C'era una volta il Cinema

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ride_the_lightning
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by ride_the_lightning »

anche io Bruce infatti non so manco se abbia senso. :forza:

dico che Trainspotting imho è un fenomeno cinematografico come lo è stato Fight Club. Entrambe trasposizioni che, valutate nel loro valore artistico in se, hanno certi pro e certi contro, ma che subiscono un'inflazione a posteriori che va a sopravvalutarli.
Scordandosi poi che i lavori originali su cui sono costruiti, sia di Palahniuk che di Welsh son di ben altra caratura e spessore, in particolare Fight Club. Fino ad arrivare al paradosso che non si sappia che in realtà erano libri. ma questo esula dalla valutazione critica cinematografica e amplia il discorso al pubblico/ricezione di massa.

ah, Trainspotting mi piacque come trasposizione, sicuramente meglio di tante altre. :thumbup:
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Bluto Blutarsky
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Bluto Blutarsky »

BruceSmith wrote: @bluto: ho allargato un po' il campo perchè negli ultimi anni sono rimasto un po' indietro e perchè i film più sopravvalutati - imho - sono quelli talmente calati nel periodo in cui sono stati girati (ho detto easy rider? :icon_paper: ) da essere poco digeribili per i posteri.
D'accordo al mille per mille. Altri due esempi? 'Il Laureato' e 'Un uomo da marciapiede'. Film di brevissimo respiro.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Mr. Sloan »

Sul laureato concordo fino ad un certo punto. E' vero che e' un film che si basa sulle consuetudini sociali di quel periodo, che sono ben diverse da quelle attuali, rendendo non immediati ai posteri tutti i meccanismi della trama. Pero' e' un film che riesce ancora a dire qualcosa in un modo gradevole, nonostante gli anni. Considerando la commedia media di quel periodo (mattoni colossali nella maggior parte dei casi), il Laureato direi che mostra le rughe ma infondo invecchia abbastanza bene
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Frizzi »

BruceSmith wrote:
1) Il grande Lebowsky (overratedoverrated :forza: )
non così Bruce (cit.)
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by BRANDONE »

visto ieri il dittatore.Sarò strano io ma non è che mi sono fatto tutte queste risate.l'idea di fondo è buona,ma nel film è presente un tipo di comicità che a me non fa proprio ridere
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by GecGreek »

Mr. Sloan wrote:
BruceSmith wrote:1) Il grande Lebowsky (overratedoverrated :forza: )
e anche qui io sto con mi trovo in totale accordo con Brus :icon_paper: Di nuovo saro' sbagliato io, ma ho trovato i personaggi irritanti, le situazioni stucchevoli e il complesso del film molto, molto sopravvalutato. Non si capisce bene se voglia essere un film su un gruppo di deficenti ma con una storia ai limiti della credibilita', o un film sopra le righe ma con degli accenni ad una presunta verosimiglianza della sceneggiatura.
se trovi i personaggi irritanti va da se che il film non ti sia piaciuto visto che sono di gran lunga la miglior cosa assieme ai dialoghi, in particolare Walter.
La parte di film che va dall'incontro con il produttore porno all'omaggio al Sargente Hartman è troppo bella. Io l'ho trovato un film che ha il semplice intento di intrattenere, aldilà della critica sociale/culturale che ci si potrebbe leggere, e che riesce a farlo alla grande senza dover ricorrere a effetti speciali, all'eccessivo uso dell'azione o le solite cazzate. Il mix tra verosimile e inverosimile lo trovo ottimo e da ulteriore imprevedibilità al film non solo dal punto di vista della trama ma anche della natura della scena che ti ritroverai davanti.
L'unica cosa che ho provato poco riuscita e un filo irritante è il narratore coi baffi, che è praticamente quel commentatore sportivo della RAI che fa giro d'italia e domenica sportiva. Solo con dei gran baffi.
Bluto Blutarsky wrote:
ride_the_lightning wrote:
7. M. Night Shyamalan esclusi The 6th Sense e Signs - per il resto mi non piace proprio, se avete qualcosa da consigliarmi per rivalutarlo, ben vengano.
Per me 'The Village' è uno splendido film, di gran lunga il suo migliore. E sono tra i pochi a cui non è dispiaciuto nemmeno 'E venne il giorno'. 'Lady in the water' invece faccio fatica a difenderlo pure io...
concordo su The Village. Oltre al fatto che è girato bene e molte inquadrature trasmettono esattamente lo stato d'animo del personaggio e ciò che vuole il regista, mi piace molto perchè il film ha sostanza ed è tutto incentrato in una critica soprattutto psicologica su diversi piani, singolo, collettivo, di singoli atteggiamenti in contrasto. Il film non è incentrato su una critica alla società, ma forzatamente affronta temi che la riguardano, ma sono dell'idea che il film non esprima un parere a riguardo e uno possa leggerci ciò che vuole da quel punto di vista.
In definitva potremmo definirlo Thriller Psicologico? Comunque non è un film da guardarsi così alla leggera, tanto per fare qualcosa, o se ne perde il fascino e la profondità.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by shilton »

