C'era una volta il Cinema

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Bluto Blutarsky
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Bluto Blutarsky »

SafeBet wrote:
Bluto Blutarsky wrote:_è un enorme gioco. Non solo un gioco di riferimenti extratestuali (io spettatore che riconosco la citazione dai grandi maestri sono appagato perchè mi sento parte di un club di iniziati),
io sta roba la odio invece. se deve fare i pompini allo spettatore li faccia in privato, non al cinema. non mi piacciono quelli che colgono una citazione che io non ho colto e ne sorridono. non mi piaccio io quando colgo una citazione e ne godo. non mi piace essere blandito. se il tuo film vale veramente non hai nessun bisogno di blandirmi.
Questo discorso ci starebbe se fossero riferimenti fini a loro stessi. Ma mai in Tarantino il gusto della citazione si esaurisce in sè, come invece può capitare in un qualunque film parodistico in cui se non conosci l'originale non cogli il significato. Sono talmente inserite nella narrazione che anche chi non conosce quei riferimenti al cinema del passato non coglie lo stridore, ma va avanti a godere della storia.
Non so se sei un fan degli Elio e le storie tese, ma penso che almeno una loro canzone sia nella tua playlist. Ebbene, discorso analogo: non c'è bisogno di cogliere tutti i riferimenti musicali con cui innaffiano le loro canzoni per farsele piacere, ma chi conosce la storia della musica coglie significati in più e prova un piacere supplementare.
Poi, come ho già detto, Tarantino lo fa perchè è coerente con quello che pensa del cinema contemporaneo, ovvero: tutto è stato già stato inventato, si può solo rimasticare il passato. E le immagini dei film mitici sono diventati i nostri veri oggetti del desiderio.
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SafeBet
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

il problema è che per me in basterds non c'è alcuna narrazione. sono delle (straordinarie) scene messe lì a casaccio per far orgasmare lo spettatore. manca del tutto una coerenza espositiva. in un film ci devono anche essere momenti dimenticabili, quelli che a tarantino probabilmente non interessano più.

contesto anche l'idea che uno debba conoscere la poetica o addirittura posizioni teoriche del cineasta per poterne cogliere a pieno un film. un film dev'essere un'opera a se stante. vale per quello che é. non voglio farmici le pippe mentali per due mesi analizzando quello che il regista avrebbe voluto dirmi in base a quello che penso lui pensi del mondo o della vita o del cinema o di noi spettatori. tutto sto metacinema non m'acchiappa. non m'ha mai acchiappato. posso al limite cercare di tirare dei fili tra i vari film di un regista. di più no, non è cinema.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by ride_the_lightning »

Safe, parlo per me. Per fare quella top -9, anche abbastanza sommaria e sintetica devo dire, dato che non si può descrivere il film in una riga come ho brevemente fatto, ho preso come riferimento sia il background personale che Rotten Tomatoes e le sue %. Obiettabile come scelta, senza alcun dubbio. Per questo ho tirato in ballo Avatar che ha un 83%/92%. Non torna il discorso invece per The Fountain che non mi pare riscosse grandissimo successo fra critica, box office [vabbè, questo sì pessimo metro di ragionamento].

Allora, rispondo per punti.

