C'era una volta il Cinema
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
x Gerry, non condivido per nulla il tuo punto di vista su The Departed.
La storia è la stessa è chiunque segua un minimo le produzioni sapeva benissimo che Scorsese aveva ripreso Infernal Affairs, ma i due film sono profondamente differenti sotto quasi tutti gli aspetti.
Lo stesso discorso si potrebbe allora fare per tutti i film con una sceneggiatura non originale.
Non ha senso.
La storia è la stessa è chiunque segua un minimo le produzioni sapeva benissimo che Scorsese aveva ripreso Infernal Affairs, ma i due film sono profondamente differenti sotto quasi tutti gli aspetti.
Lo stesso discorso si potrebbe allora fare per tutti i film con una sceneggiatura non originale.
Non ha senso.
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Re: C'era una volta il Cinema
UNDERWORLD AWAKENING

Con colpevole ritardo ho finalmente visto il quarto capitolo di Underworld, atteso a rilanciare la serie dopo il non del tutto convincente prequel che aveva visto protagonista Michael Sheen e Rhona Mitra.
Innanzitutto, torna Kate Beckinsale, e le cose riprendono immediatamente a girare nel verso giusto. I suoi occhi e la sua silhouette (sta donna è come il barolo, più invecchia, più migliora) sono creati su misura per caratterizzare nel migliore dei modi Selene, più cazzuta che mai, dopo dieci anni in naftalina.
Gli umani hanno operato un'opera di pulizia etnica contro vampiri e lycans. Ma le due specie sono tutt'altro che estinte, anzi, ne salta pure fuori una terza.
Abbandonate le velleità di un film epico, che avevano condizionato in negativo il terzo capitolo, si torna al classico comic on movie tutto ritmo, azione e adrenalina. Si punta ad emozioni rapide e violente, con scene decisamente splatter che assumono tinte molto affini all'horror.
Awakening, scusate il gioco di parole, risveglia l'interessa sulla saga, ed il finale apertissimo, oltre all'introduzione di diversi nuovi personaggi, potrebbe regalarci un quinto atto ancora più avvincente.
Sicuramente decisivo l'apporto alla sceneggiatura di J.M. Straczynski.