Teo wrote:Il Grande Lebowski è un culto. Punto.

Amen

Sloan, non così (cit.)
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by mr.kerouac »

Bluto Blutarsky wrote:Beh Gerry, hai buttato lì un paio di bombe mica da poco. Su alcuni ti sposo in pieno (su 'The Millionaire' sei fin troppo diplomatico, ma anche 'Benjamin Button' e 'La promessa dell'Assassino' non hanno convinto fino in fondo neanche me), su altri c'è spazio per venti pagine di discussione.

Per partire da 'Bastardi senza Gloria', solo un paio di motivazioni in ordine sparsa per cui secondo me è un oggetto senza eguali:
_ è il film in cui Tarantino porta ad estremo compimento le sue teorie sul cinema come luogo dell'immaginario per eccellenza, arrivando a teorizzare che in epoca postmoderna non ci può essere cinema che non ricalchi immagini già consolidate nella memoria dello spettatore. Operazione degna di Warhol, che elevava ad opera d'arte i miti della cultura popolare rifatti in serie. Allo stesso modo Tarantino costruisce un collage di scene già esistenti, ma il risultato è qualcosa di mai visto prima.

_è un manifesto sulla potenza del cinema. Tarantino se ne frega della realtà, per lui fare un film che replichi la realtà vuol dire mortificare le possibilità del cinema. E qui si prende lo sfizio di cambiare il corso della Storia, facendo alla brace Hitler e facendo finire la guerra in barba ad ogni verosimiglianza. E lo fa, non a caso, in una sala cinematografica, luogo dell'immaginario per eccellenza. Insomma, il cinema è più potente di ogni cosa. Non vi sarà sfuggito che Shoshanna e il soldato Zoller continuano a parlare dallo schermo anche dopo morti. Più di così...

_è un enorme gioco. Non solo un gioco di riferimenti extratestuali (io spettatore che riconosco la citazione dai grandi maestri sono appagato perchè mi sento parte di un club di iniziati), ma anche un gioco squisitamente ludico in cui la violenza è tanto parossistica da essere quasi da cartone animato. Non pericolosa o incendiaria, ma terapeutica (catartica, come la paura in Aristotele, proprio perchè non reale).

_la sapienza con cui Tarantino alterna tempi morti (il cazzeggio) ad inaudite esplosioni di violenza è tutta sua, non replicabile. Chi ci ha provato (Guy Ritchie) ha fallito miseramente. Così facendo gioca con lo spettatore come al gatto col topo.

_ti appassioni alla storia perchè la cogli come un atto di giustizia divina (gli ebrei che battono Hitler) che sai essere impossibile nella realtà, ma che solo al cinema diventa possibile.

_è una riflessione tutt'altro che scontata sulla funzione della violenza al cinema. Mostrando i modi in cui la propaganda goebbelsiana usava la violenza per incitare i tedeschi al fianco del Reich, dimostra di avere chiarissimo il fatto che la violenza può anche plagiare. Detto da lui, spesso accusato di prendere troppo alla leggera la questione, non è poco.

