Il topic della politica... entrateci moderatamente.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
http://www.linkiesta.it/blogs/sogni-di- ... totalmente
La rabbia e il cambiamento - lo sciopero di ieri va compreso, anche se totalmente inutile
Giovanni Ravetta - 15 novembre 2012
Spesso, troppo spesso, ci si colloca nel giudizio delle manifestazioni come quella di ieri in due sole nette posizioni: quella della condanna di una parte del disagio manifestante e dell' assoluzione completa dell'altra parte, quella istituzionale delle forze dell'ordine e dell'Ordine dello status quo più in generale. O viceversa.
Oggi più che mai la rabbia della piazza è capita e quasi accettata da una percentuale molto maggiore di persone: come si può non essere rabbiosi verso una crisi che pian piano sgretola le certezze del presente e demolisce il futuro? Come si può non essere iracondi in questo contesto di insicurezza economica e realizzativa e vedere quotidianamente scandali di classe dirigente improba, avida e corrotta? Come si può stare fermi in mezzo alla moltitudine di suicidi di imprenditori disperati per fallimenti che non avrebbero mai previsto anche solo 10 anni addietro, e per ogni impiccagione c'è un ruba galline della nostra classe politica che si ingozza di denaro pubblico illegale (per quanto i rimborsi a partiti, ai gruppi parlamentari o consigliari siano a tutti gli effetti legali, il referendum popolare ha sentenziato che NON dovrebbero esistere).
Per questo la manifestazione di ieri è da comprendere più del solito anche da chi ne è solitamente avverso. Il contesto socio-economico sta cambiando. Sempre più velocemente e sempre più in peggio. L'austerità richiesta dall'Europa è quell'azione che i più dei non addetti ai lavori e non esperti di economia vedono come un distacco freddo e disumano da parte delle istituzioni nei confronti della gente. Della gente semplice. Della gente che normalmente non si occupa di politica ed economia e vorrebbe solamente una vita tranquilla e serena. Vorrebbe svegliarsi al mattino e fare colazione, sapere che se si studia si ha un lavoro sicuro e ben remunerato, se non si studia invece un lavoro meno buono ma sicuro e con un po' di fortuna magari sfondare e diventare qualcuno. Vorrebbe poter sempre pagare le bollette, comprare (perchè il consumo ormai è insito nella nostra mente e anima), viaggiare.
Vorrebbe in poche parole la serenità.
Ma gli anni che stiamo vivendo stanno togliendo sempre più questa serenità ricercata dalla società normale e disinteressata dalla politica e dall'economia. Ed è la mancanza di serenità che ovviamente porta alla propria nemesi: il disagio.
Il disagio diffuso nelle persone "normali" porta alla rabbia e all'ira sociale che abbiamo osservato e che molti di voi (di noi) vivono.
La rabbia diffusa delle persone normali porta ad un desiderio sempre più forte di cambiamento. Ma cambiamento di cosa? Non importa. Il cambiamento deve esserci, non importa come e non importa verso dove. Per le persone normali il cambiamento deve riportare lo status quo antecedente alla crisi e al disagio.
Si deve ritornare alla "serenità".
E per questo siamo il popolo che legge meno giornali e libri e allo stesso tempo con il partito populista con percentuali più alte d' Europa (e dove comunque vi hanno governato per anni altri partiti populisti ed impresentabili in qualsiasi altro paese occidentale ed avanzato).
Le manifestazioni come quelle di ieri sono inutili. Sono utili solamente come termometro del disagio, per far vedere che gli italiani medi stanno male e vogliono poter tornare sereni.
Io non credo che i manifestanti siano (ovviamente non tutti, ci sono sempre le eccezioni) le "eccellenze" del paese ( e so che questa frase troverà il disappunto dei più): non credo vi siano i migliori docenti universitari, i primari di ospedale, economisti di fama internazionale, non credo vi siano grandi ingegneri che abbiano brevettato invenzioni con il tocco geniale del made in Italy che abbiano aiutato a migliorare il mondo.
Credo che la stragrande maggioranza di chi manifestava ( per non parlare dei violenti di ambedue fazioni: manifestanti e forze dell'ordine) fosse gente normale, mediocre (non in senso negativo ma ordinale), che normalmente è disinteressata alla politica e all'economia e non manifesta presentando risposte alternative, concrete e realizzabili, ma protesta perchè rivuole semplicemente serenità: pensano ''fase 1 stiamo male, fase 2 ... , fase 3 vogliamo tornare a stare bene''.
L a fase 2 appunto..
E' gente normale e disinteressata, nella normalità, che crede che con i tagli ai politici e caste varie si risolvano i tagli a cultura e alla crisi. E' gente normale e disinteressata che non occupandosi di queste cose sempre, non avendo un background economico, non capisce l'austerità, le sue cause e i suoi tempi. Arrabbiandosi. E con tutto il contorno di malaffare che vi è nel mondo della classe dirigente italiana, la rabbia è come fosse contenuta in una pentola a pressione pronta ad esplodere ogni giorno di più.
