoro e la puttanata è davvero molto, molto sottile.
Cloud Atlas alterna ottimi momenti ad alcuni francamente imbarazzanti. La mancanza di un solido filo conduttore nella sceneggiatura rende sostanzialmente Cloud Atlas un insieme di molti episodi montati a caso durante il film. Non convince il finale in cui l'amore trionfa sempre. Banale, scontato, con una superficialità che finisce per sminuire l'enorme lavoro che c'è stato dietro questa produzione.
Perchè non è un capolavoro? Perchè è un film che non lascia praticamente nulla allo spettatore, che dopo tre ore è ancora li a chiedersi quale sia il senso di tutto quello che gli è capitato davanti agli occhi e passato attraverso le orecchie.
Consigliato per il coraggio e l'ambizione. Sconsigliato per il risultato artistico ottenuto.
A volte il confine tra il capolavoro e la puttanata è davvero molto, molto sottile.
Cloud Atlas alterna ottimi momenti ad alcuni francamente imbarazzanti. La mancanza di un solido filo conduttore nella sceneggiatura rende sostanzialmente Cloud Atlas un insieme di molti episodi montati a caso durante il film. Non convince il finale in cui l'amore trionfa sempre. Banale, scontato, con una superficialità che finisce per sminuire l'enorme lavoro che c'è stato dietro questa produzione.
Perchè non è un capolavoro? Perchè è un film che non lascia praticamente nulla allo spettatore, che dopo tre ore è ancora li a chiedersi quale sia il senso di tutto quello che gli è capitato davanti agli occhi e passato attraverso le orecchie.
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Sberl
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Re: C'era una volta il Cinema
Ho visto Scream 4....da fan della serie devo dire nettamente superiore al terzo, ma ovviamente inferiore al primo. Ma Craven per me è sempre una garanzia, costruisce un discreto film senza tirare in ballo sadismo, macchinari strani, splatter gratuito o trame campate per aria. Sembra sostanzialmente uno Scream 2.0, ambientato 16 anni dopo.
Non un capolavoro, ma comunque una discreta visione
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- StefanoDW
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Re: C'era una volta il Cinema
francilive wrote:CLOUD ATLAS
A volte il confine tra il capolavoro e la puttanata è davvero molto, molto sottile.
Cloud Atlas alterna ottimi momenti ad alcuni francamente imbarazzanti. La mancanza di un solido filo conduttore nella sceneggiatura rende sostanzialmente Cloud Atlas un insieme di molti episodi montati a caso durante il film. Non convince il finale in cui l'amore trionfa sempre. Banale, scontato, con una superficialità che finisce per sminuire l'enorme lavoro che c'è stato dietro questa produzione.
Perchè non è un capolavoro? Perchè è un film che non lascia praticamente nulla allo spettatore, che dopo tre ore è ancora li a chiedersi quale sia il senso di tutto quello che gli è capitato davanti agli occhi e passato attraverso le orecchie.
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Ammetto che non sono mai stato tanto perplesso alla fine di un film;non ci ho capito veramente una mazza.Leggo qua e la di un capolavoro,e continuo a chiedermi,a distanza di qualche giorno, 'ma cosa cavolo non ho colto???'
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Gio
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Re: C'era una volta il Cinema
Come, non hai colto il montaggio analogico , ..... l'occhio della madre ......?StefanoDW wrote:francilive wrote:CLOUD ATLAS
A volte il confine tra il capolavoro e la puttanata è davvero molto, molto sottile.
Cloud Atlas alterna ottimi momenti ad alcuni francamente imbarazzanti. La mancanza di un solido filo conduttore nella sceneggiatura rende sostanzialmente Cloud Atlas un insieme di molti episodi montati a caso durante il film. Non convince il finale in cui l'amore trionfa sempre. Banale, scontato, con una superficialità che finisce per sminuire l'enorme lavoro che c'è stato dietro questa produzione.
Perchè non è un capolavoro? Perchè è un film che non lascia praticamente nulla allo spettatore, che dopo tre ore è ancora li a chiedersi quale sia il senso di tutto quello che gli è capitato davanti agli occhi e passato attraverso le orecchie.
Consigliato per il coraggio e l'ambizione. Sconsigliato per il risultato artistico ottenuto.
Ammetto che non sono mai stato tanto perplesso alla fine di un film;non ci ho capito veramente una mazza.Leggo qua e la di un capolavoro,e continuo a chiedermi,a distanza di qualche giorno, 'ma cosa cavolo non ho colto???'
