Hobbit83 wrote:
ennesimo? sarei curioso di sentire le politiche "ultraliberiste" adottate da un qualsiasi governo italiano negli ultimi 60/70 anni.

Non ho parlato di "adottato in Italia", ho parlato di "programma". Ne abbiamo sentiti diversi, ultimamente. Ma visto dove i programmi liberisti hanno portato la finanza occidentale ci andrei cauto, nell'esaltarli.[/quote]
Giannino è un ottimo divulgatore, come politico andrei cauto, se non altro proprio perchè ha impiegato troppo tempo per mollare Berlusconi, che stava applicando l'esatto opposto delle cose sostenute da Giannino (e da lui stesso in campagna elettorale).
Diciamo che è il volto di facciata, dato che con lui (e con qualche altro ex berlusconiano tipo Baldassarri) ci sono tutta una serie di persone assolutamente liberali che Berlusconi l'hanno mollato da una decina di anni nella migliore delle ipotesi, altri non l'hanno mai sostenuto, direi che il berlusconismo di Giannino è un problema secondario.
Zingales, Arrigo, quei tali Bisin, Boldrin, Famularo, Brusco coautori del libro "Voltremort, istruzioni per il disuso", De Nicola, Nicola Rossi che al tempo di Berlusconi in politica c'era, ma con Prodi, Scacciavillani editorialista de "Il Fatto", Rondolino, tutta gente che con Berlusconi non c'è mai stata.
Per altro per un liberale stare con Berlusconi nel 1994 poteva avere un senso, restarci fra il 2001 ed il 2006 non ne aveva nessuno.
Avrebbe senso la critica di Porsche, per cui un soggetto politico nuovo come il M5S non avrebbe reali possibilità di influenzare la politica esistente a meno dell'improbabile ipotesi i prendere il 51%. Questo è verissimo per M5S, che rifiuta le alleanze a priori e vuole mandare tutti i politici attuali in galera (ma perchè no poi una bella fucilazione in piazza, sarebbe di maggior soddisfazione, e perchè mai perdere tempo in processi, corpo di mille fucili!), questo movimento cerca alleanze e direi che nel centrodestra c'è un tale vuoto di rappresentanza attualmente che in molti potrebbero accettare questa alleanza. Non si trattasse di un abbraccio mortale che io eviterei ad ogni costo gli stessi Berlusconi e Fini hanno necessità di allearsi per non sparire del tutto.
Detto ciò, di liberalismo o socialdemocrazia, come di politiche economiche liberiste o keynesiane si può anche parlare, non è detto che a priori una politica sia migliore dell'altra, l'importante è applicarla con coerenza e non far passare statalismo e dirigismo per politiche keynesiane come prova a fare larga parte della sinistra in Italia, resto però con un dubbio:
Quali sarebbero le politiche liberiste in Europa applicate negli ultimi 20 anni?
Io onestamente per pensare al liberismo in Europa devo tornare alla Thatcher, altri esempi non ne so indicare.
Dire che in Italia oggi vanno applicate politiche economiche di tipo keynesiano ed occorre salvaguardare il welfare può avere un senso, dipende tutto da come si mette il tutto in pratica, se le ipotesi sono quelle di Fassina, Vendola e Donadi fuggirei a gambe levate, arrivo a dire che preferisco Tremonti e Brunetta, ma in assoluto l'idea può avere senso.
Dire che in Europa qualche cosa è stata provocata dal liberalismo invece non ha senso alcuno, dato che non ce n'è traccia, è solamente quella propaganda di tanta parte di sinistra che funziona esattamente come la propaganda berlusconiana, che la colpa di tutto la da al comunismo o agli ex comunisti.
Basta pensare che di liberismo erano accusati i governi laburisti di Blair e socialdemocratici di Shroeder, che si grida al liberismo quando si parla di welfare danese e si capisce come questa parola sia utilizzata.
Certo, diamo la colpa alle politiche liberiste (meglio se ultraliberiste selvaggie, o meglio ancora se si parla di liberismo alle vongole), al complotto giudo-pluto-massonico ed alla speculazione internazionale per non dirci quali siano state le cause della crisi, il dirigismo e lo statalismo.
Perchè è una cazzata anche dire che la crisi è internazionale, è internazionale ma non lo è per la Germania o i paesi scandinavi, per restare in Europa, ed il Regno Unito se la cava molto meglio di noi. Sarà che la crisi nostra dipende dallo statalismo nostro e dal fatto che la politica mette il becco in tutto sempre e comunque, come avviene anche in Grecia e Spagna, mentre questo nell'Europa centro settentrionale non avviene?