"E allora cosa dovrebbero fare i giovani e la società in generale per dare prova di essersi svegliati e far capire ai politici&co di smetterla ed andarsene? Il diritto di manifestare è sacro o no?" mi chiedono miei amici e conoscenti quando sentono le mie considerazioni.
Intanto, da liberale quale sono, è ovvio che considero il diritto di manifestare sacro. Non lo condivido però fatto così, fatto senza proporre, ed infine (ma soprattutto) organizzato dai sindacati di oggi, che non sono nel modo più assoluto i sindacati di decenni addietro che hanno salvaguardato il benessere degli operai sfruttati in una società molto lontana dalla nostra.
Il contesto storico è totalmente diverso così come quello geopolitico. I sindacati e i propri "capi", gli stessi da anni per confermare l'abitudine tutta italiana che le poltrone non si abbandonano MAI (Camusso, Bonanni, Angeletti da quanti anni sono leader dei propri sindacati???) sono tra le cause aggravanti della nostra crisi sociale italiana, hanno bloccato qualsiasi tipo di merito e concorrenza nella nostra economia in nome dell'uguaglianza malsana, non l'uguaglianza delle condizioni di partenza ma l'uguaglianza del rendere tutti mediocri o pessimi. I sindacati sono tra i principali colpevoli del nostro immobilismo sociale e rappresentano un bel pezzo TRA le cause della mancanza di investimenti nel nostro paese. Cosa hanno fatto per noi i sindacati negli ultimi 20 anni? I sindacati hanno avuto importanza tempo addietro ma ad oggi sono degenerati. Non esiste più la battaglia operai schiavi VS padroni.
Parlare di padroni oggi, dove gli imprenditori sono perlopiù medio piccoli e piuttosto che licenziare i propri dipendenti-amici si impiccano mi sembra un'assurdità. Parlare di padroni quando a un datore di lavoro costa 3000€ lo stipendio di un dipendente per farne arrivare allo stesso in tasca 1300-1500 mi sembra un'assurdità. I veri padroni oggi sono quelli dello stato elefantiaco e di casta: i 30mila forestali siciliani, il migliaio di parlamentari, il migliaio di consiglieri regionali, i nominati dei Cda delle aziende pubbliche (nominati non per merito e curriculum ma per amicizie e/o appartenenze politiche), i sindacati ormai Spa senza imu, i partiti ormai Spa senza imu e con rimborsi elettorali illegali usati per sfizi viziosi e stipendi di dipendenti inutili dentro ai partiti volti ad alimentare le clientele, i dirigenti dei dipartimenti, dei ministeri, delle camere, inamovibili ed eterni e peggiori addirittura dei politici.
Questi sono i padroni da combattere e sconfiggere tagliando a loro tutto e riportando merito e meno spesa pubblica (solo la necessaria ed indirizzata alle cose basilari e socialmente utili) come via di cambiamento.
"Serve affamare la bestia pubblica per disinfettarla" dicendola come l'economista e docente universitario di Chicago Luigi Zingales.
Quindi riassumendo: è facile andare in piazza a dire offese ai politici e facendo casino, creando disagio ad altri innocenti. E' poi controproducente sul consenso, visto che c'è, esiste ed esisterà una parte di italiani per bene (nel senso che non sono delinquenti, non nel senso che sono per bene perchè non manifestano in piazza) che a priori è contraria anche solo ad ascoltarli questi manifestanti.
Difficile è, anche se è la via giusta, andare a lavoro o studiare e spiegare giorno per giorno a tutti dal vivo o con social network la propria visione per "svegliarsi e reagire". Manifestare solo se si presenta qualcosa di alternativo e concreto (non valgono gli slogan).
Coordinarsi affinché le proposte vadano in qualcosa di attivo tipo liste di candidature alternative, ed arrivare nelle stanze dei bottoni.
Perchè è là, e solo là, che le cose si cambiano.
La rabbia e il cambiamento - lo sciopero di ieri va compreso, anche se totalmente inutile
Giovanni Ravetta - 15 novembre 2012
Spesso, troppo spesso, ci si colloca nel giudizio delle manifestazioni come quella di ieri in due sole nette posizioni: quella della condanna di una parte del disagio manifestante e dell' assoluzione completa dell'altra parte, quella istituzionale delle forze dell'ordine e dell'Ordine dello status quo più in generale. O viceversa.