Mah!
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Gerry Donato
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Re: C'era una volta il Cinema
Come mi rivedo nei vostri pareri su Cloud Atlas!
Anche se, come dicevo, tra un annetto voglio dargli una seconda chance e provare a rivederlo per togliermi il dubbio.
Mi pare strano che sia diventato da una settimana all'altra iper esigente, eppure non riesco più a farmi piacere un film nella sua interezza.
Flight, di Robert Zemeckis: capolavoro assoluto per circa 50 minuti (ed occhio ai sorprendenti primi 3 minuti, al netto del forum di ricchioni
), con una scena magistrale sull'aereo di un sontuoso Denzel Washington in stato di grazia ed una partecipata empatia che nasce col suo personaggio dalla doppia morale. C'erano anche tutte le condizioni di contorno (John Goodman spacciatore, Don Cheadle avvocatone, vicenda sentimentale con Kelly Reilly ben avviata) per un grande film, ma poi Zemeckis si impappina con la storia d'amore introducendo al suo posto quella familiare in modo davvero superficiale e stucchevole, strapazza la vicenda giudiziaria e culmina lacrimevolmente nel peggior finale possibile ai limiti del tragicomico (agghiacciante più di tutti il "caso frigo-bar"
). Grandissima incompiuta, ma l'interesse che suscita la prima parte potrebbe comunque valere la pena.
Upside Down, di Juan Diego Solanas: altra incompiuta. L'idea è geniale ed è uno di quei giochi spazio-temporali che mi esaltano: due mondi con gravità capovolte, uno sotto-sopra all'altro, ma uno ricco e dominante, l'altro povero e sottoposto. Sono a contatto, interagiscono tra loro, ma gli abitanti non possono mescolarsi per le leggi della gravità che ovviamente li attirano nel proprio mondo.
Il regista gioca di continuo col sotto-sopra a tratti suggestivo, alla lunga semplicemente irritante; ma il vero problema è lo script, perché alla fine tutto si limita ad una storia d'amore promesso superando le correnti gravitazionali tra i due protagonisti (Kirtsen Dunst la ragazza), ovviamente appartenenti ai rispettivi mondi diversi: li ho dati per morti almeno 3 volte, ma sopravvivono sempre passando con invenzioni magiche insopportabili ed in modo ridicolo da un mondo all'altro tipo Alex l'ariete dalla porta-finestra, anzi diventando infine pionieri della nuova stabilità di gravità e "di un mondo migliore" grazie al concepimento di due gemelli ibridi
. Spreco imperdonabile.
Django Unchained, di chi sappiamo: non dico nulla perché risulterei fastidioso a prescindere e perché poi ho già stroncato a sufficienza Lincoln, naturalmente ben peggiore di questo. Mi accoderò ai primi pareri, ma anticipo che non entra nella mia top 200.
Amour, di Michael Haneke: non ricordo quali erano stati i pareri all'epoca della vittoria a Cannes, a cui ora si è aggiunto il Golden Globe. Già io non amo Haneke, ma senza che nessuno si offenda se passo 2 ore nel reparto di geriatria all'Ospedale del Circolo di Varese vedo più o meno le stesse cose e magari già che ci sono faccio pure del bene scambiando due chiacchiere con qualche ricoverato.
Agonizzante, angoscioso, opprimente, ma non nel senso delle emozioni quanto in quello della totale assenza di appeal ed interesse: perché un documentario sulla terza età di 130 minuti, ad onor del vero magistralmente interpretato dall'attrice protagonista Emmanuelle Riva, deve vincere qualsiasi premio esistente in natura ed io non riesco a capacitarmene?
7 Psicopatici, di Martin McDonagh: questo invece quasi quasi lo consiglio. Un gruppo di personaggi improbabili ed esuberanti si muovono attorno al protagonista Colin Farrell, sceneggiatore in crisi sulla falsariga di Cage in Ladro di orchidee. Splatter, humor nero britannico (ahi), un notevolissimo Christopher Walken, macchiette sopra le righe, certamente molto di già visto, però messo insieme secondo me in maniera nuova, vivace ed originale. Per chi si diverte a predire una carriera luminosa a registi alla prima o seconda opera, qui forse c'è materiale per avventurarsi. Per altro sono già alla caccia dell'unica opera precedente di questo McDonagh, In Bruges - La coscienza dell'assassino.
Anche se, come dicevo, tra un annetto voglio dargli una seconda chance e provare a rivederlo per togliermi il dubbio.