_Christoph Waltz :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy:
sul boldato: vai a fare in culo
sul resto: ineccepibile
@bruce: spero tu stessi scherzando
@gerry: ti meriti allegri e antonini
@mestesso: mi dedico davvero troppo poco al cinema ultimamente (è anche vero che l'industria cinematografica si sta dedicando troppo poco al cinema)
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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Re: C'era una volta il Cinema

Post by ride_the_lightning »

GecGreek wrote:
ride_the_lightning wrote:
7. M. Night Shyamalan esclusi The 6th Sense e Signs - per il resto mi non piace proprio, se avete qualcosa da consigliarmi per rivalutarlo, ben vengano.
Per me 'The Village' è uno splendido film, di gran lunga il suo migliore. E sono tra i pochi a cui non è dispiaciuto nemmeno 'E venne il giorno'. 'Lady in the water' invece faccio fatica a difenderlo pure io...
concordo su The Village. Oltre al fatto che è girato bene e molte inquadrature trasmettono esattamente lo stato d'animo del personaggio e ciò che vuole il regista, mi piace molto perchè il film ha sostanza ed è tutto incentrato in una critica soprattutto psicologica su diversi piani, singolo, collettivo, di singoli atteggiamenti in contrasto. Il film non è incentrato su una critica alla società, ma forzatamente affronta temi che la riguardano, ma sono dell'idea che il film non esprima un parere a riguardo e uno possa leggerci ciò che vuole da quel punto di vista.
In definitva potremmo definirlo Thriller Psicologico? Comunque non è un film da guardarsi così alla leggera, tanto per fare qualcosa, o se ne perde il fascino e la profondità.
Bella descrizione, a sto punto vedrò di levarmi il sassolino dalla scarpa e vedere se sia l'occasione buona di rivalutare, giudicar in meglio, Shyamalan.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Frizzi »

GecGreek wrote:
Per me 'The Village' è uno splendido film, di gran lunga il suo migliore. E sono tra i pochi a cui non è dispiaciuto nemmeno 'E venne il giorno'. 'Lady in the water' invece faccio fatica a difenderlo pure io...
concordo su The Village. Oltre al fatto che è girato bene e molte inquadrature trasmettono esattamente lo stato d'animo del personaggio e ciò che vuole il regista, mi piace molto perchè il film ha sostanza ed è tutto incentrato in una critica soprattutto psicologica su diversi piani, singolo, collettivo, di singoli atteggiamenti in contrasto. Il film non è incentrato su una critica alla società, ma forzatamente affronta temi che la riguardano, ma sono dell'idea che il film non esprima un parere a riguardo e uno possa leggerci ciò che vuole da quel punto di vista.
In definitva potremmo definirlo Thriller Psicologico? Comunque non è un film da guardarsi così alla leggera, tanto per fare qualcosa, o se ne perde il fascino e la profondità.
Concordo. Film che è piaciuto molto anche a me (a differenza di Signs per esempio)
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by ride_the_lightning »

Mi fate sentì in colpa. :forza:
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by Staralfur »

Mi assento un paio di giorni e nasce una discussione sui film più o meni sopravvalutati, interessante. :biggrin:

Per quanto mi riguarda concordo in pieno con i post di ride su Into the wild e Bluto su Bastardi senza gloria, per me sono due grandissimi film.
Tra i film più sopravvalutati metto anche io Avatar al primo posto a mani basse, per il resto sono abbastanza in linea con quanto detto da ride, bluto, bruce e in parte Gerry.
In futuro prepariamoci una 'Top 10 sottovalutati', che così può servire anche per i forumisti in cerca di consigli.
Bella idea, sarebbe una classifica molto interessante e perchè no anche utile.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

comionciamo a rispondere cronologicamente, visto che di carne al fuoco ce n'è parecchia.
Gerry Donato wrote: TOP 20 film più sopravalutati celebrati che mi hanno intrattenuto meno (dal 2000):

19: Il castello errante di Howl (Howl's Moving Castle), di Hayao Miyazaki 86 93
18: Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (Spring, Summer, Fall, Winter... and Spring), di Kim Ki-duk 95 92
16: Up 98 86 (tolti i primi 10 minuti favolosi)
12: La tigre e il dragone (Crouching Tiger, Hidden Dragon), di Ang Lee 97 81
partendo dal presupposto che rotten tomatoes ha il problema spiegato in precedenza.

- miyazaki ha un'inventiva che da sola basterebbe a meritarsi le celebrazioni. tecnicamente non penso sia necessario discuterne. la storia è fin troppo edificante, questo te lo concedo. ma si parte dal presupposto che è prima di tutto un film per bambini/ragazzi, sebbene possano apprezzarlo anche gli adulti. e diciamocelo, ai giapponesi pieni di buoni sentimenti si crede più volentieri che agli americani. 4,5 stelle.