Con colpevole ritardo ho finalmente visto il quarto capitolo di Underworld, atteso a rilanciare la serie dopo il non del tutto convincente prequel che aveva visto protagonista Michael Sheen e Rhona Mitra.
Innanzitutto, torna Kate Beckinsale, e le cose riprendono immediatamente a girare nel verso giusto. I suoi occhi e la sua silhouette (sta donna è come il barolo, più invecchia, più migliora) sono creati su misura per caratterizzare nel migliore dei modi Selene, più cazzuta che mai, dopo dieci anni in naftalina.
Gli umani hanno operato un'opera di pulizia etnica contro vampiri e lycans. Ma le due specie sono tutt'altro che estinte, anzi, ne salta pure fuori una terza.
Abbandonate le velleità di un film epico, che avevano condizionato in negativo il terzo capitolo, si torna al classico comic on movie tutto ritmo, azione e adrenalina. Si punta ad emozioni rapide e violente, con scene decisamente splatter che assumono tinte molto affini all'horror.
Awakening, scusate il gioco di parole, risveglia l'interessa sulla saga, ed il finale apertissimo, oltre all'introduzione di diversi nuovi personaggi, potrebbe regalarci un quinto atto ancora più avvincente.
Sicuramente decisivo l'apporto alla sceneggiatura di J.M. Straczynski.
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Re: C'era una volta il Cinema
mha, non capisco perchè tutto ciò dovrebbe valorizzare il film in se visto che non mi pare espima granchè.francilive wrote:L'innovazione è nelle tecniche di ripresa, oltre che nella selettività dei contenuti tridimensionali delle immagini.GecGreek wrote: Non è che senza Favatar non sarebbe esistito il 3D eh.
Parliamo di ciò che è davvero il film: 2 ore e mezzo di Pokahontas.
Le virtual cam progettate per avatar hanno introdotto un nuovo sistema per integrare il virtuale con il girato, in tempo reale, cosa che aumenta sensibilimente le potenzialità espressive di un regista.
Quando questa tecnologia capiterà nelle mani giuste, o meglio, in produzioni meno ossessionate dal ritorno al botteghino, vedremo dei gran film. Progressivamente i costi si abbasseranno, ecc...
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
non ci sono dubbi gec.GecGreek wrote: mha, non capisco perchè tutto ciò dovrebbe valorizzare il film in se visto che non mi pare espima granchè.
per i suoi contenuti innovativi avatar è in grado di segnare la storia del cinema.
ha introdotto delle tecniche di ripresa davvero rivoluzionarie, mai viste prima, con potenzialità davvero enormi, considerato che il futuro del cinema si esprimerà sempre di più con mezzi digitali.
puoi anche dire che è un film di merda (ma poi non è peggiore di tanti altri... anche qui si esagera, soltanto il finale scade nel patetico) ma non si può oggettivamente negare la sua importanza dal punto di vista tecnico.
il limite è che la tecnica da sola non può risollevare le sorti artistiche di una storia banale, buoni contro cattivi vista cinquantamila volte per piacere a tutti, dai 3 mesi ai 90 anni, e portare più gente possibile al cinema.
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Re: C'era una volta il Cinema
Scusa, ma che male c'è nello sfruttare una bella idea per fare un altro film che ne ricalca i pregi ?Gerry Donato wrote:Vi leggo voracemente, compiaciuto di avere indirettamente procurato in queste pagine un bigino per qualche esame al DAMS e varie chicche assortite.Bluto Blutarsky wrote: P.s: ma l'incendiario di tutta la discussione, il buon Gerry, non si fa più vivo?![]()
Poi non saprei cosa aggiungere e di certo non voglio avere l'ultima parola sui singoli film.
Faccio solo un chiarimento all'amico JC su The Departed.
Anche a me in quanto tale era piaciuto molto, ma c'è una magagna che ho scoperto due anni dopo, che va al di là della riuscita della realizzazione e che ne deturpa ogni velleità artistica: è un remake di un film perfettamente riuscito.
Non so mai bene come pormi col remake, perché è tutt'altro che da escludere possa essere un film migliore dell'originale.
La mia regola è: se l'originale è un bel film ed è stato girato meno di 20 anni prima, il remake non ha a prescindere valore artistico.
Anything for Her (francese) è un bellissimo film: che bisogno c'era di The Next Three Days?
Apri gli Occhi (spagnolo) è un bellissimo film: che bisogno c'era di Vanilla Sky?
Non desiderare la donna d'altri (danese) è un bellissimo film: che bisogno c'era di Brothers?
Sorvolando su recenti inverecondi abomini italiani.
E per arrivare al dunque... Infernal Affairs (Hong Kong) è un capolavoro di cui ha acquistato i diritti e copiato la trama Scorsese, Hollywoodizzando il tutto: come può essere un remake a permettere ad un regista del genere di vincere il suo primo Oscar?
Oltretutto il valore di questo remake rispetto a Infernal Affairs è dato dal setting molto diverso di The Departed (Boston invece di Hong Kong), quindi già per quella singola questione di location, con tutto ciò che si porta dietro, si rende interessante anche avendo visto Infernal Affairs, secondo me.
Poi è ovvio che i gusti son gusti, però non "sminuirei" un film solo perchè l'idea non è originale, così a prescindere...
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Gerry Donato
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Re: C'era una volta il Cinema
Per me The Departed è un bellissimo film (anche se, finale a parte, non vedo tutte queste differenze di trama, considerando anche che lo sceneggiatore di Scorsese ha sfruttato la trilogia e non solo il primo episodio), di cui apprezzerò sempre la visione anche in futuro.
Se ne facciamo un fatto tecnico, per quel poco che capisco mi pare più che plausibile che The Departed sia un film superiore a Infernal Affairs.
Ma poiché il tema era la valutazione ed il valore artistico, il mio dubbio è: può un certamente ottimo remake godere di così tanta considerazione, quando l'originale è comunque un film recente così ben riuscito?
Sul discorso della sceneggiatura non originale, per me la differenza non è di poco conto per quanto forse superficiale: la trasposizione dalla letteratura al cinema è un passaggio da una forma di arte ad un'altra; col remake si resta sullo stesso piano.
Se ne facciamo un fatto tecnico, per quel poco che capisco mi pare più che plausibile che The Departed sia un film superiore a Infernal Affairs.
Ma poiché il tema era la valutazione ed il valore artistico, il mio dubbio è: può un certamente ottimo remake godere di così tanta considerazione, quando l'originale è comunque un film recente così ben riuscito?
Sul discorso della sceneggiatura non originale, per me la differenza non è di poco conto per quanto forse superficiale: la trasposizione dalla letteratura al cinema è un passaggio da una forma di arte ad un'altra; col remake si resta sullo stesso piano.
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
appena trovo un po' di tempo vi scrivo le solite review su Il Dittatore, The Way Back, C'era una volta in Anatolia e Coriolanus.
quattro film molto diversi ed ognuno a loro modo sicuramente interessante. anche se su tutti ho avuto delle perplessità.
ve le citerò, anche perchè sono curioso di sapere voi cosa ne pensate in merito se avete già visto questi film.
Stay tuned
quattro film molto diversi ed ognuno a loro modo sicuramente interessante. anche se su tutti ho avuto delle perplessità.
ve le citerò, anche perchè sono curioso di sapere voi cosa ne pensate in merito se avete già visto questi film.
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Re: C'era una volta il Cinema
THE WAY BACK