Oggi più che mai la rabbia della piazza è capita e quasi accettata da una percentuale molto maggiore di persone: come si può non essere rabbiosi verso una crisi che pian piano sgretola le certezze del presente e demolisce il futuro? Come si può non essere iracondi in questo contesto di insicurezza economica e realizzativa e vedere quotidianamente scandali di classe dirigente improba, avida e corrotta? Come si può stare fermi in mezzo alla moltitudine di suicidi di imprenditori disperati per fallimenti che non avrebbero mai previsto anche solo 10 anni addietro, e per ogni impiccagione c'è un ruba galline della nostra classe politica che si ingozza di denaro pubblico illegale (per quanto i rimborsi a partiti, ai gruppi parlamentari o consigliari siano a tutti gli effetti legali, il referendum popolare ha sentenziato che NON dovrebbero esistere).
Per questo la manifestazione di ieri è da comprendere più del solito anche da chi ne è solitamente avverso. Il contesto socio-economico sta cambiando. Sempre più velocemente e sempre più in peggio. L'austerità richiesta dall'Europa è quell'azione che i più dei non addetti ai lavori e non esperti di economia vedono come un distacco freddo e disumano da parte delle istituzioni nei confronti della gente. Della gente semplice. Della gente che normalmente non si occupa di politica ed economia e vorrebbe solamente una vita tranquilla e serena. Vorrebbe svegliarsi al mattino e fare colazione, sapere che se si studia si ha un lavoro sicuro e ben remunerato, se non si studia invece un lavoro meno buono ma sicuro e con un po' di fortuna magari sfondare e diventare qualcuno. Vorrebbe poter sempre pagare le bollette, comprare (perchè il consumo ormai è insito nella nostra mente e anima), viaggiare.
Vorrebbe in poche parole la serenità.
Ma gli anni che stiamo vivendo stanno togliendo sempre più questa serenità ricercata dalla società normale e disinteressata dalla politica e dall'economia. Ed è la mancanza di serenità che ovviamente porta alla propria nemesi: il disagio.
Il disagio diffuso nelle persone "normali" porta alla rabbia e all'ira sociale che abbiamo osservato e che molti di voi (di noi) vivono.
La rabbia diffusa delle persone normali porta ad un desiderio sempre più forte di cambiamento. Ma cambiamento di cosa? Non importa. Il cambiamento deve esserci, non importa come e non importa verso dove. Per le persone normali il cambiamento deve riportare lo status quo antecedente alla crisi e al disagio.
Si deve ritornare alla "serenità".
E per questo siamo il popolo che legge meno giornali e libri e allo stesso tempo con il partito populista con percentuali più alte d' Europa (e dove comunque vi hanno governato per anni altri partiti populisti ed impresentabili in qualsiasi altro paese occidentale ed avanzato).
Le manifestazioni come quelle di ieri sono inutili. Sono utili solamente come termometro del disagio, per far vedere che gli italiani medi stanno male e vogliono poter tornare sereni.
Io non credo che i manifestanti siano (ovviamente non tutti, ci sono sempre le eccezioni) le "eccellenze" del paese ( e so che questa frase troverà il disappunto dei più): non credo vi siano i migliori docenti universitari, i primari di ospedale, economisti di fama internazionale, non credo vi siano grandi ingegneri che abbiano brevettato invenzioni con il tocco geniale del made in Italy che abbiano aiutato a migliorare il mondo.
Credo che la stragrande maggioranza di chi manifestava ( per non parlare dei violenti di ambedue fazioni: manifestanti e forze dell'ordine) fosse gente normale, mediocre (non in senso negativo ma ordinale), che normalmente è disinteressata alla politica e all'economia e non manifesta presentando risposte alternative, concrete e realizzabili, ma protesta perchè rivuole semplicemente serenità: pensano ''fase 1 stiamo male, fase 2 ... , fase 3 vogliamo tornare a stare bene''.
L a fase 2 appunto..
E' gente normale e disinteressata, nella normalità, che crede che con i tagli ai politici e caste varie si risolvano i tagli a cultura e alla crisi. E' gente normale e disinteressata che non occupandosi di queste cose sempre, non avendo un background economico, non capisce l'austerità, le sue cause e i suoi tempi. Arrabbiandosi. E con tutto il contorno di malaffare che vi è nel mondo della classe dirigente italiana, la rabbia è come fosse contenuta in una pentola a pressione pronta ad esplodere ogni giorno di più.
"E allora cosa dovrebbero fare i giovani e la società in generale per dare prova di essersi svegliati e far capire ai politici&co di smetterla ed andarsene? Il diritto di manifestare è sacro o no?" mi chiedono miei amici e conoscenti quando sentono le mie considerazioni.
Intanto, da liberale quale sono, è ovvio che considero il diritto di manifestare sacro. Non lo condivido però fatto così, fatto senza proporre, ed infine (ma soprattutto) organizzato dai sindacati di oggi, che non sono nel modo più assoluto i sindacati di decenni addietro che hanno salvaguardato il benessere degli operai sfruttati in una società molto lontana dalla nostra.