Su The New World, attenzione, ho detto che non lo digerisco, non che non apprezzi/riconosca i piani di lettura che Malick porta all'interno del film. Me la sento di condividere il tuo post, semplicemente ogni volta [e incominciano a essere un discreto numero, oramai] non riesco a concludere la visione senza sbadigliare. e decisamente, almeno l'ultima volta che l'ho visto, Morfeo ha prevalso sulla voglia di seguire il pensiero di Malick che fa capolino nelle scene. anche perchè per l'appunto con lui metto l'asticella abbastanza in alto fra la "Sottile Linea Rossa" [che adoro] e "The Tree of Life", "TNW" mi delude rispetto al resto della sua carriera. riconosco benissimo e senza problemi che possa essere un mio limite, che vada oltre l'effettiva caratura del film. un limite che però me lo fa mettere un gradino piuttosto sotto al resto della sua produzione e fra i film che ancora non comprendo appieno, quindi c'è sto scarto fra mia "fruizione" e "critiche" che me lo fan rientrare nella categoria di Gerry fra i film che mi han preso meno.
Perchè emerge sì, ancora una volta, il rapporto intimo, primordiale fra uomo/natura, ma non riesce a prendermi-coinvolgere totalmente, nonostante riconosca la bellezza delle tematiche che porta all'interno dell'opera. Tutto rientra entro una mia scala di valori personali all'interno della sua produzione cinematografica. Parametro discutibilissimo.
Aggiungo. Quello che mi capita per "New World" invece non mi accade con il sopracitato Tree of Life, che è stilisticamente-fotograficamente eccezionale, se non divino, esagero, ma non troppo. Film coraggioso, pienamente coerente con il percorso intrapreso da Malick e anche se lo sviluppo del plot è lento e totalmente secondario rispetto ai ruoli da protagonista riservati alla tecnica più pura, mi prende totalmente, anche sotto il filo narrativo, che rimane molto sottotraccia, lo ammetto. E senza sbadiglio. :biggrin:

Ricollegandomi al discorso tecnica, passo su Avatar. concordo che sia inscindibile lato tecnico/lato narrativo, o meglio, che entrambi debbano completarsi nella valutazione critica complessiva su di un film. Ma per l'appunto, sul secondo lato, come hai giustamente sottolineato, si è su livelli squallidi, a dir poco. Sul primo è innegabile il lavoro svolto con gli effetti grafici, CPU, utilizzo del 3D, ma personalmente non è nella mia idea di cinema. E' mero intrattenimento, insomma Avatar per me rappresenta, l'acutizzarsi della decadenza dell'aura [cit.] teorizzata da Benjamin. E quindi anche qui, come per "The New World" il giudizio è totalmente basato sul mio background con l'* al voto su RT.

Per The Fountain. Condivido con l'ignobile, anche se Requiem for a Dream e Pi Greco - Teorema del Delirio mi piacciono molto a dire il vero. come The Wrestler e The Black Swan, che sono ancor meglio.

Allargherei, infine, il discorso per la "classificazione", per esempio quella che ho fatto io, come ho già detto, è un mix di soggettività più riscontri "percentuali" su RT, insomma, l'opposto di andar a ricercare degli indici se non oggettivi [imho quasi impossibile], perlomeno imparziali. anche perchè ciò che per me è sottovalutato, in realtà non lo è affatto, oppure è sopravvalutato per chi altri, un bel caos.
Last edited by ride_the_lightning on 13/07/2012, 1:07, edited 2 times in total.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by francilive »

Per chi chiedeva perchè Rainè è un figo, bene, sappia che la risposta non è perchè l'ha imitato nel look anche Borriello, anche se questo sicuramente gioca a suo favore :naughty:
L'aspetto più scontato, banale e credo evidente della qualità di Bastardi è nei dialoghi, che sono di livello assoluto.
Ancora prima di considerare tutto il resto.
Bastano e avanzano. Anche perchè credo che in un film sia importante non guardare solo le figure.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Dietto »

Prima immagine di Q. Più tardi stanotte al Comic con a San Diego dovrebbe essere mostrato un nuovo trailer. Non si sa se sarà poi distribuito o rimarrà confinato nelle menti dei pochi eletti che lo vedranno come è stato per la preview di 4 minuti a Barcellona.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by GecGreek »