Peter Weir, regista del mitico The Truman Show, torna con un prodotto piuttosto fuori dagli schemi.
Basato su una storia vera, o per lo meno verosimile, di un gruppo di detenuti fuggiti da un gulag con un'attraversata durata molti mesi tra siberia, mongolia, cina e india, il cast vede impegnati molti validi interpreti, tutti piuttosto azzeccati.
Il protagonista Jim Sturgess regge bene la parte anche se la differenza la fanno i personaggi che lo circondano, dal magistrale Ed Harris, ancora una volta feticcio di Weir, alla giovane Saoirse Ronan, al mitico Colin Farrell, perfetto nel ruolo di un criminale russo. Non è un caso che il film abbia qualcosa da dire fino all'uscita di scena del suo personaggio.
Difficile valutare un film del genere. Lo stile è forse più vicino a quello del documentario. Quasi un pretesto per mostrare il contrasto tra la sofferenza dell'uomo e la meraviglia della natura, ben supportata da una fotografia straordinaria. Quando ho letto che si tratta di una produzione National Geographic, i conti sono tornati. E' un film molto esteriore, poco introspettivo, nonostante i dialoghi siano ben strutturati, così come i lunghi silenzi.
Alternativo.

Peter Weir, regista del mitico The Truman Show, torna con un prodotto piuttosto fuori dagli schemi.
Basato su una storia vera, o per lo meno verosimile, di un gruppo di detenuti fuggiti da un gulag con un'attraversata durata molti mesi tra siberia, mongolia, cina e india, il cast vede impegnati molti validi interpreti, tutti piuttosto azzeccati.
Il protagonista Jim Sturgess regge bene la parte anche se la differenza la fanno i personaggi che lo circondano, dal magistrale Ed Harris, ancora una volta feticcio di Weir, alla giovane Saoirse Ronan, al mitico Colin Farrell, perfetto nel ruolo di un criminale russo. Non è un caso che il film abbia qualcosa da dire fino all'uscita di scena del suo personaggio.
Difficile valutare un film del genere. Lo stile è forse più vicino a quello del documentario. Quasi un pretesto per mostrare il contrasto tra la sofferenza dell'uomo e la meraviglia della natura, ben supportata da una fotografia straordinaria. Quando ho letto che si tratta di una produzione National Geographic, i conti sono tornati. E' un film molto esteriore, poco introspettivo, nonostante i dialoghi siano ben strutturati, così come i lunghi silenzi.
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francilive
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Re: C'era una volta il Cinema
CORIOLANUS

Esordio da regista per Ralph Fiennes, che dopo aver interpretato a lungo la parte in teatro, ha deciso di prendere in mano in prima persona una produzione piuttosto ambiziosa, ambientando ai giorni nostri il testo originale di Shakespeare.
Di per sè, nulla di particolarmente originale. Avevamo già visto Romeo and Julet e Titus. Se non ne dimentico altri.
Fiennes oltre ad interpretare direttamente il protagonista Caio Marzio Coriolano, si circonda di ottimi attori, dall'antagonista Gerald Butler, che quando c'è da fare della violenza è sempre tra i migliori, alla madre, Vanessa Redgrave, sempre magnetica e affascinante, nonostante la clessidra continui a scorrere. Altri nomi rilevanti, tra cui l'eccellente Brian Cox e Jessica Chastain, molto sacrificata, diciamo pure sprecata a sto giro.
L'effetto è di un'eccellente opera teatrale che rinuncia in parte alle potenzialità che il grande schermo potrebbe offrire. Complessivamente credo vada valutata in due situazioni. Se lo spettatore non conosce la storia, rimarrà incollato due ore alla poltrona, derivando un giudizio certamente positivo. Altrimenti, al di là dell'interpretazione di Fiennes, che ha messo tutto se stesso nella parte, la trasposizione potrebbe apparire un po' troppo scolastica.
Consigliato.

