C'era una volta il Cinema

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shilton
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by shilton »

ripper23 wrote:Visto ieri "L'onda", non ricordo chi me l'aveva consigliato quindi e' anche possibile che sia stato qualcuno qui sul forum.

Buon film con un buon ritmo e un'ottima sceneggiatura (credo sia tratto da un romanzo). Rivedibili le interpretazioni di alcuni protagonisti anche se il livello di recitazione e' mediamente buono. Alcuni passaggi sono un po' forzati (anche se capisco che siano fatti per amor di metafora), ma in ogni caso l'idea iniziale e' ottima e portata avanti con capacita'. Il tema delle dittature (e' ancora possibile una dittatura in Germania? E piu' in generale in Europa? Cosa puo' scatenarla? Che effetto ha sulle persone? ec...) e' trattato in maniera originale e interessante. Ricordo che chi l'aveva consigliato ne aveva parlato come un mezzo capolavoro. Non posso dire di concordare, ma comunque consigliato.
Mi sa che era Manu, l'abbiamo visto un paio di anni fa.
Sicuramente un film che non ti lascia indifferente.
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Staralfur
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Staralfur »

Sarà "Cesare deve morire" il film italiano candidato all'oscar per il miglior film straniero.
francilive
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by francilive »

Staralfur wrote:Sarà "Cesare deve morire" il film italiano candidato all'oscar per il miglior film straniero.
Giusto cosi. andare li con un Berlino già visto darà buone chance ai Taviani.
Bisogna vedere le altre candidature, ma la particolarità del film, non tanto nel soggetto quanto nella tecnica narrativa, rende Cesare deve morire un prodotto fuori dagli schemi, totalmente distante dai canoni di Hollywood, ma potrebbe giocare proprio sulla curiosità e l'essere diverso dal solito per spuntarla.
Speriamo ce la faccia, sarebbe un giusto riconoscimento a chi ha sempre fatto cinema seriamente come loro.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Dietto »

Appena arrivato a casa :shocking:
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by RizzK8 »

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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Dietto »

RizzK8 wrote:120/130?
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by orevacam »

francilive wrote: Giusto cosi. andare li con un Berlino già visto darà buone chance ai Taviani.
Bisogna vedere le altre candidature, ma la particolarità del film, non tanto nel soggetto quanto nella tecnica narrativa, rende Cesare deve morire un prodotto fuori dagli schemi, totalmente distante dai canoni di Hollywood, ma potrebbe giocare proprio sulla curiosità e l'essere diverso dal solito per spuntarla.
Speriamo ce la faccia, sarebbe un giusto riconoscimento a chi ha sempre fatto cinema seriamente come loro.
sarà durissima: ci sono almeno 3/4 film con maggiori chance.

1) Amour(AUT) di Haneke parte con i favori del pronostico, gran film, regista affermato, palma d'oro
2) Quasi amici(FRA): gran film, ottimi incassi, sembra fatto apposta per l'academy
3) Lore(AUS), Pieta(KOR), a Royal affair(DEN), No(CHI) e Fill the Void(ISR)

direi che Cesare Deve Morire può essere inserito nel terzo gruppo, non è scontato nulla, nemmeno la presenza nei 9 da scremare in 5.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Bluto Blutarsky »

orevacam wrote:
francilive wrote: Giusto cosi. andare li con un Berlino già visto darà buone chance ai Taviani.
Bisogna vedere le altre candidature, ma la particolarità del film, non tanto nel soggetto quanto nella tecnica narrativa, rende Cesare deve morire un prodotto fuori dagli schemi, totalmente distante dai canoni di Hollywood, ma potrebbe giocare proprio sulla curiosità e l'essere diverso dal solito per spuntarla.
Speriamo ce la faccia, sarebbe un giusto riconoscimento a chi ha sempre fatto cinema seriamente come loro.
sarà durissima: ci sono almeno 3/4 film con maggiori chance.