Safe parliamone, secondo te quando prenderebbe posizione in ambito politico o della società moderna?
Perchè a me pare che questo parco e di conseguenza il mondo in cui si sia rinchiusa questa comunità sia molto lontano da un giardino della felicità e fondamentalmente sta allo spettatore leggerci o meno una critica alla società e politica. Io più ci penso meno vedo una critica all'america moderna come sistema politico o come società e sempre più una critica prima di tutto a certi comportamenti umani di base. Il comportamente principale è ovviamente la paura del novuo, del diverso e la xenofobia, affrontata in vari gradi da persona a persona, e mostrata sia indotta sistematicamente dalla società sia sviluppata a seguito delle disgrazie che si scopre aver colpito gli anziani.
Anziani che manipolano le persone che proteggono fino a spaventare a morte e alla fine che non riescono comunque a evitare le inevitabili disgrazie, ne a uscire da certi clichet dell'abuso di potere (che ridurrò qui al compiere scelte per altri senza il loro consenso) che un ritorno a una civiltà più semplificata mirerebbe a eliminare e in nome di un bene superiore soggettivo degli anziani stessi. In altre parole la stragrande maggioranza dei problemi sociali/politici vengono nuovamente proposti in scala minore. Tutto ciò viene semplicemente mostrato piuttosto che affrontato. Mentre il tema che viene affrontato davvero è quello delle suddette paure, che si risolve con la scoperta che "la creatura" che attaccava la cieca (in quello spezzone fino a quando non arriva alla siepe il regista fa delle inquadrature veramente belle e immediate per potenza) era in realtà uno del posto con una prospettiva diversa della situazione e che anche per la più disincantata del resto del gruppo prende connotati di mostro terrificante e all'apparenza insormontabile perchè gonfiato dalle solite paure. Alla fine il gruppo e la ragazza decidono di rimanere al villaggio, ma per mantenerne "l'equilibrio" devono fare uso non solo di metodologie non virtuose ma proprio del supporto tangibile della modernità. Per me le due cose si compensano e per questo il film non esprime un giudizio in tal senso.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by GecGreek »

Esorto i naviganti a chiamare quel film col suo vero nome: Favatar. E ricordiamoci che si tratta del remake di Pokahontas.
SafeBet wrote:il problema è che per me in basterds non c'è alcuna narrazione. sono delle (straordinarie) scene messe lì a casaccio per far orgasmare lo spettatore. manca del tutto una coerenza espositiva. in un film ci devono anche essere momenti dimenticabili, quelli che a tarantino probabilmente non interessano più.

contesto anche l'idea che uno debba conoscere la poetica o addirittura posizioni teoriche del cineasta per poterne cogliere a pieno un film. un film dev'essere un'opera a se stante. vale per quello che é. non voglio farmici le pippe mentali per due mesi analizzando quello che il regista avrebbe voluto dirmi in base a quello che penso lui pensi del mondo o della vita o del cinema o di noi spettatori. tutto sto metacinema non m'acchiappa. non m'ha mai acchiappato. posso al limite cercare di tirare dei fili tra i vari film di un regista. di più no, non è cinema.
concordo in pieno. Per me cmq fare buona parte del film leggermente priva di narrazione non è un grosso problema, a patto che nella restante poi si dimostri che si da un senso al tutto come insieme da quel punto di vista cambiando registro. Sarà per questo che trovo l'inizio fino alla scena dello scantinato/taverna veramente da urlo e poi invece il film mi cade in picchiata come fascino. Rimane cmq un filmone eh, rispetto alle cagate che si vedono in giro.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Porsche 928 »

GecGreek wrote:Esorto i naviganti a chiamare quel film col suo vero nome: Favatar. E ricordiamoci che si tratta del remake di Pokahontas.
...

Se la si vuole buttare in caciara, mi sembra decisamente la maniera giusta.

La tecnologia CREATA per girare Avatar, serve oggi e servira domani anche per film con una trama migliore.

Che poi non e` nemmeno pessima quella di Avatar a guardarci bene, ha il solo (magari enorme) difetto di essere lineare piu o meno come il 99% dei film oggi in commercio.
Io non riesco a criticarlo sotto questo punto di vista, sarebbe come criticare che ne so, "King Kong"(de 1933) o "La bella e la Bestia", solo perche "si sa gia come finira"(sono i primi 2 film che mi sono venuti in mente quando uscirono lasciarono sbalorditi per gli "effetti speciali").
Ma ce ne sarebbero millemila di film con una trama "scarna" che non hanno avuto sta critica avversa.