Il contesto storico è totalmente diverso così come quello geopolitico. I sindacati e i propri "capi", gli stessi da anni per confermare l'abitudine tutta italiana che le poltrone non si abbandonano MAI (Camusso, Bonanni, Angeletti da quanti anni sono leader dei propri sindacati???) sono tra le cause aggravanti della nostra crisi sociale italiana, hanno bloccato qualsiasi tipo di merito e concorrenza nella nostra economia in nome dell'uguaglianza malsana, non l'uguaglianza delle condizioni di partenza ma l'uguaglianza del rendere tutti mediocri o pessimi. I sindacati sono tra i principali colpevoli del nostro immobilismo sociale e rappresentano un bel pezzo TRA le cause della mancanza di investimenti nel nostro paese. Cosa hanno fatto per noi i sindacati negli ultimi 20 anni? I sindacati hanno avuto importanza tempo addietro ma ad oggi sono degenerati. Non esiste più la battaglia operai schiavi VS padroni.
Parlare di padroni oggi, dove gli imprenditori sono perlopiù medio piccoli e piuttosto che licenziare i propri dipendenti-amici si impiccano mi sembra un'assurdità. Parlare di padroni quando a un datore di lavoro costa 3000€ lo stipendio di un dipendente per farne arrivare allo stesso in tasca 1300-1500 mi sembra un'assurdità. I veri padroni oggi sono quelli dello stato elefantiaco e di casta: i 30mila forestali siciliani, il migliaio di parlamentari, il migliaio di consiglieri regionali, i nominati dei Cda delle aziende pubbliche (nominati non per merito e curriculum ma per amicizie e/o appartenenze politiche), i sindacati ormai Spa senza imu, i partiti ormai Spa senza imu e con rimborsi elettorali illegali usati per sfizi viziosi e stipendi di dipendenti inutili dentro ai partiti volti ad alimentare le clientele, i dirigenti dei dipartimenti, dei ministeri, delle camere, inamovibili ed eterni e peggiori addirittura dei politici.
Questi sono i padroni da combattere e sconfiggere tagliando a loro tutto e riportando merito e meno spesa pubblica (solo la necessaria ed indirizzata alle cose basilari e socialmente utili) come via di cambiamento.
"Serve affamare la bestia pubblica per disinfettarla" dicendola come l'economista e docente universitario di Chicago Luigi Zingales.
Quindi riassumendo: è facile andare in piazza a dire offese ai politici e facendo casino, creando disagio ad altri innocenti. E' poi controproducente sul consenso, visto che c'è, esiste ed esisterà una parte di italiani per bene (nel senso che non sono delinquenti, non nel senso che sono per bene perchè non manifestano in piazza) che a priori è contraria anche solo ad ascoltarli questi manifestanti.
Difficile è, anche se è la via giusta, andare a lavoro o studiare e spiegare giorno per giorno a tutti dal vivo o con social network la propria visione per "svegliarsi e reagire". Manifestare solo se si presenta qualcosa di alternativo e concreto (non valgono gli slogan).
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Perchè è là, e solo là, che le cose si cambiano.
- doc G
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Demagogia di bassissimo livello e politica di livello ancora più infimo, roba che in confronto Berlusconi e Bossi sono statisti di altissimo livello. E no, non ho citato quei due perchè sono due che stimo.Noodles wrote: A margine, penso che nel consueto gioco delle parti, questura e manifestanti, sia anche arrivato il momento di cominciare a fare dei discorsi un pochino più edificanti evitando i soliti clichè. Grillo, al solito, trova una chiave di lettura diversa, demagogia? politica di bassa lega?
e chi crede che le manifestazioni siano solo modi di spaccare le macchine e insultare tutto e tutti cosa sarebbe?
L'unico commento che mi viene in mente è citare il suo stesso spettacolo itinerante.
Mi stai molto antipatico per quello che mi stai per far scrivere, perchè non ricordo davvero l'ultima volta che mi è piaciuto qualche cosa che ho sentito dire da un dirigente CGIL, ma purtroppo concordo in pieno.Noodles wrote:
Le lotte sindacali degli anni 70-80 non han insegnato un bel nulla.
Ieri c'è stata una manifestazione a Terni, la mia città, indetta dalla CGIL ed è intervenuta la Camusso.
Una manifestazione di protesta anche violenta (la protesta, non le modalità).
Al di là delle cose dette, si può concordare o meno ma non è quello il punto, una partecipazione notevole, piazza stracolma, manifestazione organizzata alla perfezione, pacifica, a parole si è detto di tutto, ma solo a parole.
Disagi per la popolazione davvero ridotti al minimo indispensabile.
Uno spettacolo.
Bravi, è così che si manifesta.
