L'opinione, a mio parere, è rispettabile per le conseguenze cui arrivo alla fine di questo lungo post. Con le dovute premesse.
Non c'è dubbio che siano molto più marce le regioni, ma non per qualche motivo strano, ma perchè nelle regioni girano molti più soldi e c'è molta più possibilità di corruzione.
Se domani qualcuno promulgasse una nuova modifica del titolo V passando le competenze delle regioni alle province i problemi si riproporrebbero pari pari, anzi, peggio, perchè in genere più si riducono le dimensioni più diminuiscono le competenze medie.
Le province vanno abolite non per ragioni di corruzione, ma per ragioni di costi: sono poco utili, tutte le competenze possono essere passate a regioni e comuni, non c'è ragione per tenerle in piedi. Come i comuni con meno di 5.000 abitanti (io direi 15.000, ma tant'è), ma non certo per ragioni di corruzione, non credo che nei comuni piccoli ci sia più corruzione che in quelli grandi, anzi. Si tratta solo di cercare dei risparmi nel pozzo senza fondo della spesa pubblica.
I problemi delle regioni derivano dal fatto che si gestiscano grandi quantità di denaro con un controllo di fatto inesistente. Servirebbe una certificazione vera, possibilmente esterna, dei bilanci, la nota sintetica dei bilanci dovrebbe apparire su tutti i quotidiani locali ed in rete, in secondo luogo servirebbe un vero controllo della corte dei conti, infinitamente più severo di quello attuale, in terzo luogo servirebbe una legge che mettesse paletti per la spesa, stabilendo la percentuale massima dei fondi in bilancio che può essere spesa per ogni capitolo generale.
Il problema sta in un presunto federalismo, in cui come sempre viene passato potere di spesa ma scarso potere di imposizione e vengono passate pochissime responsabilità. Oggi, per esempio, Lombardo (ditemi in cosa è meglio della Polverini, solo perchè non c'è stato un capogruppo come FIorito?) si vanta in TV di aver fatto il bene della Sicilia, se i siciliani dovessero pagare un x% di tasse in più per il suo folle modo di gestire il bilancio oggi faticherebbe a girare in strada anche con una scorta nutrita. Si vuole il federalismo? Il minimo è che le decisioni di spesa si ripercuotano sulle tasche dei residenti. Fermo restando i tre punti di cui sopra, bilanci certificati e pubblicati, controllo della corte dei conti e limiti precisi. Senza queste cose il federalismo è solo un modo per trasferire parte della corruzione in ambito locale. Quindi la posizione di Ripper non è certo da dittatore da operetta, ma è una opinione che ha un senso preciso: i fatti sono due, o si va indietro, riportando le competenze al centro, o si va avanti, facendo subito quel che ho scritto sopra, ma una delle due cose va fatta subito, proseguire così non ha senso alcuno.
Premesso tutto ciò, tenuto conto che sono coinvolti nelle ruberie politici di tutti i colori (non vuol dire che tutti siano ladri, ma che in tutti i partiti ci siano dei ladri, magari in percentuale differente, cosa ben diversa) direi che è facile capire OGGI chi vuole moralizzare e chi ciurla nel manico. Qualcuno vuole moralizzare? Parla di diminuire le discrezionalità, ridurre le spese ed aumentare i controlli. Qualcuno vuole ciurlare nel manico? Fa finta di indignarsi contro quelli degli altri schieramenti colti con le mani nella marmellata.