1) Amour(AUT) di Haneke parte con i favori del pronostico, gran film, regista affermato, palma d'oro
2) Quasi amici(FRA): gran film, ottimi incassi, sembra fatto apposta per l'academy
3) Lore(AUS), Pieta(KOR), a Royal affair(DEN), No(CHI) e Fill the Void(ISR)

direi che Cesare Deve Morire può essere inserito nel terzo gruppo, non è scontato nulla, nemmeno la presenza nei 9 da scremare in 5.
Intanto ottima scelta, già averlo selezionato è un merito dopo gli abomini degli ultimi anni.
Film con maggiori chance ce ne sono di sicuro, soprattutto perchè l'Academy è una giuria che ha sempre trovato ostico il cinema così fortemente autoriale. Detto questo però:

1) Haneke non piace granchè all'Academy, a partire da quando lo davano favoritissimo per 'Il nastro bianco' e invece vinse (se Dio vuole) 'Il segreto dei suoi occhi'. Alla lettura della busta era inquadrato ed aveva una faccia come se gli avessero sterminato la famiglia.
2) 'Quasi amici' forse un po' troppo generalista. Spesso con l'Oscar al film straniero l'Academy si lava la coscienza sui temi di impegno civile e politico. Però chissà.
3) I coreani e i giapponesi storicamente non hanno gran fortuna agli Oscar (solo Departures tre anni fa dopo cinquant'anni di nulla. Manco Kitano hanno mai nominato, mortacci loro). Occhio però a Fill the Void, che dai rumors veneziani pare bello.
Altri boh, anche perchè ci saranno di sicuro film bellissimi che in Italia chissà quando vedremo.

Per quanto secondo me con un altro film (es: Reality) potevamo avere qualche chance in più, paradossalmente è stato giusto nominare 'Cesare non deve morire'. Un riconoscimento al film e ai suoi registi, a prescindere dai premi che potrà vincere.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

pietà non ha un chance nel mondo se gli academy sono ancora gli academy.
quasi amici è il favorito per me.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by orevacam »

anche io concordo con la scelta dei Taviani, con la proiezione di Reality ho visto tutti i possibili candidati, e Cesare Deve Morire è il migliore, ha un premio di non poco conto che può pesare anche in ottica Oscars.

Detto ciò, complimenti a tutti gli altri film in lizza, veramente ottimo livello quest'anno, almeno rispetto all'anno scorso

tornando alle chance reali, sicuramente in i film asiatici hanno spesso "fallito" con l'academy, però non è detto che Pietà sia così fuori dai pronostici.
Io sono convinto che Haneke questa volta si porta a casa la statuetta, unico antagonista il francese e per i Taviani sarei contento se entrassero nella cinquina
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

orevacam wrote:tornando alle chance reali, sicuramente in i film asiatici hanno spesso "fallito" con l'academy, però non è detto che Pietà sia così fuori dai pronostici.
a prescindere dallo storico, io un film di quella violenza (esplicita e non) che vince un oscar lo devo ancora vedere.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Staralfur »

Concordo con voi per quanto riguarda l'oscar al miglior film straniero. I favoriti secondo me sono Amour e Quasi amici. I film coreani/giapponesi, invece, non vanno molto d'accordo con l'Accademy come da voi detto, quindi pur non avendo ancora visto Pietà, da quanto affermato da Safe, mi sembra difficile possa spuntarla; l'unico negli ultimi anni a vincere è stato Departures, coma ricordato da Bluto, film tra l'altro che mi è piaciuto moltissimo.
Bluto wrote:a partire da quando lo davano favoritissimo per 'Il nastro bianco' e invece vinse (se Dio vuole) 'Il segreto dei suoi occhi'
A me "Il nastro bianco" è piaciuto, dalla tua frase, però, non capisco se a te è piaciuto o meno. Certo gli ho preferito "Il segreto dei suoi occhi", meritatissimo Oscar, però, anche "Il nastro bianco" lo reputo un bellissimo film.
Bluto wrote:Manco Kitano hanno mai nominato, mortacci loro
Di Kitano ho visto Hana-Bi, Dolls e Zatoichi e non posso che quotarti.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Cholo »

Sarà che le opinioni in giro mi avevano abbassato le aspettative a livelli infimi.
Ma a me Prometheus non è dispiaciuto affatto. La trama ha qualche buco quà e là, e non ho capito perchè il vecchio viene interpretato da un NON vecchio col trucco, lasciava pensare che alla fine avrebbe ottenuto l'immortalità in qualche modo.
Fino a due minuti dalla fine pensavo avessero solamente ripreso/omaggiato alcune scene di Alien. E' stata una bella sorpresa.
E per me gli ingegneri c'hanno comunque qualcosa a che vedere coi Predator. :icon_paper:
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Bluto Blutarsky »

