Il topic della politica... entrateci moderatamente.
- darioambro
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
lo domandavo per le vicende Alcoa e Sulcis, ma sono riusciti a far fallire anche la Richard Ginori qui a Firenze, si gente, proprio quella che dal 1700 faceva tutto per principi, emiri, e signorotti sparsi per 5 continenti, non importava nemmeno andare per il mondo a vendere il proprio catalogo, ti chiamavano gli altri per avere i tuoi prodotti, profonda tristezza.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
darioambro wrote:lo domandavo per le vicende Alcoa e Sulcis, ma sono riusciti a far fallire anche la Richard Ginori qui a Firenze, si gente, proprio quella che dal 1700 faceva tutto per principi, emiri, e signorotti sparsi per 5 continenti, non importava nemmeno andare per il mondo a vendere il proprio catalogo, ti chiamavano gli altri per avere i tuoi prodotti, profonda tristezza.
Ma e` il problema di qualsiasi azienda in cui metti l'amico/galoppino/portaborse incompetente al posto del dirigente (ma anche operai) capace, non c'e nulla da stupirsi.
Son riusciti sostanzialmente a far fallire aziende sotto monopolio(Alitalia who?), di cosa ci stupiamo?
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Noodles
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Se Sparta piange, Atene non ride...doc G wrote:Ovviamente no.darioambro wrote:ma solo in questo paese manteniamo attività in perdità?
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php ... artsuite=3
Imprese pubbliche (escludendo chiaramente gli enti che forniscono i servizi pubblici fondamentali, che sono in meggioranza pubblici e spesso perdono soldi, ma in quel caso l'obiettivo non è svolgere una attività imprenditoriale, bensì fornire il miglior servizio possibile al minor costo possibile) ci sono ovunque, fino ad arrivare agli estremi francesi, dove lo stato è presente nell'economia quanto in Italia.
Io più che altro mi chiederei come siano gestite le imprese che operano in attività economiche, quanto influiscono sul mercato e quanti utili e perdite producono in Italia. E direi che di eccessi in tal senso ne abbiamo decisamente troppi.
Se infatti una attività è gestita con criteri economici corretti la discussione resta meramente politica, il problema per tutti nasce laddove la gestione è pessima.
laddove il servizio pubblico non funziona, il privato fa anche peggio, basta vedere cosa sono diventate alcune compagnie 'privatizzate' stile Telecom, veri e proprie aziende a delinquere che rispondono alle voglie ed interessi delle solite lobby italiane.
Se non si fa un passo avanti e non si inizia a capire che è un problema culturale il nostro, nn si troverà mai una soluzione.
Puoi liberalizzare quanto vuoi, ma passerai sempre dalla padella alla brace, c'è davvero qualche imprenditore innovativo in Italia, che abbia la volontà e la conoscenza di migliorare questo stato di cose? Chi sarebbero? Della Valle e Montezemolo?
Gente che è già plurindagata e che appena mette il becco in politica si troverà con una decina di avvisi di garanzia?
Viaggio e lavoro molto all'estero e vi assicuro che, nonostante tutto lo schifo, abbiamo ancora delle eccellenze (di servizi pubblici), tipo un sistema sanitario che in alcune regioni del centro nord (toscana-emilia romagna su tutte) non troverete da nessuna parte, ve lo assicuro.
Così come è composta scuola elementare e media, la qualità dell'insegnamento, sono dei punti di riferimento per l'europa del nord da decenni.
E' qui che dovremmo investire piuttosto che privare i nostri insegnanti dei computer, e gli ospedali di posti letto..
Purtroppo, la politica italiana negli ultimi trentanni ha scientemente snaturato e depauperato, specie al Sud, tutti i principali servizi ed oggi sono dei bandoni da rottamare in favore dei magnati e mafiosi di turno che si stanno ricomprando questo Paese ai saldi...(vedi sanità siciliana per esempio).
attenzione però ad un punto focale, depauperare prima significava 'assenza totale di controllo', 'impreparazione della classe dirigenziale' , oggi invece significa 'tagli drastici di ogni tipo', anche a strutture che funzionavano.
Tra vent'anni pagheremo anche l'aria, Usa style, 16% di povertà, oltre 47 milioni di persone col culo per terra che nn hanno un minimo di ammortizzatore sociale, solo qualche fondazione 'fate bene fratelli' dal Bill Gates di turno.
