A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Sono stato molto contento quando è stato annunciato il ritorno di Zeman sulla panchina della Roma perchè lo apprezzo sia per le sue doti umane che di allenatore ma non nego di essere rimasto un pò basito poichè mi sapeva di minestra riscaldata. Qui a Roma, tutti noi sappiamo cosa può fare e cosa non può fare una squadra di Zeman; la rosa che ha al momento è nettamente superiore a quella del primo ciclo, dove forse non c'erano top players ma gente che sudava tutta la settimana e correva la domenica ma da Zeman ti puoi aspettare tutto tranne il fatto che scenda a compromessi, ha le sue idee e le porta all'estremo (Goicochea e Taxi titolari).
Spero di essere smentito ma con Zeman non vinceremo nulla ma possiamo mettere ottime basi per il futuro, importante per una squadra giovane come la nostra.
Sulla partita di domenica rimprovero al mister solo di aver tenuto DDR fuori, poi se Destro e Bradley l'avessero insaccata ora parleremmo di un'altra partita, il problema purtroppo è che con i "se" e i "ma" nel calcio non concludi nulla.
Spero di essere smentito ma con Zeman non vinceremo nulla ma possiamo mettere ottime basi per il futuro, importante per una squadra giovane come la nostra.
Sulla partita di domenica rimprovero al mister solo di aver tenuto DDR fuori, poi se Destro e Bradley l'avessero insaccata ora parleremmo di un'altra partita, il problema purtroppo è che con i "se" e i "ma" nel calcio non concludi nulla.
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Eccomi, mi fa piacere approfondire il tema.
In questo caso la difesa non può essere considerata slegata dalla logica dell'attacco. Zeman in diverse interviste ha spiegato il suo modo di vedere la questione e non è illogica la sua spiegazione. Per attuare un gioco offensivo di un certo tipo devi pressare e non attendere l'avversario, e per farlo ed avere dei mismatch devi portare avanti parecchi uomini; è comprovato che tale sistema risulta efficace nella qualità della manovra e dell'efficacia in termini di gol fatti. A quel punto però lui ti motiva l'approccio difensivo adottato come la naturale conseguenza di offendere in questo modo, ovvero deve tenere la squadra corta (principio valido per tutte le stagioni), per farlo necessariamente la linea della difesa deve stare più alta possibile. Trovandosi cosi schierato poi la naturale conseguenza è mandare l'avversario in fuorigioco e laddove questo non funziona, egli preferisce sempre tenere distante l'attaccante che a quel punto anzichè trovarsi già in area o nei pressi della porta, deve percorrere metri e il difensore può avere modo di intervenire o recuperare, coadiuvato dal portiere che giocando fuori dai pali si trova con maggiori opzioni a disposizione per intervenire. Questa spiegazione precisa l'ha ribadita ad esempio dopo Roma-Bologna. In linea teorica non è errato in senso assoluto, ha un suo filo logico, più che altro rimane un sistema più complesso da applicare anzichè un classico 4-4-2 che tutti hanno adottato nella propria carriera ma che non mette al riparo automaticamente dal prendere comunque gol anche se ti piazzi in 10 in area di rigore (mi viene in mente un Reggina-Roma dove SPalletti inserì Loria per aggiungere un terzo centrale e riempire l'area, ma nonostante ciò i palloni fioccavano da 30 e passa metri e con uno di questi i calabresi segnarono). Lui la vede cosi, chiaro che esistono anche altre variabili e se ad esempio non sei concentrato bucano, se nessuno torna ti trovi scoperto, se nessuno pressa il portatore di palla questi ha tutto il tempo di lanciare in profondità (problema identico lo aveva LE, i centrali avversari avevano sempre modo di alzare la testa e imbucare per l'attaccante trovando la Roma scoperta), se fanno passaggi orizzontali prima ancora che i compagni siano risistemati dopo una azione offensiva ti bucano, e cosi via. In linea di massima anche se sei in giornata no, non è obbligatorio prendere gol, dipende sempre dagli errori che fanno e puoi sempre difenderti con efficacia anche cosi.
