Se non fossi rossonero da generazioni augurei la morte (calcistica) a questa società oggi stesso.
C'è bisogno di un repulisti da monte a valle.
Una bella calata di lava e via ripartire da zero.


Mi sfugge perche' per fare l'allenatore bisogna essere "un comunicatore", e se non lo sei, ne devi avere uno vicino. (Ma poi che vor di'?)doc G wrote: Benitez o Tassotti con un comunicatore di grande personalità vicino mi paiono le uniche due strade.

Quantomeno sono corsi ai ripari mettendoci la faccia subito il giorno dopo, cosa che altre società magari non avrebbero fatto, quindi di questo va dato atto. Che poi si evinca dalle espressioni e dalle dichiarazioni che tuttora si odiano e che non sia assolutamente vero che non sia successo quasi nulla, mi pare abbastanza chiaro.

Ma c'è ancora bisogno di evidenziare gli errori della società?anto wrote: Mi dà fastidio che per criticarlo si tirino in ballo strumentalmente cose in cui ha pochissime colpe se non nessuna, e non si consideri a dovere nè la bassissima levatura morale di chi ha sopra di sè, nè la pochezza assoluta del materiale a disposizione.
Anzi...Si fa di più...Si usa contro di lui l'unico pregio che ha sempre avuto...Il fatto di non guardare in faccia nessuno dei giocatori nelle sue scelte.

Ovviamente quando dico che non si considerano a dovere certe colpe, parlo in rapporto ad Allegri, non in senso assoluto.Bluto Blutarsky wrote:Guarda, mi sa che ti sei perso parecchi dei post che stiamo scrivendo in queste settimane. Qui è tutto un dare addosso alla società inesistente, alle prese in giro ai tifosi della coppia Fester-Papi e alla mancanza di progettualità. Quando ci fu l'amichevole con il Real dicemmo tutti che si stava preparando l'agnello sacrificale, anche quelli da tempo critici con Allegri come me.anto wrote: ...
Tutto ciò però non cancella le sue colpe di questi anni (e ne abbiamo parlato fino allo sfinimento), aggravate in queste ore dalla conferma che si tratta da un uomo che certe pressioni non le regge. Ci ricordiamo come Ancelotti riuscì a tenere saldo l'ambiente dopo l'estate di Calciopoli e l'addio di Sheva? E non sto a ricordarvi come finì quella stagione. In una grande squadra quello tecnico-tattico è solo un aspetto del lavoro di un allenatore, e forse neanche quello più importante.
A proposito, l'altro giorno a mo' di battuta suggerivo di cambiare il nome del Topic. Ora formalizzo la proposta ufficialmente:
da Ti te dominet. Il Topic del Milan (work in progress) a Ti te dominet. Il Topic del Milan (work in regress).
Visto che mi pare evidente che non si stia progredendo verso niente, piuttosto ogni giorno che passa facciamo passi da gigante all'indietro.

Senza Biscardi di mezzo non è però la stessa cosaManu Ginobili wrote:Meravigliosa quest'ultima puntata di Milanello Bianco con tanto di Happy Ending

In una società come il Milan, ancor più che in altre (italiane), l'essere un buon comunicatore è un pregio assoluto e quindi ricercato. Non dovrebbe per forza far parte del bagaglio di un allenatore ma il nostro calcio ha avuto anche un presidente che sottoponeva alla moglie (che si dilettava con la grafologia) dei campioni di scrittura e ne teneva conto (o così si sosteneva, ma spero fosse uno scherzo) per decidere se prendere o no il tizio (giocatore o allenatore che fosse), qui tutto sommato siamo in un altro ambito. Anche se non so fino a che punto più razionale.ripper23 wrote:Mi sfugge perche' per fare l'allenatore bisogna essere "un comunicatore", e se non lo sei, ne devi avere uno vicino. (Ma poi che vor di'?)doc G wrote: Benitez o Tassotti con un comunicatore di grande personalità vicino mi paiono le uniche due strade.
Aspetto incredibilmente ingigantito della qualita' di un allenatore, alimentata da leggende del tipo che Mourinho e' "un grande comunicatore", quando invece e' un fenomeno di allenatore che quando parla coi giornalisti e' una checca isterica. E, a livello piu' basso, stessa cosa vale per Antonio Conte (le famigerate "urla di Conte"). Bah.