Viva l'America, il paese dove i vostri sogni si realizzano....
sì, quello di diventare povero
- doc G
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Se citi il sistema sanitario a mio parere è ovvio che debba essere pubblico. Come pure che ci siano ancora eccellenze e che lo stesso sistema sanitario offra un buon servizio è una cosa su cui concordo.
Sul resto in parte l'analisi può anche essere corretta, ma cause e modi per superarla mi paiono davvero tratti da qualche sito di complottisti.
Mi citi una privatizzazione "vera", cioè non passata agli amici degli amici in modo che l'azienda continuasse ad essere controllata dalla politica?
A me sfugge.
Per altro citi Telecom, privatizzazione falsa ed assurda per antonomasia, ma ad oggi non mi pare che con le mie tasse si paghi qualche cosa in Telecom, semmai sono gli azionisti ad essere stati suonati, quindi dovremmo dire quei cattivoni di speculatori. (non li ritengo assolutamente tali, come mi pare una cazzata far ricadere le colpe dello spread sui presunti speculatori, ma questo è un atro discorso).
Come ad oggi solo gli azionisti hanno pagato i conti di quegli altri cattivoni delle banche, lo Stato al massimo ha prestato del denaro a tasso di interesse molto alto, e l'unica che se ne è davvero avvalsa era la banca più esposta con la politica, MPS, che finirà sicuramente nazionalizzata.
Fino a ieri le altre banche esposte nello stesso modo, come Banca di Roma, Lodi, Sicilia sono state acquistate da altri cattivoni privati che hanno pagato i conti, in genere Unicredit o Banca Intesa, a volte Banco Popolare. Nonostante le privatizzazioni siano state farlocche.
Detto ciò, non è assolutamente vero che non ci siano imprenditori innovativi.
Semmai è vero che l'innovazione in Italia è stata quasi sempre nelle PMI, salvo alcune eccezioni lodevoli (nei tempi andati Olivetti, Montedison, Eni). Oggi ci troviamo:
1) Pressione fiscale REALE più alta del mondo (più alta d'Europa immaginando di conteggiare anche il sommerso, sull'emerso è la più alta del mondo).
2) Pressione fiscale sulla imprese più alta del mondo. (va specificato: se io pago, come capita in qualche paese scandinavo, anche cifre fra 60 e 70% del reddito, ma la aziende che mi permettono di produrre reddito sono tassate al 25% ed aiutate da una burocrazia snella ed efficiente il conto ha senso, se una PMI è tassata in media al 70%, quindi sugli utili distribuiti si paga un altro 37%, vuol dire che all'imprenditore resta meno del 20% dell'utile dell'azienda, con tutti i rischi del caso).
3) Burocrazia folle, nella classifica della facilità di fare impresa siamo ultimi in Europa, 92° nel mondo, fra Azerbaigjian ed Honduras.
4) Il modello degli accordi di Basilea, come pure quello perseguito dai vari Visco, Bersani, Tremonti, è stato quello di puntare sulla grande impresa bastonando le PMI che costituivano il tessuto dinamico dell'economia italiana. Oggi le PMI hanno poco credito in banca, per via degli accordi di Basilea tanto amati da Visco e Tremonti, hanno una tassazione alta in modo pazzesco, se non incassano una fattura ci pagano le tasse lo stesso come se l'avessero incassata, pagano tanto le forniture energetiche, per ogni adempimento hanno una burocrazia e costi elevati. Questo non è un problema per nazioni in cui l'economia si basa sul grande, come Germania e Francia, ma quali sono i paesi europei in cui la dimensione media delle imprese era più piccola prima di Basilea? Italia, Spagna, Portogallo. Qualcosa significa.
Anche sorvolando su tutto il resto basterebbero questi aspetti per capire come mai da 40 anni di fatto non si cresce, se escludiamo quel periodo degli anni '80 in cui abbiamo finanziato la crescita con la spesa pubblica, fino a che il debito è diventato troppo elevato, e come mai da 20 anni non si cresce proprio.
Vogliamo seguire il modello della Danimarca? A me, anche se mi tacci di liberismo selvaggio e di complicità, spero solo intellettuale, con criminali internazionali (ovviamente esagero) andrebbe non bene, benissimo. Ma allora seguiamolo davvero. Magari tasse sul reddito alte, ma tasse sulle imprese basse, tutela del lavoratore e non del posto di lavoro, giustizia rapida, burocrazia snella, buone infrastrutture.