- doc G
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
PS mi devo complimentare con chi ha scritto, si parla di argomenti delicati, c'è forte dissenso fra chi scrive, ma da moderatore non ho appunti da fare a nessuno.
Vi ringrazio tutti e mi complimento, continuate così.
Vi ringrazio tutti e mi complimento, continuate così.
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Dietto
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Su twitter sta girando la voce che Israele avrebbe cominciato un attacco da terra.
ORE 23.02: Secondo quanto riportato dal giornalista Harry Fear a Gaza, è cominciata l'invasione via terra della Striscia. Le truppe israeliane sarebbero entrate in tre aree di Gaza. Si attendono conferme.
ORE 23.02: Secondo quanto riportato dal giornalista Harry Fear a Gaza, è cominciata l'invasione via terra della Striscia. Le truppe israeliane sarebbero entrate in tre aree di Gaza. Si attendono conferme.
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frog
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Concordo pressochè su tutto, anche se dire che la Camusso, eletta nel novembre 2010 è li da una vita, mi sembra quantomeno esagerato e la Camusso la trovo insopportabilie praticamente da quando l'ho sentita parlare la prima volta, un manuale di demagogia e populismo ambulante. Quando l'imu non sanno manco cosa sia, l'art 18 loro non lo applicano, i loro bilanci sono difficilmente distinguibili per chiarezza rispetto a quelli dei loro nemici che siedono in parlamento e via di questo passo.Spree wrote:http://www.linkiesta.it/blogs/sogni-di- ... totalmente
La rabbia e il cambiamento - lo sciopero di ieri va compreso, anche se totalmente inutile
Giovanni Ravetta - 15 novembre 2012
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
frog wrote:
Concordo pressochè su tutto, anche se dire che la Camusso, eletta nel novembre 2010 è li da una vita, mi sembra quantomeno esagerato e la Camusso la trovo insopportabilie praticamente da quando l'ho sentita parlare la prima volta, un manuale di demagogia e populismo ambulante. Quando l'imu non sanno manco cosa sia, l'art 18 loro non lo applicano, i loro bilanci sono difficilmente distinguibili per chiarezza rispetto a quelli dei loro nemici che siedono in parlamento e via di questo passo.
Da wikipedia leggo che la Camusso ha cominciato a fare la sindacalista nel 1977, alla FIOM (CGIL). Lei è nata nel 1955. Oggi siamo nel 2012.
Faccio due conti ed esprimo la mia sorpresa.

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Ange86
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Semplice analisi del testo: "I sindacati e i propri "capi", gli stessi da anni per confermare l'abitudine tutta italiana che le poltrone non si abbandonano MAI (Camusso, Bonanni, Angeletti da quanti anni sono leader dei propri sindacati???)" La Camusso dal 2010. Se 2 anni è MAI devo rivedere il mio vocabolario 
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
perchè avete mai sentito qualche discorso costruttivo e non demagogico da un sindacato negli ultimi diciamo 10 anni? io ho 41 anni e mi ricordo sono dei discorsi di un certo Luciano Lama, un sindacalista con le palle, il resto è inutile consumo di ossigeno con conseguente produzione di anidride carbonica.
Il 17 febbraio 1977 all'Università di Roma fu violentemente contestato da giovani aderenti a posizioni extraparlamentari.
Nel gennaio del 1978 in un'assemblea all'EUR di Roma propose ai lavoratori una politica di sacrifici, volta a sanare l'economia italiana, rivedendo la posizione del sindacato sul salario come variabile indipendente. Questa scelta venne definita la linea dell'Eur.
Contrario ad un diretto coinvolgimento del PCI e del PSI all'interno della CGIL, ebbe nel 1980 un violento diverbio con Gianni Agnelli dopo che la FIAT espulse, collocandoli in cassa integrazione, 23.000 dipendenti.
Al termine della sua segreteria (1986), la CGIL poteva dirsi rafforzata in termini di influenza politica in quanto divenne il principale punto di riferimento della maggior parte dei lavoratori dipendenti, in particolare del settore privato. Anche il numero degli iscritti aumentò, soprattutto nel triennio 1975-1977. Condusse, inoltre, il sindacato a svolgere un ruolo sempre più attivo ed importante nei dibattiti politici, economici e sociali nazionali.
Nel 1987 fu eletto Senatore come indipendente nelle liste del PCI e rieletto nel 1992, ma al termine del mandato, preferì non ricandidarsi per motivi di età e di salute. Nel 1988 venne eletto sindaco di Amelia, cittadina in provincia di Terni, dove da tempo possedeva una casa di campagna. Venne riconfermato nelle elezioni del 1993, le prime che prevedevano l'elezione diretta del sindaco, e restò in carica sino alla sua morte. È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.
Il 17 febbraio 1977 all'Università di Roma fu violentemente contestato da giovani aderenti a posizioni extraparlamentari.
