darioambro wrote:sulla questione patrimoniale il punto è un altro, chi ha davvero tanti soldi, usa società di comodo, magari anche estere, deve essere dimostrato poi in sede di ispezione fiscale che tutto il parco societario sia riconducibile allo stesso soggetto ispezionato, parlando mesi fa con una persona, mi ha detto che nella stragrande maggioranza dei casi il tempo, gli uomini impegnati, e in generale la struttura necessaria per scovare i grandi evasori, non rende quanto sperato, molto meglio andare dal commerciante o dal piccolo artigiano e fargli il mazzo perchè non fa gli scontrini o le fatture, poco tempo, pochi uomini e poche spese, morale meglio prendere 2 da 100 soggetti in un mese, piuttosto che 20 da un soggetto in 4 mesi.
Solo un accenno riguardo alle società cosiddette "di comodo".
Prima di tutto vengono fatte passare come una mezza troffa ai danni dello Stato, quando sono una cosa perfettamente lecita.
In secondo luogo se tali società hanno patrimonio, questo viene tassato. Evadono se hanno fondi neri, ma questo vale anche per i privati. Di solito il patrimonio, che si tratti di beni immobili o di titoli finanziari, è acquistato con fondi leciti, dato che vige l'obbligo della rintracciabilità.
In terzo luogo il fatto che siano le società a pagare tasse ed imposte alla fonte è una norma diffusa in tutto il mondo, dato che la cosa conviene allo Stato almeno quanto a chi costituisce la società, se non molto di più.
In quarto luogo se vogliamo le società devono avere un bilancio certificato da un commercialista e se superano certe dimensioni anche un collegio sindacale, cosa che ai privati non necessita. Questo, oltre a generare un ulteriore utile per lo Stato (tenuta dei bilanci, CCIAA, bolli etc.), rende più complessa l'evasione fiscale.
In quarto luogo il fatto che molti commentatori accomunino un istituto lecito e conveniente per lo Stato, come il fatto che esistano società costituite per gestire un patrimonio, con l'evasione fiscale, si scandalizzino se poi a tali società sono intestati mezzi anche di lusso e gridino alla truffa se poi gli azionisti di tali società, che ovviamente non pagano imposte sui redditi sui dividendi in quanto le imposte sul reddito le ha pagate la società e poi sono stati ulteriormente tassati gli stessi dividendi, pagano poche tasse come persone fisiche, questo fatto fa comprendere come ci sia tantissima malafede nel commentare i fenomeni fiscali.
Una breve conferma di quanto scritto sopra, che allo Stato conviene che le tasse le paghino le società e non i privati cittadini:
http://noisefromamerika.org/articolo/fa ... ne-fiscale
PS Per quanto io sia strenuamente avversario di ogni forma di patrimoniale, in questo momento è quasi inevitabile che si sposti la tassazione dai redditi ai patrimoni, in quanto in un momento di recessione i redditi diminuiscono, i patrimoni sono più stabili e, in secondo luogo, sono giustamente più difficili da nascondere. Occorre però tener conto di un paio di cose che Fassina e Co non considerano.
Prima di tutto il patrimonio immobiliare non è facile da spostare, quello mobiliare si. Se la tassazione supera certi livelli liquidi e titoli se ne vanno altrove.
in secondo luogo siamo in un momento di crisi immobiliare spaventosa, gli immobili hanno perso valore, è difficile metterli a reddito ed il mercato è fermo, esagerare vuol dire fermare ulteriormente il mercato ed ingolfarsi di beni da vendere all'asta, impresa oggi difficile, anzichè di soldi.
In terzo ed ultimo luogo siamo pur sempre il paese con la pressione fiscale più alta del mondo, ribadisco più alta del mondo, spostare in parte l'imposizione dai redditi ai patrimoni può avere un senso, aumentare tale pressione fiscale è semplicemente folle.