Ma certo, il problema sono i magnati che si comprano il paese. File di Rockfeller col cilindro sono schierate fuori dai ministeri per acquistae l'Alcoa, le miniere del Sulcis, le fabbriche chiuse da Marchionne, la Fincantieri, le banche italiane, l'Enichem.
Sul resto in parte l'analisi può anche essere corretta, ma cause e modi per superarla mi paiono davvero tratti da qualche sito di complottisti.
Mi citi una privatizzazione "vera", cioè non passata agli amici degli amici in modo che l'azienda continuasse ad essere controllata dalla politica?
A me sfugge.
Per altro citi Telecom, privatizzazione falsa ed assurda per antonomasia, ma ad oggi non mi pare che con le mie tasse si paghi qualche cosa in Telecom, semmai sono gli azionisti ad essere stati suonati, quindi dovremmo dire quei cattivoni di speculatori. (non li ritengo assolutamente tali, come mi pare una cazzata far ricadere le colpe dello spread sui presunti speculatori, ma questo è un atro discorso).
Come ad oggi solo gli azionisti hanno pagato i conti di quegli altri cattivoni delle banche, lo Stato al massimo ha prestato del denaro a tasso di interesse molto alto, e l'unica che se ne è davvero avvalsa era la banca più esposta con la politica, MPS, che finirà sicuramente nazionalizzata.
Fino a ieri le altre banche esposte nello stesso modo, come Banca di Roma, Lodi, Sicilia sono state acquistate da altri cattivoni privati che hanno pagato i conti, in genere Unicredit o Banca Intesa, a volte Banco Popolare. Nonostante le privatizzazioni siano state farlocche.
Detto ciò, non è assolutamente vero che non ci siano imprenditori innovativi.
Semmai è vero che l'innovazione in Italia è stata quasi sempre nelle PMI, salvo alcune eccezioni lodevoli (nei tempi andati Olivetti, Montedison, Eni). Oggi ci troviamo:
1) Pressione fiscale REALE più alta del mondo (più alta d'Europa immaginando di conteggiare anche il sommerso, sull'emerso è la più alta del mondo).
2) Pressione fiscale sulla imprese più alta del mondo. (va specificato: se io pago, come capita in qualche paese scandinavo, anche cifre fra 60 e 70% del reddito, ma la aziende che mi permettono di produrre reddito sono tassate al 25% ed aiutate da una burocrazia snella ed efficiente il conto ha senso, se una PMI è tassata in media al 70%, quindi sugli utili distribuiti si paga un altro 37%, vuol dire che all'imprenditore resta meno del 20% dell'utile dell'azienda, con tutti i rischi del caso).
3) Burocrazia folle, nella classifica della facilità di fare impresa siamo ultimi in Europa, 92° nel mondo, fra Azerbaigjian ed Honduras.
4) Il modello degli accordi di Basilea, come pure quello perseguito dai vari Visco, Bersani, Tremonti, è stato quello di puntare sulla grande impresa bastonando le PMI che costituivano il tessuto dinamico dell'economia italiana. Oggi le PMI hanno poco credito in banca, per via degli accordi di Basilea tanto amati da Visco e Tremonti, hanno una tassazione alta in modo pazzesco, se non incassano una fattura ci pagano le tasse lo stesso come se l'avessero incassata, pagano tanto le forniture energetiche, per ogni adempimento hanno una burocrazia e costi elevati. Questo non è un problema per nazioni in cui l'economia si basa sul grande, come Germania e Francia, ma quali sono i paesi europei in cui la dimensione media delle imprese era più piccola prima di Basilea? Italia, Spagna, Portogallo. Qualcosa significa.
Anche sorvolando su tutto il resto basterebbero questi aspetti per capire come mai da 40 anni di fatto non si cresce, se escludiamo quel periodo degli anni '80 in cui abbiamo finanziato la crescita con la spesa pubblica, fino a che il debito è diventato troppo elevato, e come mai da 20 anni non si cresce proprio.
Vogliamo seguire il modello della Danimarca? A me, anche se mi tacci di liberismo selvaggio e di complicità, spero solo intellettuale, con criminali internazionali (ovviamente esagero) andrebbe non bene, benissimo. Ma allora seguiamolo davvero. Magari tasse sul reddito alte, ma tasse sulle imprese basse, tutela del lavoratore e non del posto di lavoro, giustizia rapida, burocrazia snella, buone infrastrutture.
