La risposta non è così semplice manco un po'.Noodles wrote:tutto giusto Spree, sacrosanto.Spree wrote:
1) Oggi e sempre meglio il PD del Movimento 5 stelle. Quasi certamente meglio "fermare il declino del Movimento. Probabilmente meglio Vendola del Movimento. Forse addirittura meglio l'UDC del Movimento. Berlusconi no, quello rimane peggio - di misura. La Lega direi sullo stesso piano, l'IDV sono incerto - forse sullo stesso piano anche qui.
2) Non si tratta di "dire cose a favore del mio pensiero". Come funzione il M5S a livelli alti è evidentissimo. Molti l'hanno capito da parecchi mesi. Non lodo Favia perché "supporta il mio pensiero": lo lodo perché dice la verità. Più semplice di così. Non sempre ci sono due punti di vista in una storia.
In questo caso, c'è una verità: Primo, il M5S è l'ennesima incarnazione dell'eterno italico amore per l'uomo forte al comando, per il qualunquismo, per il finto rinnovamento, che si è via via incarnato nel Fascismo prima (vedi il mio post di pochi minuti fa), appena un po' in Giannini subito dopo la seconda guerra mondiale (ma lì è stato fermato dal fatto che c'era una grande classe politica e dal fatto che, dopo la guerra, un minimo di afflato civile l'Italia lo aveva), poi parzialmente - perché all'interno di un partito "tradizionale" in Craxi, poi in Berlusconi, e adesso in Beppe Grillo. Secondo, il M5S non ha nessun tipo di democrazia interna, nessuno strumento serio per diventare una forza in grado anche solo vagamente di governare un paese, nessuna idea concreta e costruttiva (non distruttiva) nel programma, un'enorme confusione anti-tutto (a parte le ovvietà, è anti-modernità, anti-scientifico, anti-europa, eccetera).
Non posto il discorso di Favia per dire "ecco, vedete, lo dice anche lui, dev'essere vero per forza" - come a usarlo a sostegno della mia tesi (ecco, ce n'è uno che è d'accordo, postiamo lui e ignoriamo quelli che non lo sono). Questo è un modo di fare internettaro da polemica di second'ordine. Lo posto per gioire del fatto che, finalmente, dice un po' la verità - che si sapeva da prima e che si spera cominci un po' a venire a galla.
Tuttavia, torniamo sempre agli stessi discorsi, come mai La Repubblica passato un periodo di grande esaltazione del movimento Grillo (e ti parlo di circa almeno due anni fa) dove veniva incensato per le 'nuove idee', la 'creatività', il movimento democratico che veniva dal basso...oggi lo stan tartassando per qualsiasi cosa?
Come mai questo cambio di atteggiamento così radicale?
La risposta è semplice, quando Grillo ha cominciato a bastonare Bersani, ha chiuso con la sinistra che flirtava spesso con lui, baaang...hanno iniziato a contargli i peli nel culo, si sono accorti, all'improvviso, che il movimento aveva un solo capo, e poi han iniziato a spiattellare il solito 'fassssista' ad ogni uscita.
Mi chiedo, se dietro Grillo ci sono delle menti raffinatissime che rispondono alla volontà della Casaleggio (ed è probabile che sia così), La repubblica vorrebbe invece passare per un giornale indipendente e non di partito?
Quello che aveva portato ad approvare e, in parte, cercare di far proprio Beppe Grillo e i suoi movimenti da parte della sinistra sono state tre cose: 1) La sincera approvazione per alcune delle istanze cui dava voce, e per alcune delle "proposte" (tra virgolette perché erano soprattutto "distruttive", in senso però positivo, di storture dell'esistente; 2) In parte, il cedimento della sinistra a derive anti-moderniste e un po' "populiste" (nel senso di "dare al popolo ciò che vuole sempre e comunque, rinunciando al proprio ruolo di classe dirigente che, anche, guida il popolo), 3) La ricerca di facile consenso politico in un momento in cui l'avversario principale era lo stesso - o comunque gli attacchi potevano essere diretti allo stesso bersaglio (Berlusconi).
L'avvicinamento è venuto meno per una serie di motivi: 1) Perché Grillo, molto prima che il PD, ha cominciato a cambiare rotta puntando sul "sono tutti uguali": è affascinante fare una carrellata dei post de blog, dei commenti dei suoi lettori/fedeli e dei suoi monologhi spettacoli per vedere come è cambiato il suo atteggiamento negli anni - e come questo sia avvenuto ben prima che gli attaccati, comprensibilmente, si risentissero. 2) Perché Grillo ha cominciato, più di prima, a dare di matto - non per niente le critiche si sono intensificate di recente: anche, se vuoi, perché è diventato un pericolo politico più tangibile che minaccia posizioni di potere, non voglio certo dire di no perché è ovvio; ma soprattutto perché ha cominciato a fare sparate sempre più gravi e sempre più senza senso, sugli immigrati, sul resto del mondo dell'informazione per intero senza alcuna distinzione, sul mondo politico per intero senza distinzione, con toni e generalizzazioni esattamente di stampo fascista. Il resto è conseguenza, non causa: basta guardare i tempi degli avvenimenti per capirlo.
Sul secondo boldato: se tu fossi un lettore anche solo occasionale di Repubblica sapresti che è stato per anni fortemente critico nei confronti di quella che è - e non hanno mai cercato di negarlo - la sua area di riferimento (i DS prima e il PD poi). Questa è un po' la differenza tra un giornale schierato (quale repubblica) e un organo di partito: tanto che molti componenti della base e della struttura del PD sono stati fortemente irritati dall'atteggiamento proprio di Repubblica negli anni, perché percepito come controproducente alla "vittoria della sinistra", in quanto troppo critico (come a dire: "I giornali di destra incensano la destra sempre e comunque, i giornali di sinistra criticano sempre e comunque"). Che adesso siano più fortemente allineati è in parte vero - per quanto non completamente (e meno di quanto lo sia spesso il "Fatto Quotidiano" a favore del Movimento 5 Stelle, comunque) - ma dipende dal fatto che moti percepiscono (come me) il M5S come un pericolo vero alla democrazia, e l'alternativa considerata meno negativa è proprio il PD.
Cosa c'entri poi Repubblica mi sfugge un po', ma insomma.

