In merito allo spareggio di domani la mia preoccupazione principale, corroborata dagli ultimi anni di campagne europee, è che al momento decisivo tanto ci mancherà la "benza".
Possiamo anche beccare la squadra meno quotata di turno ma quelli di sicuro correranno. Noi no, in confronto a loro passeggeremo.
Al di là delle spagnole, che hanno i giocatori che vanno come tanti motorini alimentati a pane e bombe, ho ben presente le pessime figure a livello atletico che abbiamo offerto in eurovisione contro le inglesi, ottavi di un anno fa con l'Arsenal compresi.
Detto ciò volevo spendere due parole sul Milan, di quest'anno ma anche degli scorsi.
Potrà avere il sapore dell'ovvietà da bar, che enuncio mentre le noccioline mi si incastrano fra i denti, ma siamo su un forum e quindi vi beccate anche il parere di un illustre sconosciuto come me.
Quando ogni estate i vari Seedorf, Gattuso e co. venivano caricati dal "dottor" Galliani sul pullman del prolungamento di contratto la domanda che mi ponevo era sempre la stessa: quando pagheremo tutto questo?
Per anni siamo andati avanti reggendoci sulla solida struttura che era stata creata all'inizio del 2000 e che aveva raccolto degnamente l'eredità degli anni 90: Paolo e Billy (ma anche altri) hanno saputo trasferire il sacro fuoco, anche a costo di scappellotti, e a farlo recepire a chi era arrivato in quel periodo, ad iniziare da Gattuso e Pirlo (Ambro stava lì da poco prima).
Poi vabbè, combinazione ha voluto che dall'Ucraina fosse venuto il figlio di Chernobyl, l'uomo bionico con gli occhi da Bambi e con lui tanti altri tasselli fondamentali.
Il tempo passava, noi diventavamo sempre più belli (mia opinione il Milan della stagione terminata tragicamente ad Istanbul il più bello in assoluto, modello Brasile '82 bello&perdente) e nel frattempo abbiamo iniziato a raccogliere le ex stelle del Barca per vendere qualche maglietta in più, dicendo urbi et orbi che il futuro sarebbe dovuto partire dallo stadio di proprietà e dal merchandising.
Benissimo.
Sullo stadio non mi dilungo, dico solo che preferiamo pagare un canone annuo che si aggira sui 10 mln € piuttosto che investirne circa 150, a spanne, per garantirci un plus di introiti.
E affidiamo pure il futuro al merchandising ma se non teniamo da conto che viviamo nel paese dei tarocchi e che spendere 70-80 euro per una maglietta manco per il cazzo, beh... che ve lo dico a fare?
Comunque sia, in mezzo a qualche investimento sballato (per Kakà, Pato1.0 e T. Silva ci siamo sorbiti anche Rivaldo, Olivera e il Dentone) arrivavano le vittorie e gli allori che arrivavano quindi tutti contenti.
Poi due anni fa un presunto cambio di rotta: si passa dall'acquistare i fenomeni da circo buoni per vendere il brand Milan al prendere la garanzia per lo scudetto (Ibra) mettendoci attorno gente che potesse rendere.
La strategia ha pagato in parte e per poco non ci portavamo a casa un altro scudo che abbiamo perso in maniera sciagurata e che la Juve si è guadagnato.
Oggi ci troviamo più poveri di prima e con due conflitti principali:
- a livello azionario
- a livello societario:
Il primo punto va considerato sul medio lungo periodo: è evidente che l'azionista di maggioranza ha anime divise al suo interno perchè in Fininvest Dudy e Marina vogliono tagliare e magari tirare dentro qualcuno col cash mentre il padre ogni tanto si fa ancora sentire e quando c'ha voglia prende l'elicotterino e fa un giretto a Milanello regalando titoli alla stampa.
Qui francamente non ho idea di come si risolverà: B. è malato? vuole tornare in politica? o sta studiando l'uscita di scena?
Vedremo.
Faccia quello che vuole, sinceramente io non mi sento di accusarlo di nulla perchè mi ha fatto vivere anni sportivi ineguagliabili e inarrivabili. E' un peccato ma la vita è così, ad un certo punto finisce.
Il secondo punto è quello focale per il breve-medio periodo ed è proprio qui che è necessario fare più chiarezza possibile perchè Galliani, che ha tirato la carretta in questi ultimi 5 lustri, a gennaio di quest'anno ha dovuto buttare giù un boccone amarissimo con la storia Pato - PSG - Tevez.
Era fatta ma Barbarella ha detto "nada" e quindi "nada".
Avremmo potuto proseguire ancora per 1-2 anni con questa gestione di stampo "conservativo", chi lo sa.
Ad ogni modo è andata così e si è profilata la concreta occasione di cambiare rotta in maniera drastica.
La politica degli under 25-26-27 (fate voi) con ricalibrazione degli ingaggi era a portata di mano ma non siamo riusciti a sfruttarla a pieno.
Peccato.