Ma certo, il problema sono i magnati che si comprano il paese. File di Rockfeller col cilindro sono schierate fuori dai ministeri per acquistae l'Alcoa, le miniere del Sulcis, le fabbriche chiuse da Marchionne, la Fincantieri, le banche italiane, l'Enichem.
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BruceSmith
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
dove tu dici di andare ad investire, io ritengo che la spesa vada ottimizzata (anche effettuando tagli). imho, con la pressione fiscale attuale, l'aumento della spesa pubblica è l'ultima cosa da fare.Noodles wrote:
spesso - la sanità al sud, tanto per fare un esempio - l'unica cosa che non è mancata sono gli investimenti. il problema è che quei soldi sono stati usati male\rubati\regalatiagliamicidegliamici.
se lo Stato non è in grado di gestire un determinato campo, lo dia in mano a chi è in grado di farlo e si limiti a controllare.
ps. a leggerti - magari sbaglio - sembra sempre che le ruberie siano dei politici-mafiosi. in parte è vero, però per ogni riccone che ruba, ci sono 100-1000 altri che se ne approfittano in vario modo.
- FletcherLynd
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
non mi pare proprio che l'articolo dica quello.Noodles wrote: http://www.linkiesta.it/mutui-subprime- ... qua-sporca
Ricambio la stima Doc maaa...........veramente ci vogliamo raccontare la favoletta che i mutui subprime sono stati utili?!!?![]()
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che han permesso di far comprare le case ai poveri??
dice semplicemente che il concetto dei mutui subprime SE fosse stato applicato correttamente, in modo trasparente e con più lungimiranza, AVREBBE POTUTO far comprare le case anche a molti poveri.
e non è una difesa delle banche, delle società di investimento e di quelle immobiliari, ma una accusa: perché questi soggetti adesso si difendono dicendo "e vabbé ma non è colpa nostra il crollo del mercato dei subprime, erano uno strumento folle e insensato, è colpa di chi se l'è inventato", quando è vero esattamente l'opposto: i subprime non avevano nulla di sbagliato o insensato o pericoloso a prescindere, è COME sono stati utilizzati e riversati nel mercato che li ha fatti diventare "esplosivi".
e comunque queste sono considerazioni abbastanza ovvie, chiunque conosca un minimo l'economia lo sa benissimo e lo dice da anni: la parte interessante dell'articolo è un'altra, cioè il ragionamento che fa a proposito di chi si lamenta perché se va in banca non gli danno il mutuo perché non fornisce sufficienti garanzie e allo stesso tempo sbraita (a casaccio) contro "i mercato" e i mutui subprime perché ha letto su repubblica che i suoi problemi dipendono da quelli... senza rendersi conto che l'idea dei subprime nasce PROPRIO dalla spinta di quella grossa fetta di popolazione che, come lui, vorrebbe accedere al sistema dei mutui ma non può perché non è solvibile.
la premessa è vera, le conclusioni sono sbagliate.Noodles wrote: laddove il servizio pubblico non funziona, il privato fa anche peggio, basta vedere cosa sono diventate alcune compagnie 'privatizzate' stile Telecom, veri e proprie aziende a delinquere che rispondono alle voglie ed interessi delle solite lobby italiane.
è vero che "privatizzare" (che in sé e per sé non significa necessariamente "cedere ai privati", sarebbe più corretto dire "liberalizzare") una impresa pubblica non significa che essa diventi automaticamente efficiente e produttiva, l'incapacità degli amministratori italiani è globale e generalizzata, sia nel pubblico che nel privato.
però questo non è un argomento CONTRO le liberalizzazioni, ma A FAVORE delle liberalizzazioni. perché se mediamente gli amministratori italiani tra i 40 e 60 anni, la famosa "generazione perduta", sono degli incapaci sia nel pubblico che nel privato (e LO SONO, parlano i fatti), allora E' MEGLIO affidare a loro società private piuttosto che società pubbliche o parapubbliche, perché quando un amministratore fa fallire una società chi ci rimette sono i suoi azionisti... ma gli azionisti di una società privata sono altri privati, gli azionisti di una società pubblica, parapubblica o a controllo pubblico SIAMO NOI, siamo tutti gli italiani.