Nel gennaio del 1978 in un'assemblea all'EUR di Roma propose ai lavoratori una politica di sacrifici, volta a sanare l'economia italiana, rivedendo la posizione del sindacato sul salario come variabile indipendente. Questa scelta venne definita la linea dell'Eur.
Contrario ad un diretto coinvolgimento del PCI e del PSI all'interno della CGIL, ebbe nel 1980 un violento diverbio con Gianni Agnelli dopo che la FIAT espulse, collocandoli in cassa integrazione, 23.000 dipendenti.
Al termine della sua segreteria (1986), la CGIL poteva dirsi rafforzata in termini di influenza politica in quanto divenne il principale punto di riferimento della maggior parte dei lavoratori dipendenti, in particolare del settore privato. Anche il numero degli iscritti aumentò, soprattutto nel triennio 1975-1977. Condusse, inoltre, il sindacato a svolgere un ruolo sempre più attivo ed importante nei dibattiti politici, economici e sociali nazionali.
Nel 1987 fu eletto Senatore come indipendente nelle liste del PCI e rieletto nel 1992, ma al termine del mandato, preferì non ricandidarsi per motivi di età e di salute. Nel 1988 venne eletto sindaco di Amelia, cittadina in provincia di Terni, dove da tempo possedeva una casa di campagna. Venne riconfermato nelle elezioni del 1993, le prime che prevedevano l'elezione diretta del sindaco, e restò in carica sino alla sua morte. È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.
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Toni Monroe
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Dal topic della verità, dove non avevano più attinenza, riportiamo qui.
Certo che puoi dirlo e lo capisco. Ma credi davvero che un essere umano possa avere a che fare quotidianamente con la violenza senza rischiare di diventare violento? Se poi ci riferiamo ai grandi numeri, quanto è probabile che ci sia chi diventa violento? Con questo però, preciso, non approvo e non dico che si debba rassegnarsi alla cosa, ritenendola ineluttabile. Torno a dire: se ci sono esempi di una diversa, più adeguata, preparazione ad affrontare le situazioni a rischio, bene, è il caso di parlarne, di diffonderle sempre di più. Perché altrimenti ci ritroviamo impallati in una discussione dove uno dice I celerini son tutti merde (e magari porta esempi a sostegno di una tesi che, per me, rimane discutibile, quantomeno) e chi dice Non è assolutamente vero e sbagli a far d'ogni erba un fascio, che condivido come risposta ma diventa inefficace, purtroppo quando poi ci troviamo di fronte certi esempi. E per quanto faccia male, io lo capisco che uno se la prenda anche con chi pur non manganellando a caso non interviene nei confronti di chi lo fa, nè durante, nè dopo (e io, per una mia qualche deformazione, riesco anche a darmi delle risposte che riguardano un senso di appartenenza -da parte dei colleghi- come pure d'opportunità -da parte di uno stato che manda i suoi uomini a prendersi insulti e mazzate- ma il discorso si farebbe lungo, inutilmente).
Però... finché uno pensa che sia l'effetto collaterale di una cura che è la sola possibile, amen, ma se poi emerge che invece le alternative ci sono, allora bisogna esplorarle. Bisogna avere anche l'umiltà di pensare che forse si può imparare anche da altri. Ecco, io dico: parliamo di questo. Perché purtroppo mi sono imbattuto più spesso in frasi tipo I greci fanno casino, facciamo casino anche noi o in critiche alla polizia violenta piuttosto che in discorsi che vogliono far capire e cercare o addirittura proporre soluzioni. Di sicuro sfogarsi insultando non è una soluzione e alla lunga non credo neanche che serva a far stare meglio chi ha insultato.
Toni Monroe wrote:Il discorso di Andrea, che secondo me generalizza comunque troppo, non ammette scusanti per nessuno perché dice che "se ci fosse qualcuno onesto" dovrebbe intervenire sul momento e denunciare in seguito. Che "per amor di ragionamento" potrebbe anche starci ma non succede. Io non credo che non succeda per connivenza o meglio (magari peggio, nel caso) perché si approva ma per una difficoltà di prendere le distanze e agire nei confronti di questi violenti, che di sicuro ci sono anche nelle forze dell'ordine. La metto giù molto semplice: l'imbianchino si sporca di vernice, il sarto rischia di pungersi con gli aghi, chi ha a che fare con la violenza rischia di diventare violento. Non è bello, sicuramente capita che ci vada di mezzo anche chi non c'entra ma al momento va così.