Mi pare strano che sia diventato da una settimana all'altra iper esigente, eppure non riesco più a farmi piacere un film nella sua interezza.
Flight, di Robert Zemeckis: capolavoro assoluto per circa 50 minuti (ed occhio ai sorprendenti primi 3 minuti, al netto del forum di ricchioni
Upside Down, di Juan Diego Solanas: altra incompiuta. L'idea è geniale ed è uno di quei giochi spazio-temporali che mi esaltano: due mondi con gravità capovolte, uno sotto-sopra all'altro, ma uno ricco e dominante, l'altro povero e sottoposto. Sono a contatto, interagiscono tra loro, ma gli abitanti non possono mescolarsi per le leggi della gravità che ovviamente li attirano nel proprio mondo.
Il regista gioca di continuo col sotto-sopra a tratti suggestivo, alla lunga semplicemente irritante; ma il vero problema è lo script, perché alla fine tutto si limita ad una storia d'amore promesso superando le correnti gravitazionali tra i due protagonisti (Kirtsen Dunst la ragazza), ovviamente appartenenti ai rispettivi mondi diversi: li ho dati per morti almeno 3 volte, ma sopravvivono sempre passando con invenzioni magiche insopportabili ed in modo ridicolo da un mondo all'altro tipo Alex l'ariete dalla porta-finestra, anzi diventando infine pionieri della nuova stabilità di gravità e "di un mondo migliore" grazie al concepimento di due gemelli ibridi
Django Unchained, di chi sappiamo: non dico nulla perché risulterei fastidioso a prescindere e perché poi ho già stroncato a sufficienza Lincoln, naturalmente ben peggiore di questo. Mi accoderò ai primi pareri, ma anticipo che non entra nella mia top 200.
Amour, di Michael Haneke: non ricordo quali erano stati i pareri all'epoca della vittoria a Cannes, a cui ora si è aggiunto il Golden Globe. Già io non amo Haneke, ma senza che nessuno si offenda se passo 2 ore nel reparto di geriatria all'Ospedale del Circolo di Varese vedo più o meno le stesse cose e magari già che ci sono faccio pure del bene scambiando due chiacchiere con qualche ricoverato.
Agonizzante, angoscioso, opprimente, ma non nel senso delle emozioni quanto in quello della totale assenza di appeal ed interesse: perché un documentario sulla terza età di 130 minuti, ad onor del vero magistralmente interpretato dall'attrice protagonista Emmanuelle Riva, deve vincere qualsiasi premio esistente in natura ed io non riesco a capacitarmene?
7 Psicopatici, di Martin McDonagh: questo invece quasi quasi lo consiglio. Un gruppo di personaggi improbabili ed esuberanti si muovono attorno al protagonista Colin Farrell, sceneggiatore in crisi sulla falsariga di Cage in Ladro di orchidee. Splatter, humor nero britannico (ahi), un notevolissimo Christopher Walken, macchiette sopra le righe, certamente molto di già visto, però messo insieme secondo me in maniera nuova, vivace ed originale. Per chi si diverte a predire una carriera luminosa a registi alla prima o seconda opera, qui forse c'è materiale per avventurarsi. Per altro sono già alla caccia dell'unica opera precedente di questo McDonagh, In Bruges - La coscienza dell'assassino.
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Re: C'era una volta il Cinema
io ioGerry Donato wrote:
In Bruges - La coscienza dell'assassino.
visto,molto carino e ben fatto,una bomboniera,come la città di Bruges del resto molto ben rappresentata,alla fine del film hai una voglia di bere birra che non finisce mai,c'è Colin Farrell e Ralph Fiennes...
volevo andare a vedere 7 Psicopatici ma non sapevo fosse uscito,diciamo che con tutti i film che ci sono in questo periodo probabilmente mi toccherà sacrificarlo e reperirlo in un secondo momento
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
Gerry Donato wrote:se passo 2 ore nel reparto di geriatria all'Ospedale del Circolo di Varese vedo più o meno le stesse cose e magari già che ci sono faccio pure del bene scambiando due chiacchiere con qualche ricoverato.
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Re: C'era una volta il Cinema
Buon per te, io altre tre ore da buttare non ce le trovo di sicuroGerry Donato wrote:Come mi rivedo nei vostri pareri su Cloud Atlas!![]()
Anche se, come dicevo, tra un annetto voglio dargli una seconda chance e provare a rivederlo per togliermi il dubbio.