Staralfur wrote:
Bluto wrote:a partire da quando lo davano favoritissimo per 'Il nastro bianco' e invece vinse (se Dio vuole) 'Il segreto dei suoi occhi'
A me "Il nastro bianco" è piaciuto, dalla tua frase, però, non capisco se a te è piaciuto o meno. Certo gli ho preferito "Il segreto dei suoi occhi", meritatissimo Oscar, però, anche "Il nastro bianco" lo reputo un bellissimo film.
Confesso che Haneke mi piace molto poco, ma se devo salvare qualcosa di sicuro 'Il nastro bianco'. Intendevo dire che 'Il segreto dei suoi occhi' è di un'altra categoria, siamo dalle parti del quasi-capolavoro.
Staralfur wrote:
Bluto wrote:Manco Kitano hanno mai nominato, mortacci loro
Di Kitano ho visto Hana-Bi, Dolls e Zatoichi e non posso che quotarti.
Sei pronto per 'Sonatine', una meraviglia :applauso:
Però è interessante il discorso sul cinema giapponese (e in generale asiatico) che non piace a Hollywood. Cioè, Hollywood negli ultimi tempi attinge a piene mani dall'Oriente, ma di solito va sui film di genere. E infatti quando Scorsese rifà un film di Hong Kong gli danno l'Oscar (secondo me meritatamente, ma è un discorso che più di una volta ci ha fatto litigare :thumbup: ).
Invece i grandissimi come Kitano o Kim Ki-Duk o Ozu agli Oscar non sono mai stati nemmeno candidati. Non so, secondo me una questione culturale si pone. Il cinema asiatico d'autore è molto, moltissimo legato alla cultura che l'ha prodotto, non saprei neanche dire se noi spettatori orientali non esperti abbiamo i canoni per riuscire a capirlo. Quel che certo è che l'Academy ha una diversa concezione del cinema. Non dico migliore o peggiore, diversa.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by rene144 »

E vediamo di fare outing...............