Ma io tutto sommato concordo in toto con Ripper.Toni Monroe wrote:In una società come il Milan, ancor più che in altre (italiane), l'essere un buon comunicatore è un pregio assoluto e quindi ricercato. Non dovrebbe per forza far parte del bagaglio di un allenatore ma il nostro calcio ha avuto anche un presidente che sottoponeva alla moglie (che si dilettava con la grafologia) dei campioni di scrittura e ne teneva conto (o così si sosteneva, ma spero fosse uno scherzo) per decidere se prendere o no il tizio (giocatore o allenatore che fosse), qui tutto sommato siamo in un altro ambito. Anche se non so fino a che punto più razionale.ripper23 wrote: Mi sfugge perche' per fare l'allenatore bisogna essere "un comunicatore", e se non lo sei, ne devi avere uno vicino. (Ma poi che vor di'?)
Aspetto incredibilmente ingigantito della qualita' di un allenatore, alimentata da leggende del tipo che Mourinho e' "un grande comunicatore", quando invece e' un fenomeno di allenatore che quando parla coi giornalisti e' una checca isterica. E, a livello piu' basso, stessa cosa vale per Antonio Conte (le famigerate "urla di Conte"). Bah.
D'altra parte di pessimi comunicatori che però sono stati dei fenomeni in panchina me ne vengono in mente pochi. A meno che non si voglia riconsiderare in questa chiave proprio Mourinho, che non è affatto detto che sia un buon comunicatore. Magari è solo un arrogante maleducato, che però fornisce molto materiale ai media, che per questo lo esaltano.

a parte la terribile ingiustizia della vicenda di Virgilio, che già da sola dovrebbe farmi passare la voglia di seguire il calcio, la posizione di una società potente in balia di queste persone - perchè la scorta a Galliani non è un boutade, è il risultato di una situazione che un magistrato ha valutato come realmente pericolosa - e costretta a scendere a compromessi per evitare casini allo stadio fa molto più male di tutto il resto.pgm wrote: Se non fossi rossonero da generazioni augurei la morte (calcistica) a questa società oggi stesso.
C'è bisogno di un repulisti da monte a valle.
Una bella calata di lava e via ripartire da zero.

Assolutamente d'accordo...doc G wrote:
Ma io tutto sommato concordo in toto con Ripper.
Anche Mourinho, quando è arrivato in Italia pensavo fosse un grande comunicatore ma un allenatore normale, mi sono dovuto ricredere, è un grandissimo allenatore, per quanto insopportabile, uno dei migliori se non il migliore in assoluto, ed un comunicatore strasuperato, che a tratti sembra un allenatore anni '70 come Pesaola o Vinicio.
Spero di essermi spiegato meglio.

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Un appunto solo Bruce, perché temo si perda un concetto a leggere tutto il post, che comunque vorrei sottolineare: la scorta è dovuta a rischi che Galliani correva (ora non più?) in prima persona, quindi l'aspetto sportivo (rischio di casino allo stadio per far penalizzare la squadra) dovrebbe anche passare in secondo piano. Peraltro, se non ricordo male, una fase del genere l'han passata anche a Roma (alla Roma), e in presenza di denunce alla magistratura il casino fatto allo stadio non era stato poi seguito da penalizzazioni proprio perché un atto deliberato contro la società. Ammetto di avere dei ricordi vaghi, chi ne sa di più sull'argomento e può integrare, ben venga.BruceSmith wrote:a parte la terribile ingiustizia della vicenda di Virgilio, che già da sola dovrebbe farmi passare la voglia di seguire il calcio, la posizione di una società potente in balia di queste persone - perchè la scorta a Galliani non è un boutade, è il risultato di una situazione che un magistrato ha valutato come realmente pericolosa - e costretta a scendere a compromessi per evitare casini allo stadio fa molto più male di tutto il resto.pgm wrote: Se non fossi rossonero da generazioni augurei la morte (calcistica) a questa società oggi stesso.
C'è bisogno di un repulisti da monte a valle.
Una bella calata di lava e via ripartire da zero.

Manu Ginobili wrote:Meravigliosa quest'ultima puntata di Milanello Bianco con tanto di Happy Ending