Per carità, kolossal come Cloud Atlas vanno apprezzati anche solo per il tentativo. Non è da tutti buttare 100 e passa milioni di euro in una produzione di questo genere, certamente non commerciale, con l'ambizione di mettere assieme Avatar, Per le strade di San Francisco, New World e 2001 odissea nell'ospizio
Qui il rischio non l'hanno corso per nulla. La troiata l'hanno fatta alla grande
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
Non ho visto 7 psicopatici, perchè non saprei neanche dove andarlo a prendere (roba solo home video presumo...io preferisco di gran lunga vederli al cinema, per tante ed ovvie ragioni, anche se non ho ancora trovato il sistema per far aprire un cinema alle tre di notte quando ho voglia di vedere un filmGerry Donato wrote: 7 Psicopatici, di Martin McDonagh: questo invece quasi quasi lo consiglio. Un gruppo di personaggi improbabili ed esuberanti si muovono attorno al protagonista Colin Farrell, sceneggiatore in crisi sulla falsariga di Cage in Ladro di orchidee. Splatter, humor nero britannico (ahi), un notevolissimo Christopher Walken, macchiette sopra le righe, certamente molto di già visto, però messo insieme secondo me in maniera nuova, vivace ed originale. Per chi si diverte a predire una carriera luminosa a registi alla prima o seconda opera, qui forse c'è materiale per avventurarsi. Per altro sono già alla caccia dell'unica opera precedente di questo McDonagh, In Bruges - La coscienza dell'assassino.
Per quel che si è visto finora è proprio in questi film qua che Colin Farrell dà il meglio di sè. Non più tardi di due o tre giorni fa citavo appunto London Boulevard.
Produzioni di medio genere, abbastanza in amicizia, ma comunque in grado di permettersi il suo cachet come nome di richiamo, per poi trovarlo circondato da caratteristi, spesso più bravi di lui, anche a buon mercato.
Colin regge bene, perchè gli appioppano un personaggio spesso fighetto, anche un po' sex symbol, ma comunque un po' sfigato, lui sa fare molto bene il badass, con innata autoironia.
Nelle produzioni maggiori secondo me Colin regge solo come non protagonista, spesso in ruoli problematici, dove riesce a sfruttare bene la sua espressività.
Con una eccezione, il fantastico In Linea con l'Assassino, di Joel Schumacher.
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Re: C'era una volta il Cinema
7 psicopatici qua è uscito nelle sale, ma lo scartai in quanto mi sembrava l'ennesima puttanata emule non tanto di Tarantino quanto di Guy Ritchie, che a sua volta è un figlio (brutto, a parte qualche perla) fatto e finito del caro Quentin. Non sapevo che il regista fosse lo stesso di In Bruges, film che apprezzai assai nella sua semplicità, questo gli fà guadagnare più di una chance, me lo procurerò.
La donna ama Muccino e mi vuole trascinare a vedere il suo ultimo capolavoro, io odio visceralmente questo regista da quando mi sorbii una delle storie più stucchevoli e noiose che abbia mai visto: La ricerca della felicità. Con questa ultima sua fatica si risale un pò o si continua a scavare??
La donna ama Muccino e mi vuole trascinare a vedere il suo ultimo capolavoro, io odio visceralmente questo regista da quando mi sorbii una delle storie più stucchevoli e noiose che abbia mai visto: La ricerca della felicità. Con questa ultima sua fatica si risale un pò o si continua a scavare??
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Re: C'era una volta il Cinema
cambia donna.
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Re: C'era una volta il Cinema
SafeBet wrote:cambia donna.
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
stasera sono indeciso tra le seguenti opzioni
1- la miglior offerta
2- la bottega dei suicidi
3- andare a dormire una volta prima delle 4
si accettano consigli.
al momento in vantaggio la soluzione 2, film che mi ero perso e finalmente hanno rimesso in programmazione in una sala qui a torino. mi ha sempre ispirato molto.
1- la miglior offerta
2- la bottega dei suicidi
3- andare a dormire una volta prima delle 4
si accettano consigli.
al momento in vantaggio la soluzione 2, film che mi ero perso e finalmente hanno rimesso in programmazione in una sala qui a torino. mi ha sempre ispirato molto.
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Re: C'era una volta il Cinema
La soluzione 3 è sempre la migliore.
A me La ricerca della felicità non era sembrato male, sicuramente il migliore tra i film di Muccino sr
A me La ricerca della felicità non era sembrato male, sicuramente il migliore tra i film di Muccino sr
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