Visto ieri sera Inception: deludente. Molto. Mi aspettavo un mezzo capolavoro stando a quanto letto, e seppure debba concordare su alcuni aspetti (film molto originale, effetti speciali visionari ed interessanti, idea di fondo spettacolare), secondo me l'esecuzione è discutibile. Io in film che puntano tutto su:
Gerry Donato wrote: giochi cronologici, le finzioni parallele e le temporali sequenze di eventi risultanti in realtà alternative.
Pretendo genialità e perfezione, non forzature a tratti anche banali. E parecchi aspetti non mi hanno convinto. Mi riferisco proprio alla trama, per quanto ci sia da discutere anche sulla recitazione secondo me, ma mi limito a questo... ieri ho visto il film per la prima volta ed alcune cose che mi hanno dato fastidio sono le seguenti (non ci sono tutte):
- L'intera storia dell'aereo non convince per niente. Saito ha comprato la linea aerea? Mosse del genere richiedono tantissimo tempo e presumibilmente una grossa visibilità che non può sfuggire ad un gruppo come quello di Fischer. Dubito che viaggerebbero sulla linea aerea di un rivale diretto.
- Fischer viaggia da solo?!?!?
- Chi sono quelli che vogliono uccidere Cobb nella realtà? Perché si vedono solo a Mumbasa? Uno come lui, viste le circostanze, dovrebbe essere sempre in guardia e sotto attacco, invece è spesso da solo, magari in qualche magazzino abbandonato. E questi non riescono a rintracciarlo mai, però a Mumbasa si.
- Fischer chiaramente non conosce Saito, altrimenti mostrerebbe di sapere chi sia, una volta visto in cabina. Ma è possibile?
- Come poteva sapere Saito che Fischer avrebbe volato con quella compagnia e non con un'altra? Nella realtà ve ne sono 6 che fanno quella tratta diretta. Va bene la sospensione della realtà e va bene pure pensare che abbiano rimborsato gli altri passeggeri che avevano comprato in anticipo, però trattare quel volo come l'unica (ed ovvia) opzione secondo me dribbla una questione basilare piuttosto evidente.
- Visto che il sedativo non ha effetti sull'orecchio interno, perché non c'è nessuno che rimane sull'aereo pronto a dar loro un calcio in caso di problemi col sedativo stesso? La hostess mostra chiaramente di andarsene.
- Dicono esplicitamente di non essere pronti per combattimenti violenti. Poi il chimico guida il furgoncino come Fangio seminando milizie armate in mezzi molto superiori (e riesce a non far ferire nessun altro) e gli altri sembrano il team degli Expendables, disarmando o uccidendo proiezioni addestrate. Addirittura quando si svegliano direttamente nel furgone ed in acqua, non annega nessuno, come sarebbe piuttosto logico (quando si svegliano fanno tutti dei gran respiri, inoltre a seconda delle necessità del film, a volte sono immediatamente lucidi ed attivi ed altre volte invece ci mettono qualche istante a riprendersi) e nuotano benissimo sott'acqua uscendo del furgone.
- Negli esempi con Arthur (ma anche con Cobb ad inizio film) mostrano come il calcio svegli attivamente il soggetto. Eppure quando il furgone salta dal ponte non si sveglia nessuno e parlano di aver "perso" il calcio, ed aspettano quello successivo.
- Perché Arthur esce dalla stanza d'hotel dove sta sorvegliando gli altri?
- Quello dell'hotel è il sogno di Arthur. Perché non può modificarlo reintroducendo la gravità? La Page ha potuto piegare una città su se stessa violando ogni legge fisica. Arthur non riesce a ripristinarne una.
- In che maniera l'esplosione della fortezza dovrebbe fungere da "calcio" per quelli che sono nel Limbo?
- Fischer viene ucciso. E finisce nel Limbo. Ma dovrebbe essere un Limbo del suo subconscio. Come caspita fanno Cobb ed Ariadne ad entrare nello stesso Limbo pur non essendo collegati a lui? Come mai Fischer è convenientemente nella veranda di Mal, ma Saito no? Come può essere pure Saito nello stesso Limbo? Il Limbo è unico per tutti? Ma come è possibile, se sono sogni? Anzi, Fischer è proprio nel mondo creato specificamente in 50 anni da Cobb e Mal. Accetto pure che Eames col defibrillatore crei un calcio per Fischer per tornare indietro dal Limbo (e torna in perfetta forma fra l'altro), ma allora perché non potevano fare lo stesso con Saito ad un livello superiore?
- Perché quando nel Limbo Mal chiama i bambini, le loro proiezioni non vanno da Cobb? Si limitano a girarsi.
- Come fa Cobb a trovare Saito nel Limbo?
- Come fanno Cobb e Saito ad uscire dal Limbo? Se c'era un modo, visto che erano a rischio, perché Cobb non l'ha insegnato agli altri? Qui l'unica risposta accettabile è che Cobb non sia in realtà uscito dal Limbo e che tutto il finale del film sia un sogno. Plausibile suppongo, ma a quel punto non si capisce perché Cobb rimanga lì a cercare Saito, quando potrebbe aiutarlo molto più facilmente tornando su al livello in cui è stato ucciso e ravvivandolo come hanno fatto con Fischer.
- Nel primo livello sono sotto assalto e devono rimanere lì circa una settimana. Dicono esplicitamente che non potranno resistere nel magazzino abbandonato, infatti è per quello che scappano. Però poi quando ci tornano neanche si preoccupano di far vedere come sopravvivono, nonostante le proiezioni siano naturalmente ostili a quel punto (Ariadne nel suo sogno di prova viene uccisa per molto meno). Ovviamente l'unico modo per uscire è aspettare che il sedativo finisca, quindi sono costretti a rimanere lì a quel punto, ma il film non se ne cura.
- Il funzionamento dei totem è molto arbitrario: nei sogni degli altri, come si può garantire che i totem si comportino in maniera innaturale (ossia contraria alla realtà), se non si ha alcun controllo su di loro? Ma anche nel proprio sogno, il subconscio non può condizionare il comportamento dei totem, per esempio facendo cadere la trottola di Cobb o "pesando" nuovamente il dado di Arthur? Fanno passare con assoluta leggerezza il fatto che i totem si dovrebbero comportare "sempre" in maniera diversa dalla realtà.
- Stando all'esperienza di Cobb e Mal, 24 ore di vita vera nel Limbo diventano circa 50 anni. Ma come fa Saito allora ad essere diventato così vecchio, se il tempo di dormita nel volo è di qualche ora? E perché Cobb non invecchia per niente? Vuol dire che l'ha trovato quasi subito dopo essere arrivato lì, ma in quel caso non ha senso che sia invecchiato così tanto Saito, perché Cobb è andato nel Limbo pochi minuti dopo la sua morte al livello superiore.
- Come era andato nel Limbo Cobb con Mal?
Alcune se non tutte quelle situazioni hanno risposte, è chiaro. Ma sono forzate più che plausibili. Io da un film del genere mi aspetto che tutto si incastri a puzzle, perché altrimenti le uscite forzate mi sembrano più dei "cop out". La maggior parte delle risposte finiscono per essere "perché si" oppure "perché è così" oppure "ma non è una gran questione". Purtroppo io sono un rompipalle e per me lo sono.