A lui non interessa fare 4 o 5 gol per sfizio, a lui interessa la differenza reti, ecco perchè più di tanto non è necessariamente allarmante (sempre a livello teorico) se prendi gol se poi anche quando giochi male sei in grado di avere 3/4 occasioni nitide da gol. Alcuni numeri ed alcune prestazioni supportano questo suo modo di vedere la situazione. In genere si dice che si vince avendo una difesa che prende pochi gol, è vero ma fino ad un certo punto, nel senso che chi prende pochi gol e vince, è altresì in grado di segnare molti gol ed avere una differenza reti tale da fare più punti. Ad esempio guarda l'anno scorso: Zeman ha subìto 55 gol, il Torino 28, la differenza però la fa l'altro lato della medaglia, ovvero Zeman ne segna 90 mentre il Torino 57. Al netto hanno una differenza reti simile, +35 il Pescara e +29 il Torino, entrambe a pari punti in testa alla classifica. Altro esempio in un campionato dove non allenava l'armata brancaleone, è il 97/98 ed il 98/99: nel primo caso la Lazio arriva settima subendo ben 12 gol in meno, ma ne segna anche 14 di meno, al netto sono +25 Roma a 59 punti, +23 la Lazio a 56 punti; nella stagione successiva il Parma ne subisce 13 in meno e ne fa 14 in meno, con una differenza di punti di 1. Questi dati un po' noiosi li ho scritti per rilevare che è la differenza reti l'aspetto importante che lui ricerca e mette in conto il rischio bilanciandolo però con i gol, e mediamente viene rispecchiata sempre dalla classifica finale la differenza reti. Il problema a livello pratico lo eccepisci tu quando giustamente dici che se a volte non riesci a segnare per mille motivi, poi cosi non vai da nessuna parte. E' vero, in aggiunta in teoria è sempre più facile poter segnare un solo gol e non prenderne che cercare di segnarne più di uno per compensare quelli incassati, però la distribuzione ottimale di gol tra le varie partite è difficile da gestire, dopotutto se prendiamo l'ultima partita col Catania la Roma non ha sofferto praticamente mai prima dell'errore, eppure il sistema ha lavorato bene perchè di fatto ha creato i presupposti per segnare in almeno 4 occasioni. In quel caso io faccio fatica onestamente a contestargli questo tipo di idea tattica, ci vuole anche convinzione dei giocatori, mentalità, concentrazione che di sicuro lui deve dargli ma che gli stessi calciatori devono esteriorizzare.
Lui potrebbe anche modificare tutto il suo credo, per carità, però quando vedi le sconfitte della Roma ad esempio e lui dice che manca cattiveria, convinzione, concentrazione etc, non ha forse ragione? Per me si, fondamentalmente perchè comunque i giocatori queste cose a volte non le mettono proprio ed essendo il calcio comunque non una scienza esatta, a volte vinci comunque, altre volte perdi di misura, altre prendi l'imbarcata etc. La controprova la da la partita col Milan e con la Fiorentina: partite interpretate in maniera corretta e precisa, poi ovviamente gli errori si fanno e prendi gol comunque, esiste un avversario, ma in quei due casi ad esempio c'è la prova che questo sistema è in grado di essere efficace secondo queste indicazioni. La pretesa che tutti giochino perfettamente tutte e 38 le partite è irrealistica anche per lo stesso Zeman, ma pur non essendo scintillanti è possibile evitare una sconfitta sicura e portare a casa il risultato. Poi c'è sempre il discorso classico dell'opportunità di prendere lui o un Sannino del caso: si sa che Zeman è questo, se lo assumi è perchè vuoi un certo tipo di risultato da lui, altrimenti assumi altra gente. Lo stesso discorso valeva anche per LE, in parte lo giustificavo a livello generale, perchè lui quello sapeva fare e voleva fare, se lo prendi poi non ti puoi aspettare che si metta a fare barricate da lotta per la salvezza o cose simili.
Io credo che Zeman è un pacchetto unico, va considerato e valutato nel suo insieme perchè poi diventa difficile estrapolare un aspetto senza considerare tutto il resto.
boantos wrote:
Tim hai tempo?
Sono serio.
Spesso nelle interviste Zeman ha detto che se fai un goal più degli altri vinci, però se il tuo modulo di giocare è troppo spregiudicato e lascia la difesa sguarnita più volte nel corso di una partita, cosa succede nelle giornate storte quando la palla non ne vuole sapere di entrare?
