Bonner wrote:Jakala wrote:
Si, ma chi eredità case vecchie da genitori o nonni cosa deve fare spararsi?
Perché é da generazioni che agli italiani viene inculcato che devono comprarsi una casa, i miei a più riprese mi hanno detto di comprarla e non andare in affitto, quindi tutti siamo proprietari di case in zone che negli anni hanno assunto valori altissimi e che secondo il tuo ragionamento, ma anche di molti tecnocrati, devono vendere perché non sono in grado di pagarci le tasse sopra.
Scusami ma non vedo il boldato come un crimine. Non stiamo parlando di prima casa.
La difficoltà a pagare per alcuni soggetti è indubbia, e vendere senza svendere oggi è difficilissimo, con il fermo del mercato che c'è in corso, qui non si parla di etica o morale, ma di fare i conti con la realtà, tenendo conto che anche le rendite degli immobili sono molto calate ed anche gli affitti sono di riscossione più difficile, come testimonia l'aumento costante delle cause di sfratto. E l'aumento di queste cause fa capire quanto sia negativa la decisione di molti comuni di non rinnovare alcuni sgravi per i comodati d'uso e per gli affitti con canone concordato, in quanto ovviamente un aumento dei costi dell'immobile alla prima occasione sarà spostato sull'utilizzatore, inquilino o comodatario che sia.
Per altro il mattone è stato sempre anche il principale strumento di risparmio per gli italiani, assieme ai titoli di stato. Colpirlo in modo eccessivo significa colpire le formiche a favore delle cicale.
Oggi una tassazione sugli immobili è un esercizio di equilibrismo fra le motivazione che ho elencato sopra (certezza dell'incasso, stabilità dell'incasso anche a fronte di un calo dei redditi, difficoltà di evasione, impossibilità di colpire le rendite finanziarie in modo maggiore per la necessità di rinnovare oltre 400 miliardi di euro di titoli di stato l'anno etc.), che la rendono inevitabile, e queste considerazioni. Sperando che non arrivi il Berlusconi (ma anche il Vendola) della situazione a sparigliare conti fatti col bilancino in nome di morali che, condivisibili o meno che siano, non fanno i conti con la realtà.