Sembra quasi nel caso di Avatar che gli si "vada contro" solo perche e` il film che ha incassato piu nella storia, e` una colpa?


Mia Top 5 (in ordine sparso) dei film piu overrated degli ultimi anni:
-Matrix Revolutions
-Benjamin Button
-Pirati dei Caraibi: Ai confini del mondo
-Spiderman 3
-Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
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Bluto Blutarsky
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Bluto Blutarsky »

SafeBet wrote:il problema è che per me in basterds non c'è alcuna narrazione. sono delle (straordinarie) scene messe lì a casaccio per far orgasmare lo spettatore. manca del tutto una coerenza espositiva. in un film ci devono anche essere momenti dimenticabili, quelli che a tarantino probabilmente non interessano più.

contesto anche l'idea che uno debba conoscere la poetica o addirittura posizioni teoriche del cineasta per poterne cogliere a pieno un film. un film dev'essere un'opera a se stante. vale per quello che é. non voglio farmici le pippe mentali per due mesi analizzando quello che il regista avrebbe voluto dirmi in base a quello che penso lui pensi del mondo o della vita o del cinema o di noi spettatori. tutto sto metacinema non m'acchiappa. non m'ha mai acchiappato. posso al limite cercare di tirare dei fili tra i vari film di un regista. di più no, non è cinema.
Che il film proceda per giustapposizione di blocchi narrativi autonomi non c'è dubbio, ma è una scelta consapevole, tanto più che Tarantino la esplicita dividendo i suoi film in capitoli, come fossero un libro. Scene dimenticabili? In 'Bastardi senza Gloria' vanno avanti per cinque minuti buoni a cazzeggiare giocando ad indovinare King Kong, non è una di quelle che alle scuole di cinema ti indicano come scene madri.
Sul fatto che conoscere la poetica del cineasta non serva o che un film deve bastare a sè ho paura che non saremo mai d'accordo. La storia del cinema è piena di registi che sono prima di tutto teorici, e di conseguenza uomini di cinema. Se non conosci le loro teorie, i film di Ejzenstejn, Rossellini, Vertov, Murnau, Wiene, Tarantino, Pasolini non li coglierai mai a pieno. Coglierai qualcosa, magari molto, non tutto.

P.s: ma l'incendiario di tutta la discussione, il buon Gerry, non si fa più vivo?
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

Bluto Blutarsky wrote: Sul fatto che conoscere la poetica del cineasta non serva o che un film deve bastare a sè ho paura che non saremo mai d'accordo. La storia del cinema è piena di registi che sono prima di tutto teorici, e di conseguenza uomini di cinema. Se non conosci le loro teorie, i film di Ejzenstejn, Rossellini, Vertov, Murnau, Wiene, Tarantino, Pasolini non li coglierai mai a pieno. Coglierai qualcosa, magari molto, non tutto.
[/quote]

vedi, che uno sia un grande teorico o meno non influisce sul risultato del film. influisce invece la sua capacità di dar vita alla teoria tramite le immagini.
pasolini, che è un enorme teorico, non avrà mai bisogno di spiegarmi i suoi film. e nemmeno ejzenstein. i loro film non esuriscono la loro teoria, chiaramente, ma non vogliono farlo. vogliono darmi un pezzo del modo in cui loro vedono il mondo. è a questo che serve un film. non può essere il capitolo di un libro, nemmeno nei casi delle trilogie o delle saghe. un film deve bastare a se stesso, perché nella sala cinematografica lo si presenta da solo, senza corollari, senza spiegazioni, senza nient'altro. se poi io volessi comprendere a pieno le idee di un cineasta, sono sicuro che troverò dei testi esaustivi in merito. che è esattamente lo scopo di un libro, al contrario del film.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Dietto »