- per me è mostruosamente bello, ma se mi chiedi di spiegarti il perché alzo bandiera bianca. 4,5 stelle.

- non un capolavoro, ma anche qui, con che occhi lo stai guardando? io l'ho trovato dolcissimo e credibile per giunta. un po' sfilacciato nel finale forse. 3,5 stelle.

- le coreografie sono strepitose, i combattimenti tra i migliori realizzati fino a quel momento al cinema. c'è anche un tocco di solennità d'estremo oriente che non guasta mai, senza però mai scadere nella noia. che vuoi di più? 3,5 stelle.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

Bluto Blutarsky wrote:_è un enorme gioco. Non solo un gioco di riferimenti extratestuali (io spettatore che riconosco la citazione dai grandi maestri sono appagato perchè mi sento parte di un club di iniziati),
io sta roba la odio invece. se deve fare i pompini allo spettatore li faccia in privato, non al cinema. non mi piacciono quelli che colgono una citazione che io non ho colto e ne sorridono. non mi piaccio io quando colgo una citazione e ne godo. non mi piace essere blandito. se il tuo film vale veramente non hai nessun bisogno di blandirmi.
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Re: C'era una volta il Cinema

Post by SafeBet »

Bluto Blutarsky wrote:Giochino interessante però quello proposto da Gerry.

10) The New World (2005), di Terrence Malick
tralasciando che vorrei capire sopravvalutato da chi (ma già in partenza mi sembra una categoria creata ad hoc da scrive, chiunque egli sia).

il nuovo mondo è la migliore analisi dell'uomo da un punto di vista antropologico vista al cinema da quando il cinema è nato. e non è nemmeno l'unico piano di lettura attraverso cui è possibile interpretarlo.
è un film di una potenza inaudita a livello figurativo. è straordinariamente complesso per la profondità a cui parla dei rapporti uomo-uomo, uomo-donna, uomo-natura, anche uomo-dio/spiritualità. è apocalypse now scremato da tutta la retorica coppoliana. è talmente grande che ti fa dimenticare che stai guardando un film con protagonista colin farrell.

minchia davvero non capisco.
ride_the_lightning wrote:Mi ritrovo abbastanza con Bluto. Boh, proviamoci, anche se non son proprio bravo con le classifiche.

1. Avatar - ah, è cinema ?
6. The New World - mi piace moltissimo Malick, ma questo proprio non lo digerisco.
7. M. Night Shyamalan esclusi The 6th Sense e Signs - per il resto mi non piace proprio, se avete qualcosa da consigliarmi per rivalutarlo, ben vengano.
8. The Fountain - il peggiore di Aronofsky. un'accozzaglia di mille idee, simbolismo, misticismo, religiosità, si perde troppo.
già detto del nuovo mondo. per shyamalan concordo con chi ha detto the village (che però mio caro gec è un film molto più sociologico che psicologico, altro che non prendere posizione). the fountain è veramente ignobile, ma in linea con la produzione di aronofsky fino a quel momento (è riuscito a convincermi, anzi a rendermi fanboy, con il cigno nero, prima veramente poca roba).

su avatar voglio dire due parole gentili. preso per quello che è, cioè intrattenimento allo stato puro, non è nemmeno male.
d'accordo che la storia è davvero imbevibile (e ritorniamo al discorso degli americani insopportabili quando mi riampiono di melassa), però c'è un lato tecnico nel cinema che io davvero non riesco a bypassare, e quello lo trovo notevole.
la critica comunque non mi pare l'abbia incensato. e in generale temo non si possano prendere i risultati al botteghino come autorevoli per decidere se un film è grande o meno.
BruceSmith wrote:per prima cosa ricordo che gli insulti sono puniti con la sospensione. :icon_paper:
- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (in questo caso immagino che buona parte dell'hype sia dovuto alle infamie di LC contro il commissario Calabresi)
ma plis, brus. è un film che non vive di momenti, quanto della sua straordinaria coerenza interna. è uno dei pochi film italiani che mi ha realmente tenuto sulla corda dall'inizio alla fine. è una lettura dell'italia e degli italiani che va molte oltre quel momento storico, di cui è ovviamente figlio.
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