e l'esempio Telecom da te citato è l'esempio migliore che potessi fare, perché:
a- è l'unico esempio di VERA liberalizzazione italiana, cioè trasformare un settore monopolizzato dal pubblico in un settore in cui il pubblico si limita a fare l'arbitro e a concedere le licenze, mentre chi fornisce il servizio sono i privati in regime di concorrenza. non è stata una liberalizzazione al 100% perché comunque al gestore ex pubblico è stata lasciata anche la proprietà della rete, quindi un vantaggio rispetto a tutti gli altri, ma questo passava il convento.
b- l'esito della liberalizzazione è stato POSITIVO per gli utenti, sotto tutti i punti di vista. come volevasi dimostrare, la vera concorrenza ha portato abbassamento dei prezzi, aumento degli investimenti tecnologici, aumento e miglioramento dei servizi.
c- l'unica a rimetterci, in tutta la vicenda, è stata proprio Telecom. acquistata dal mercato ad un prezzo che, ai valori 2011, ammonterebbe a circa 17 miliardi, negli anni è stata gestita in modo talmente insensato dai vari "tycoon" che ne hanno detenuto il controllo che, al 2011, il suo valore era di circa 11 miliardi. dal punto di vista dell'interesse pubblico è stata una operazione straordinaria, perché non solo hai fatto cassa immediatamente, non solo hai costruito un "mercato libero" su cui continui a guadagnare periodicamente grazie alle tasse, alle concessioni eccecc, non solo ti sei liberato di una società in perdita, ma l'hai pure venduta ad un prezzo rivelatosi, negli anni successivi, ben superiore al suo effettivo valore di mercato.
è proprio questo il punto: gli amministratori competenti e innovativi in italia sono pochissimi, la stragrande maggioranza sono degli ignoranti e dei buzzurri, sia nel pubblico che nel privato.Noodles wrote: Puoi liberalizzare quanto vuoi, ma passerai sempre dalla padella alla brace, c'è davvero qualche imprenditore innovativo in Italia, che abbia la volontà e la conoscenza di migliorare questo stato di cose? Chi sarebbero? Della Valle e Montezemolo?![]()
quindi BEN VENGANO le liberalizzazioni, perché con una vera liberalizzazione non si passa dalla padella alla brace, visto che nella padella ci siamo NOI (cioè i cittadini che pagano le tasse che servono a tenere in piedi società pubbliche e parapubbliche gestite male e perennemente in perdita), mentre se l'azienda liberalizzata viene gestita ugualmente male, nella brace ci finiscono LORO (cioè i suoi azionisti privati).
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Noodles
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Doc, intendiamoci, se mi parli di tassare meno le piccole e medie imprese italiane, sfondi una porta aperta, così come quando mi parli di tassazione reale e burocrazia folle...non facciamo certo nessuna scoperta, sono tutti problemi che urgono una risposta immediata o quantomeno una attenuazione del loro peso.
Diverso il discorso quando ti addentri nelle dinamiche politica-imprenditoria, forse una volta i rapporti di potere pendevano più verso i primi, oggi proprio no.
E lo può testimoniare chiunque abbia fatto politica, anche ai livelli più bassi.
E' un rapporto morboso che vede oggi primeggiare chi finanzia, chi paga le campagne elettorali, chi crea colossi d'argilla per poi chiedere favori un minuto dopo.
Il filino d'ironia con cui descrivi il tutto, conferma il fatto che sfortunamente c'è troppo lassismo nei confronti di chi oggi detiene il potere in Italia.
Stiamo parlando dello stesso paese in cui primeggia nella politica lo stesso che ha banche, fondazioni, finanziarie, televisioni e via dicendo...io, ripeto, questo panorama 'sano' della impreditoria italiana non lo vedo affatto, tutt'altro, vedo vagonate di imprenditori che fanno la fila per evadere il fisco, che hanno rapporti poco chiari con la malavita, che han fatto parte di logge massoniche, che nn hanno rispetto per il lavoratori e per la sicurezza nel lavoro.
L'Italia è il paese con più morti sul lavoro degli ultimi 15 anni in Europa. E' sempre l'eccessivo statalismo la causa vero!?!
E vogliamo parlare della salute??
Non scherziamo per favore.
Il nano è stato (è) solo la punta dell'iceberg che nel 94' ha fatto tana libera per tutti.