Mi pare di capire che ci sono paesi in cui le forze dell'ordine vengono addestrate diversamente, in cui c'è una preparazione migliore per fronteggiare queste situazioni. Se così fosse sarebbe senz'altro una buona cosa informarsi sui metodi. Lo trovo più costruttivo che star qui a dare etichette e basta. Se c'è un esempio da seguire è sempre più efficace seguirlo che limitarsi a sfogare la frustrazione e basta. Quindi ben vengano gli esempi di situazioni analoghe risolte diversamente e meglio. Altrimenti ci perdiamo in dibattiti sterili, dove ciascuno difende la propria posizione. Potrebbe non essere questo, quello che serve.
Toni Monroe wrote:Il discorso di Andrea, che secondo me generalizza comunque troppo, non ammette scusanti per nessuno perché dice che "se ci fosse qualcuno onesto" dovrebbe intervenire sul momento e denunciare in seguito. Che "per amor di ragionamento" potrebbe anche starci ma non succede. Io non credo che non succeda per connivenza o meglio (magari peggio, nel caso) perché si approva ma per una difficoltà di prendere le distanze e agire nei confronti di questi violenti, che di sicuro ci sono anche nelle forze dell'ordine. La metto giù molto semplice: l'imbianchino si sporca di vernice, il sarto rischia di pungersi con gli aghi, chi ha a che fare con la violenza rischia di diventare violento. Non è bello, sicuramente capita che ci vada di mezzo anche chi non c'entra ma al momento va così.
Mi pare di capire che ci sono paesi in cui le forze dell'ordine vengono addestrate diversamente, in cui c'è una preparazione migliore per fronteggiare queste situazioni. Se così fosse sarebbe senz'altro una buona cosa informarsi sui metodi. Lo trovo più costruttivo che star qui a dare etichette e basta. Se c'è un esempio da seguire è sempre più efficace seguirlo che limitarsi a sfogare la frustrazione e basta. Quindi ben vengano gli esempi di situazioni analoghe risolte diversamente e meglio. Altrimenti ci perdiamo in dibattiti sterili, dove ciascuno difende la propria posizione. Potrebbe non essere questo, quello che serve.
mvp18 wrote:Tony posso dirti che la frase "chi ha a che fare con la violenza rischia di diventare violento" faccio fatica a digerirla?
Certo che puoi dirlo e lo capisco. Ma credi davvero che un essere umano possa avere a che fare quotidianamente con la violenza senza rischiare di diventare violento? Se poi ci riferiamo ai grandi numeri, quanto è probabile che ci sia chi diventa violento? Con questo però, preciso, non approvo e non dico che si debba rassegnarsi alla cosa, ritenendola ineluttabile. Torno a dire: se ci sono esempi di una diversa, più adeguata, preparazione ad affrontare le situazioni a rischio, bene, è il caso di parlarne, di diffonderle sempre di più. Perché altrimenti ci ritroviamo impallati in una discussione dove uno dice I celerini son tutti merde (e magari porta esempi a sostegno di una tesi che, per me, rimane discutibile, quantomeno) e chi dice Non è assolutamente vero e sbagli a far d'ogni erba un fascio, che condivido come risposta ma diventa inefficace, purtroppo quando poi ci troviamo di fronte certi esempi. E per quanto faccia male, io lo capisco che uno se la prenda anche con chi pur non manganellando a caso non interviene nei confronti di chi lo fa, nè durante, nè dopo (e io, per una mia qualche deformazione, riesco anche a darmi delle risposte che riguardano un senso di appartenenza -da parte dei colleghi- come pure d'opportunità -da parte di uno stato che manda i suoi uomini a prendersi insulti e mazzate- ma il discorso si farebbe lungo, inutilmente).
Però... finché uno pensa che sia l'effetto collaterale di una cura che è la sola possibile, amen, ma se poi emerge che invece le alternative ci sono, allora bisogna esplorarle. Bisogna avere anche l'umiltà di pensare che forse si può imparare anche da altri. Ecco, io dico: parliamo di questo. Perché purtroppo mi sono imbattuto più spesso in frasi tipo I greci fanno casino, facciamo casino anche noi o in critiche alla polizia violenta piuttosto che in discorsi che vogliono far capire e cercare o addirittura proporre soluzioni. Di sicuro sfogarsi insultando non è una soluzione e alla lunga non credo neanche che serva a far stare meglio chi ha insultato.
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frog
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Ti ha risposto Ange, dai Dipper non essere così puntigliosodipper 2.0 wrote:frog wrote:
Concordo pressochè su tutto, anche se dire che la Camusso, eletta nel novembre 2010 è li da una vita, mi sembra quantomeno esagerato e la Camusso la trovo insopportabilie praticamente da quando l'ho sentita parlare la prima volta, un manuale di demagogia e populismo ambulante. Quando l'imu non sanno manco cosa sia, l'art 18 loro non lo applicano, i loro bilanci sono difficilmente distinguibili per chiarezza rispetto a quelli dei loro nemici che siedono in parlamento e via di questo passo.
