francilive wrote: Ma quale tesi Toni? E' la realtà dei fatti. Non servono dimostrazioni, basta aprire gli occhi.
Ma cosa vuoi che vinca Toni? Non ha la consapevolezza tecnica della gestione di questa squadra.
Qui siamo al ridicolo. In qualsiasi squadra, fino a qualche anno fa, non avrebbe mangiato il panettone.
Adesso siccome fanno tutti schifo
Già solo la gestione di De Rossi la dice lunga. Inoltre vorrei capire chi sono questi giovani che stanno facendo progressi straordinari, quando quelli bravi erano già bravi prima e quelli scarsi a volte giocano pure al posto di quelli bravi. L'unica nota lieta è per chi gioca al fantacalcio. Le punte delle sue squadre segnano sempre parecchio, devi solo azzeccare bene i cicli lunari, evitando giornate come quella di oggi quando le metti in campo.
Ma mi sa di magra consolazione.
Io fossi un tifoso della Roma mi sentirei insultato ad avere un incapace del genere come allenatore e soprattutto un dirigente senza un progetto tecnico come Baldini.
Perchè Luigi è andato, Zeman se ne andrà, ma l'estate prossima il rischio è di ricadere sempre negli stessi errori.
Potremmo anche riaprire il dibattito che abbiamo fatto, quando ci siamo riusciti, nel topic aperto da timme, ma ripeteremmo le stesse cose. In linea di massima gli allenatori che hanno vinto sono un tot, diciamo i plurivittoriosi, e questi hanno il diritto di ritenersi ed essere ritenuti
credibili in relazione a come si vince (con qualche eccezione, tipo Mancini) ma in generale, facendo finta che si possa prescindere dai risultati, Zeman è un ottimo insegnante di calcio. Non è certo l'unico e non è il migliore neanche nel suo ambito filosofico ma rimane un ottimo insegnante. Secondo me, a prescindere dagli sport, gli allenatori sono di due tipi: quelli che fanno didattica e quelli che gestiscono gli uomini. Le due cose è bene che sappiano farle entrambe ma nella gran parte dei casi sono sempre sbilanciati più verso una cosa che verso l'altra.
In tutti i casi, in Italia, un allenatore -vincente o perdente che sia- è da considerarsi a termine su qualsiasi panchina. Non c'è credibilità iniziale che conti, non c'è serie di vittorie che influisca, arriva il momento in cui si esaurisce il credito e vengono avvicendati. Uno dei più longevi è stato Ancelotti al Milan, ma pure a livelli diversi ne ricordo pochi che son stati a lungo in un club. C'era stato un bel sodalizio al Bari degli anni '90, mi pare, con la triade Matarrese (presidente), Regalia (DS) e Fascetti (allenatore), che in base ai giocatori che riuscivano a prendere facevano bene o meno bene ma quello che mi piaceva era il realismo, il sapere che anche quando andava meno bene non doveva per forza pagare l'allenatore. Eppure anche loro sciolsero quel sodalizio. In Italia non duri, non vedremo un Ferguson ma neanche un Wenger.
In un contesto simile, dove anche i Sacchi, Lippi e Capello, presto o tardi, vengono avvicendati, figurati uno che non ha sommato i trofei che hanno vinto questi. Ma di
tutti gli altri (che non son questi) Zeman rimane uno di quelli più credibili, a prescindere dalle simpatie, e perché? Perché è un ottimo insegnante e più volte gli è riuscito di dimostrarlo. Se vincerà? Cinicamente ti dirò che probabilmente no, non vincerà mai. Pazienza? Il calcio è anche questo.