E quanti di voi han creduto nei suoi ideali liberali e democratici?
La stragrande maggioranza, perlmeno fino alla sua terza elezione.
La realtà è assai più complessa, l'italiano è un 'individualista' di natura, non ha a cuore il bene collettivo, e più ha potere, più lo sfrutta per sè stesso, sia in un ente pubblico o in una impresa emergente.
No cultura no party my friend.
Quanto investiamo nella cultura oggi? Zero, perchè oggi gira la barzelletta che la cultura deve confrontarsi con il mercato, bene siamo passati da Fellini ed Antonioni a Neri Parenti e Massimo Boldi.
E' questo il sistema che oggi abbiamo creato e non ne usciamo più perchè si continua a ragionare in questi termini.
Diverso il discorso quando ti addentri nelle dinamiche politica-imprenditoria, forse una volta i rapporti di potere pendevano più verso i primi, oggi proprio no.
E lo può testimoniare chiunque abbia fatto politica, anche ai livelli più bassi.
E' un rapporto morboso che vede oggi primeggiare chi finanzia, chi paga le campagne elettorali, chi crea colossi d'argilla per poi chiedere favori un minuto dopo.
Il filino d'ironia con cui descrivi il tutto, conferma il fatto che sfortunamente c'è troppo lassismo nei confronti di chi oggi detiene il potere in Italia.
Stiamo parlando dello stesso paese in cui primeggia nella politica lo stesso che ha banche, fondazioni, finanziarie, televisioni e via dicendo...io, ripeto, questo panorama 'sano' della impreditoria italiana non lo vedo affatto, tutt'altro, vedo vagonate di imprenditori che fanno la fila per evadere il fisco, che hanno rapporti poco chiari con la malavita, che han fatto parte di logge massoniche, che nn hanno rispetto per il lavoratori e per la sicurezza nel lavoro.
L'Italia è il paese con più morti sul lavoro degli ultimi 15 anni in Europa. E' sempre l'eccessivo statalismo la causa vero!?!
E vogliamo parlare della salute??
Non scherziamo per favore.
Il nano è stato (è) solo la punta dell'iceberg che nel 94' ha fatto tana libera per tutti.
E quanti di voi han creduto nei suoi ideali liberali e democratici?
La stragrande maggioranza, perlmeno fino alla sua terza elezione.
La realtà è assai più complessa, l'italiano è un 'individualista' di natura, non ha a cuore il bene collettivo, e più ha potere, più lo sfrutta per sè stesso, sia in un ente pubblico o in una impresa emergente.
No cultura no party my friend.
Quanto investiamo nella cultura oggi? Zero, perchè oggi gira la barzelletta che la cultura deve confrontarsi con il mercato, bene siamo passati da Fellini ed Antonioni a Neri Parenti e Massimo Boldi.
E' questo il sistema che oggi abbiamo creato e non ne usciamo più perchè si continua a ragionare in questi termini.
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
non è che lo Stato non è in grado di gestire, è che, in particolare al Sud, non ha voluto gestire bene determinati campi.BruceSmith wrote:dove tu dici di andare ad investire, io ritengo che la spesa vada ottimizzata (anche effettuando tagli). imho, con la pressione fiscale attuale, l'aumento della spesa pubblica è l'ultima cosa da fare.Noodles wrote:
spesso - la sanità al sud, tanto per fare un esempio - l'unica cosa che non è mancata sono gli investimenti. il problema è che quei soldi sono stati usati male\rubati\regalatiagliamicidegliamici.
se lo Stato non è in grado di gestire un determinato campo, lo dia in mano a chi è in grado di farlo e si limiti a controllare.
ps. a leggerti - magari sbaglio - sembra sempre che le ruberie siano dei politici-mafiosi. in parte è vero, però per ogni riccone che ruba, ci sono 100-1000 altri che se ne approfittano in vario modo.
Ma se provo a spiegarlo, poi Doc mi dà del complottista e allora lasciam perdere e stiamo bene così
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Noodles
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
e no mio caro...in Italia 1 + 1 nn fa ancora 2, e dovresti saperlo.FletcherLynd wrote:
quindi BEN VENGANO le liberalizzazioni, perché con una vera liberalizzazione non si passa dalla padella alla brace, visto che nella padella ci siamo NOI (cioè i cittadini che pagano le tasse che servono a tenere in piedi società pubbliche e parapubbliche gestite male e perennemente in perdita), mentre se l'azienda liberalizzata viene gestita ugualmente male, nella brace ci finiscono LORO (cioè i suoi azionisti privati).