Come previsto è stato mostrato il nuovo trailer di Skyfall, che sarà nei cinema IMAX (si spera quindi pure su youtube) nelle prossime settimane: per chi vuole aggiornamenti:
Da uno story board disegnato che è uscito su internet si evince che: chi l'ha visto parla di atmosfere molto dark, qualcuno ha detto anche più di Batman. Da quello che si è capito all'inizio del film Bond sta combattendo su un treno in Turchia, M dà a un'agente appostata lì vicino l'ordine di sparare nonostante potesse prendere Bond, Bond cade dal treno in acqua. A quanto pare, forse per il fatto che M non abbia esitato a rischiare la sua vita, Bond decide di non tornare immediatamente in servizio ma di far perdere le sue tracce. Dal trailer invece: M ha perso una chiavetta con sopra nomi, foto e ubicazione di tutti gli agenti doppio 0 (e non solo). Ralph Fiennes le fa un cazziatone. Bond viene deriso da Q che gli dice che lui in pigiama in 10 minuti col computer riesce a fare di più di quello che fa 007 sul campo in un anno. Gareth Mallory(Fiennes) chiede a M dove sia Bond e lei risponde "da qualche parte nel mare cinese", lui chiede perchè non ne sa di più e lei fa capire che già sapere quello che gli ha detto è abbastanza. Poi ci sono altri pezzi di montaggio sparsi Ripeto chi l'ha visto l'ha definito "impressionante"
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by GecGreek »

grazie safe per non avermi cagato di striscio :piango:
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by GecGreek »

Porsche 928 wrote:
GecGreek wrote:Esorto i naviganti a chiamare quel film col suo vero nome: Favatar. E ricordiamoci che si tratta del remake di Pokahontas.
...
La tecnologia CREATA per girare Avatar, serve oggi e servira domani anche per film con una trama migliore.
Non è che senza Favatar non sarebbe esistito il 3D eh.
Parliamo di ciò che è davvero il film: 2 ore e mezzo di Pokahontas.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Gerry Donato »

Bluto Blutarsky wrote: P.s: ma l'incendiario di tutta la discussione, il buon Gerry, non si fa più vivo?
Vi leggo voracemente, compiaciuto di avere indirettamente procurato in queste pagine un bigino per qualche esame al DAMS e varie chicche assortite. :laughing:

Poi non saprei cosa aggiungere e di certo non voglio avere l'ultima parola sui singoli film.

Faccio solo un chiarimento all'amico JC su The Departed.
Anche a me in quanto tale era piaciuto molto, ma c'è una magagna che ho scoperto due anni dopo, che va al di là della riuscita della realizzazione e che ne deturpa ogni velleità artistica: è un remake di un film perfettamente riuscito.

Non so mai bene come pormi col remake, perché è tutt'altro che da escludere possa essere un film migliore dell'originale.
La mia regola è: se l'originale è un bel film ed è stato girato meno di 20 anni prima, il remake non ha a prescindere valore artistico.

Anything for Her (francese) è un bellissimo film: che bisogno c'era di The Next Three Days?
Apri gli Occhi (spagnolo) è un bellissimo film: che bisogno c'era di Vanilla Sky?
Non desiderare la donna d'altri (danese) è un bellissimo film: che bisogno c'era di Brothers?
Sorvolando su recenti inverecondi abomini italiani.

E per arrivare al dunque... Infernal Affairs (Hong Kong) è un capolavoro di cui ha acquistato i diritti e copiato la trama Scorsese, Hollywoodizzando il tutto: come può essere un remake a permettere ad un regista del genere di vincere il suo primo Oscar? :penso:
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by francilive »

GecGreek wrote: Non è che senza Favatar non sarebbe esistito il 3D eh.
Parliamo di ciò che è davvero il film: 2 ore e mezzo di Pokahontas.
L'innovazione è nelle tecniche di ripresa, oltre che nella selettività dei contenuti tridimensionali delle immagini.
Le virtual cam progettate per avatar hanno introdotto un nuovo sistema per integrare il virtuale con il girato, in tempo reale, cosa che aumenta sensibilimente le potenzialità espressive di un regista.
Quando questa tecnologia capiterà nelle mani giuste, o meglio, in produzioni meno ossessionate dal ritorno al botteghino, vedremo dei gran film. Progressivamente i costi si abbasseranno, ecc...
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