In questo caso la difesa non può essere considerata slegata dalla logica dell'attacco. Zeman in diverse interviste ha spiegato il suo modo di vedere la questione e non è illogica la sua spiegazione. Per attuare un gioco offensivo di un certo tipo devi pressare e non attendere l'avversario, e per farlo ed avere dei mismatch devi portare avanti parecchi uomini; è comprovato che tale sistema risulta efficace nella qualità della manovra e dell'efficacia in termini di gol fatti. A quel punto però lui ti motiva l'approccio difensivo adottato come la naturale conseguenza di offendere in questo modo, ovvero deve tenere la squadra corta (principio valido per tutte le stagioni), per farlo necessariamente la linea della difesa deve stare più alta possibile. Trovandosi cosi schierato poi la naturale conseguenza è mandare l'avversario in fuorigioco e laddove questo non funziona, egli preferisce sempre tenere distante l'attaccante che a quel punto anzichè trovarsi già in area o nei pressi della porta, deve percorrere metri e il difensore può avere modo di intervenire o recuperare, coadiuvato dal portiere che giocando fuori dai pali si trova con maggiori opzioni a disposizione per intervenire. Questa spiegazione precisa l'ha ribadita ad esempio dopo Roma-Bologna. In linea teorica non è errato in senso assoluto, ha un suo filo logico, più che altro rimane un sistema più complesso da applicare anzichè un classico 4-4-2 che tutti hanno adottato nella propria carriera ma che non mette al riparo automaticamente dal prendere comunque gol anche se ti piazzi in 10 in area di rigore (mi viene in mente un Reggina-Roma dove SPalletti inserì Loria per aggiungere un terzo centrale e riempire l'area, ma nonostante ciò i palloni fioccavano da 30 e passa metri e con uno di questi i calabresi segnarono). Lui la vede cosi, chiaro che esistono anche altre variabili e se ad esempio non sei concentrato bucano, se nessuno torna ti trovi scoperto, se nessuno pressa il portatore di palla questi ha tutto il tempo di lanciare in profondità (problema identico lo aveva LE, i centrali avversari avevano sempre modo di alzare la testa e imbucare per l'attaccante trovando la Roma scoperta), se fanno passaggi orizzontali prima ancora che i compagni siano risistemati dopo una azione offensiva ti bucano, e cosi via. In linea di massima anche se sei in giornata no, non è obbligatorio prendere gol, dipende sempre dagli errori che fanno e puoi sempre difenderti con efficacia anche cosi.
Questo è un aspetto importante, nell'ultima conferenza stampa Zeman ha risposto ad una domanda che torna comoda.Vincere 4-2 fa bene allo spettacolo, però a memoria non ricordo nessuno (almeno in Italia) che abbia vinto con una media di quasi due reti a partita.
Mi ricordo invece chi vinceva 1a0 magari giocando pure male ma con una difesa granitica.
A lui non interessa fare 4 o 5 gol per sfizio, a lui interessa la differenza reti, ecco perchè più di tanto non è necessariamente allarmante (sempre a livello teorico) se prendi gol se poi anche quando giochi male sei in grado di avere 3/4 occasioni nitide da gol. Alcuni numeri ed alcune prestazioni supportano questo suo modo di vedere la situazione. In genere si dice che si vince avendo una difesa che prende pochi gol, è vero ma fino ad un certo punto, nel senso che chi prende pochi gol e vince, è altresì in grado di segnare molti gol ed avere una differenza reti tale da fare più punti. Ad esempio guarda l'anno scorso: Zeman ha subìto 55 gol, il Torino 28, la differenza però la fa l'altro lato della medaglia, ovvero Zeman ne segna 90 mentre il Torino 57. Al netto hanno una differenza reti simile, +35 il Pescara e +29 il Torino, entrambe a pari punti in testa alla classifica. Altro esempio in un campionato dove non allenava l'armata brancaleone, è il 97/98 ed il 98/99: nel primo caso la Lazio arriva settima subendo ben 12 gol in meno, ma ne segna anche 14 di meno, al netto sono +25 Roma a 59 punti, +23 la Lazio a 56 punti; nella stagione successiva il Parma ne subisce 13 in meno e ne fa 14 in meno, con una differenza di punti di 1. Questi dati un po' noiosi li ho scritti per rilevare che è la differenza reti l'aspetto importante che lui ricerca e mette in conto il rischio bilanciandolo però con i gol, e mediamente viene rispecchiata sempre dalla classifica finale la differenza reti. Il problema a livello pratico lo eccepisci tu quando giustamente dici che se a volte non riesci a segnare per mille motivi, poi cosi non vai da nessuna parte. E' vero, in aggiunta in teoria è sempre più facile poter segnare un solo gol e non prenderne che cercare di segnarne più di uno per compensare quelli incassati, però la distribuzione ottimale di gol tra le varie partite è difficile da gestire, dopotutto se prendiamo l'ultima partita col Catania la Roma non ha sofferto praticamente mai prima dell'errore, eppure il sistema ha lavorato bene perchè di fatto ha creato i presupposti per segnare in almeno 4 occasioni. In quel caso io faccio fatica onestamente a contestargli questo tipo di idea tattica, ci vuole anche convinzione dei giocatori, mentalità, concentrazione che di sicuro lui deve dargli ma che gli stessi calciatori devono esteriorizzare.