La conseguenza dello scenario che prospetti è che l'azienda liberalizzata verrà gestita male ugualmente (e fin lì ci siamo) ma verrà gestita dai prestanome dei soliti gruppi di potere, con il risultato di accentrare progressivamente il potere nelle mani di pochi.
Non solo quindi malgestione, ma contribuisci cmq a squilibrare ulteriormente i rapporti economici ed arricchire le tasche di alcuni che poi però sfrutterrano la loro posizione in vari settori (leggi politica).
E quindi il peso di tutto torna di nuovo al cittadino che però ha sempre meno armi a disposizione dal difendersi da questi 'cattivoni' (cit. Doc.).
Ti ripeto quanto detto ad Agosto, seppur non d'accordo ideologicamente, lo scenario di cui parli sarebbe perlomeno 'decente' in paesi diversi dal nostro, tipo Germania ed Inghilterra. Ma in un paese in cui le mafie producono 1 / 3 del PIL complessivo e dove la corruzione dilaga...mbè io sarei un attimino attento a chi acquista, perchè lo fa ed in quale misura/maniera lo fa...ma io sono un complottista, ed è bene che inizi a pensare alla Lettonia...
ah come va la Lettonia...ah!
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Benissimo.Noodles wrote: La realtà è assai più complessa, l'italiano è un 'individualista' di natura, non ha a cuore il bene collettivo, e più ha potere, più lo sfrutta per sè stesso, sia in un ente pubblico o in una impresa emergente.
Partendo da questo presupposto, quale sarebbe la conseguenza logica (se la logica non è una opinione)?
1) Dato che l'italiano non ha a cuore il bene collettivo ed il potere lo sfrutta per se stesso, diamo meno potere possibile al singolo italiano.
2) Come dare meno potere possibile al singolo italiano? Riducendo il più possibile la sfera di azione dello Stato.
3) Come evitare che lo Stato, i cui gestori sono individualisti che sfruttano il potere per se stessi, controllino lo stesso l'economia? Ponendo paletti rigidi a chi agisce, ma facendo si che fino a che si muove entro questi paletti possa procedere senza chiedere nulla a nessuno.
Tu intendevi conseguenze differenti? Da questi presupposti non è possibile, se l'italiano medio sfrutta male il potere, lo fa da individualista e per i suoi interessi, occorre far si che chi agisca nel maggior numero di settori possibili lo debba fare da individualista e per i suoi interessi, lo possa fare in modo scoperto, e sia obbligato però a rispettare dei rigorosi paletti. Esattamente la descrizione pratica delle teorie di Milton Friedman.
Ora che leggo la conseguenza logica dei tuoi presupposti (l'unica conseguenza logica, sottolineo) debbo dire che forse sei un poco troppo liberista per i miei gusti, in Italia probabilmente una gestione simile sarebbe eccessiva. Io chiedevo di ispirarsi alla Danimarca, non al Cile.
Intendevi cose diverse? Allora cambia presupposti, o citofona ad Aristotele e chiedigli di modificare radicalmente il suo testo di logica.
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Noodles
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
doc G wrote:Benissimo.Noodles wrote: La realtà è assai più complessa, l'italiano è un 'individualista' di natura, non ha a cuore il bene collettivo, e più ha potere, più lo sfrutta per sè stesso, sia in un ente pubblico o in una impresa emergente.
Ora che leggo la conseguenza logica dei tuoi presupposti (l'unica conseguenza logica, sottolineo) debbo dire che forse sei un poco troppo liberista per i miei gusti, in Italia probabilmente una gestione simile sarebbe eccessiva. Io chiedevo di ispirarsi alla Danimarca, non al Cile.
Intendevi cose diverse? Allora cambia presupposti, o citofona ad Aristotele e chiedigli di modificare radicalmente il suo testo di logica.
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l'arte della paraculaggine, firmato Doc G.
Vi meritate Boldi e Panariello a vita.
e cmq Aristotele era statalista(cit.)
- doc G
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Devo dire che è la prima volta in vita mia che mi danno del paraculo, e da cotanto scranno lo considero un onore!