Da wikipedia leggo che la Camusso ha cominciato a fare la sindacalista nel 1977, alla FIOM (CGIL). Lei è nata nel 1955. Oggi siamo nel 2012.
Faccio due conti ed esprimo la mia sorpresa.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Il mio era un post di riflessione sulla Camusso da metà mattinafrog wrote:
Ti ha risposto Ange, dai Dipper non essere così puntiglioso
Mi chiedo se abbia mai fatto altro. Mi chiedo se il mestiere del sindacalista necessiti o meno di una esperienza lavorativa.

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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
la severino voleva tutte le foto/video? inizi anche con guardare questo,poi mi si spiegherà perchè in questo paese,oltre a tutte le cose che ho già detto,si sparano regolarmente i lacrimogeni ad altezza uomo, cosa assolutamente vietata, ovviamente discorso generale, non riferito a questo episodio.
sto giro pure dall'alto te li tirano...
a severino,ma vattene....
http://video.repubblica.it/dossier/prot ... ref=HREA-1
p.s. toni,potevi spostare anche almeno il mio ultimo post...
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Grazie per l'apprezzamento.doc G wrote:Che bello, d'ora in poi potrò fare copia ed incolla di un post che condivido totalmente ed è molto più sintetico di come lo potrei scrivere io.Spree wrote:
Riprendo di qua (c'è una discussione simile sul topic della politica).
Devo dire che, per quanto non sembri dai miei post di là, io sono d'accordo con Cholo e Hobbit. L'identificativo sul casco sarebbe sacrosanto, ed è evidente che dal punto di vista dello stato è giusto richiedere standard molto più elevati alle forze dell'ordine rispetto ai manifestanti.
Quello che mi disturba molto è la mania di dipingere i manifestanti come i "buoni", visto che vengono manganellati. Il fatto che alcuni manifestanti, innocenti o no, vengano manganellati:
1) non giustifica le violenze dei manifestanti - che nella stragrande maggioranza dei casi sono precedenti rispetto alle manganellate stesse
2) sono spesso favorite dal comportamento dei manifestanti: purtroppo, spesso non quelli che poi saranno manganellati. Il che non giustifica in alcun modo i poliziotti, chiariamo. Ma getta una luce sinistra sulla manifestazione
3) non rende la protesta giusta: le ragioni e/o i modi di una manifestazione/protesta possono essere sbagliati o giusti. Ma lo sono indipendentemente dalle manganellate.
4) non rende la protesta unica espressione della "volontà popolare".
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Molto sincero e convinto, credimi.Spree wrote: Grazie per l'apprezzamento.
Per quanto riguarda casi come i fumogeni lanciati dal ministero della giustizia o il manganellatore alle spalle, si tratta ovviamente di casi molto gravi, mi auguro che si cerchino davvero i colpevoli e li si punisca come meritano.
Non ci sono scuse possibili, e si tratta di una cosa molto grave, perchè si tratta di illeciti violenti posti in essere da chi questi illeciti violenti dovrebbe evitare.
D'altra parte chiedere dissociazioni immediate sul campo non ha senso.
Se ci si trova tutti allineati a fronteggiare una protesta oggettivamente violenta (spranghe e volti coperti non si vedono in proteste pacifiche, come ad esempio quelle proprio in questi giorni poste in essere dalla CGIL) fino a che ci si trova tutti in prima linea si deve per forza collaborare. Diverso il discorso dei manifestanti, che non debbono per forza essere un nucleo unico. E non dimentichiamoci che, come diceva Spree, spesso queste reazioni sono cercate in ogni modo da parte dei manifestanti, di solito non quelli che ne pagano le conseguenze.
Si può chiedere che i poliziotti onesti denuncino i compagni disonesti a bocce ferme, non che intervengano durante le manifestazioni, se non a parole ed invitando i colleghi alla calma, spesso cosa inutile. Sul fatto che la polizia italiana sia male addestrata e poco equipaggiata sarei totalmente d'accordo, ma al momento questa abbiamo per intervenire in questi casi, la responsabilità non è certo dei poliziotti diffusa, ma di chi ha causato queste situazioni e di chi commette reati gravi come quelli che vediamo, che restano una parte largamente minoritaria.
PS i celerini non sono poliziotti?
Io credevo fossero poliziotti del nucleo di pronto intervento mobile (una volta definito intervento celere, da cui il nome). Dov'è l'errore?
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Nessuno.doc G wrote:PS i celerini non sono poliziotti?
Io credevo fossero poliziotti del nucleo di pronto intervento mobile (una volta definito intervento celere, da cui il nome). Dov'è l'errore?
I celerini sono poliziotti, fanno parte della Polizia di Stato.
Vengono chiamati così perchè fanno parte di quelli che adesso si chiamano Reparto Mobile, che in passato si chiamavano Reparto Celere.
Da cui il nome celerino/i.