Sai perchè non cambia? Lo ha detto altre volte, non cambia perchè ricercando anche un certo gioco, approcciare cosi con la difesa avendo quel tipo di attacco è la soluzione migliore, se vuoi coprirti maggiormente perdi da qualche altra parte. Poi non dimentichiamoci che in linea generale (non faccio ora una valutazione della bontà di questa rosa o di quella di altri anni), quelli che ti fanno vincere sono sempre quelli forti forti, laddove non c'è compatibilità e accessibilità a questi, il gioco sopperisce a determinate carenze, ecco perchè poi anche Vignaroli fa una valanga di gol ma può essere lo stesso Del Vecchio etc.La mia domanda su Zeman è semplice. Può un allenatore tatticamente preparato come lui non capire dopo venti anni che forse deve cambiare qualcosa nella sua idea di gioco?
Lui potrebbe anche modificare tutto il suo credo, per carità, però quando vedi le sconfitte della Roma ad esempio e lui dice che manca cattiveria, convinzione, concentrazione etc, non ha forse ragione? Per me si, fondamentalmente perchè comunque i giocatori queste cose a volte non le mettono proprio ed essendo il calcio comunque non una scienza esatta, a volte vinci comunque, altre volte perdi di misura, altre prendi l'imbarcata etc. La controprova la da la partita col Milan e con la Fiorentina: partite interpretate in maniera corretta e precisa, poi ovviamente gli errori si fanno e prendi gol comunque, esiste un avversario, ma in quei due casi ad esempio c'è la prova che questo sistema è in grado di essere efficace secondo queste indicazioni. La pretesa che tutti giochino perfettamente tutte e 38 le partite è irrealistica anche per lo stesso Zeman, ma pur non essendo scintillanti è possibile evitare una sconfitta sicura e portare a casa il risultato. Poi c'è sempre il discorso classico dell'opportunità di prendere lui o un Sannino del caso: si sa che Zeman è questo, se lo assumi è perchè vuoi un certo tipo di risultato da lui, altrimenti assumi altra gente. Lo stesso discorso valeva anche per LE, in parte lo giustificavo a livello generale, perchè lui quello sapeva fare e voleva fare, se lo prendi poi non ti puoi aspettare che si metta a fare barricate da lotta per la salvezza o cose simili.
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ROBIN_87
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
ma Destro per essere questo fior fior di giocatore in estate conteso da tutte le big del nostro campionato non è un pò troppo poco freddo sotto porta.. ho visto divorarsi troppe occasioni dal ex-Siena.. voi che lo vedete spesso cosa mi dite???
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Ne parliamo dall'inizio dell'anno. Dà l'impressione di essere un ottimo giocatore, soprattutto alla luce del fatto che ancora deve compiere 22 anni.ROBIN_87 wrote:ma Destro per essere questo fior fior di giocatore in estate conteso da tutte le big del nostro campionato non è un pò troppo poco freddo sotto porta.. ho visto divorarsi troppe occasioni dal ex-Siena.. voi che lo vedete spesso cosa mi dite???