Continuo però a sostenere che se non ci si fida dei politici l'unica strada è toglier loro più lavoro da fare possibile e lasciarlo fare a chi dichiaratamente lo fa per guadagnarci, ma in regime di concorrenza con altri che lo fanno per guadagnarci o con aste di appalto.
Continuo però a sostenere che se non ci si fida dei politici l'unica strada è toglier loro più lavoro da fare possibile e lasciarlo fare a chi dichiaratamente lo fa per guadagnarci, ma in regime di concorrenza con altri che lo fanno per guadagnarci o con aste di appalto.
- joesox
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
Credo ci fosse un topic sulle elezioni USA di quattro anni fa, comunque.
Bill Clinton resta sempre un grande comunicatore.
Obama deve fare un super-discorso solo per pareggiarlo.
Gli USA all'inizio della presidenza Obama perdevano 800,000 posti di lavoro al mese.
Questa sera sono usciti i dati di agosto.
Per il ventitreesimo mese consecutivo l'economia americana ha prodotto (e non perso) posti di lavoro.
Four more years!
Bill Clinton resta sempre un grande comunicatore.
Obama deve fare un super-discorso solo per pareggiarlo.
Gli USA all'inizio della presidenza Obama perdevano 800,000 posti di lavoro al mese.
Questa sera sono usciti i dati di agosto.
Per il ventitreesimo mese consecutivo l'economia americana ha prodotto (e non perso) posti di lavoro.
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Paperone
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
c'è, c'è
i sondaggi li danno alla pari, ma vorrei vedere dopo la convention
e ricordatevi che abbiamo un infiltrato in North Carolina
i sondaggi li danno alla pari, ma vorrei vedere dopo la convention
e ricordatevi che abbiamo un infiltrato in North Carolina
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: Il topic della politica... entrateci moderatamente.
embè? se la gestiscono male, falliranno e ci rimetteranno un sacco di soldi.Noodles wrote: La conseguenza dello scenario che prospetti è che l'azienda liberalizzata verrà gestita male ugualmente (e fin lì ci siamo) ma verrà gestita dai prestanome dei soliti gruppi di potere, con il risultato di accentrare progressivamente il potere nelle mani di pochi.
mi sembra una contraddizione in termini. in una impresa privata non ci può essere una "malgestione" E al tempo stesso arricchirsi. questo meccanismo esiste solo quando la gestione è in mano pubblica, o dipendente dal pubblico, o "attorcigliata" con il potere pubblico.Non solo quindi malgestione, ma contribuisci cmq a squilibrare ulteriormente i rapporti economici ed arricchire le tasche di alcuni che poi però sfrutterrano la loro posizione in vari settori (leggi politica).
che è proprio quello che si vuole eliminare.
le mafie producono 1/3 del pil e la corruzione dilaga PROPRIO PERCHE' il potere pubblico è così potente e capillare.Ti ripeto quanto detto ad Agosto, seppur non d'accordo ideologicamente, lo scenario di cui parli sarebbe perlomeno 'decente' in paesi diversi dal nostro, tipo Germania ed Inghilterra. Ma in un paese in cui le mafie producono 1 / 3 del PIL complessivo e dove la corruzione dilaga...mbè io sarei un attimino attento a chi acquista, perchè lo fa ed in quale misura/maniera lo fa...ma io sono un complottista, ed è bene che inizi a pensare alla Lettonia...
è logico che se è il potere pubblico a dirigere l'economia, ci sarà qualcuno che prenderà delle decisioni, e quindi quel qualcuno potrà essere corrotto, o lusingato, o ricattato, o minacciato, o vezzeggiato. se invece non c'è nessuno a dirigere l'economia, non c'è nessuno da corrompere, da minacciare, da vezzeggiare. in un mercato libero non esistono scorciatoie, favori, amici degli amici: hai solo due alternative: guadagnare soldi, o perderli. chi guadagna prospera, chi perde fallisce. punto.
non ci sono incentivi, non ci sono "salvataggi", non ci sono "piani strategici".
poi tu giustamente mi dici "ma questa visione vale solo per gli altri paesi, in italia non esistono mercati liberi quindi non si possono applicare quei principi", e io ti dico che hai pienamente ragione. ma non è inevitabile, non è un dato acquisito a cui ci dobbiamo rassegnare, ma è proprio la OVVIA ed INEVITABILE conseguenza di uno stato onnivoro, ipertrofico, dirigista.
se levi quello, i problemi si risolvono da soli.