Drive: Non mi è piaciuto. Si, bella fotografia, grande musica. Ma è un film con una ricerca esagerata dell'arte e si dimentica quasi del fatto di essere un film. I silenzi di Gosling che sono piaciuti a tanti non mi hanno trasmesso niente. A me questi presunti attori magnetici non offrono niente. Quelli che offrono qualcosa sono quelli che mi fanno immedesimare, non il presunto figaccione con sguardo intenso ed introspettivo che puzza di completamente costruito ed innaturale. Gosling è ugualmente bravo, ma è proprio la costruzione del film in sé che non mi è piaciuta. Se devo guardare un quadro vado al museo. Se devo sentire musica compro un cd. Se guardo un film cerco anche altro e Drive se ne dimentica troppo facilmente. Anche qui Gosling fa cose che non dovrebbero appartenere al proprio personaggio e ci sono scene che non hanno alcun senso tipo:
Il bacio in ascensore. Lì c'è un killer professionista che dovrebbe ucciderli in men che non si dica, ancora di più una volta che si girano per baciarsi. Invece lascia che si bacino per 40 minuti - rallentatore o meno - e poi si fa pure uccidere da Gosling. Ma dai. Il finale è l'unico possibile per un film fatto solo per una ricerca esasperata del cult. Se fosse stato ambientato nel West l'equivalente sarebbe stato il cowboy errante che cavalca senza meta verso l'orizzonte sul suo destriero, noncurante del resto. Ecco, magari sarebbe stata opportuna un filo di concretezza in più, che vada oltre questa superficialità stereotipata spacciata per sofisticata profondità. Film che vuole piacersi e compiacersi. Nato per farsi dire quanto sia bello e curatissimo negli aspetti tecnici (che ho adorato io stesso e che me lo fanno reputare comunque gradevole nonostante tutto), ma che a tratti si dimentica di essere un film.

This Must Be the Place: Discorso piuttosto simile a Drive. Paesaggi, sguardi, teorica introspezione. Roba già vista e rivista. Penn è Penn, Sorrentino è bravo, ma questo film non ha aggiunto niente alla mia esperienza cinematografica (che è molto limitata). La trama vale poco, è tutto nell'esecuzione ma finisce per essere banale e né mi intrattiene, né mi diverte, né mi sorprende. Insomma, è un film nato per avere degli aspetti belli ma sottovaluta proprio la propria natura stessa. Non mi è piaciuto ed i continui richiami (perfino esagerati) a certi temi impegnati (introspezione, rapporto padre-figlio, Olocausto) risultano così ridondanti da far pensare che l'eccessiva ricerca dell'impegnato abbia fatto passare in secondo ordine la costruzione del film stesso. L'obiettivo è essere sofisticati prima di fare un bel film. Film da mostra cinematografica, fatto per far annuire i critici ed applaudire per aver affrontato certi temi, ma che diventa troppo apatico per me e finisce per annoiarmi a causa di questa stessa ridondanza.

Ecco, l'ho detto :forza:
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