Ha evidentemente poca esperienza, e in questo preciso momento soffre il non giocare con continuità, che lo porta ad essere poco lucido quand'è il momento di concretizzare.
darioambro wrote:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere![]()
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Sara' una banalita' ma l'importante e' sapersi creare l'occasione. Poi la freddezza e soprattutto la serenita' mentale per segnare verranno da sole con il tempo.
Oggi e' chiamato a sostituire un giocatore che segna molto in questo inizio di stagione e che e' un leader dello spogliatoio, normale senta la pressione.
Oggi e' chiamato a sostituire un giocatore che segna molto in questo inizio di stagione e che e' un leader dello spogliatoio, normale senta la pressione.
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Tim sulla differenza reti hai senz'altro ragione, non fosse così ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.
55 reti subite in serie B però son tanta roba, questo lo dicevo ad inizio stagione. Certo son numeri che vanno presi insieme a quelli dell'attacco e come fai notare tu la differenza reti tra voi e il Torino non era tantissima.
Le mie perplessità ad inizio anno erano legate alle difficoltà della serie A, dove molte squadre fanno le barricate e giocano di rimessa.
O hai un attacco fenomenale e fai sempre un goal più degli altri, o i risultati saranno altalenanti.
Basta poco, l'assenza di Osvaldo, la poca freddezza di Destro, la luna storta di Lamela etc... e vincere sarà maledettamente difficile.
55 reti subite in serie B però son tanta roba, questo lo dicevo ad inizio stagione. Certo son numeri che vanno presi insieme a quelli dell'attacco e come fai notare tu la differenza reti tra voi e il Torino non era tantissima.
Le mie perplessità ad inizio anno erano legate alle difficoltà della serie A, dove molte squadre fanno le barricate e giocano di rimessa.
O hai un attacco fenomenale e fai sempre un goal più degli altri, o i risultati saranno altalenanti.
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Giulay27
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Che senso ha punire Marquinho?? La coppa Italia è l'ancora di salvezza per tornare in europa, possibili mai che nessuno se ne renda conto a Trigoria?
Qua certe volte si perde il senso della realtà, altro che normalità!!
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Ma domani, considerando che Zeman non cambia modulo neanche sotto minaccia, chi ci mettete in attacco? Pippo Baudo e Daniele Piombi (cit.) ? 
- rowiz
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Tu sai cosa è successo con certezza?Giulay27 wrote:Che senso ha punire Marquinho?? La coppa Italia è l'ancora di salvezza per tornare in europa, possibili mai che nessuno se ne renda conto a Trigoria?
Qua certe volte si perde il senso della realtà, altro che normalità!!
darioambro wrote:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere![]()
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Sono d'accordo.A.F.D.U.I. President wrote:Sara' una banalita' ma l'importante e' sapersi creare l'occasione. Poi la freddezza e soprattutto la serenita' mentale per segnare verranno da sole con il tempo.
Oggi e' chiamato a sostituire un giocatore che segna molto in questo inizio di stagione e che e' un leader dello spogliatoio, normale senta la pressione.
Anche tu hai ragione, diciamo che preferisce seguire la via più rischiosa e articolata rispetto a un qualsivoglia minestraro del caso. Sarà deformazione personale ma io ci vedo ancora un potenziale inespresso, il problema è che conoscendo i polli di Trigoria temo non sarà cosi semplice.boantos wrote:Tim sulla differenza reti hai senz'altro ragione, non fosse così ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.
55 reti subite in serie B però son tanta roba, questo lo dicevo ad inizio stagione. Certo son numeri che vanno presi insieme a quelli dell'attacco e come fai notare tu la differenza reti tra voi e il Torino non era tantissima.
Le mie perplessità ad inizio anno erano legate alle difficoltà della serie A, dove molte squadre fanno le barricate e giocano di rimessa.
O hai un attacco fenomenale e fai sempre un goal più degli altri, o i risultati saranno altalenanti.
Basta poco, l'assenza di Osvaldo, la poca freddezza di Destro, la luna storta di Lamela etc... e vincere sarà maledettamente difficile.
Soluzione piuttosto ibrida direi, con Florenzi alto, Destro e Pjanic.The King 86 wrote:Ma domani, considerando che Zeman non cambia modulo neanche sotto minaccia, chi ci mettete in attacco? Pippo Baudo e Daniele Piombi (cit.) ?