Esordio da regista per Ralph Fiennes, che dopo aver interpretato a lungo la parte in teatro, ha deciso di prendere in mano in prima persona una produzione piuttosto ambiziosa, ambientando ai giorni nostri il testo originale di Shakespeare.
Di per sè, nulla di particolarmente originale. Avevamo già visto Romeo and Julet e Titus. Se non ne dimentico altri.
Fiennes oltre ad interpretare direttamente il protagonista Caio Marzio Coriolano, si circonda di ottimi attori, dall'antagonista Gerald Butler, che quando c'è da fare della violenza è sempre tra i migliori, alla madre, Vanessa Redgrave, sempre magnetica e affascinante, nonostante la clessidra continui a scorrere. Altri nomi rilevanti, tra cui l'eccellente Brian Cox e Jessica Chastain, molto sacrificata, diciamo pure sprecata a sto giro.
L'effetto è di un'eccellente opera teatrale che rinuncia in parte alle potenzialità che il grande schermo potrebbe offrire. Complessivamente credo vada valutata in due situazioni. Se lo spettatore non conosce la storia, rimarrà incollato due ore alla poltrona, derivando un giudizio certamente positivo. Altrimenti, al di là dell'interpretazione di Fiennes, che ha messo tutto se stesso nella parte, la trasposizione potrebbe apparire un po' troppo scolastica.
Consigliato.
- Bluto Blutarsky
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Re: C'era una volta il Cinema
Non sapevo fosse prodotto da National Geographic, ma comunque sia mi sembra coerente con il cinema di Weir, che ha sempre raccontato il confronto tra uomo e natura, da 'Picnic ad Hanging Rock' a 'Mosquito Coast', fino a 'Master and Commander'.francilive wrote:THE WAY BACK
"La verità è come l'acqua: una piccola quantità ti disseta e ti tiene pulito, ma se è troppa può farti affogare"


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Re: C'era una volta il Cinema
aspettavo la tua recensione... ma ti è piaciuto?francilive wrote:THE WAY BACK
Alternativo.
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Re: C'era una volta il Cinema
per certi aspetti si, ma non mi ha esaltato perchè mi aspettavo qualcosa di molto diverso.BruceSmith wrote:aspettavo la tua recensione... ma ti è piaciuto?francilive wrote:THE WAY BACK
Alternativo.
la cosa interessante è che sono personaggi molto differenti tra loro.
c'è l'ufficiale polacco, l'americano, l'uomo di cultura, il criminale, gli scappati di casa, ecc... ma il tutto viene trascinato... nella prima parte, quando sono all'interno del gulag, le premesse sono infatti molto differenti.
poi si ha la sensazione che inizi un lungo documentario.
ci mancava solo che ad un certo punto arrivasse pure bear gryllz a fare un cameo (c'è una scena che lo ricorda... capirete facilmente quale, non ve la spoilero
molta estetica, ma per certi versi un po' autocompiacente.
the truman show e master and commander erano film decisamente differenti, a prescindere dal fatto che potessero piacere o meno.
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Re: C'era una volta il Cinema
Indubbiamente, anche se qui forse ha un po' esagerato, questa è stata la mia umile impressioneBluto Blutarsky wrote: Non sapevo fosse prodotto da National Geographic, ma comunque sia mi sembra coerente con il cinema di Weir, che ha sempre raccontato il confronto tra uomo e natura, da 'Picnic ad Hanging Rock' a 'Mosquito Coast', fino a 'Master and Commander'.
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Re: C'era una volta il Cinema
Io ricordo che visto a teatro il Coriolano mi colpi per la sua trama non facile, potrebbe interessarmi
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Re: C'era una volta il Cinema
visto che davvero non trovo di meglio da fare, vado con nomi sparsi di film nella top250 di imdb che reputo incredibilmente sopravvalutati dal grande pubblico:
- fight club: ne discussi già tempo addietro con franci, e tempo addietro addietro con dazed. se volete un flame questo è uno dei miei argomenti preferiti
;
- american history x: con tutto il bene che gli si può volere, stento a comprenderne il valore innovativo. finale aberrante per scontatezza;
- the departed: sto con gerry;
- requiem for a dream: materiale narrativo per un cortometraggio. il montaggio da convulsioni. mi ha quasi convinto che la droga fa bene;
- braveheart: non ci fossero giusto quelle ventimila scene di pura retorica sarebbe anche godibile;
- 2001 odissea nello spazio: peggior film di kubrick;
- il labirinto del fauno: seriamente, questo è un film che volevo mi piacesse. ma rimane l'unico di questa lista di cui non colgo nemmeno una ragione perché la gente lo possa reputare così bello;
- bastardi senza gloria: per le ragioni espresse in altri post precedenti;
- snatch: anche qui grandi flame con franci e altri utenti a scelta nel passato. non ho voglia di ripensare ai motivi per cui non mi piacque (le tre volte che l'ho visto);
- hotel rwanda: la storia era da raccontare. e amo don cheadle. più o meno i meriti del film si fermano lì;
- v per vendetta: v dovrebbe incontrare maialone. poi ne riparliamo.
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