Ha sputato a terra direzione Cangelosi, Zeman era poco dietro.rowiz wrote:
Tu sai cosa è successo con certezza?
Ha fatto bene ad escluderlo, cosi come fece bene LE ad escludere Osvaldo dopo la pizza al El Coco. La realtà non significa autorizzare gesti simili che sono inaccettabili anche se stessero per giocare la CL.
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Infatti la mia domanda era volta a far emergere una qualche cappellata del suddetto.Tim-D wrote:Ha sputato a terra direzione Cangelosi, Zeman era poco dietro.rowiz wrote:
Tu sai cosa è successo con certezza?
Ha fatto bene ad escluderlo, cosi come fece bene LE ad escludere Osvaldo dopo la pizza al El Coco. La realtà non significa autorizzare gesti simili che sono inaccettabili anche se stessero per giocare la CL.
E' evidente che ha fatto bene, per me era immaginabile anche prima, visto che non sono episodi che accadono così spesso.
Quello che ci perde di più in tutta questa situazione è proprio Q'o visto che era una delle poche occasioni che aveva per partire titolare
darioambro wrote:ahahah ro, tu sei davvero l'altra palla che vorrei avere![]()
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Giulay27
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Ha fatto bene? Secondo me no!
A differenza del gesto di Osvaldo, è qualcosa avvenuto in un contesto poco chiaro, con zero testimoni e al di fuori dello spogliatoio. Ma non è neanche questo il punto. Vuoi punirlo?? Bene. multalo, fallo allenare con la primavera, non convocarlo in campionato; ma caspita cosi alla fine si penalizza più la squadra( attenzione non parlo di tifosi o società nello specifico) che il giocatore stesso. Parlare di Quinho in termini del genere piace poco pure a me, pero ti serviva come il pane stasera, fenomeno, pippa o normale giocatore che sia. Io credo che in un determinato ambiente come può essere quello di una squadra di calcio certe cose capitano, l'importante è saperle gestire senza eccessi da ambo le parti e soprattutto senza far trapelare troppo, visto e considerato l'ambiente in cui ci si trova. E poi perche punire Quinho e non Pjanic? Perche il brasiliano e non Osvaldo?? A cosa serve fare l'intransigente "maestro di vita" ( qua ci metto pure la dirigenza) se poi esistono figli e figliastri. Per quanto riguarda l'allenatore, tralasciando la stima che nutro nei suoi confronti, posso affermare senza dubbio alcuno che sbaglia nella gestione dei giocatori. Accusarli di scarso impegni, incolparli spesso quando si perde, trattarli come un branco di figli di buona donna( che poi è l'impressione generale o quasi di gente poco avvezza alle segrete stanze di Trigoria ) è poco propedeutico ad un miglioramento collettivo ed al raggiungimento dei risultati. L'elogio, come il rimprovero, avviene nel gruppo, con riservatezza e cercando di risolvere il problema portandolo se necessario a minimizzarlo. Sembrerà semplicistico nonché sbagliato ma è anche così che funziona una squadra di calcio. La realtà sta nell'essere cinici e pratici a volte.
A differenza del gesto di Osvaldo, è qualcosa avvenuto in un contesto poco chiaro, con zero testimoni e al di fuori dello spogliatoio. Ma non è neanche questo il punto. Vuoi punirlo?? Bene. multalo, fallo allenare con la primavera, non convocarlo in campionato; ma caspita cosi alla fine si penalizza più la squadra( attenzione non parlo di tifosi o società nello specifico) che il giocatore stesso. Parlare di Quinho in termini del genere piace poco pure a me, pero ti serviva come il pane stasera, fenomeno, pippa o normale giocatore che sia. Io credo che in un determinato ambiente come può essere quello di una squadra di calcio certe cose capitano, l'importante è saperle gestire senza eccessi da ambo le parti e soprattutto senza far trapelare troppo, visto e considerato l'ambiente in cui ci si trova. E poi perche punire Quinho e non Pjanic? Perche il brasiliano e non Osvaldo?? A cosa serve fare l'intransigente "maestro di vita" ( qua ci metto pure la dirigenza) se poi esistono figli e figliastri. Per quanto riguarda l'allenatore, tralasciando la stima che nutro nei suoi confronti, posso affermare senza dubbio alcuno che sbaglia nella gestione dei giocatori. Accusarli di scarso impegni, incolparli spesso quando si perde, trattarli come un branco di figli di buona donna( che poi è l'impressione generale o quasi di gente poco avvezza alle segrete stanze di Trigoria ) è poco propedeutico ad un miglioramento collettivo ed al raggiungimento dei risultati. L'elogio, come il rimprovero, avviene nel gruppo, con riservatezza e cercando di risolvere il problema portandolo se necessario a minimizzarlo. Sembrerà semplicistico nonché sbagliato ma è anche così che funziona una squadra di calcio. La realtà sta nell'essere cinici e pratici a volte.
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Non mi sembrano assolutamente paragonabili le situazioni: sputare o prendere a pizze i compagni non sono cose che capitano in una squadra, non devono capitare e se le lasci passare facendo giocare il giocatore allora poi vale tutto.Giulay27 wrote:Ha fatto bene? Secondo me no!
A differenza del gesto di Osvaldo, è qualcosa avvenuto in un contesto poco chiaro, con zero testimoni e al di fuori dello spogliatoio. Ma non è neanche questo il punto. Vuoi punirlo?? Bene. multalo, fallo allenare con la primavera, non convocarlo in campionato; ma caspita cosi alla fine si penalizza più la squadra( attenzione non parlo di tifosi o società nello specifico) che il giocatore stesso. Parlare di Quinho in termini del genere piace poco pure a me, pero ti serviva come il pane stasera, fenomeno, pippa o normale giocatore che sia. Io credo che in un determinato ambiente come può essere quello di una squadra di calcio certe cose capitano, l'importante è saperle gestire senza eccessi da ambo le parti e soprattutto senza far trapelare troppo, visto e considerato l'ambiente in cui ci si trova. E poi perche punire Quinho e non Pjanic? Perche il brasiliano e non Osvaldo?? A cosa serve fare l'intransigente "maestro di vita" ( qua ci metto pure la dirigenza) se poi esistono figli e figliastri. Per quanto riguarda l'allenatore, tralasciando la stima che nutro nei suoi confronti, posso affermare senza dubbio alcuno che sbaglia nella gestione dei giocatori. Accusarli di scarso impegni, incolparli spesso quando si perde, trattarli come un branco di figli di buona donna( che poi è l'impressione generale o quasi di gente poco avvezza alle segrete stanze di Trigoria ) è poco propedeutico ad un miglioramento collettivo ed al raggiungimento dei risultati. L'elogio, come il rimprovero, avviene nel gruppo, con riservatezza e cercando di risolvere il problema portandolo se necessario a minimizzarlo. Sembrerà semplicistico nonché sbagliato ma è anche così che funziona una squadra di calcio. La realtà sta nell'essere cinici e pratici a volte.
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Tim Cup, Fiorentina-Roma
Roma (3-4-3): Goicoechea; Marquinhos, Castan, Burdisso; Piris, De Rossi, Bradley, Balzaretti; Pjanic, Destro, Florenzi
La soluzione tattica mi intriga, ma non sono molto convinto di vederla per la prima volta in una partita del genere...speriamo bene!
Roma (3-4-3): Goicoechea; Marquinhos, Castan, Burdisso; Piris, De Rossi, Bradley, Balzaretti; Pjanic, Destro, Florenzi
La soluzione tattica mi intriga, ma non sono molto convinto di vederla per la prima volta in una partita del genere...speriamo bene!
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Gio
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Re: A.S. Roma 1927; la casa del 4-3-3
Maxy_690 wrote:Tim Cup, Fiorentina-Roma
Roma (3-4-3): Goicoechea; Marquinhos, Castan, Burdisso; Piris, De Rossi, Bradley, Balzaretti; Pjanic, Destro, Florenzi
La soluzione tattica mi intriga, ma non sono molto convinto di vederla per la prima volta in una partita del genere...speriamo bene!
Piu che altro e una necessita tattica, tra squalifiche, infortuni e "tagli disciplinari" i giocatori sono quelli, piu qualche primavera assortito.